ArsLudicast 204: Gestazioni Elefantiache

Li avete aspettati per anni e spesso nemmeno ne è valsa la pena. Un po’ come con questa puntata.

Non stiamo parlando dei Metallica che duettano con Lou Reed ma dei videogiochi dalle gestazioni lunghe e difficili, spesso problematiche, ma che non sempre sono andati completamente in vacca.

Simone Tagliaferri, Matteo Anelli, Alessandro Monopoli e Vittorio Bonzi vi guideranno in questo puntatone lungo lungo, fatto di memoria, nostalgia e qualche cocente delusione, parlando di:

  • Rage
  • Duke Nukem Forever
  • Alan Wake
  • Too Human
  • LA Noire
  • Ultima IX
  • Aquaventura
  • Eternal Darkness
  • Dragon Age
  • Might & Magic VI

Vi ricordiamo che se volete assistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussioneo, perché no?, proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.org o redazione@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum!

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Scaricate l’episodio:

 

Brano in Apertura:
The Justice Ray, Part 2 (Thunderforce V), di Tsukumo Hyakutaro, arrangiata ed eseguita da Alessandro Monopoli

Brano in Chiusura:
Theme of a Moonlit Night (Suikoden) di Miki Higashino

Players 8 free disponible!

Dopo l’uscita del numero 09, disponibile solo per l’Utenza Premium, rendiamo finalmente pubblico Players 08 Free Edition. Se siete Utenti Premium, vi rimandiamo al post originale per l’accesso alle versioni online e al PDF. In caso contrario, potete sfogliare Players 08 Free Edition direttamente dall’embed qui sotto, dalla nostra home page o dalla colonna laterale delle pagine interne del sito. Nel caso voleste dare un’occhiata anche ai numeri precedenti, fate un salto all’Archivio. Buona lettura!

 

Players 08

Nel numero 08 di Players:

Arte: James Roper / di Andrea Chirichelli
Stories:
 Google Plus / di Tommaso De Benetti, Matteo Del Bo
Cinema: Review di Cowboys and Aliens / di Andrea Chirichelli
Cinema: Review di Win Win / di Andrea Chirichelli
Cinema: Review di Rise of the Planet of the Apes / di Andrea Chirichelli
Cinema: Review di Gantz 2011 / di Cheivan Ghadir
Cinema: Review di Redline / di Cheivan Ghadir
Cinema: Review di Les Petits Mouchoirs / di Andrea Chirichelli
Cinema: Speciale Star Wars / di Marco Passarello
Cinema: Grindhouse Vol. 3: Zombie Diary Parte 1 / di Piero Ciccioli
Tv:
 Falling Skies / di Matteo Ferrara
Tv: Breaking Bad / di Claudio Magistrelli
Still: Szymko Malgorzata / di Simone Tagliaferri
Comics: Leviathan / di Piero Ciccioli
Comics: National Quiz / di Cheivan Ghadir
Comics: Believers / di Cheivan Ghadir
Letteratura: Le Parole del Postribolo – Scomparire / di Simone Tagliaferri
Letteratura: Review di I Superricchi Erediteranno la Terra / di Enrico Pasotti
Letteratura:
 Facebook, La Storia / di Enrico Pasotti
Letteratura: La Scopa del Sistema / di Alberto Li Vigni
Letteratura: Margaret Atwood: Apocalisse e Spade Laser / di Andrea Atzori
Letteratura: Omnivore’s Dilemma – Fast Food Nation – Eating Animals / di Andrea Alfieri
The Gramophone: Review di Corde Oblique – A Hail of Bitter Almonds / di Danilo di Russo
The Gramophone: Review di Burning Hearts – Into the Wilderness / di Tommaso De Benetti
The Gramophone: Review di James Blake – James Blake / di Tommaso De Benetti
The Gramophone: Review di Battles – Gloss Drop / di Eugenio Laino
The Gramophone: 
Review di Wolves in the Throne Room – Celestial Lineage / di Matteo Del Bo
The Gramophone: 
Review di Dead Elephant – Thanatology / di Matteo Del Bo
The Gramophone: Review di Fucked Up – David Comes to Life / di Pietro Recchi
Videogiochi:
 Speciale Limbo / di Paolo Savio
Videogiochi: Review di Space Marine / di Piero Ciccioli
Videogiochi: Review di Dead Island / di Piero Ciccioli
Videogiochi: Review di Xenoblade Chronicles / di Alberto Li Vigni
Videogiochi: Review di From Dust / di Dario Oropallo
Videogiochi: Review di Street Fighter 3rd Strike Online Edition / di Pietro Recchi
Videogiochi: Review di Bastion / di Andrea Chirichelli
Videogiochi: Review di Driver San Francisco / di Antonio Lanzaro
Videogiochi: Review di Insanely Twisted Shadow Planet / di Claudio Magistrelli
Videogiochi: Review di Monkey Island Special Edition Collection / di Andrea Chirichelli
Videogiochi: Unlocked – La Saggezza di nintendo / di Antonio Lanzaro
Tech: Musica Digitale: il punto della situazione – Terza Parte / di Tommaso De Benetti

Sideway – New York

Pubblicato da Sony Online Entertainment | Sviluppato da playbrains, Fuel Industries, Wildbrain | Piattaforma: Playstation 3 (PSN) | Rilasciato il 11 ottobre 2011

Nox non è uno sfaccendato, guardatelo lì come lavora.

L’idea attira molta simpatia e fa decisamente la sua figura: un platform 2D che si svolge sui muri di una città, con continui cambi di lato, capovolgimenti di alto e basso, finestre che non sarebbero certo un ostacolo per uno Spider-Man qualsiasi ma che lo sono per voi, che siete stati catturati in un mondo bidimensionale. Lo stile convince e ci si compiace di tutto quel ruotare e capovolgersi di edifici e intere città, che all’inizio disorienta ma poi comincia a sembrare del tutto naturale.

Esaurito l’effetto sorpresa ed entrati nell’ottica del gameplay di Sideway, quello che ci troviamo davanti è un platform a struttura bidimensionale piuttosto vario e apprezzabile da giocatori di media esperienza, ma forse indirizzato di più a Autentici Motivati e Inarrestabili Cacciatori di Achievement (A.M.I.C.A.): il giocatore medio può riuscire a finire Sideway con un po’ di pazienza, due cucchiai di abilità, e un non particolare odio per la ripetizione di sezioni nell’ordine delle decine di volte; dove il gioco si fa davvero tosto però è nella ricerca di tutte le aree nascoste e tutti i collezionabili, che alle volte richiedono un tempo equivalente se non superiore a quello necessario per superare il livello in sé, e molto spesso è impossibile tornare sui propri passi se ci si accorge di essersi persi qualcosa (un po’ come succede in Rochard, ma più di frequente e con più perfida malvagità).

"Nox, nell'angolo!"

"Nox, nell'angolo!"

Seguendo la scuola dei platform con potenziamenti, Sideway vi propone a intervalli regolari ostacoli nuovi superabili con nuove abilità o nuovi oggetti presenti nello scenario. Salto doppio, discesa rallentata, fare l’uomo-cannone, smaterializzarsi in vernice per un breve periodo e svolazzare aldilà di una protuberanza, creare uno scudo, dondolare da un appiglio, attacchi di vario genere, sono tutte cose (ma non tutte le cose) in cui vi troverete implicati. In generale le azioni di movimento sanno dare soddisfazione se ben padroneggiate, anche se non mostrano nulla di nuovo e richiedono una precisione forse eccessiva per essere eseguite a dovere; per quel che riguarda le azioni di attacco, invece, non sono sicuro che si riescano davvero a sfruttare tutte le possibilità offerte (io non ci sono riuscito e la maggior parte del tempo ho ripiegato sul button mashing), anche perché lasciano piuttosto tiepidi e per esempio contro i nemici più resistenti non si capisce se gli si sta facendo del male o se si stia piuttosto sprecando del tempo.

A proposito di nemici resistenti, dovrete affrontare alcuni boss veri e propri, di cui per la verità ho apprezzato solo il penultimo – nonostante non vedessi la necessità di ripetere 4 volte le stesse 4 operazioni per sconfiggerlo; gli altri boss possono offrire o meno una sfida, alla vostra agilità manuale o alla vostra perseveranza, ma non brillano per carisma. Altri recensori indicano questo come forse il difetto più grande del gioco, e probabilmente hanno ragione.

Mi sono trovato ad arrabbiarmi molto per una sciocchezza, nei primi livelli: il ritardo con cui vi vengono dati i suggerimenti sulle cose nuove che incontrate. Quando vedevo una cosa nuova mi lasciavo prendere dall’entusiasmo e pigiavo la X per saltarci sopra… 30 millisecondi dopo che era apparsa la finestrella di suggerimento del vostro “collega” writer che vi spiegava come comportarvi, la quale ovviamente spariva immediatamente perché la X è anche il tasto per fare avanzare i dialoghi. All’inizio sono quindi andato avanti a spanne e tentativi (soprattutto per quel che riguardava gli attacchi efficaci o inefficaci rivolti a certi nemici).

Ho suggerito sopra che potrebbe capitare di ripetere alcune sezioni anche dieci volte. Magari a voi no, ma a me è capitato. Sideway non perdona gli errori (o le sequenze di tasti non rigidamente codificate), ma fortunatamente distribuisce checkpoint con una certa generosità, e non capita quasi mai di dover ripetere lunghe sezioni difficili tutte insieme. Ma ribadisco, io non sono un guru dei platform, e voi potreste avere decisamente meno problemi. Sicuramente l’esplorazione, per quanto difficile, risulta molto più interessante e appagante delle battaglie con i boss, a patto di avere almeno una tra pazienza e abilità.

Nox bigia la scuola in compagnia

Nox bigia la scuola in compagnia

Per dovere di cronaca riporto che esiste una modalità multiplayer (sulla stessa console), ma non ho ancora avuto modo di provarla (il mio secondo paio di mani sta crescendo ma non è ancora abbastanza grande). A occhio e croce non mi sembra possa dare un sapore particolare all’esperienza di gioco, tant’è che mi ha stupito trovarla inclusa, ma ovviamente senza provare non si può sapere. Chi di voi avesse provato tale modalità è cortesemente invitato a narrarcela (o lo intrappoleremo in un mondo bidimensionale, come collante per strade in Macadam. Dimenticavo la faccina 🙂 ).

Per qualsiasi domanda o opinione i commenti sono lì apposta, non siate timidi. Macadam.

Perchè non c’era un reale bisogno del Nintendo 3DS?

Provate a rispondere alla domanda del titolo, appuntatela e poi vi dico cosa ne penso.

Fatto?

La mia risposta è “Provate Kirby Mass Attack“. Si tratta di un platform 2D semplice: comparto tecnico colorato, un’idea originale (il controllare dieci piccoli Kirby) ed un sistema di controllo elementare, basato sul solo touch screen. Diverte e, malgrado sembri uno scacciapensieri, il sistema di punteggio (che riprende a piene mani i Super Mario bidimensionali per NES) e la curiosità di esplorare i vari quadri potrebbero conquistarvi rapidamente, monopolizzando i vostri spostamenti quotidiani – nel mio caso il tragitto da casa all’università.

Per  numerosi motivi, si è scelto di abbandonare qualsiasi tentativo di (r)innovazione e di suscitare stupore nel giocatore, preferendo miglioramenti semplicemente tecnici ed affidandosi ad una tecnica che, per quanto interessante, per ora resta – e resterà? – un semplice plus. I giochi che ne hanno accompagnato il lancio del 3DS e che, nei prossimi mesi, tenteranno di risollevarne le (più che discrete) vendite sono giochi vicini a quell’idea di “esperienza portatile casalinga” che, malgrado sia stata una concausa delle minori vendite della PSP rispetto al DS, sembra che si affermerà sulle console portatili di nuova generazione, relegando il videogioco portatile “classico” alla superficialità (con poche, rare eccezioni) dei titoli per iOS, Android e Windows 7 Mobile. Nessuno di essi sembra avere la semplicità di un Kirby Mass Attack, una semplicità che si sta rivelando una sorpresa incredibilmente piacevole da giocare, o la capacità di adattare il gameplay alle nuove console vista in Final Fantasy Tactis Advance 2, per esempio.

Spero di esser smentito dai fatti e che sia Nintendo che Sony propongano, sulle loro console portatili, un giusto mix tra i due modi di giocare, lasciandoci la libertà di scegliere quale preferiamo: perchè, e questo è un problema che definirei generale, troppo spesso non ci è data scelta e, altrettanto spesso, le scelte di una software house sono parecchio discutibili.