[Diario] Kombattimenti Mortali, incubi e Jennifer Aniston

Sono uno storico detrattore della saga di Mortal Kombat, ma allo stesso tempo amo l’impegno e la voglia di migliorarsi; come la mettiamo allora?

Un po’ di storia: nel 1992 esce il primo capitolo del picchiaduro targato Midway e eserciti di giovani si scoprono morbosamente attratti dalla salsa di pomodoro. John Tobias, che aveva anni prima contribuito allo Smash Tv di quel guru di Eugene Jarvis creando alcuni degli sprite più iconici della scena arcade anni ’90, cede l’anima al demonio assieme al compagno di setta Ed Boon, e i due imbandiscono assieme un’unione sacrilega tra la grafica digitalizzata di Pit Fighter di Atari e la formula del picchiaduro ad incontri che SF2 aveva tanto egregiamente portato alla rivalsa. il risultato è un picchiaduro mediocre che deve il successo a sangue e frattaglie dispensate a profusione sullo schermo anche grazie alle famigerate Fatality, mosse con cui è possibile eliminare in modo cruento l’avversario alla fine dell’incontro.

 

Mutoid Man, pixel su tela, prima che John Tobias mettesse la sua matita al servizio del demonio.

 

Ricordo comunque con affetto il gioco, non per la dubbia qualità quanto perchè all’epoca barattai il numero di Game Power (5.000 Lire) riportante i comandi per eseguire le suddette fatality con la cartuccia di Super Mario Land 2 (60.000 lire circa). Episodi di vita a parte, nello stesso anno esce Fatal Fury 2 su Neo Geo, per nominare un contendente a caso non appartenente alla scuderia Capcom: le alternative quindi sono parecchie e indiscutibilmente superiori, ma Mortal Kombat comunque sbanca nelle sale giochi e con le relative conversioni, aprendo la strada a progetti dal potentissimo retrogusto kitsch come War Gods, Survival Arts e Time Killers.

Sissignore, Mortal Kombat fu uno dei flagelli dell’industria videoludica, e proprio per questo vendette milioni di copie. Prendere nota, prego.

Ma poi, improvvisamente, qualcosa è cambiato. Il secondo capitolo introduce il concetto di juggle combo, dimostrando ai fan del genere che si poteva essere più creativi rispetto al solito buffer pugno-hadoken, il terzo con la sua barra della corsa aggiunge le target combo, il quarto…il quarto no, fa cagare e basta. Ma le edizioni per le console di sesta generazione, tra stili di combattimento intercabiabili e duelli all’arma bianca, erano davvero titoli godibili, fino ad arrivare al recente reboot della serie, probabilmente uno dei migliori picchiaduro degli ultimi anni. Ma anche negli spin-off l’evoluzione è tangibile: dal terrificante MK Mytologies: Sub Zero, titolo veramente BRUTTO con le dovute maiuscole, siamo arrivati a Shaolin Monks, rispettabilissimo picchiaduro a scorrimento uscito in un periodo in cui le delusioni più cocenti sul genere provenivano da softco insospettabili, come Namco con Urban Reign o Capcom con Beatdown e sopratutto Final Fight: Streetwise, un seguito talmente poco “seguito” che Akira Nishitani, il papà dell’arcade originale, ne ignorava l’esistenza.

Dio buono, sto lodando Mortal Kombat; sarebbe più probabile il volo di Cubi Borg che sganciano pacchi di riviste porno sulle maggiori capitali europee.

Comunque, complice il rilascio del buon Freddy Krueger come quarto ed ultimo Kombattente DLC, prelevo online il bundre dei personaggi extra ed aggiorno il gioco. Anche stavolta dentro di me mi congratulo silenziosamente con i Netherrealm Studios dato che, tra aggiornamenti vari, mi regalano diversi costumi alternativi; considerando il milking estremo di SFIV e Marvel Vs Capcom 3 ho imparato a non dare per scontati simili doni, peraltro graditissimi. Quindi eccomi qua, tutto carico che squarto Sub Zero col buon Freddy sotto il megacartellone di Come ammazzare il capo e vivere felici.

Intendiamoci, a me Jennifer Aniston fa più sangue di dieci emorragie messe assieme, ma qui mi sembra un attimo fuori posto… Rimango perplesso quando cambio livello e mi ritrovo a combattere nella metropolitana con schiere di cartelloni simili appese al muro. Faccio un attimo mente locale  e sono certo di aver assistito al product placement in almeno tre stage, quindi vado giù duro di Google per sapere cosa mi sono perso considerando anche l’assenza forzata dal PSN causa hacker rottinculo.

A quanto pare la cosa va avanti da un po’, con pubblicità cicliche di film in uscita al cinema e in Blu-ray. Diciamo che quando il contratto è attivo ci troviamo roba come questa:

mentre quando non c’è nulla da pubblicizzare ci becchiamo questo:

ovvero la pubblicità del fittizio film di Johnny Cage Ninja Mime, che detto tra di noi andrei a vedere al cinema anche subito.

Il product placement nei videogiochi è cosa vecchia, dai cartelloni nei vari Fifa e PES a perle del trash più becero come il mitico Pepsiman, ma a mia memoria è la prima volta che qualcosa di tanto appariscente compare in un picchiaduro. Sapevo che anche nel suo momento più splendente Mortal Kombat doveva muoversi contro la mia ulcera.

No, non credo che la Honda abbia segretamente pagato Capcom per far sfasciare la Lexus nei bonus stage di SF2.

Qualcuno di voi ricorda avvenimenti simili? Magari che ne sai, in Giappone qualche gioco di catch o sumo pubblicizzava fantomatiche marche di fundoshi.

Ora che ci penso questa sembra una trovata degna di Suda, tempo di rigiocare a Super Fire Pro Wrestling Special con rinnovato occhio critico…

10 comments on “[Diario] Kombattimenti Mortali, incubi e Jennifer Aniston

  1. Ma come si può apprezzare l’ultimo MK?
    Hitbox che neanche in street fighter 4 sono messe così male, animazioni legnose, si gioca come mortal kombat 3 e il miglior esempio di “diversi stili di lotta” sono 250 ninja di tutti e 3 i sessi (uomo, donna, cyborg) con 2 mosse speciali a differenziarli e il colore.
    È davvero brutto, anche senza product placement.
    Andava bene nel ’92. Ma preferivo giocare a Fatal Fury se c’era, o Street Fighter II.

  2. a me la saga piaceva tantino. sarò che c’erano alcune cose che sono poi diventate memorabili: i colpi congelanti di sub-zero, il “come hereeee!!!” di scorpion, e tutte quelle easter egg che non si è mai saputo se fossero reali o no : ) (probabilmente lo erano, ma non ne ho mai davvero vista una).

    anche l’approccio più “maturo” al genere picchiaduro lo dobbiamo probabilmente a MK. Killer Instinct forse non sarebbe esistito, senza.

    anche narrativamente non era niente male: il terzo capitolo è quello che ho apprezzato di più. mi ha spiazzato abbastanza vederlo ambientato tra strade e metropolitane, e con poliziotti, indiani e robot nel mix : )

  3. @the Gentleman: non ricordo piu’ chi di Capcom aveva detto che “i giochi giapponesi sono incentrati sul ‘percorso’: non conta in generale se vinci o perdi, conta come giochi; al contrario, i giochi americani sono incentrati sulla ‘vittoria’ come obiettivo ultimo e unico; non conta come giochi, conta se vinci”.

    Se lo applichi ai picchiaduro, ottieni dal Giappone uno SF o un BB in cui il combattimento – il percorso – e’ divertente e a parte quello non c’e’ molto, mentre dagli Stati Uniti ottieni un MK in cui il combattimento e’ una cosa che sopporti un po’ di malavoglia, ma poi vinci e puoi fare la fatality e quello e’ il bello del gioco, e’ la cosa che hai vinto e sei premiato.

    E’ un pensiero interessante. Poi magari sono io che ci leggo di piu’ di quel che c’e’, sia chiaro.

    SE lo guardi cosi’ – e conoscendoti non e’ il tuo punto di vista, per cui magari ti e’ sfuggito – allora non importa quanto sono pessime le hitbox, se tutti i personaggi sono uguali, se… tutto il resto. Importerebbe che le fatality fossero diverse, e, ops, lo sono, in effetti. Tutto torna.

  4. Ti odio perché hai sparato un articolo in più a mia insaputa.

    Ma no, in fondo ti amo e sai perché (rotondità e saggezza). Ho apprezzato tanto il ritorno alle origini +1 di MK, però non mi erano per niente dispiaciuti gli episodi 3D usciti su Gamecube. MK è un picchiaduro che va apprezzato a patto di scendere a diversi compromessi, se ami più il fumo che l’arrosto e il cattivo gusto allora fa per te. Il vecchio Ed (ormai vittima di calvizie) ci ha visto giusto, grazie anche al come back estremamente conservativo ma di successo di SFIV.

    Bei tempi quelli della scuola in cui si barattavano anche le foto nude delle mamme pur di ottenere la sequenza giusta per una fatality.

  5. l’ho pubblicato apposta sapendo che non sapevi :caffe:

    quindi il milf hunting è partito dallo scambio di foto per il primo MK, buono a sapersi.

    Che poi ripeto, ci ho guadagnato un Mario Land 2, facile quanto ti pare (anzi, di più) ma contro un Game Power mi ha fatto piacere.

  6. bof, io chiedevo nei picchiaduro…
    altrimenti la lista sarebbe lunghissima, personalmente tra i miei preferiti c’è Pepsi Invaders sul 2600 che è di un trash smodato e dal prezzo incalcolabile.

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