ArsLudicast 203: Passione Passato

Torna la rubrica preferita dagli ascoltatori della prima stagione e rilanciamo anche con un Dario Oropallo (Puck). Tra aneddoti e le solite rimembranze, Simone Tagliaferri finisce tutti i coin-op impossibili, Alessandro Monopoli rimorchia in sala giochi, Vittorio Bonzi ci fa scoprire uno dei migliori dungeon crawler di sempre e Dario Oropallo ci erudisce sui Pokémon. Mentre l’Anelli parla del solito gioco che serve il diploma al MIT…

  • Pokémon Oro / Argento (GBC)
  • Rastan (Arcade)
  • Mother (o Earthbound Zero) (NES/SNES/GBA)
  • Captain Commando (Arcade)
  • Anvil of Dawn (PC)

Vi ricordiamo che se volete assistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussioneo, perché no?, proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.org o redazione@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum!

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Scaricate l’episodio:

 

Brano in Apertura:
Jackie Chan Action Kung-Fu, di Masakatsu Maekawa, arrangiata ed eseguita da Alessandro Monopoli

Brano in Chiusura:
Dr. Wily Castle (Megaman 2) di Ogeretsu Kun

12 comments on “ArsLudicast 203: Passione Passato

  1. Ma che carina la sigla!
    Monopoli sei fortissimo!
    yeah
    e questa rimane nella storia, da tramandare ai nipotini.
    Naturalmente sarà la prossima ad essere pubblicata.

  2. Emozioni fortissime come sempre e benvenuto anche al nuovo della ciurma! Più avanti chiederò anch’io una sigla all’ottimo Monopoli, che ridendo y scherzando ne verrebbero fuori delle raccolte eccezionali!

  3. Che dire…puntatona, adoro “Passione Passato ” !!! Quoto Max, Monopoli fa davvero scassare, e senza dubbio in questa puntata, si è superato, quando raccontava del suo passato è come se  avessi visto un film, davvero coinvolgente.
    Complimenti a tutti gente, come sempre, davvero, e ben venuto a Dario!
    Siete i mie guru videoludici !! 😉
    p.s. Peccato solo che le parti di Vittorio e Dario fossero un po’ disturbate 🙁

  4. Sentir parlare di pokemon oro e argento come retrogaming mi ha ricordato un discorso che ho sentito su come negli USA oggi le radio “classic rock” trasmettano i Nirvana. Il mondo è in perenne evoluzione, non ci si può far nulla.

    (non vuole essere una critica eh, anzi, la puntata mi è piaciuta molto)

  5. Grandissima puntata e grande Monopoli come sempre :D!

    Volevo dire che anche io finivo Ghouls’n’Ghosts e che in confronto a Gosts’n’Goblins era una passeggiata :)!

  6. El_dambro: hai ragione!

    Syn23: credo sia colpa del mio microfono “non molto buono” (uso il mic wireless della Xbox 360). Riguardo il punto che citi…sì, purtroppo il tempo (s)corre 🙂 il problema – e sarebbe un bello spunto di discussione – è come, nel mondo dei videogiochi e della televisione, vi sia stata (ed in parte vi sia ancora) scarsa attenzione per la conservazione e, conseguentemente, per la possibilità di recuperare un’opera del passato. 🙂

  7. Il buon Anelli mi ha raccontato un aneddoto del Monopoli e di un certo animale “ladro” in casa sua in passato… propongo che il Monopoli lo racconti per il prossimo appuntamento del podcast 🙂

  8. @Puck: non mi ero lamentato della qualità audio eh. 😀
    Riguardo alla conservazione delle opere in ambito videoludico, mi è capitato recentemente di pensare che, mentre oggi è ancora possibile recuperare giochi del passato, “semplicemente” (sottolineo le virgolette) comprando le vecchie console e cartucce (ed ebay da questo punto di vista rende l’operazione più facile che in passato), o ricorrendo agli emulatori, in futuro la cosa potrebbe non essere così immediata,
    Penso a tutti quei giochi, anche single player, che richiedono (direttamente o indirettamente) servizi online per essere giocati. Per esempio, moltissimi giochi oggi ricevono patch senza le quali risulterebbero ingiocabili, buggati, o comunque ridotti: se oggi voglio giocarmi Gran Turismo sulla prima Playstation lo troverò uguale a com’era 15 anni fa; se tra 15 anni vorrò giocare Gran Turismo 5 senza la possibilità di scaricarmi tutte le innumerevoli patch che sono uscite, lo troverò profondamente diverso e limitato rispetto a come lo sto giocando oggi. Un discorso simile si può fare per molti giochi di questa generazione.
    Un esempio in cui i servizi online sono richiesti direttamente e non solo per le patch, potrebbe essere il nuovo Dragon Quest che è stato annunciato per Wii, praticamente un gioco single player che richiede una connessione costante per essere giocato. E una cosa simile succede anche con Assassin’s Creed 2 versione pc. (Mi pare infine di aver letto che anche Dragon Age abbia qualche grosso problema se giocato senza connessione, ma non ho un’esperienza diretta per confermarlo. Sono sicuro che se ne doveste parlare nel podcast potrebbe essere l’ennesima occasione per spalare merda su Bioware :D)

  9. Pingback: Le sigle del Monopoli 203 – Jackie Chan’s Action Kung Fu - Ars Ludica

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