[Gli ani in faccia] Sony

Immagine di Digicord

Non c’è niente da fare, ci ho pensato su ma Sony questo ano in faccia se lo merita con la rincorsa. Qualcuno ben informato potrebbe obiettare che, in fondo, è colpa dei cracker se sono stati trafugati i dati di decine di milioni di utenti dal PSN e, a quanto pare, da SOE.

Cosa c’entra Sony se il mondo è pieno di gente cattiva?

Mettiamola così: uno che ti ruba in casa è un ladro e merita la galera, ma tu sei tenuto a provare a rendergli il più difficile possibile la vita: se vai fuori casa per un mese e lasci le chiavi attaccate alla porta, facendolo poi sapere a tutto il vicinato, il ladro che ti entrerà dentro casa e ti porterà via l’argenteria sarà sempre un ladro, ma tu hai peccato quantomeno di poca attenzione. E quando poi ripenserai al furto dovrai chiederti se valeva la pena litigare con la banda di ladri più scaltri della città per una stupidaggine (niente Linux su PS3 slim).

Insomma, Sony aveva milioni di account registrati da utenti che non sapevano di aver affidato i propri dati a un sistema di sicurezza che definire primitivo, in senso informatico, è un eufemismo. Inoltre, Sony ha compiuto nel corso degli ultimi anni una serie di errori di comunicazione che definire marchiani è riduttivo.

Quindi, cara Sony, sperando che i vari servizi online che offri tornino presto, appunto, online, ti becchi un bell’ano in faccia, che puoi tranquillamente esporre sulla homepage del PSN; quando tornerà a esistere una homepage del PSN, s’intende.

13 comments on “[Gli ani in faccia] Sony

  1. Simone “Karat45” Tagliaferri wrote:

    sì, e fecero incazzare gli hacker di mezzo mondo

    E pure l’aviazione americana, che usava le PS3 in cluster per il calcolo parallelo e si è ritrovata senza più la possibilità di sostituire nodi malfunzionanti.

    el_dambro wrote:

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/05/03/visualizza_new.html_874727601.html
    Si ma stanno diventando una barzelletta……

    Ovviamente l’ANSA capisce male come suo solito… Sony si è semplicemente resa conto di un attacco pregresso (forse contemporaneo, forse addirittura antecedente a quello di aprile). Cose che succedono 😛

  2. StM wrote:

    Simone “Karat45″ Tagliaferri wrote:
    sì, e fecero incazzare gli hacker di mezzo mondo
    E pure l’aviazione americana, che usava le PS3 in cluster per il calcolo parallelo e si è ritrovata senza più la possibilità di sostituire nodi malfunzionanti.

    eh?

  3. Eh 😛 (?)

    La PS3, essendo tra l’altro venduta sottocosto per anni, era un modo convenientissimo di avere un cluster di macchine con Cell a bordo (non ho idea se esistessero e quanto costassero altre soluzioni prodotte su vasta scala, con garanzia di immutabilità per anni, e con equiparabile potenza di calcolo).

  4. StM wrote:

    Eh (?)
    La PS3, essendo tra l’altro venduta sottocosto per anni, era un modo convenientissimo di avere un cluster di macchine con Cell a bordo (non ho idea se esistessero e quanto costassero altre soluzioni prodotte su vasta scala, con garanzia di immutabilità per anni, e con equiparabile potenza di calcolo).

    Sono talmente n00b in questo genere di cose che questa storia mi sembra totalmente assurda.
    Com’è possibile che l’aviazione americana non abbia a portata di mano nessun metodo migliore per il calcolo parallelo? A quando la NASA che comanda Spirit e Opportunity con il Wiimote?

  5. Hanno semplicemente scelto l’opzione meno costosa, sia dal punto di vista hardware che software. Il software viene scritto una volta sola e installato su tutti i nodi senza modifiche, che tanto hanno tutti la stessa architettura; e se muore un nodo lo puoi sostituire con un altro identico. A differenza della soluzione PC (cluster di), la PS3 garantiva che l’hardware sarebbe rimasto immutato a lungo, rendendo di fatto nulle le esigenze di testing e aggiornamento del software in caso di passaggio da un tipo di processore a un altro (Core2 Duo, Quad, i7…). Rispetto alla soluzione supercomputer c’era il vantaggio della scalabilità (vuoi più potenza di calcolo? Aggiungi un nodo) e del prezzo ridotto (non so riguardo al consumo di elettricità, ma un supercomputer spesso lo devi far fare su misura). E ovviamente l’aviazione non può fare i calcoli tipo BombIraq@home con un client installato sui computer dei civili volenterosi 😛

    Chiaramente sto ipotizzando i motivi delle scelte, ma non mi sembrano campati per aria.

  6. Come fa a costare di meno un prodotto che per sua natura è contornato di cose come “brand”, “marketing”, “moda”, “trend” … non era più semplice ordinare tot unità di calcolo con i medesimi componenti ma senza il marchio Sony sopra? Mi sembra una cosa ampiamente alla portata di una roba grossa come l’aviazione americana.
    Per fare un parallelismo, che senso ha comprare 6000 Nike Air Jordan quando puoi comprare 6000 scarpe senza baffo ad un costo evidentemente minore?

  7. Kinda Inappropriate wrote:

    Come fa a costare di meno un prodotto che per sua natura è contornato di cose come “brand”, “marketing”, “moda”, “trend” … non era più semplice ordinare tot unità di calcolo con i medesimi componenti ma senza il marchio Sony sopra? Mi sembra una cosa ampiamente alla portata di una roba grossa come l’aviazione americana.

    Ti ricordo il fatto che la PS3 era venduta sottocosto, in perdita, a un prezzo inferiore al costo di tutti i componenti e della costruzione, pur producendo milioni di esemplari (quindi boh, economie di scala?). Facendosi produrre un clone apposito da qualcun altro, l’aviazione l’avrebbe pagato di più.

    Inoltre, magari avrebbe potuto fare un ordine di, chessò, 1000 apparecchi. Poi un giorno decidi che ne vuoi altri 500, cosa succede? Che chi te li produce te li fa pagare di più, perché 1000 hanno un prezzo ma 500 ne hanno un altro. E se ne vuoi solo 100? Costano ancora di più. Inoltre, se ne vuoi solo uno? Avrà un costo spropositato, perché chi te lo produce o lo fa a mano o deve mettere su una catena di montaggio solo per il tuo unico pezzo.

    Molto più comodo usare un apparecchio preesistente, per cui non devi spendere nulla in design hardware, poco in design software (linux su PS3 già esisteva, bastava clusterizzarlo!), nulla nell’ideazione dei processi produttivi. Poi hai ampia disponibilità immediata (se fai produrre appositamente passa un lasso di tempo tra quando fai l’ordine e quando ti arriva la merce, che è più lungo di un semplice acquisto all’ingrosso di console consumer) e una garanzia di fornitura a lungo termine.

    Il paragone con le scarpe non regge per una serie di motivi. Non serve un team di ingegneri per progettare una scarpa (quindi è un paragone del cazzo ^^), le scarpe di sottomarca potrebbero comunque essere di qualità inferiore (tornando ai calcolatori, sarebbero meno potenti o meno affidabili), la scarpa di sottomarca in questo caso costerebbe di più di quella Nike col baffo. Oltretutto, assecondando il paragone, dalla Nike avresti maggiore garanzia di avere una fornitura di scarpe adeguata, mentre acquistando da un produttore secondario rischieresti di mandare in giro scalzi i tuoi soldati nel mentre che il produttore trova altri bambini indiani da schiavizzare (la Nike ne avrebbe già quanti ne servono).

  8. è stato il prezzo che ha dovuto pagare per la figura di melma della conferenza E3 del 2006.

Leave a Reply