Movimento contro la disinformazione sui videogiochi

Vi segnalo questa iniziativa, di cui sono uno dei fondatori, che stiamo portando avanti con Antonio Fucito e con la redazione di Multiplayer.it.

Riporto la news del portale:

—————————————————————

In seguito al clamore e alle reazioni suscitate dal nostro articolo (Link) dedicato allo scandaloso servizio del TG1, in cui i videogiochi sono stati sostanzialmente descritti come il movente della strage di Oslo, è nato, su iniziativa della redazione di Multiplayer.it, il Movimento contro la disinformazione sui videogiochi (Link), un’iniziativa che si propone di diffondere tra i media una maggiore consapevolezza del valore culturale dei videogiochi.

Sarà nostro impegno diffondere e cercare di contrastare la disinformazione sull’argomento, che regna sovrana nei media tradizionali. Per farcela avremo bisogno anche dell’aiuto di voi lettori che ci avete dimostrato l’interesse per l’argomento, rispondendo con calore e intelligenza all’ennesimo attacco insensato al medium videoludico.

Insomma, se vi imbattete in un caso di disinformazione videoludica, non esitate a segnalarcelo. Noi faremo di tutto per tenere alta la guardia. In futuro renderemo note nuove iniziative in merito.

La pagina Facebook del Movimento contro la disinformazione sui videogiochi

9 comments on “Movimento contro la disinformazione sui videogiochi

  1. Nel caso specifico del video, si tratta del TG1. Voglio dire, credo sia più credibile Super Mario di Minzolini.

    A me piace comunque la disinformazione. Vuoi mettere quante rogne in meno quando basta guardare una persona dicendo “Attento, sono pericoloso, mi piacciono i videogiochi”?

  2. Guardate che è tutto vero. Da quando gioco a Mw2 ho sempre una voglia matta di sparare a Minzolini… Si scherza eh! 🙂

  3. L’iniziativa poggia su ottime basi e avrà il mio appoggio, sempre. Ma leggevo oggi i commenti nella pagina dedicata. Per scagionare il videogioco dal banco degli imputati, i videogiocatori sembrano non trovare metodo migliore di perculare un tizio morto di trombosi. Invece di pensare che fosse un soggetto a rischio (per genetica, obesità o miriadi di altri motivi che, non essendo medico, neppure ipotizzo), sembra più facile emarginarlo dalla comunità di videogiocatori “sani”. Cito testualmente:

    – Oh, ma in certi casi si chiama anche “selezione naturale”!
    – Beh questo è essere malati e anche cretini. Parliamo di autolesionismo qui…
    – si beh se questo è scemo non è colpa dei videogiochi…

    Viene da chiedersi se ce lo meritiamo davvero, il movimento contro la disinformazione sui videogiochi.

  4. Io invece sono contrario, nettamente. Queste associazioni nascono per risposta ad un evento specifico, in questo caso il TG1. Sono fatte in fretta e furia, generalmente da persone che semplicemente sono fan del medium.

    Non credete ci siano gia’ abbastanza associazioni qui in italia? In che modo possiamo avere la credibilita’ con tutte queste associazioni che si insultano a vicenda dicendo di essere loro l’unico credo?

    Non ho idea di chi ci sia in questa nuova, ennesima associazione, ma prima anche di dare una stilla di supporto, vorrei vedere i CV di ogni socio fondatore e ricostruire la sua vita lavorativa prima di quel momento. Il passato mi ha insegnato che e’ meglio fare cosi’.

  5. Alex: 

    1) Questo non è un evento singolo, ma l’ennesima dimostrazione del fatto che la classe dirigente Italiana non capisce niente del mercato dei videogiochi. In realtà estenderei il discorso e direi che capisce poco anche del resto. E’ giusto reagire.

    2) Non credo che il Tagliaferri & Co si siano dati l’obbiettivo di costruire il flusso canalizzatore, ma semplicemente informare un po’ la gente. Al massimo il dubbio potrebbe essere “a quanto serve?”, ma essere addirittura “nettamente contrari”? 

    3) Questa risposta ha un tono. Ed è il tono di chi è visceralmente infastidito dal sentire la voce delle persone che hanno un’opinione ma non sono necessariamente istruite in un campo. Se non hai il foglio di carta o gli anni di lavoro in un campo, dimenticati pure di poter essere qualcuno in quel campo o esprimere un’opinione: non vali niente e nessuno ti dovrebbe ascoltare. Questa è la sensazione che da’ la tua mail Alex, forse involontariamente, ma da questi occhi questa è la sensazione che da’. 

    Esistono altre qualità umane percepibili ma non misurabili, evidenti ma non documentabili: personalmente dalle cose che ho letto di Tagliaferri, traspare una certa anima nel trattare l’argomento, e questo per me vale mille dei tuoi CV. 

  6. Uhmm, quindi tu dici che se voglio sentire il parere sulla fotodecomposizione in stelle con massa superiore alle 120 masse solari, l’opinione di un bambino delle elementari appassionato in astronomia è alla pari con quella di Stephen Hawking.
    Questo è quello che mi stai dicendo.

    Quello che ti dico io è che se non conosco chi mi vuole informare, non posso sapere se è davvero esperto.

    In passato ho supportato iniziative poi rivelatesi non concludenti o peggio. quindi fuori i nomi e i CV.

Leave a Reply