Il meglio e il peggio del 2011 secondo la redazione di Ars Ludica

Xenoblade Chronicles (Wii)

Anelli: Chi l’avrebbe mai detto che l’RPG del decennio per la critica sarebbe stato un titolo giapponese per Wii? Xenoblade non solo reinventa l’Open World e l’esplorazione old-school rendendola scorrevole, divertente e priva di frustrazioni, ma in più intreccia una delle migliori storie degli ultimi anni, con un sistema di interazione sociale molto più complesso di quanto non sembri.

Puck:
“My day has been too long. In the morning I saw the sons of Unamis happy and strong; and yet, before the night has come, have I lived to see the last warrior of the wise race of the Mohicans.” (L’Ultimo dei Mohicani, James Fenimore Cooper)


Batman Arkham City (PC, Xbox 360, PS3)

Anelli: Torna Legend of Batman per chi non toccherà mai uno Zelda “perché è da bambocci nintendari”. Ancora una volta Rocksteady ci regala un gioiello senza sbavature e con molta sostanza, contestualizzato in un mondo più vasto e meno claustrofobico di quello del primo episodio. Un altro esempio di come i giochi open world possono essere qualcosa di diverso da contenitori generici in cui menare le mani e basta.


Saint’s Row The Third (PC, Xbox 360, PS3)

Anelli: Esagerato, creativo, volgare, incorregibile, Saint’s Row si mette sul trono e deride il mondo dei crime game con uno stile ed una personalità unici ed inarrivabili. Ormai andare in giro ad investire passanti con quel piagnone di Niko Bellic è un retaggio del passato remoto: qui si può tramortirli con un dildo gigante vestiti da coniglio rosa!

Mr Rud: Uno splendido titolo che dimostra come il videogioco possa essere totale anarchia: irriverente e immaturo a tal punto da risultare geniale. Il miglior free roaming della storia. Period.


Dark Souls (PS3, Xbox 360)

Anelli: Torna Demon’s Souls, con una difficoltà più calibrata ed un sistema di gioco più accessibile, ma la storia è sempre la stessa: bilanciamento millimetrico e pressoché perfetto, un sistema di combattimento divertente e impegnativo, mostroni ovunque. Dark Souls continua la tradizione dei giochi in cui se perdi è solo colpa tua. A guardarlo con occhi meno impigriti dall’instant-win imperante, non è nemmeno troppo difficile: basta pensare invece di spammare attacchi.


To the Moon (PC)

Tagliaferri: Quattro ore e mezza di pura poesia. C’è poco gioco, ma non importa: l’esperienza videoludica più bella dell’anno, nonostante la semplicità e la relativa brevità, con una colonna sonora eccezionale e per una volta legata alla storia raccontata. I colossi che parlano di portare i videogiochi allo stesso livello del cinema, solo perché hanno imparato a fare bene le sequenze d’azione spendendo miliardi, dovrebbero prima riuscire a capire come si raccontano storie come quella di To the Moon.


Serious Sam 3: BFE (PC)

Tagliaferri: Il terzo Serious Sam è sostanzialmente identico ai primi due capitoli. A farlo risaltare sono i tempi che corrono, fatti di muretti da abbracciare per diventare invincibili e di salute che si autoricarica dopo tre secondi. Serious Sam 3 invece è tutta skill. Giocarci mette addosso quell’euforia che solo il sopravvivere a centinaia di nemici che attaccano contemporaneamente può donare.


The Binding of Isaac (PC)

Tagliaferri: Isaac si nutre di psicologia spicciola, anticlericalismo, sangue ed escrementi. E funziona. Forse dipenderà dalla colonna sonora eccezionale e drammatica, forse dalla sfida che propone, forse dall’immensa quantità di contenuti, ma finché non si è ucciso il boss finale non si riesce ad abbandonare il gioco.


Dungeon Defenders (PC, Xbox 360, PS3)

Tagliaferri: Niente di rivoluzionario, ma divertimento puro. Dungeon Defenders è l’apoteosi del Dungeon Defence, con fino a quattro giocatori contemporaneamente che possono collaborare per reprimere orde di orchi, troll e goblin. Lo scopo? Difendere i cristalli del potere. Sembra avere poche pretese, ma è in grado di catturare come pochi altri giochi usciti quest’anno.


From Dust (PC, PS3, Xbox 360)

Tagliaferri: Eric Chahi ritorna dopo anni di silenzio con un gioco buggatissimo, ma monumentale nel voler esporare il rapporto mistico che intercorre tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Vadano al diavolo l’intelligenza artificiale e le poche modalità di gioco, la bellezza di From Dust è tutta in quell’ondata gigante che supera le montagne e spazza via il villaggio costruito troppo frettolosamente, o nell’eruzione incontrollabile che crea un lago di lava dove prima c’era solo terra secca.


Phone Story (Android)

Tagliaferri: Phone Story racconta com’è stato fatto lo smartphone che tieni in mano, ma anche l’ipocrisia di un mondo in cui tutti siamo liberi fintanto che proponiamo contenuti da centro commerciale. Nato su piattaforme iOS e censurato con infamia da Apple (lo avrebbero mai fatto con un film o una canzone? si chiede l’autore, Paolo Pedercini e ci chiediamo noi insieme a lui) trova infine casa sull’Android Market (link). Il motivo della cacciata dallo store di Apple? L’eccessiva crudezza della rappresentazione che avrebbe violato il contratto di sottoscrizione… peccato che, prima di avere successo, Phone Story avesse superato tranquillamente la submit. La verità è che i bambini sfruttati nel gioco sono troppo hungry per stare alive su un sistema così pieno di stile.


Jamestown (PC)

Tagliaferri: Un sparatutto a scorrimento verticale su PC? Sì, ed è pure bello. Jamestown è una sorpresa su più fronti e uno dei pochi titoli che ha provato a far tornare l’occidente attivo in un genere battuto quasi esclusivamente dai giappopeople. Grafica in pixel art eccezionale, mille proiettili contemporaneamente sullo schermo, boss enormi e tante modalità lo rendono quasi commovente.


Portal 2 (PC, PS3, Xbox 360)

Tagliaferri: Non c’è niente da fare. Valve ha classe da vendere. Il livello di scrittura di Portal 2 è superiore a qualsiasi altro gioco uscito finora e poco importa tutto il resto. Un puzzle game che intriga dall’inizio fino alla fine grazie alla sua trama affascinante e ai personaggi sopra le righe.

StM:
Forse il puzzle game con la narrazione migliore di sempre, diverte per entrambi gli aspetti sia in modalità singolo che multigiocatore.

Joe:
Il ritorno di GlaDOS ci catapulta in una nuova avventura che metterà a dura prova i nostri neuroni, grazie all’aggiunta di elementi geniali per sfidare le leggi della fisica. Longevità ed emozioni letteralmente triplicate rispetto al prequel, in un titolo che esplode proprio quando sembra aver già dato il meglio di sé. Sebbene composti da chip e bulloni, i comprimari offrono un’interpretazione da oscar dimostrandosi meno macchine di ciò che sembrano.


Battlefield 3 (PC, Xbox 360, PS3)

Joe: Il re degli sparatutto massivi è tornato a mostrare i muscoli sulla  piattaforma che ne diede i natali (il PC), con una versione decisamente più pompata rispetto alle controparti console. Da  premiare non solo per le ovvie qualità tecniche e di gameplay, ma soprattutto per l’impegno messo da DICE nel migliorare il gioco ascoltando la voce della folta community, sempre attenta nei suggerimenti per bilanciare un gameplay complesso ma assuefante. Peccato per qualche mappa di ispirazione “coddiana”.


Rock of Ages (PC, PS3, Xbox 360)

Tagliaferri: Rock of Ages sprizza creatività da tutti i pori. Guidando una sfera bisogna sfondare le porte della roccaforte del nemico di turno, per schiacciarlo e superare il livello. Semplice pur nella sua complessità, è tutto quello che un videogioco dovrebbe essere. Forse manca un po’ di sfida ma fa nulla, perché il resto è veramente eccezionale.

Puck:
Arte, follia e prezzo basso. Uno dei migliori (e meno noti) Live Arcade dell’ultimo anno.


Terraria (PC)

Mr Rud: Grande come Minecraft ma “piccolo” come un Diablo: un gioco che fonde quasi perfettamente avventura e sandbox. A parte alcuni problemi di bilanciamento, è un grazioso e terrificante gioiello.


Bastion (PC, Xbox 360, PS3)

Mr. Rud: Sebbene il gameplay non faccia gridare all’innovazione, tutto il resto è meraviglioso: una storia drammatica, una colonna sonora mozzafiato e un narratore onnisciente splendidamente interpretato da Logan Cunningham, tutto contornato da uno stile unico e irripetibile, la fiaba dell’anno.


The Dishwasher: Vampire Smile (Xbox 360)

Mr Rud: Sistema di combattimento adrenalinico e atmosfera oscura sono gli ingredienti di questo ottimo Beat ‘Em Up. Consigliato per chi cerca pane per i suoi denti.


Frozen Synapse (PC)

Mr Rud: Tattica allo stato puro.

Tagliaferri:
Di come la strategia necessiti di schemi, non di esplosioni.


Radiant Historia (Nintendo DS)

Tagliaferri: Uscito a febbraio negli Stati Uniti e mai arrivato in Europa, Radiant Historia è stato quasi ignorato dal grande pubblico. Peccato, perché probabilmente è uno dei JRPG migliori degli ultimi anni, con un sistema di combattimento originale e una trama che sfrutta l’idea del viaggio nel tempo in modo eccezionale, mantenendosi di alto livello per tutta l’avventura. Mmmmm, forse il problema è che non ci sono tettone sulla cover.


Goat Up (iOS)

Tagliaferri: Su iOS Minter ha trovato una seconda giovinezza, arrivando a produrre quattro giochi in due anni e dando sfogo a tutte le sue ossessioni. Goat Up è un’opera semplicissima in cui, nei panni di una capra, bisogna scalare una torre. Lo scopo è arrivare più in alto possibile e segnare un punteggio record. Come? Brucando l’erba, raccogliendo oggetti ispirati ai classici a 8 bit e accoppiandosi con i maschi appollaiati sulle piattaforme. Sublime.


The Legend of Zelda: Skyward Sword (Wii)

Puck: “Simplify simplify” disse H.D. Thoreau. Il videogioco più fiabesco dell’anno è figlio di questa filosofia.

Gioventù Ribelle (PC)

Tagliaferri: La dimostrazione che l’Italia è già fallita, ma ancora non se n’è accorta. Gioco di madre e padre incerti che, dopo la pubblicazione, è stato rinnegato da tutti, anche da quelli che non ci avevano lavorato. Però quando qualcuno lo mostrava in pompa magna cum laude a Napolitano, in compagnia della ministra per caso Giorgia Meloni, costui aveva nome e cognome e amava farsi inquadrare al telegiornale. Insomma, Gioventù Ribelle doveva servire a celebrare il centocinquantenario della nazione, ma è scomparso nel nulla e probabilmente uscirà per il duecentenario, quando la maggior parte dei testimoni di questa cialtronata saranno morti e le nuove generazioni l’avranno ormai dimenticato.


RAGE (PC, Xbox 360, PS3)

Tagliaferri: Dopo anni di silenzio id esce con un nuovo gioco che vorrebbe spaccare il mondo ma riesce a fare male un po’ tutto. Mezzo sparatutto classico, mezzo open world, mezzo gioco di ruolo, mezzo videogioco narrativo, mezzo gioco di guida, RAGE è una specie di aborto senza capo né coda di cui si salvano solo alcuni scenari. In fondo tutto ciò che interessava a Carmack era usare le mega texture e bullarsi del suo motore grafico.

Joe: Quando J. Carmack e soci scendono in campo, di solito, è ora di rifarsi il PC e lucidare la tastiera perché è in arrivo un titolone. Ma a questo giro è andata malissimo: sei interminabili anni di promesse e premesse quasi del tutto disattese. Il lancio di RAGE è stato il più catastrofico di sempre per la casa texana, assolutamente ingiocabile nei primi giorni su PC e deludente sotto l’aspetto tecnico, ha forse convinto più gli sbarbatelli consolari che i giocatori di vecchia data (a giudicare dalle vendite), date le inaspettate concessioni offerte agli fps moderni. Gli odiosi muri invisibili e un finale scandaloso danno il colpo di grazia a una delle più cocenti delusioni degli ultimi anni. Peccato, perché di carne al fuoco ne mette parecchia.


PES & FIFA 2012

Puck: Aggiornamenti a prezzo pieno. E poi ci lamentiamo delle “cattive abitudini” di un’industria.


Duke Nukem Forever (PC, Xbox 360, PS3)

Tagliaferri: Non sono uno di quelli che odia l’ultimo Duke, anzi, posso affermare che l’ho gradito discretamente, ma dopo tutti gli anni passati da spettatori della telenovela Forever era lecito aspettarsi un gioco che spaccasse il mondo. Invece Gearbox ha raccattato il disastro di 3D Realms e l’ha rattoppato per farlo uscire sul mercato, sperando che il solo nome del protagonista pompasse vendite e voti. Così non è stato e quello che rimane è un immenso vorrei ma non posso, incapace sia di essere moderno che di ripresentare un gameplay di antica e gloriosa forgia, come fatto da Croteam con Serious Sam 3.


Le urla
 di giubilo dei “giornalisti di settore” durante le conferenze dell’E3

Tagliaferri: Prostitute, chiunque voi siate.


Dragon Age II (PC, Xbox 360, PS3)

Tagliaferri: Immagina di aver fatto un gioco di ruolo che, ritornando al passato, aveva convinto tutti, vendendo più di qualsiasi altro tuo prodotto uscito fino a quel momento. Ora immagina di averne anche realizzato il seguito e di aver avuto la geniale idea di trasformarlo in un picchiaduro per tentare di far felici le masse. Ecco, questa è la storia di Dragon Age II, seguito inspiegabile che ha costretto BioWare e EA a fare diversi mea culpa e che ha venduto molto meno del predecessore. Che geni.


Diatriba tra groupie di Battlefield 3 vs. groupie di Call of Duty: Modern Warfare 3

Tagliaferri: Probabilmente il mio Worst dei Worst 2011. Gli utenti che si scannano sui siti per decidere quale di due giochi ancora non pubblicati sia il migliore, sono la dimostrazione che probabilmente il videogiocatore medio non è molto più intelligente delle vituperate fan di Justin Bieber.  Gli utenti che continuano a scannarsi per decidere quale dei due giochi sia il migliore, ora che entrambi hanno raggiunto il mercato, sono invece la dimostrazione che in fondo una crisi economica mondiale la puoi spiegare anche con l’infimo livello culturale messo in campo da certi videogiocatori non occasionali.


Call of Juarez: The Cartel

Puck: Era una serie interessante. Era.


Assassin’s Creed: Revelation

Puck: Il viaggio di Ezio si è finalmente concluso, ma ce n’era davvero bisogno?


Presentazione di Wii U all’E3

Tagliaferri: Quel fottuto uccellino ancora mi tormenta durante il sonno.


The Elder Scrolls V: Skyrim (PC, PS3, Xbox 360)

Anelli: Per ora è solo un brawler in soggettiva pieno di problemi, in un mondo vasto ma pieno di contenuti procedurali e poco altro. Tra un anno sarà un gran gioco o quanto meno un RPG con una parvenza di regole e con tutti i bachi bloccanti documentati (per ora quasi uno a quest, attenti a giocarlo non-linearmente!). Ha il pregio di essere l’unica introduzione possibile agli RPG per gli annoiati fan di Madden e COD, che ne avranno sicuramente apprezzato la vena testosteronica e la completa assenza di colori.


Cloni su cloni su cloni

Tagliaferri: Se dovessi descrivere il 2011, videoludicamente parlando, direi che si tratta dell’anno in cui la clonazione dei tripla A ha raggiunto il suo apice. Meglio, lo descriverei come un 2010 patchato, che è peggio. Ad alcuni piace così, perché ormai sono morti dentro e non gli va di immaginare un mondo diverso, ma la situazione ha raggiunto l’apice del ridicolo questo Natale, che ha visto l’incensazione non tanto dei singoli giochi (tutti capolavori, non c’è nemmeno da chiederlo), quanto di un sistema industriale che ha corrotto i suoi utenti fino al midollo osseo o, meglio, che è stato corrotto dalla pigrizia mentale dei suoi utenti e dei giornalisti di settore.


2010 patch v2.0

Mr Rud: Io mi sono stancato dei cinepanettoni, e voi?


Telltale games

Joe: Adoravo la TTG, grazie a lei ho apprezzato degni sequel di alcune tra le avventure grafiche più amate dello scorso decennio. Oggi vedo una Software House intenta nella ricerca di licenze più o meno famose per cucirvi sopra giochi dal look vetusto e dalle meccaniche troppo semplificate e indirizzate al giocatore della domenica. Se poi consideriamo le figuracce rimediate con Jurassic Park mi viene la depressione. Che si siano montati la testa?


Bethesda e id verso utenti PS3 e PC

Tagliaferri: Qualsiasi titolo uscito con i bug di Skyrim sarebbe stato stroncato senza pietà, ma vista la mole di lavoro che c’è dietro e l’hype smodato creato ad arte dal marketing ci si è passato sopra. Tuttavia mi chiedo come andrebbe giudicata la versione PS3, afflitta da bug tali da diventare ingiocabile dopo diverse ore a causa della lievitazione dei salvataggi. Si tratta di una situazione irreversibile, non risolta dalle patch uscite (ormai siamo a tre) e difficilmente contrastabile con quelle future. Insomma, avranno il coraggio di vendere i DLC agli utenti PS3 che da più di due mesi aspettano di poter giocare decentemente?

Discorso a parte merita il rapporto Bethesda/PC. Già RAGE era uscito talmente malandato che molti hanno dovuto aspettare i primi fix per giocare (ricordate il problema della texture?), poi è uscito Skyrim e, nonostante non sia ridotta come quella PS3, la versione per computer presenta dei problemi estremamente specifici e ammorbanti. Parlo soprattutto dell’interfaccia, che è una vera e propria offesa visto quanto è scomoda e buggata. Poco importa che siano arrivati i modder a fare ciò che Bethesda non ha fatto; anzi, questa è un’aggravante. Non stiamo parlando del solito gioco che su console vende tre milioni di copie e su PC ne vende centomila, ma di uno che attualmente ha venduto due milioni di copie anche nella versione negletta… veramente due milioni di utenti paganti non meritano un’interfaccia decente?

Mr Rud: Brink, RAGE e Skyrim, tre titoli d’alto profilo i cui lanci sono stati a dir poco imbarazzanti in quanto a presenza di bug e problemi tecnici. Diamo 1 per il rispetto verso i propri clienti. Tiè.


Dead Island (PC, PS3, Xbox 360)

Mr Rud: il regista del primo teaser trailer dovrebbe vincere il premio come “miglior dissimulatore dell’anno”, per il resto non c’è molto da salvare di questa ennesima riproposizione dello “spara al cadavere”.


Playstation Notwork

StM: Il down del Playstation Network è stato imbarazzante più per la completa mancanza di comunicazione verso gli utenti (e presumibilmente gli investitori) che per le mere questioni tecniche, giacché poi, a questo giro, è toccato di essere violati a parecchi altri grandi nomi (Live, Steam, Ars Ludica tra questi :]).


Battlefield 3: Back to Karkand

Mr Rud: Non è il DLC in sé a essere deprecabile, ma il fatto che bisogna affidarsi a lavori del passato per offrire un map design valido: inaccettabile per uno dei titoli più “importanti” dell’anno.


Uncharted 3 (PS3)

Anelli: Solita storia: bellissimo, coinvolgentissimo, adrenalinicissimo. Ma siamo sicuri che basti ancora? Un nuovo more of the same in cui il nostro genocida preferito non si fa mancare sottosviluppati da uccidere, mentre esporta democrazia e buonismo da quattro soldi. Naughty Dog sembra sempre più vittima della cinematografia moderna, pirotecnica ma priva di contenuti che vadano oltre il semplice intrattenimento istantaneo. Sarà un caso che hanno già annunciato di voler cambiare genere?


inFamous 2 (PS3)

Anelli: Il primo non era certo un gioiello con quei salti filoguidati e quella storiella priva di qualsiasi idea. Il secondo non è migliore del primo. Ci hanno provato anche coi vampiri ma la solfa non cambia: passato inosservato, nonostante il bombardamento mediatico. Intanto Sony spera in un nuovo down di PSN per poter piazzare artificialmente qualche milione di “vendite” omaggio.


Wingers

Anelli: È uscito! Il gioco che rilancerà l’industria videoludica italiana nel mondo, già positivamente incensata dal trash di culto Gioventù Ribelle (sostanzialmente degli stessi autori). Wingers è innovativo: un clonazzo di Gunbound uscito con qualche annetto di ritardo, in cui ci si registra manualmente via e-mail (per dare quel feeling da server illegale di Ultima Online), non prima di aver acquistato un gioco che sembra non essere in catalogo in nessun negozio. Se non fosse per quel sito generico (lo stesso di Gioventù Ribelle) e per la traduzione approssimativa, sembrerebbe quasi un gioco vero.

Tagliaferri: L’ho cercato ovunque. Poiché è stato pubblicato e dovrebbe rappresentare il rilancio degli sviluppatori italiani nel mondo (lo ha finanziato lo Stato italiano, come il ponte sullo Stretto di Messina, del resto), qualcuno sa dove e come comprarlo? Probabilmente, visto che per registrarsi bisogna mandare un’e-mail, per averlo ci toccherà barattarlo. Offro tre capponi vivi per una copia!

Partita la raccolta fondi per avere Winnitron in Italia

Cinque loschi figuri, tra i quali diversi amici di Ars Ludica (certo che di Ciro potevate mettere una foto diversa da quella scattata quando faceva parte della banda della Magliana), hanno deciso di far partire una raccolta fondi per portare Winnitron in Italia. Cos’è Winnitron? Leggiamone la descrizione ufficiale:

Nato inizialmente da un’idea di un gruppo di sviluppatori canadesi, Winnitron è un cabinato arcade accessibile gratuitamente e da chiunque, il quale ospita tutta una serie di fantastici videogiochi indipendenti provenienti da ogni angolo del mondo. Lo scopo è quello di far conoscere giochi innovativi e divertenti partoriti dalla scena indie, permettendo ai più giovani di scoprire l’emozione di giocare in compagnia con un cabinato, e allo stesso tempo dando la possibilità ai nostalgici di rivivere alcuni dei momenti più memorabili di chi ha videogiocato tra gli anni ’80 e ’90. Winnitron, insomma, è il mezzo perfetto per celebrare il passato dei videogiochi promuovendo le opere più recenti e innovative.

Insomma, se amate i videogiochi e la scena indie, si tratta di un’iniziativa che merita di essere supportata almeno con quel misero dollaro richiesto dall’offerta minima della raccolta fondi.

Al momento di scrivere questa notizia si è già arrivati alla metà della cifra richiesta. Per dare il buon esempio ho donato anche io (ma tanto otterrò parte del parrucchino di Vincenzo come compensazione). Fatelo e supportate la scena indie nostrana!

Per tutte le informazioni: Link

 

ArsLudicast 207: Lettera a Babbo Natale

 

Mentre il fato continua a tramare contro l’Anelli e la sua presenza al podcast, il resto della truppa non lesina la tradizionale lettera a Babbo Natale.

Piuttosto che consigliarvi i soliti best-seller dell’autunno-inverno che anche i sassi conoscono (con l’unica eccezione di Skyrim, di cui non avevamo ancora parlato) Simone Tagliaferri, Alessandro Monopoli e Vittorio Bonzi quest’anno presentano una lista assolutamente eterogenea ed originale, dedicata espressamente a chi vuole qualcosa di diverso. Poi arriva anche l’Anelli in differita con altri due underdog recenti passati sotto il radar delle masse, nonostante i buoni giudizi della critica:

Vi ricordiamo che se volete assistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussioneo, perché no?, proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.org o redazione@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum!

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Scaricate l’episodio:

 

Brano in Apertura:
Chapter 4 (The Human Race) di Rob Hubbard, arrangiata ed eseguita da Alessandro Monopoli

Brano in Chiusura:
Main Theme (TES V: Skyrimdi Jeremy Soule