ArsLudicast 19: Play Senza Network

Doveva accadere prima o poi: dopo il cracking totale della PS3, c’è voluto poco per mandare nel panico i vertici di Sony con una violazione dell’intero network da parte di ignoti. Senza fare pessime dietrologie sull’attribuzione delle colpe (perché non ne sapremo mai niente) e senza andare in panico come i bimbiminchia che hanno scoperto di poter riavere una vita sociale, parliamo semplicemente delle piattaforme online, chiedendoci se sia opportuno ignorare che si stanno erogando dei servizi essenziali all’uso delle console e se sia giusto nascondere DRM e spyware nei giochi su console e in DD. Facciamo anche una breve carrellata di altre violazioni ed exploit accaduti sugli altri network che non hanno seminato panico d’abbandono tra i nerd italiani, e quindi non sono esistiti per i più. Non paghi, in appendice c’è anche un’esaustiva risposta ad una e-mail da parte di un ascoltatore che fa molte domande. Forse Troppe.

Questa puntata è condotta da Vittorio Bonzi e con lui ci sono Simone Tagliaferri, Matteo Anelli e Rudin Peshkopia in veste di troll boxaro.

Vi ricordiamo che se volete assistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussione o, perché no?, proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.orgredazione@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum!

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Scaricate l’episodio:

Anteprima:
 

Brano in Apertura:
Crystal Castle (Castlevania II: Belmont’s Revenge), di Hidehiro Funachi, arrangiato ed eseguito da Alessandro Monopoli

Brano in Chiusura:
Lemmings Theme, composto da Cold Storage e remixato da DabombInc.



12 comments on “ArsLudicast 19: Play Senza Network

  1. peccato che ho già riempito il telefonino degli mp3 di altri podcast. Domani lo ascolto

  2. La sigla di quests settimana è una vecchia registrazione fatta nel 2000 con un triaxis in linea e gli altri strumenti general midi, poichè sono in vacanza:)
    Dalla prossima volta tornano le sigle “fresche” 🙂

  3. Quell’anno spesi in pratica tutto il mio stipendio di un anno in strumentazione 😀 Vivere con i genitori era bello 😀

    Ora uso una testata VHT, che suona decisamente meglio del triaxis.

  4. mi scuso se ho cannato l’Italiano, potrebbe anche dispiacermi nel caso opoona avesse male interpretato la mia missiva:) cmq grazie durante tutto il traffico mattutino tra il mare e roma mi avete fatto ridere.. e messo in mezzo anche ahahah

  5. Molto interessante la discussione a proposito del passaggio da “bene” a “servizio”. Non è proprio azzeccato, IMHO, l’esempio dei giochi per i vecchi windows, perché alla fine se ho la copia di win adatta ed il pc adatto posso comunque usufruire del mio bene, senza bisogno di server online o altri “servizi”.

    Paradossalmente la prima sezione del podcast risponde (almeno in parte) alla seconda: la pirateria, quando si abbina all’emulazione, o al reverse engineering dei server o dei protocolli, permette di usufruire nel tempo del “bene” senza bisogno del “servizio” ufficiale. Certo, se il futuro è OnLive…

  6. Negli ultimi mesi ho ascoltato numerosi podcast videoludici, purtroppo quasi tutti compreso Arsludicast soffrono di quella che definirei “sindrome di TGM”, ovvero l’abitudine di diluire i contenuti in un cazzeggio diffuso. Non che sia in assoluto un male, ma dato che è un elemento ridondante finisce per far assomigliare tra loro podcast diversi, come la salsa di soia nel cibo cinese.
    Secondo me in questo momento il podcast migliore, dal punto di vista della struttura e del rigore formale, è Wiskast, denso di contenuti e tendenzialmente scevro di cazzeggio. Senza aver nulla a che fare né con voi né con loro, vi consiglio tuttavia di ascoltarne una puntata. Non metto link, si trova in un attimo con google.

  7. Confermo che Wiskast è molto ben fatto, e ne consiglio anch’io l’ascolto :). (e non è un podcast serio e musone, è infarcito di simpatica ironia)

    Detto questo, ArsLudicast ha le sue puntate un po’ più cazzeggione delle altre, ma mi pare che sia sempre e solo a margine di una certa qual sostanza. Si è un po’ più sciolto ultimamente rispetto alle prime puntate pacate da tribuna elettorale, ma direi che è un bene.

  8. A me personalmente il cazzeggio non dispiace, anzi! Wiskast per dire fa delle recensioni ottime, ma pur non essendo serio e musone spesso l’ironia mi sembra un po’ forzata, mentre lo stile più anarchico e da chiacchierata al bar degli altri podcast spesso mi ha fatto cappottare dal ridere.
    Del resto almeno personalmente prima di “scoprire” i podcast la “scena” italiana di videogiochi e affini mi sembrava davvero ingrigita, tra discussioni filosofiche e framerate contati al millesimo. Un po’ di brio ci voleva, dai!

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