Uomini che vengono battuti dalle donne e perdono la testa

Ringrazio Single Player Co-op per avermi fatto conoscere il blog Fat, Ugly or Slutty, dove vengono raccolti gli epiteti che i videogiocatori esprimono alle videogiocatrici (l’immagine a corredo della segnalazione è presa da lì). Che dire? Come fatto notare dal buon Ferruccio Cinquemani, sembra che i videogiocatori tollerino poco di essere battuti nei videogiochi da una donna (in realtà anche dagli uomini, viste alcune reazioni folli delle quali sono stato testimone) e che a volte reagiscano in modo decisamente smodato a un frag di troppo o a una cocente sconfitta. In realtà, notavo anche una certa ripetitività dei temi degli insulti, che denotano una scarsa capacità di rapportarsi con il mondo femminile se non attraverso un immaginario dettato completamente dal mondo del porno e attraverso alcuni luoghi comuni francamente risibili. Mi piacerebbe leggere le esperienze in merito delle videogiocatrici che leggono Ars Ludica (se ce ne sono) e sapere dai ragazzi se si sentono a disagio a essere battuti in un videogioco da una donna (mi sembra il periodo giusto per affrontare l’argomento, visto quello che sta accadendo in Italia).

4 comments on “Uomini che vengono battuti dalle donne e perdono la testa

  1. Purtroppo viviamo in un mondo in cui le donne sono ancora per lo più “addestrate” dai genitori e questo si rispecchia anche nella cultura. 

    E’ chiaro che esiste un mercato per i Giulia Passione perché il genitore medio è convinto che sua figlia a 8 anni non possa divertirsi con Zelda o giocando ad un gioco vietato ai minori come invece può fare il fratellino. O magari può farlo ma poco e con supervisione, perché è femmina, quindi incapace. Non credo di essere l’unico a vedere genitori in spiaggia apostrofare la figlia con un: “No, tu non puoi giocare a pallone perché sei una femminuccia”. Quelli siamo noi.

    Penso che il disprezzo per le donne videogiocatrici, in generale nasca da questo grandissimo problema sociale e dal fatto che là fuori è pieno di sociopatici e frustrati che scaricano l’aggressività repressa sui loro “colleghi” di divertimento. In questo caso il sesso può essere un’aggravante su un quadro umano già molto compromesso.

    Poi c’è il problema dell’educazione, dove tutto questo ricade. Troppi genitori sono convinti che i figli siano degli oggetti da plasmare come meglio credono e non persone da rispettare come tali anche da piccole.

  2. Qualche giorno fa stavo giocando a Black Ops con ragazzi 16-enni, e abbiamo notato un utente molto interessante (donna): nonostante il suo rapporto uccisioni/morti fosse solo leggermente sopra la media, il suo rapporto vittorie/perdite era di 10, il chè è sorprendentemente alto.

    Inevitabilmente l’abbiamo notata e ci sono state solo voci di ammirazione, dato che è difficile mantenere quel rapporto.

    Il risultato fu che tutti le mandarono una richiesta di amicizia.

    Ovviamente questo è un caso isoltato e si parla di gente tardo adolescente, non di 12-13-enni frustrati. Il problema è che manca spirito di competizione e l’anonimato certo non aiuta, inoltre non andrei nemmeno troppo sul fattore sesso poichè le offese rivolte ai maschi si ripiegano sempre su “fat” “try hard” “looser” “cheater” “get a life”, associando la figura del perdente a qualcuno più bravo di se. Ovviamente essere femmine non aiuta, ma penso che si tratti più di una sfumatura in un quadro generale, che di un’attitudine a se stante

  3. Il fatto è che noi stessi, utenti uomini, siamo i primi a stupirci se una donna si interessa a generi di giochi considerati prettamente maschili; mi è capitato proprio di recente con una persona conosciuta ad un colloquio di lavoro.

    Credo quindi che Matteo Anelli abbia colpito nel segno e che la deformazione provocata dall’educazione colpisca entrambi i sessi, con risultati differenti.

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