I videogiochi (buoni) abbondano tra le mani degli stolti

Stasera guardavo un po’ di siti e leggiucchiavo il volume di ZeroCalcare quando, improvvisamente, m’è venuta in mente una cosa. Ho cominciato a googlare un paio di videogiochi usciti di recente come Skyrim e Xenoblade Chronicles, o Ultimate Marvel vs Capcom versione PS Vita ed ecco arrivare la conferma della mia folle idea: possibile che, ogni anno, escano così tanti giochi imperdibili o almeno dannatamente belli?

Ora, io non sono una persona che ami dare voti o i sistemi di giudizio applicati dalla maggioranza dei critici di videogiochi: un po’ per i tanti motivi che molti di voi già conoscono, un po’ perché ho sempre odiato i giudizi scolastici ed i confronti cretini che questi alimentano – senza citare quegli unni che, non appena concludi un esame ed esci vittorioso dall’aula, ti assalgono guidati da Gengis Khan chiedendoti “quanto hai avuto?”, “quante domande t’ha fatto?”, “quanti secondi hai avuto per riflettere?”, ecc.
Ma, in attesa che il mondo decida di cambiar metodo e che gli utenti (e gli unni che frequentano l’università) decidano di evolversi, volevo riflettere proprio su questo curioso fattore quantitativo.

Perché è possibile che siano già usciti, solo nel 2012 e secondo i dati che raccoglie Metacritic, almeno una quarantina di giochi giudicati con un voto pari o superiore a 80/100? Volendo escludere collection, giochi indipendenti o non mainstream (inclusi quelli per iOS o Android) ed accorpando i multipiattaforma è possibile ad arrivare a circa 20 titoli qualitativamente interessanti. Dal 1 Gennaio ne sarebbero usciti 2,65 ogni giorno.

Possibile che questa qualità si associ davvero a questa quantità? Quanti tra questi giochi sopravvivono alla prova del tempo e riescono a non esser dimenticati in poco tempo? Perché se un gioco è definito come “ottimo”, questo viene dimenticato alla stregua di un gioco qualsiasi? Forse la verità è che il troppo storpia davvero, il videogioco è giudicato in maniera esageratamente velleitaria e l’utente medio è davvero poco smaliziato. E molto, molto più ricco del sottoscritto.

13 comments on “I videogiochi (buoni) abbondano tra le mani degli stolti

  1. Il mondo dei videogiochi è vittima di un ottuso assolutismo. Esistono solo capolavori, anche se non lo sono, e merde, anche se magari sono buoni giochi con qualche difetto. C’è addirittura chi, in un lampo di genio, ha affermato che i giochi migliori sono quelli che pigliano 70.

  2. Come nel cinema così nel mondo dei videogiochi: gli unici degni di essere visti/giocati sono quelli con Freeman (Morgan/Gordon), gli altri sono uno sparare voti a caso…

  3. Cin Ciao Lin wrote:

    Come nel cinema così nel mondo dei videogiochi: gli unici degni di essere visti/giocati sono quelli con Freeman (Morgan/Gordon), gli altri sono uno sparare voti a caso…

    have no fear, master troll is here

  4. Gli articolisti danno voti tenendo conto della media del pubblico.
    Mirror’s Edge (metacritic: 79) l’ho consumato e Halo 3 (metacritic: 94) l’ho abbandonato subito.
    Ma il recensore mica può scrivere per me. Il gioco buono è il gioco che ha una grafica buona, nel quale si va avanti premendo A o X che dir si voglia, e che non è molto profondo in termini di meccaniche da padroneggiare. Gratificazione immediata: questo è quello che vuole il giocatore (dati di vendita confermano), quindi un recensore ne tiene conto.

    Giusto, sbagliato?

  5. @ TheGentleman:

    Hai ragione ma il recensore (e già l’uso di questo sostantivo invece di critico dovrebbe far riflettere) non dovrebbe assecondare i gusti del pubblico. Dato che l’oggettività non esiste, credo che dovrebbe dare una propria opinione che porti il lettore a riflettere (o confermi eventuali riflessioni da lui maturate).

  6. @Puck

    Capisco benissimo, infatti neanche io ho parlato di critici. 🙂
    Per quello finisce che mi informo su ArsLudica o su Destructoid.

  7. E finalmente qualcuno che se ne rende conto e mette giù la discussione.
    Concordo con TheGentlemen, ormai per fare un bel gioco servono: armi da fuoco, quick time event e l’unreal engine 3.
    Ol gameplay ormai non é piú campo si sperimentazione per i giochi  a grosso budget.

  8. Sarebbe interessante capire quando è iniziata questa deriva del gameplay nelle grandi produzioni o se è sempre stato così. Lo chiedo a qualcuno con un’esperienza più lunga della mia, perché io non so rispondere.

  9. @ TheGentleman:
    Sì, ho solo proposto la mia opinione di come si dovrebbe scrivere di videogiochi (e di come io tento di scriverne). Ars Ludica e Destructoid sono due realtà particolari, ma è interessante come entrambe “calzino a pennello” ad alcune opinioni esposte da Alessandro “Doc Manhattan” Apreda o Roberto “rrobe” Recchioni (giusto per citare due nomi noti sul web italiano) nell’ottima rubrica “Come si scrive una recensione?” del sito Recensopoli.it (a questo sito trovate tutti gli articoli: http://tinyurl.com/7cmzomp).

    @ Uncle Anesthesia:
    Diciamo che il mercato mainstream è, per sua stessa definizione, una “deriva”: difficilmente un videogioco, un film, un album musicale e persino un libro dedicato al pubblico massificato proporranno particolari novità (es. nella letteratura: il capolavoro di H. Melville Mobi Dick è stato considerato fino al ‘900 un romanzuccolo ed ebbe scarsissimo successo di vendite). Quindi, in linea di massima, si può dire che dal successo del NES sia cominciata una lenta atrofizzazione del mercato che ora, esaurite evoluzioni tecniche sbalorditive ed assenti introduzioni di hardware epocali come il passaggio dal 2D al 3D o l’invenzione dello stick analogico, appaiono particolarmente evidenti.

  10. Condivido Simone in pieno! è da un bel pezzo che mi scontro con le recensioni/recensori e il giudizio “collettivo” che tende a preferire un gioco che il più delle volte per me è mediocre e invece criticare un gioco che per me è bellissimo. Il mio è un odio mosso dal fatto che non capisco perchè i miei gusti sono così diversi da quella che mi si vuole far credere la “maggioranza”…
    Alcuni esempi ecclatanti: CoD – “capolavoro” DNF – “merda”. Battlefield3 – “capolavoro” SeriousSam – “non ne parliamo perchè è un capolavoro ma non mi hanno pagato quindi dovrei dire merda ma si accorgerebbe anche mi nonna che il voto è truccato…”
    Secondo me Metacritic tantè se ne dica è un buon metro di giudizio. Guardo la media delle recensioni e guardo la media dei votanti. Quando c’è un divario nettissimo tra i due voti qualcosa non quadra. Ovviamente per media dei votanti intendo sempre almeno un centinaio di voti…

  11. Oh non aggreditemi ma io mi sono fatto un idea sulla malsana evoluzione della critica videoludica in questi ultimi anni.
    E’ tutta propaganda.Se leggi un 9 affibbiato a quel prodotto e poi ti trovi allo stesso tempo un banner pubblicitario grande quanto una casa sul sito che parla di quello stesso prodotto qualcosa vorrà pur dire no?
    Recensioni=Pubblicità

  12. n3o wrote:

    Oh non aggreditemi ma io mi sono fatto un idea sulla malsana evoluzione della critica videoludica in questi ultimi anni.
    E’ tutta propaganda.Se leggi un 9 affibbiato a quel prodotto e poi ti trovi allo stesso tempo un banner pubblicitario grande quanto una casa sul sito che parla di quello stesso prodotto qualcosa vorrà pur dire no?
    Recensioni=Pubblicità

    Be’, però quando i siti hanno provato a far pagare un abbonamento minimo annuale per poter vivere senza pubblicità gli utenti se ne sono fottuti e gli hanno voltato le spalle. Senza abbonamenti e senza pubblicità come lo fai campare un sito? E’ facile fare la morale e vedere corruzione ovunque ma poi non fare niente in prima persona per fare in modo che certi fenomeni non siano nemmeno ipotizzabili. 

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