Killzone 3

Sviluppato da Guerrilla Games | Pubblicato da SCEE | Piattaforma PS3 | Rilasciato a febbraio 2011

Dopo un epocale Killzone 2, a due anni di distanza arriva il terzo capitolo, un sequel perfetto. Molti ricorderanno ciò che lasciò il secondo capitolo, ovvero due fasce di giocatori. La prima era costituita da persone che avevano amato il gameplay, mentre la seconda lo odiava, per svariati motivi. Guerilla ha ascoltato tutti, o forse gli sviluppatori hanno deciso di cambiare il sistema di gioco solo per un puro motivo di marketing: fatto sta che questo terzo capitolo si presenta progressivamente diverso dal predecessore, tentando di avvicinarsi troppo ai canoni del FPS così come li ha definiti il famigerato Call Of Duty. Su Helghan è scoppiata una guerra interna su chi debba diventare la prossima guida del popolo, e intanto le truppe Helghast si stanno preparando per un attacco finale. Tocca ai nostri eroi salvare tutto, contando sul proprio di dietro.

Helghan trionferà


L’incipit della storia ci porta a sei mesi dopo la morte di Visari. Rico e Sev, travestiti da soldati Helghast, devono eludere la sorveglianza e incontrare una persona importante. In realtà, l’incipit serve a insegnare i comandi: controllando un nemico dovrete sparare a dei bersagli, accovacciarvi e nascondervi dietro a un riparo. Dopo questo piccolo incipit arriva la vera storia: dopo la sconfitta di Visari, le persone con una maggiore influenza e potenza iniziano a scontrarsi per diventare il prossimo imperatore, e intanto condurre una campagna di sterminio contro i terrestri. Sev e Rico, divisi dal colonnello Narville, cercano di raggiungerlo, ma molti imprevisti fanno cambiare i luoghi degli scontri. Passeremo da una città desertica fino a finire in un luogo ghiacciato, baciato dalle onde di un mare mortale.

Le battaglie che il giocatore dovrà affrontare sono davvero molteplici, quasi non si sentisse più il peso del secondo capitolo, che soffriva di piattezza da questo punto di vista. Guerilla evidentemente ha preso in forte considerazione l’idea di emulare il proprio capolavoro, rendendolo quanto più simile possibile al leader degli FPS, Call of Duty. Il terzo capitolo offre svariati spunti di divertimento, che vanno dal semplice sparatutto all’inseguimento su un mezzo mobile, e arrivando addirittura ad alcune fasi stealth, in cui il compito del giocatore sarà quello di non farsi individuare. Tutto questo lo troverete oramai in un qualsiasi videogioco, quindi niente di originale. La parte più originale probabilmente è rappresentata dalla missione in cui dovrete usare un jetpack, rompendo in questo modo i classici stereotipi da shooter su binari, ma purtroppo questa chicca è presente in una sola missione (mentre nel multiplayer potrete usarlo quando volete, dopo averlo preso naturalmente). La parte narrativa questa volta parte ad un ritmo più serrato, dando lo sguardo a pochissimi personaggi, lasciando gli altri nell’oblio, semplici pedine sacrificabili su un campo di battaglia. Quindi, riprendendo dai grandi titoli, avrete un campo di battaglia dove solo uno o due compagni saranno importanti, mentre il resto è da considerarsi carne da macello. I nemici che incontrerete saranno di diverso tipo: i classici soldati presenti nel capitolo precedente, le forze speciali di Stahl, le forze speciali che usano la lama per uccidere il nemici e gli Helghast che usano il jetpack per volare e attaccarvi dall’alto.

La grafica non è tutto… balle.

Dopo un deflagrante secondo capitolo, il terzo si presenta in una veste grafica ancora più grintosa ed esplosiva. Gli effetti di luce sono migliorati e le deflagrazioni delle granate fanno uscire gli occhi dalle orbite a tutti possessori di console. Le espressioni facciali sono state create magistralmente, almeno per quanto riguarda i personaggi importanti, mentre la cosiddetta carne da macello è un gradino più in basso. Le texture facciali rispecchiano esattamente ciò che Killzone 2 rappresentava, una buona strada per la perfezione. Da questo punto di vista, il lavoro dei ragazzi di Guerilla è davvero di prima classe: le animazioni dei veicoli sono sbalorditive, vedere tanti oggetti che combattono sul campo di battaglia è un qualcosa che probabilmente lascia il segno in tutti i giocatori. La battaglia contro il MAWLR, anche se dobbiamo dire che è decisamente sottotono con il gioco, è un qualcosa che lascia senza fiato. I paesaggi non lasciano motivo di discussione, essendo stati costruiti con una mano abile e degli effetti grafici di prim’ordine. La vegetazione soffre ancora dell’assenza di realismo, ma è un difetto che appartiene praticamente a tutti i giochi di questa generazione.

Naturalmente il gioco non è un continuo scalare di bellezza, e perde dei punti in vari comparti. L’intelligenza artificiale è praticamente identica a quella di tutti gli altri FPS e non dà un livello di sfida degno di questo nome. Manca poi un boss veramente serio, come Radec nel secondo episodio, che sicuramente avrà dato del filo da torcere a tutti quanti. Per divertirsi realmente con il gioco, si dovrebbe impostare la difficoltà a difficile, perché a normale è davvero troppo facile. Non migliora la difficoltà la presenza massiccia di casse di munizioni, che praticamente faranno si che le pallottole non mancheranno mai. Infine l’arma non è più la stessa: quanti di voi, dopo aver preso in mano il joypad sono rimasti frustrati dalla difficoltà con cui si impugnava il fucile nel secondo capitolo? Ebbene, quella sorta di realismo del peso dell’arma ora è completamente assente; l’arma è ora leggera, quasi fosse fatta di plastica.

24 comments on “Killzone 3

  1. La piu’ brutta recensione mai apparsa su arsludica. Leggere il redattore che sbava sulla grafica come un binbominkia è stato agghiacciante.

  2. Che cattiveria.
    A me non è dispiaciuta, si vede che chi l’ha scritta sta ancora rodando, ma non è malvagia

  3. Non come Crysis ma troppo forte il senso di vuoto che regna sovrano in Killzone.
    Amaro è la parola giusta perchè per il resto funziona tutto e funziona bene, eppure lo si finisce e si rimane a pensare “Quindi? Tutto qua?”
    Che cosa triste.

  4. Finito di leggere adesso, alla fine alla grafica è dedicato solo un paragrafetto (anche se messo bene in evidenza), e nel complesso il giudizio mi è sembrato equilibrato. Forse è una rece non perfettamente in linea con lo “stile” del sito, questo sì… ma non è detto che questo debba essere necessariamente un difetto – a me Ars Ludica piace molto, ma a volte mi sembra che chi ci scrive sia un po’ troppo preso dal “fuoco sacro” dell’essere anti-mainstream a tutti i costi.

  5. “L’intelligenza artificiale è praticamente identica a quella di tutti gli altri FPS e non dà un livello di sfida degno di questo nome.”

    No dai deve essere fortemente ironico questo ironico…

  6. @ Bruno:

    visto che di anti-mainstream c’è cosi poca roba non vedo cosa ci sia di male che loro si facciano paladini di questa crociata.

    Penso anch io che sia una delle recensioni piu brutte di ars ludica.

  7. Beh la prossima la farò migliore, ma non vedo niente di male dire che una grafica sia buona… non è un fatto di sbavare, ma scusa, se è bella è bella… Quando passa  una donna bella che fai? ti volti per vedere una brutta? Non capisco il concetto… Vogliamo parlare solo di giochi con una grafica penosa, come Yotobi fa con i film? 

  8. Mi trovo purtroppo d’accordo con Il Cannello&Co, questa recensione con ArsLudica non ha nulla a che vedere. Così come l’articolo precedente, quello sulla difficoltà dei giochi, a dirla tutta…

  9. Diciamo anche che alcuni errorini di battitura e di ortografia potresti risparmiarteli, alla fine uno vede quelli e parte prevenuto.

  10. Questa recensione potrebbe rappresentare per Ars Ludica ciò che fu il festival di Newport per Bob Dylan (I’m joking). Forza Rostislav!

  11. Bella trollata sembra una delle recensioni nella media della carta stampata (i portali creati da adolescenti non li ho mai letti).

    L’impostazione, certe frasi, sembra proprio una delle recensioni standard di una rivista qualsiasi.

  12. La prossima prendi un gioco, non importa qualche, e prova a scrivere cose più o meno simili a queste…

    “Il protagonista, *nome personaggio*, è l’incarnazione della cultura morente e adolescenziale anni ’90, quando *categoria* avrebbe *pezzo a caso* pur di *altro pezzo a caso*…ma quali animi riuscirebbe a smuovere oggi questa macilenta metafora, parodia consumata e logora di se stesso? ”

    “I bimbiminchia si sono lasciati andare a una wave di onanismo generazionale sbavante quando gli organi stampa hanno diffusa la news che *cosa a caso*, e si sono realizzati nella loro nuova ripetuta voluttà di nuove esperienze videolodiche defaticanti, a cui noi giocatori e recensori di passata generazione siamo già stati abbondantemente abituati.”

    ” *Nome gioco* è una nostalgica riproposta di un modo di creare un prodotto videoludico che ormai ha fatto la sua epoca, condannato all’obsolescenza dalla commercialità degli orientamenti più mainstream, e che potrà essere recepito unicamente da chi *categoria* o da coloro che ancora portano seco qualche frammento di senso critico e speranze di un futuro cambiamento.”

    “L’ “editoria” che si dedica all’intrattenimento videoludico si è di nuovo espressa nella sua consueta e anacronistica attitudine alla categorizzazione, che svilisce e vilipendia il medium confinandolo ancora nella polverosa gabbia in cui si trova, prima che sulla carte stampata, nella mentalità coatta, ma nascostamente rassicurante, dei giocatori.”

    …vedrai che strapperai consensi entusiasti 😀 !

  13. @le_mirage

    A parte che il commento fa molto ridere e in parte coglie nel segno, la rece è obiettivamente da rivedere… 🙂

  14. Sinceramente l’unica cosa che davvero non capisco dalla recensione e’ il parere del recensore. Quindi Ros se posso darti un consiglio, penso che il problema principale sia quello, dopotutto l’obiettivita’ non esiste tanto vale che rendi chiari i tuoi gusti e il tuo giudizio dandone delle motivazioni appropriate.

  15. Io credo che a questa recensione di Ros si possa imputare al massimo la mancanza di un’evidente interpretazione personale di Killzone 3. Ma c’è tempo per continuare scrivere nuove cose, quindi sono curioso di vedere le prossime creazioni del nostro giovane redattore 😀

  16. Penso che far scrivere Ros qui, dove può essere criticato in modo costruttivo da gente (generalmente) competente, sia molto meglio sia per lui che per noi tutti. Meglio per lui, perché ha un’occasione di migliorarsi; e meglio per noi, perché se ha la buona volontà che ci ha dato l’impressione di avere scriverà presto dei pezzi che raccoglieranno molti più consensi 🙂

    Benvenuto al centro del tiro al bersaglio, Ros 😀

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