Lettera aperta di IGDA sul caso Gioventù Ribelle

L’IGDA vuole prendere posizione su Gioventù Ribelle con una lettera aperta.

La trovate qui:

LETTERA APERTA

6 comments on “Lettera aperta di IGDA sul caso Gioventù Ribelle

  1. ormai non sanno più che pesci pigliare. postano messaggi fatti con lo stampino. ridicoli.

  2. oops, ho sbagliato il luogo dove scrivere il post. comunque fanno male a non dissociarsi dal gioco in sé.

  3. Il gioco in sé non sarebbe una cosa così terribile, preso come una prova di laboratorio universitario; come tesi avrebbe da essere ripulita un po’, ma non è che a tutti gli studenti possa venir fuori dal cilindro The Blob.

  4. Forse non hai visto di cosa si tratta o non hai provato a giocarci.

    Dire che un prodotto del genere potrebbe andare benissimo come tesi, giusto con qualche lucidata, evidenzia l’ignoranza in materia: o per quanto riguarda il gioco, o per quanto riguarda cosa dovrebbe essere e quindi rappresentare una tesi, o per quanto riguarda l’intero mondo videoludico, o tutte le cose insieme.
    Scegli tu.

  5. Ribadisco, non tutti escono dall’università con 110 e lode, e a volte chi ha una media alta esce con 103 perché ha fatto una tesi vergognosa (ma poi quante tesi sono veramente degne di essere guardate?). Senza contare che forse sei tu a non avere presente cosa sia ADESSO una tesi, nell’università italiana della laurea breve.

  6. Non c’entra assolutamente nulla il 110 e lode, c’entra che un prodotto del genere viene surclassato tranquillamente da decine, centinaia di altri prodotti fatti da delle persone durante il loro tempo libero, con la semplice motivazione della passione. Permettimi di credere che delle persone iscritte allo IED, che “presenta corsi specifici in game design”, abbiano sia la passione e sia una preparazione perlomeno identica a quella di un autodidatta appassionato di videogiochi.
    Considerando il fatto che questo progetto aveva e ha una certa importanza, si presuppone che almeno gli studenti, almeno loro, che hanno partecipato abbiano avuto il forte desiderio di fare una tesi come minimo decente.

    Insomma, veramente, una cosa del genere sarebbe da ridere (o piangere, dipende dai punti di vista) anche se fosse semplicemente una tesi.
    Tra l’altro una tesi fatta in due settimane, un vaffanculo e una bella spalata di merda sono più che meritati.

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