Portal 2 [single player]

Piattaforme: PC (versione provata), PS3, Xbox 360 | Uscito a Aprile 2011
Pubblicato da Valve/Electronic Arts | Sviluppato da Valve

Come promesso, Valve ha pubblicato Portal 2 in anticipo grazie a quelli che hanno acquistato e giocato i titoli del Potato Sack. Quindi, dopo diverse ore di gioco, eccoci qua a parlare del seguito di quel Portal che tanto fece parlare di sé all’epoca dell’uscita dell’Orange Box, al punto da oscurare quello che doveva essere il piatto forte della compilation di inediti: Half-Life 2: Episode Two. Per ora mi limiterò a raccontare della modalità single player, riservandomi di parlare della modalità cooperativa in un secondo articolo.

L’avvio è folgorante, con il risveglio della vecchia protagonista in un modulo abitativo ben arredato dove apprende i primi rudimenti delle sue capacità (impara a muoversi). Dopo qualche anno dai brevi esercizi iniziali, si risveglia di nuovo nello stesso ambiente, che ormai è degradato al punto da essere irriconoscibile. Un simpatico occhio robotico tenta di liberarla da quella che è evidentemente una prigione, mostrandole di essere ancora una cavia di Aperture Science.

Sin dall’inizio non mancano le battute e i continui dialoghi (ad esempio sull’incapacità della protagonista di rispondere alle domande è stata costruita una simpatica scenetta) sono giocati sul filo del sarcasmo e dell’ironia. Avanzando nel gioco si trova l’ovvia Portal gun e si torna a fare quello che si faceva nel primo episodio: lanciare portali per superare le stanze puzzle.

La prima svolta nella trama avviene con la rinasciata di GLaDOS, già narrata da uno dei primi filmati di lancio del gioco. GLaDOS non è molto diversa da quella del primo Portal, è solo inacidita per i decenni passati in riparazione e per lo sfacelo che la circonda: lungo i primi livelli non farà altro che tessere battute contro la protagonista, facendole pesare di averla distrutta e lanciandole addosso cattiverie su cattiverie per vendicarsi, almeno all’inizio.

La prima sezione di Portal 2 verte quindi intorno a GLaDOS e al suo astio. La trama subirà una svolta inaspettata più avanti, ma nella recensione è meglio evitare di svelare troppi dettagli della storia. Quello che non posso evitare di notare è il livello sublime della scrittura dei dialoghi, i quali, come succedeva nel primo episodio, trasformano quello che è sostanzialmente un puzzle game, nemmeno troppo stupefacente visto che si tratta di un capitolo due e manca l’effetto sorpresa, in un’opera più complessa e interessante.

Parliamoci chiaramente: Portal 2, come Portal, senza le continue battute e punzecchiature di GLaDOS e comprimari vari non sarebbe il gioco che è. Siamo a livelli molto alti, con sketch continui sia verbali che recitati, i cui improbabili attori sono tutti animati in modo da avere un’espressività difficilmente vista in un videogioco. In certi frangenti ci si trova a ridacchiare anche soltanto guardando i comportamenti dei robot, i quali danno vita a situazioni improbabili pur incasellate in una struttura narrativa molto rigida e determinata.

Diciamo che Portal 2 vince nei dettagli, offrendosi come un’opera peculiare pur essendo un seguito. In questo senso il lavoro di Valve è vincente sotto diversi punti di vista, anche quando l’azione viene rallentata al punto da diventare una mera descrizione, con il giocatore chiamato a fare ben poco.

La cura per i dettagli è superiore di diverse spanne a tutta la concorrenza, nonostante gli anni del motore grafico, ed è difficile trovare qualche nota stonata a livello di messa in scena, a parte un piccolo dettaglio: i caricamenti continui dovuti alla frammentazione dei livelli in microsezioni. Insomma, ogni stanza viene caricata a parte. Una necessità dovuta alla minore quantità di memoria disponibile su console? Chissà. Fortunatamente i caricamenti sono brevi, ma non posso dire di non averli notati perché sono frequentissimi, soprattutto all’inizio, quando le stanze si superano velocemente.

Paradossalmente, scrivendo mi sono reso conto che l’aspetto del gioco sul quale c’è meno da dire è la composizione dei puzzle. All’inizio se ne trovano di molto simili a quelli di Portal ed è facile comprendere come siano un modo per far prendere mano con le meccaniche dei portali a quelli che non hanno giocato l’originale.

Andando avanti nei capitoli ci si trova a combattere con nuovi elementi (per fare alcuni esempi: i cubi che riflettono i laser, o i fasci elettronici che possono essere sfruttati come barriere o come piattaforme, ma vanno citati anche i gel che appaiono verso la fine) che rendono molto vari gli enigmi, anche nelle fasi finali dove il rischio ripetitività era concreto.

In realtà Portal 2, almeno in single player, non dura moltissimo, anche se vanno considerati i tempi che ognuno di noi può impiegare a risolvere una singola stanza, alcune delle quali sono discretamente intricate e richiedono diverse azioni per essere superate. Senza arrischiarmi a dare tempi universali, posso dire che un giocatore che non abbia avuto grosse difficoltà con il primo Portal, difficilmente impiegherà più di sei ore per finire questo.

In un certo senso si tratta di una durata media rispetto a quanto visto altrove e va considerato che la rigiocabilità è praticamente nulla, visto che non ci sono livelli di difficoltà più alti da sperimentare. Quindi, se non avete intenzione di provarlo in cooperativa, dovete essere coscienti della durata misera di tutta l’avventura.

Pensandoci bene c’è un altro difetto della modalità single player di Portal 2 che va sottolineato: ovvero il suo vivere della grandezza del predecessore. Per carità, è lecito che un gioco sia ben voluto perché preceduto da un capolavoro, ma personalmente credo che non sarei così benevolo rispetto a certe scelte se non avessi amato tanto il precedente episodio (forse è per questo che sarebbe bene scrivere le recensioni almeno dieci giorni dopo aver giocato, per far decantare l’esperienza e farne uscire il vero aroma).

Non che sia possibile dire che Portal 2 sia un brutto gioco, assolutamente, ma guardandolo di sbieco si percepisce una certa furbizia di fondo che lo caratterizza. Magari è solo un’impressione vacua e come tale va presa, ma ho in bocca un retrogusto che è difficile definire, come se, preso da solo, ci sia qualcosa che non funzioni nel gioco. Eppure ammetto che diversi momenti mi hanno entusiasmato. Che dire? Aspetto i vostri commenti per definire meglio il tutto.

39 comments on “Portal 2 [single player]

  1. Meraviglioso, semplicemente meraviglioso.
    Se in Bulletstorm per ridere come un cretino dovevo aspettare almeno il secondo capitolo qua solo nel tutorial ero ribaltato sulla tastiera.
    Una piccola (manco tanto) dimostrazione di come si scrivono i videogiochi.

  2. Finito ieri sera in circa 7 ore di gioco.
    Degno seguito dello splendido predecessore. Concordo sul fatto che in parte si appoggi sugli allori del primo Portal, ma è qualcosa di (quasi) inevitabile per un seguito, se non scombina le carte come fece all’epoca Half Life 2.
    Le ambientazioni sono più ampie, grandiose, quasi da perdercisi, gel, barriere, laser ecc. ampliano le possibilità del puzzle, ma, forse è solo una sensazione, mi sono sembrati sottosfruttati, con enigmi meno elaborati del predecessore.
    Manca un po’ quella sensazione di mistero che accompagnava il percorso del primo, mentre ho apprezzato l’umorismo sempre presente senza apparire pesante.

    Non è perfetto ma funziona, e bene, l’ho giocato tutto d’un fiato e sono pienamente soddisfatto del mio acquisto anche se avrei preferito che, come nel primo, fossero presenti delle rielaborazioni più complesse delle varie stanze.

  3. Complimenti per la recensione piena di spoiler, ci vuole un certo impegno per arrivare a questi livelli.

  4. Niente, tutto ok.

    Ci sarà un motivo se in altre recensioni hanno pubblicato immagini con la censura sopra la patata infilata nella portal gun.

    Ma ripeto, tutto ok.

  5. O magari non sarebbe male avere più rispetto, specie se si prende la responsabilità di scrivere recensioni.
    Mi hai ricordato i trailer del cinema, dove ti raccontano le parti salienti del film.

    E per la cronoca, la protagonista non è senza nome, ce l’ha eccome. Anche qua si tratta di rispetto: informarsi prima di scrivere recensioni, non sarebbe male.

  6. Rispetto? Te lo ripeto ancora una volta, cresci, oppure vatti a leggere le recensioni con gli screenshot fatti dai publisher e non stressarmi. Chili e chili di testo e si discute su uno screenshot e su un nome (del quale si potrebbe discutere). 

  7. Mh, quindi se lo fanno altri, magari ben più autorevoli di me, perchè non possa farlo io?
    Non fa una piega.

    Anche il trailer del film è fatto dagli stessi produttori o a volte addirittura dal regista in persona, ciò non toglie che se il trailer racconta troppo è una mancanza di rispetto e se tu vicino di poltrona mi racconti determinati particolari importanti prima che io possa vederli, ti meriti una testata in pieno volto.

    Ma ti stai stressando, giusto; solo che a volte si pensa erroneamente che fare i recensori sia una sciochezza come scrivere lo status su facebook.

    Ah, bella la scusa sul nome.

  8. Senti caro Malus, probabilmente hai solo sbagliato sito. Vai pure dove penne ardite sappiano solleticare il tuo gusto di lettore senza rivelarti alcun dettaglio della trama.

    PS. Il gioco l’ho finito (come puoi verificare guardando gli screen e se vuoi dal filmato con l’ending sequence che ho registrato e postato su youtube), quindi il nome della protagonista lo conosco.

  9. il nome lo dico io: alla fine si scopre che si tratta di Sasha Grey e l’avventura appena vissuta è solo una grande metafora della sua uscita dal mondo del porno verso quello della cinematografia “seria”

    p.s.
    divertente pensare che gente come Malus pur di non farsi andare bene qualcosa si attacchi alle cazzate

  10. Oddio, io sono a 15 ore e ancora lo devo finire, e quindi quel particolare l’ho già visto… però Simone anche per me hai sbagliato eh, anche perchè ho seguito il gioco, ho letto recensioni, e giustamente nessuno ne ha fatto menzione, avrebbe rovinato la sorpresa del “potato sack” e tutta la storia di queste due settimane.. Poi sulla durata, ok che io sono una pippa, ma 6 ore forse mettendo il pilota automatico 😀 per me ha una giusta durata e si sta calcando troppo la mano su questa cosa ingiustamente.

  11. Kinda, divertente pensare al fatto che gente come te sia convinta che se reputano una determinata cosa una cazzata, allora che sia così anche per tutti gli altri.

    Molto adolescenziale come comportamento, per rimanere in tema di crescita.

  12. Karat, solo un appunto: “vivere della grandezza del suo predecessore” è una prerogativa dei sequel. Credo che quello che questo “2”aggiunge sia la maturazione verso un’esperienza completa, basandosi comunque sugli elementi chiave del predecessore. Ed è quello che di norma si chiede ad un seguito fatto bene e che si faccia ricordare per quello che è: portare avanti, espandendole con accortezza, migliorandole, le basi del predecessore.

    Per ora sono a cinque ore e la fine non mi sembra imminente, comunque l’aspetto davvero vincente è la costruzione della narrazione, con dialoghi fuori di testa, una recitazione che in un videogioco non ricordo a livelli così elevati e personaggi davvero “vivi” (anche se non dovrebbero esserlo). Il resto c’è e funziona alla grande, soprattutto dopo la prima parte “canonica”, ma mi riservo un giudizio alla fine di tutto.

    Devo dire che anche io ho storto il naso di fronte alla “foto-spoiler” nonostante l’avessi già vista, però d’altra parte c’è modo e modo di farlo notare.
    Accusare la review di essere piena di spoiler mi è sembrato poco elegante quando poi si punta il dito solo su una foto. Tutto qui : )

  13. Pure io volevo scrivere che gli screens mi parevano degli spoilers. Evidentemente pure io ho bisogno di crescere.

    Invito i recensori di arsludica ad essere meno butthurt e risparmiarsi uscite del cavolo tipo “cresci”. Hai fatto lo sgarro, perché di sgarro si tratta: ammettilo e amici come prima. Ma porca miseria.

  14. le uniche recensioni decenti le trovo solo su arsludica.

    karat ha capito benissimo i problemi del gioco.

  15. comunque questo è il classico gioco che secondo me, si dovrebbe scegliere con più dovizia gli screen, ad esempio mo quello è stato sostituito con un altro uber spoilah di una stanza Xd. Finito oggi comunque, lo considero uno dei migliori titoli Valve e uno dei migliori titoli della storia del videogioco. Per la prima volta non sono molto d’accordo con Simone, ci sta.

  16. ma guarda io ho visto lo screen della patata prima di giocarci e ho pensato che  nel gioco i robot avessero creato un culto della patata (non in senso figurato) tanto da fargli un nido psudo meccanico(vedi screen)

  17. Ma è una recensione, quindi è sottointeso che fra i lettori ci siano anche quelli che ancora non hanno finito, o non hanno ancora proprio iniziato, il videogioco in questione (o il film, o il libro, ecc.)
    Una recensione non deve raccontare o svelare particolari della storia (e non è nemmeno obbligata ad usare immagini a ben vedere), ma ha una ben altra funzione.

    Ripeto: altre recensioni in altri siti hanno gli screen con la censura sopra determinati particolari, basta chiedersi un attimo il motivo.

  18. Malus wrote:

    Ripeto: altre recensioni in altri siti hanno gli screen con la censura sopra determinati particolari, basta chiedersi un attimo il motivo.

    La foglia di fico però è una stupidaggine. O metti lo screenshot integro o non lo metti.

    Probabilmente noi arsludici siamo nel novero di quelli che non hanno più bisogno (e qualcuno nemmeno possibilità) di stupirsi di nulla. Io credo che l’attenzione allo spoiler sia necessaria per alcuni giochi, ma francamente di Portal sapevo la fine ancor prima di sapere cosa fosse, e me lo sono goduto lo stesso; ho proprio timore che sia lo stesso per il secondo.

  19. E si ricade sempre nella questione che se per te è così, automaticamente non è detto che sia così anche per gli altri. Ecco cosa intendo con responsabilità e rispetto quando si decide di fare seriamente i recensori.
    Non ti stupisci più di nulla e non ne hai neanche più il bisogno? Va bene, nulla da dire, è una tua questione strettamente personale in cui non posso e nemmeno voglio mettere bocca, questo però non ti autorizza ad infischiartene dei tuoi lettori.

    La foglia di fico può essere anche una stupidaggine, ma ha il semplice risultato di non infastidire nessuno e tutti sono felici e contenti; e come ho anche specificato nel commento precedente, fosse per me leverei proprio tutte le immagini in ogni recensione e non ne farei uso, dopotutto non ne vedo molte in quelle sui film o sui fumetti.

  20. Malus wrote:

    Ma è una recensione, quindi è sottointeso che fra i lettori ci siano anche quelli che ancora non hanno finito, o non hanno ancora proprio iniziato, il videogioco in questione (o il film, o il libro, ecc.)
    Una recensione non deve raccontare o svelare particolari della storia (e non è nemmeno obbligata ad usare immagini a ben vedere), ma ha una ben altra funzione.
    Ripeto: altre recensioni in altri siti hanno gli screen con la censura sopra determinati particolari, basta chiedersi un attimo il motivo.

    Sinceramente m’interessa poco di quello che fanno gli altri in altre sedi. Una recensione è un testo critico nato intorno a una determinata opera. Può essere moltissime cose. Gramsci quando lavorava come critico teatrale parlava anche del pubblico.

  21. Marco Antonio wrote:

    va beh simone, basta mirror climbing, mi hai nominato pure quella cinesata tedesca di drakensang2. Basta XD la prossima volta avvisa dai.

    No, e vi ripeto: cercate di crescere come pubblico. La recensione migliore analizza un’opera in profondità. Come si fa ad analizzare una qualsiasi opera in profondità senza parlare della stessa?

  22. Malus wrote:

    E si ricade sempre nella questione che se per te è così, automaticamente non è detto che sia così anche per gli altri. Ecco cosa intendo con responsabilità e rispetto quando si decide di fare seriamente i recensori.
    Non ti stupisci più di nulla e non ne hai neanche più il bisogno? Va bene, nulla da dire, è una tua questione strettamente personale in cui non posso e nemmeno voglio mettere bocca, questo però non ti autorizza ad infischiartene dei tuoi lettori.
    La foglia di fico può essere anche una stupidaggine, ma ha il semplice risultato di non infastidire nessuno e tutti sono felici e contenti; e come ho anche specificato nel commento precedente, fosse per me leverei proprio tutte le immagini in ogni recensione e non ne farei uso, dopotutto non ne vedo molte in quelle sui film o sui fumetti.

    Se questo discorso avesse un minimo di senso e non fosse un dire sempre di sì a dei bambini, allora non si dovrebbe parlare assolutamente di nulla, perché ogni elemento potrebbe essere soggetto alle stesse problematiche che sollevate.
    E se uno non volesse avere dettagli sulle texture? E se un altro odiasse conoscere prima le sequenze introduttive?

  23. Mi stai prendendo in giro?
    Stai paragonando i dettagli delle texture (qualunque cosa voglia dire esattamente) con le immagini che spiattellano elementi importanti della storia? Per giunta con tanto di sottotitoli, nel caso per sbaglio sfuggisse qualcosa all’ossevatore meno attento.
    Mi spieghi la funzionalità d’immagini del genere su una recensione? Anzi, per andare proprio sul dettaglio e non rimanere vaghi: mi spieghi la motivazione che ti ha portato a postare l’immagine (che poi hai tolto) con la patata? Cosa aggiungeva di concreto alla tua recensione? Perchè e come ti aiutava ad analizzare l’opera in profondità, considerando poi la direzione che hai scelto per la tua recensione?
    A quanto pare poi ti è completamente sfuggito il senso del mio citare altre recensioni che presentano screen con la foglia di fico visto come l’hai liquidato; oppure semplicemente hai deciso di far finta di nulla, cosa che non mi stupirebbe.

    Comunque noto il continuare a calcare sul tasto della crescita che veramente lascia l’amaro in bocca, anche solo sotto l’aspetto dell’amore per il discorso.

  24. Simone “Karat45” Tagliaferri wrote:

    Marco Antonio wrote:
    va beh simone, basta mirror climbing, mi hai nominato pure quella cinesata tedesca di drakensang2. Basta XD la prossima volta avvisa dai.

    No, e vi ripeto: cercate di crescere come pubblico. La recensione migliore analizza un’opera in profondità. Come si fa ad analizzare una qualsiasi opera in profondità senza parlare della stessa?

    http://www.videogame.it/portal-2-pc/96247/cuor-di-silicio.html 5 pagine di analisi, senza spoiler. Lo so, lui è molto bravo, però insomma, cresci pure tu se io devo crescere come pubblico, cresciamo tutti :* visto che in quel puzzle ci sbattevo la testa da un pezzo, dico lo screen che hai sostituito al posto della patata, ti ci avrei mandato, fortuna sono tornato sulla pagina per leggere i nuovi commenti 5 minuti dopo averlo superato..

  25. State montando un caso per delle sciocchezze,uno e’ stato un po’ maleducato nella sua richiesta di non volere spoiler nella rece,l’altro e’ stato un po’ arrogante nel rispondere
    …cavolate a parte:il gioco e’ bello,non l’ho ancora finito ma penso di essere alle battute conclusive…NON e’ bello come il primo perché non ne ha la freschezza e la brevità (che a mio parere era perfetta per il tipo di gioco,insieme al prezzo)
    Avrei preferito quasi quasi che fosse rilasciato ad episodi a 15 euro l’uno
    2 per il single ed uno per il multi
    …non so,mi piace il gioco ma trovo che sia troppo lungo e “reiterato” anche se varia le sue meccaniche,perché il tipo di divertimento stesso non cambia mai…se si capisce ciò che intendo dire

  26. Marco Antonio wrote:

    http://www.videogame.it/portal-2-pc/96247/cuor-di-silicio.html 5 pagine di analisi, senza spoiler. Lo so, lui è molto bravo, però insomma, cresci pure tu se io devo crescere come pubblico, cresciamo tutti :* visto che in quel puzzle ci sbattevo la testa da un pezzo, dico lo screen che hai sostituito al posto della patata, ti ci avrei mandato, fortuna sono tornato sulla pagina per leggere i nuovi commenti 5 minuti dopo averlo superato..

    Mi “spoglia” molto più l’interesse per il gioco la recensione che hai linkato che non l’immagine galeotta caricata da Karat (senza voler criticare l’autore – è una buona recensione classica). Quindi vabbuò, magari a Karat non costa nulla caricare 4 immagini invece di 40 la prossima volta (anzi, è meno fatica), ma torniamo a una questione di gusti e aspettative.

  27. ecco, sono andato a pagina 2 di quella recensione linkata e l’immagine a corredo è uno spoiler mooolto più grosso di una foto di una patata (che se non sai il contesto, non capisci)

  28. Gli antichi greci andavano a vedere le tragedie conoscendo già la trama. E’ infantile pensare che la “suspance” sia un elemento così importante da rovinare il sapore della rappresentazione. E’ più importante il “come” del “cosa”.

  29. Se ti dico che non m’importa granchè sapere cosa faceva il pubblico dell’antica Grecia, se andava o meno agli spettacoli conoscendo già tutta l’opera, ti offendi?

    Tralasciando il fatto che come paragone ha ben poco senso e che puzza di un senso di visione superficiale in modo fin troppo esagerato, continuare ad affermare l’infantilità (e quindi sottointendere ancora questa benamata questione della crescita del prossimo che a quanto pare vi sta tanto a cuore) è veramente penoso.
    Sul serio eh.

  30. Se vi piacciono Minecraft e Portal forse è il caso di giocare a questo mod, sempre se non lo conoscevate già: http://www.youtube.com/watch?v=y4ppadeb71c&feature=player_embedded

  31. Arrivo in ritardo ma volevo comunque dire la mia sulle impressioni espresse da Karat.

    Su dialoghi, gameplay e cura al dettaglio poco da aggiungere a quanto è scritto nella recensione, ma la chiosa finale con quel riferimento al “non-so-ché che non lascia completamente entusiasti” meritava, almeno, qualche esplicazione di sorta.

    Credo che scopo di una recensione sia quello di rendere chiaro ai lettori le sensazioni scaturite dall’ esperienza o, a seconda del caso, deve mettere in evidenza le qualità e le pecche oggettive (o presunte tali) del gioco, opportunamente descritte e valutate in base a parametri di valutazione resi trasparenti agli occhi del lettore. 

    Il punto è che in ogni caso non dovrebbe esserci un “nonsocché” o un “qualcosa difficile da spiegare” e una recensione dovrebbe in ogni caso dare una forma precisa e non vaga alle idee del recensore, sia che si vogliano fare valutazioni che tendono alla soggettività piuttosto che all’ oggettività, altrimenti viene un po’ meno l’ utilità del giudizio critico espresso (almeno in quella parte della recensione a cui mi riferisco), che rischia di assumere più le forme di un parere sovrappensiero da diario online che quelle della critica di settore (o critica artistica. o videoludica, o quel che si vuole).

    Personalmente sono dell’ idea opposta a quella della recensione, che conclude che alla fin dei conti il gioco un po’ basa parte delle sue fortune presso il pubblico sull’ onda lunga del successo del capostipite, così nascondendo non meglio precisati aspetti deludenti o non abbastanza entusiasmanti.
     
    Credo che la mancanza di una certa misura di fan-service, come l’ assenza di riferimenti ai vecchi tormentoni (cake is a lie e il cubo da compagnia qui rilegato ad un paio di comparsate), e anche la mancanza di sezioni puzzle cervellotiche o che richiedono di far affidamento ai riflessi del giocatore, che erano richieste a gran voce (vedere i vari mod usciti) e invece sono state del tutto tolte rispetto quel poco che era presente nel primo Portal, questo e altri aspetti, secondo me sono indicativi del fatto che Valve con Portal 2 sia andata per la sua strada senza minimamente preoccuparsi dell’ onda lunga del fenomeno Portal.
    Altra prova è il modo in cui è stata gestita Glados, [ spoiler on ] quell’ IA onnipotente, maliziosa e macchinatrice delle peripezie del giocatore tanto amata per quelle caratteristiche e poi rilegata ad un ruolo del tutto differente già da metà gioco. [ spoiler off ]

    Quel che ne risulta è un gioco migliore sotto ogni aspetto rispetto al precedente, questo si un capolavoro laddove il primo sembrava in lunga parte un’ esperimento tanto interessante e sorprendete da risultare un vero gioiellino ma ancora un po’ troppo superficiale e acerbo su certi aspetti (varietà dei puzzle e delle situazioni) per poter ambire al riconoscimento di capolavoro.

    La recensione lascia intravedere quel retrogusto nostalgico piuttosto comune del tipo “manca l’ effetto della novità e quell’ ebbrezza provata la prima volta che abbiamo sperimentato i voli tra i portali e quell’ ambientazione così stralunata!” che è molto emotivo, non mette in rapporto l’ innovazione con la realizzazione e non basta a spiegare un sentimento così freddo sui vari miglioramenti alla formula apportati nel seguito.
     
    La verità è che per tutti è difficile dire cosa avrebbe dovuto avere Portal 2 in più o di diverso, per risultare migliore di come è adesso. E anzi molte trovate di gameplay (peccato per i trailer pre-lancio spoilerosi), di plot e sulle ambientazioni sono riconosciute un po’ da tutti come piuttosto sorprendenti.

    Le sei ore poi mi sembrano un po’ pochine. A me è durato almeno una decina di ore e nemmeno mi sono dato la pena di scoprire tutti gli easter egg presenti nel gioco, considerate che ho trovato Portal poco impegnativo e l’ ho finito in 4-5 ore. La durata per me è quella giusta, al limite si potrebbe discutere sul prezzo.

     

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