Rage

Pubblicato da Bethesda | Sviluppato da id Software | Piattaforme: PC (versione testata), Xbox 360, PS3 | Rilasciato a Ottobre 2011

Avvertenza: questo articolo contiene numerose anticipazioni della pessima trama di RAGE. Se siete tra quelli che si sorprendono ancora per l’ovvio, lasciate perdere la lettura di questo articolo e cliccate qui: Link

Il mondo è stato devastato da un meteorite. Tu sei uno dei prescelti che avrà il compito di far rinascere la razza umana. Una multinazionale di pannolini ti ha messo in una palla luminosa chiamata Arca. Dopo molti anni dal disastro ti risvegli scoprendo che i tuoi compagni di palla sono tutti morti. Esci all’aperto e, dopo il caricamento delle texture, ti guardi intorno e ti accorgi che il pianeta Terra è ridotto maluccio. Fai quattro passi e un paio di predoni male armati tentano di accopparti, ma vieni salvato da un tipo che ti trasporta via con la sua auto spiegandoti che hai una tutina che attira guai. Il tipo ti porta a casa sua e ti dice che per salvare te (uno sconosciuto inerme) ha appena messo a repentaglio l’esistenza del suo piccolo agglomerato di sopravvissuti. Come rimediare? Ovvio, ti dà una pistola e ti dice di andare a sterminare la banda dei predoni che erano quasi riusciti ad accopparti alla prima boccata di ossigeno dopo eoni di ibernazione. Tu non hai niente da obiettare e lo fai. In fondo avevi già programmato di sgranchirti le gambe in qualche modo. Senza porti ulteriori domande, sali sul veicolo fornito gentilmente dal tipo di cui sopra (che, nonostante le difficoltà in cui vive insieme ai suoi, deve nutrire una fiducia illimitata nel genere umano per dare un’arma e un veicolo a uno sconosciuto) e vai a compiere il primo massacro del gioco.

La resistenza al gran completo

Dunque torni dal tipo che, dopo averti ringraziato, ti affida subito un altro incarico vitale per la sua gente. Il che fa sovvenire qualche domanda: ma questi come sono sopravvissuti in un ambiente così difficile se hanno bisogno di uno sconosciuto per fare qualsiasi cosa? Anche questa volta esegui il compito senza porti troppe domande e senza un perché (forse per mero senso di gratitudine). Tutti ti vogliono bene, tutti ti ringraziano (a parte i predoni), tutti ti regalano roba costosissima, ma rimane un grosso, immenso, insormontabile problema da risolvere: la tutina. L’indumento che indossi potrebbe attirare l’attenzione dell’Autorità (tranquilli, non è un gioco sadomaso). Purtroppo la gente che ti ha riempito di armi e di veicoli, e che ha più volte messo nelle tue mani il suo destino, non ha un paio di pantaloni e una maglietta da prestarti, quindi t’invita gentilmente ad andartene, ma non prima di averti affidato un’altra missione vitale (figurarsi).

Il tuo peregrinare ti porta nella ridente cittadina di Wellspring, dove tutti si accorgono della tua tutina. Per cambiarti d’abito devi addirittura farti raccomandare dal sindaco e dallo sceriffo. Impressionati dal tuo successo con il guardaroba, i due iniziano ad affidarti delle missioni vitali per la loro città (ovvio) e ti consigliano di partecipare alle gare locali per rimediare una macchina migliore di quelle che hai. Finisce che per avere l’auto i soldi non bastano e devi farti sponsorizzare da uno che gestisce uno show televisivo. Ovviamente prima devi partecipare allo show e massacrare un po’ di mutanti. Cammina cammina, conosci uno scienziato che ti prende subito a ben volere e ti affida una missione vitale per l’umanità (quando mai). Infine incroci la famosa e citatissima Autorità, un gruppo che ce l’ha con quelli che escono dalle Arche per oscuri motivi (probabilmente perché finisce che tutti gli affidano delle missioni vitali). I tuoi sforzi sono stati notati anche da un altro gruppo, la Resistenza (lo sceneggiatore di RAGE deve essere lo stesso dei Teletubbies, non ci sono dubbi), un esercito d’impavidi formato da… quattro persone. Ovviamente tutte le rogne grosse iniziano a toccare a te e finisce che, cambiata città, devi ottenere la fiducia del burbero sindaco locale (che appena ti vede si arrapa e ti assegna un paio di missioni vitali per la sopravvivenza sua e dei suoi concittadini), devi massacrare un altro po’ di bande di predoni e devi, infine, infiltrarti nella città dell’Autorità. Fine.

Ora, in sette anni di sviluppo, uno sceneggiatore che partorisse una trama meno idiota non l’hanno proprio trovato? Capisco che Carmack fosse preoccupato soltanto di far combaciare i vertici della mega texture che ricopre qualsiasi cosa, ma la trama di RAGE sembra la brutta parodia di una brutta trama scritta da una brutta persona. Insomma, ti preoccupi di un apparato scenico del genere e poi non riesci a partorire niente di meglio, mettendo la vaccata più grossa proprio all’inizio e mandando avanti il tutto con una serie di pretesti che nemmeno i bambini quando giocano a indiani e cowboy?

In un videogioco, la trama non deve necessariamente essere centrale, ma se decidi di creare un’esperienza narrativa, allora devi curarla. Altrimenti fai uno sparatutto con i livelli in sequenza alla Serious Sam, senza stare lì a perdere tempo per concepire e partorire una mondezza simile. Qui non è neanche una questione di mezzi, visto che RAGE fa ampio sfoggio di risorse (sempre di id Sofware stiamo parlando), ma non è possibile giustificare un’accozzaglia simile. Oltretutto non è che la parte più propriamente ludica sia poi questo capolavoro. Ovviamente parlo avendolo giocato con mouse e tastiera, ma al terzo (su quattro) livello di difficoltà, sono stato costretto a ricaricare una sola volta. Tra energia che si rigenera da sola, bende e defibrillatori è veramente difficile morire, anche perché i nemici hanno dei tempi di reazione mostruosamente lunghi. Prendiamo i mutanti base, quelli che attaccano corpo a corpo: ti corrono addosso, a volte saltano e, atterrando o colpendo, fanno lunghe pause che permettono di sforacchiarli con amore. Sono lontani i tempi delle schivate millimetriche: in RAGE si ha quasi sempre la possibilità di recuperare. Andando avanti bisogna prestare un po’ più di attenzione, ma la sostanza cambia poco e, soprattutto quando si acquisiscono le armi più potenti, il livello di difficoltà si riabbassa, fino al ridicolo livello finale, molto più facile di alcuni intermedi perché si affronta impugnando un’arma devastante.

Come sottolineato in tutte le recensioni, il gioco è molto lineare (evviva il marketing che per mesi ha ammiccato all’open world), con due territori hub che collegano le varie missioni. In realtà ci sono anche delle missioni secondarie, ma sono poche, spesso inutili e servono soltanto per rivisitare le mappe già superate (e fare qualche soldo). Solo un paio danno accesso a locazioni completamente nuove, ma non aspettatevi niente di narrativamente più complesso di: vai e massacra tutti o vai e massacra tutti, ricordandoti di prendere l’oggetto X. Anche nelle sezioni di guida è veramente difficile essere distrutti, tranne in alcune aree sbloccabili verso la fine del gioco. Guidare serve soprattutto per dirigersi verso le varie locazioni delle missioni, ma volendo si può perdere un po’ di tempo a distruggere le auto avversarie per accumulare soldi tramite delle altre quest secondarie, o a cercare i pochi oggetti nascosti. Nelle città principali è anche possibile prendere parte a delle competizioni automobilistiche che consentono di acquistare potenziamenti per i veicoli. Questa parte non è neanche male, ma perde d’interesse quando si ha l’equipaggiamento migliore e non si necessita più di nulla.

Commento: insomma, il grosso problema di RAGE è che non ha molti elementi che lo distinguano dalla massa degli altri titoli. Tecnicamente, su PC, si è visto di meglio (che bestemmia, per un gioco id), mentre come sparatutto è nella media dei titoli moderni e nulla più. Le sparatorie scorrono senza troppo mordente e la concitazione non supera mai i livelli di guardia. La trama, invece, è sotto anche a titoli mediocri come Crysis 2, il che è tutto dire.

18 comments on “Rage

  1. Insomma, altra boiata spacciata per grande titolo. Ma non so, sembra che tu ti sia accanito troppo sul discorso trama. Mi ha un po’ lasciato così il finale di questo articolo, forse la fretta di buttare giù qualcosa su Rage? E’ un po’ strano che non sia affatto divertente, esiste un livello di difficoltà selezionabile almeno?

  2. Va bene, va bene, allora mi riferisco a questo: “Le sparatorie scorrono senza troppo mordente e la concitazione non supera mai i livelli di guardia.” Diciamo che a a casa mia fa parte del divertimento e da Rage mi aspettavo un continuatore di Quake (il primo), quindi armi ispirate e divertenti da usare, e sinceramente speravo in un mondo ben costruito a livello di immaginario, pare che non sia così.
    Dipende dal tipo di gioco, non vedevo in Rage un titolo che puntasse sulla trama. Ovvio, non guastarebbe mai, e io stesso a suo tempo mi lamentai degli sprechi narrativi di Resident Evil 4. Solo che è bello giocare a RE4 a prescindere da una “trama”, è una costante del videogioco d’azione.

  3. Io pensavo che la id producesse solo engine grafici da rivendere alle software house che non hanno voglia o tempo per costruirsene uno proprio. A che cosa dobbiamo questa bislacca idea di voler ADDIRITTURA inserire una trama dentro uno dei loro motori grafici? Parlare di Carmack e di ambizioni narrative è praticamente un ossimoro.

  4. Beh in questo caso non dico una trama chissà che adulta e raffinata ma almeno un immaginario evocativo ce lo si aspettava. Il fatto è che se il coinvolgimento viene meno, anche i bei scenari (oh, dai video che ho visto mi sembravano avessero atmosfera) alla fine non diranno molto.
    Peccato. Ma c’è una demo ps3? Mo’ guardo…

  5. Il fatto Mario è che le sparatorie sono evidentemente tarate per il joypad. Non è un male, sia chiaro, se si compra la versione 360 e PS3, ma con il mouse diventa una specie di tiro al bersaglio. C’è una quest che rende bene l’idea perché si viene attaccati da un’orda di mutanti mentre si è confinati su un parapetto. Per vincere ci si può limitare  a stare immobili e a sparare ai nemici in arrivo. Su Doom, Quake, Quake 2, Doom 3 stesso stando fermi si moriva, qui non necessariamente. A volte ci si limita ad affacciarsi, sparare e rimettersi dietro la copertura di turno per far risalire l’energia, con i nemici che non ritengono essere un loro dovere quello di pressare un avversario in difficoltà. Per dire, ho scoperto l’utilizzo delle bende ben oltre la metà del gioco. Questa non la chiamo analisi del divertimento, ma analisi delle meccaniche di gioco. 

    Sulla questione trama mi sono ampiamente pronunciato: è semplicemente offensiva. Se devi tirare fuori una schifezza simile, evita di sprecarci tempo sopra. Non sei obbligato.

    xBrumaio: stavolta neanche il motore grafico riusciranno a vendere. Che se ne fanno gli altri sviluppatori di una roba del genere che gira ancora sotto OpenGL quando tutti usano le DX?

  6. Dopo aver faticato una cifra per farlo partire e aver smaltito tutto l’odio esausto, non mi dispiace questo RAGE.

    Niente di particolare da ricordare nei prossimi mesi, infatti sono in linea con questa breve recensione, forse con eccezione per il comparto grafico: tecnicamente non eccelle ma artisticamente ogni minuto ci si affaccia ad una nuova scena bella curata nella sua composizione.
    Stessa cosa per i personaggi.

  7. Sarà meglio che Carmack faccia pace con Romero (se è ancora vivo) e si decidano a riprendere i fasti di un tempo.

  8. Comunque, riguardo alla trama, come non citare Carmack stesso: “La trama in un videogioco, è come la trama in un film porno. Ti aspetti che ci sia, ma in fondo non serve a niente.”

  9. Mi sa che il motivo per cui questo Rage è mediocre è lo stesso per cui ho cominciato a giocare a Fallout 3 è l’ho spento dopo un quarto d’ora. Sembrava di stare in un mondo apocalittico come lo sarebbe sembrato stando in un parco giochi.

    Si vede che per certi sceneggiatori il bello di un ambientazione del genere consiste nel dividersi in gang, nel mettersi a fare i fighi sopravvissuti, e nel darsi alle corse maranza in macchina…vabbè.

    Quake non era il gioco perfetto, neanche lontanamente, ma aveva un ambientazione riuscitissima pur con storia praticamente assente, e se fossi in quelli della Id e ditorni, andrei a ripescarne sceneggiatori e level designer insieme a quelli di Hexen e li rimetterei tutti al lavoro. Adesso.

  10. E’ vero, Quake non aveva una trama, ma proprio zero… però aveva atmosfera e “narrava” col gameplay. Doom aveva un goccino di trama in più, giusto qualche schermata di testo che funzionava benissimo come scusante. Quake 2 aveva forse la storia meglio riuscita tra i giochi id, anche qui principalmente narrata con le ambientazioni e i fatti piuttosto che con le parole (all’inizio le navicelle dell’attacco umano che sfrecciano nei cieli, poi andando avanti si rimane soli e si scoprono via via gli orrori di Stroggos). Doom 3 faceva un po’ il verso ad Half Life ma pilotando già un po’ troppo la narrazione (effetto luna park coi mostri che fanno bù).

    Basterebbe davvero poco per fare una trama non deludente… basterebbe non farla, ridurla al minimo 😛

  11. @ StM:
    Grande StM, forse sono cose che pensiamo tutti ma hai fatto un bel quadretto della trame nei titoli ID che non fa mai male… 🙂 E condivido moltissimo il pensiero finale.

    Comunque pare che in fondo degli scenari evocativi li abbia comunque ‘sto Rage. Che cavolo, niente demo (e ti pareva, e anche se esiste per PC, e anche se ho il PC nuovo… insomma, sai della serie “ma non gira come dovrebbe essere al massimo…” magari prima o poi vedo se c’è la demo pc e provo)

  12. PS: Di Quake IV (di cui se ne è occupato Raven, guarda caso), ho apprezzato anche lo “strato narrativo” (diciamo così per questi giochi testosteronici, va’).

  13. Simone Tagliaferri giornalista dell’anno! Concordo pienamente con quanto riporti. Un vero peccato che cotanta ambientazione, potenzialmente accattivante, sia stata sprecata in tal guisa. Invero il giuoco in sé è artisticamente notévole e diverte finché dura, specie in modalità cooperativa, ma nulla più. A mio avviso RAGE soffre eziandío della nefasta “síndrome di Dragon Age II”: in soldoni l’intera vicenda si dipana giusto in un pajo di aree, benché pregévoli, riciclate all’inverosímile da (ri)percórrere in lungo e in largo. Che mestizia. D’altronde è un clàssico prodotto ID Software: quando mai essi ànno sfoggiato trame entusiasmanti?

  14. Simone “Karat45” Tagliaferri wrote:

    xBrumaio: stavolta neanche il motore grafico riusciranno a vendere. Che se ne fanno gli altri sviluppatori di una roba del genere che gira ancora sotto OpenGL quando tutti usano le DX?

    EVVAI!!! OpenGL == client per LINUX!!!

    Ma Rage usa sempre il solito meccanismo dei livelli nei file WAD,PAK ecc.??

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