ArsLudicast 216: Passione Passato

Ritorno trionfale della rubrica più amata, più sboccata e, in questa particolare occasione, anche più affollata.

In questa puntata, agli ordinari Simone Tagliaferri, Matteo Anelli, Alessandro Monopoli e Vittorio Bonzi si affianca nuovamente Jeemee, e torna al microfono uno dei nostri ascoltatori di maggiore assiduità ed energia protestataria: Federico Rosa (Fleym), che per l’occasione porta tutta la famiglia proprio nel più tristo campo di diseducazione della storia della specie umana. Riappare infine il germe di una possibile nuova e inveterata tendenza: quella del cammeo finale, con Rudin Peshkopia che si fa avanti previo intasamento della chat. Seguono le portate di questo nuovo banchetto di anticaglie:

  • Guardian Heroes (Sega Saturn)
  • Back to the Future (NES)
  • The Incredible Machine (PC MS-DOS, Mac, 3DO)
  • Three Wonders (Coin-Op)
  • Diablo (PC) con annesse trollate sul terzo episodio
  • Rainbow Islands (Coin-Op et al.)
  • Apologia dello Spectrum tra una gag sguaiata e l’altra

Scaricate l’episodio:

 

Brano in Apertura:

Myth: History in the Making (C64), tema arrangiato ed eseguito da Alessandro Monopoli.

Brano in Chiusura:

Super Street Fighter II Turbo HD Remix Theme, di Yoko Shimomura.

Vi ricordiamo che se volete assistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussione, farci tantissimi meritati complimenti e insulti (meritiamo entrambi), o proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.org o redazione@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum.

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ArsLudicast 215: La Difficoltà nei Videogiochi

Finita ormai l’Età degli Eroi in cui Simone Tagliaferri finiva Legend of Hero Tonma, alla pur usualmente allegra brigata del vostro podcast preferito non restano che lagnanze, rimpianti e agre lacrime mentre discute del livello di difficoltà dei videogiochi, della sua generale diminuzione progressiva, delle cause e conseguenze del fenomeno, dei modi più riusciti o più antipatici per rendere più difficile, o più facile, un titolo e di come la godibilità di questo possa giovarne o risentirne.

Ai microfoni, oltre al citato Tagliaferri, si avvicendano Matteo Anelli, Rudin Peshkopia Jeemee (ormai responsabile ufficiale del montaggio delle puntate), con Vittorio Bonzi per domarli, ghermirli e nel buio incatenarli. Alessandro Monopoli latita salvo che in un cammeo nel finale, in tempo per partecipare alla rinfrancante liturgia del suo aneddoto.

Scaricate l’episodio:

 

Brano in Apertura:
Anna Theme (credits edit), composto, arrangiato ed eseguito da Alessandro Monopoli, con voce di Francesca Vernaccini e mix di Davide Colombo.

Brano in Chiusura:
Halo Theme Mjolnir Mix (Halo 2), di Martin O’Donnel.

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ComiCon di Napoli, una settimana dopo

C’è la fiera del “baratto” e dell’usato alla Mostra d’Oltremare di Napoli questa settimana. Gli enormi casermoni che la compongono si riempiono nuovamente di scatolosi polverosi contenenti ricordi e racconti. Mancano però le sgangherate mostre, gli interessanti ospiti ed esperti del settore, la marea umana (travestita o meno poco importa) dei visitatori.

L’impressione è che dopo una sorprendente boccata d’ossigeno – sorprendente anche (soprattutto?) per l’ente privata che gestisce una struttura che, nelle mire del regime fascista che la costruì, avrebbe dovuto collaborare a quel rilancio della città agognato ancora oggi sia dagli abitanti che dalla classe politica cittadina – si ristabilisca una placida ed indifferente calma. Eppure l’ultima edizione del Comicon è riuscita a dimostrare un paio di cosette positive: primo, che non esiste un solo evento principale per tutto il paese e che moltissime persone sono disposte a muoversi e pagare il costoso biglietto d’ingresso per la kermesse napoletana; secondo, che quest’evento, nato quasi per caso, è ormai così forte da poter sorreggere senza troppi sforzi l’ormai scomparso “fratello minore” Gamecon; terzo, una buona organizzazione sopperisce ad alcune lacune e nei di cui tratterò più approfonditamente più avanti.

Cominciamo dalle note positive. Le mostre sono nel complesso discrete e, spostate nella cornice della Mostra, riescono ad avere una maggior visibilità da parte di un pubblico spesso disattento nei confronti dello studio e più propenso allo shopping. In questo modo si sopperisce ad una schizofrenia che aveva causato non pochi problemi e lamentele da parte degli utenti e dei rivenditori. La vicinanza di una massa di scalmanati non intacca la fruizione delle tante tavole messe a disposizione: la tematica principale dell’anno, il rapporto tra il fumetto e la letteratura, è affrontata in maniera piuttosto estensiva e con la presentazione di numerosi autori di varia importanza. La seconda parte dell’esposizione, dedicata ad alcuni argomenti particolare, è anch’essa interessante (sebbene diretta ad un pubblico d’elité) e, tra le cose, dedica anche un piccolo spazio al defunto Jean Giraud, in arte Moebius. Poi c’è la sorpresa che non ti aspetti, quella che pochi napoletani ricordavano: l’affresco di Andrea Pazienza, restaurato ed al massimo del suo splendore. Uno di quei segreti che l’Ente Mostra d’Oltremare custodisce gelosamente per sé, al pari del parco e della Fontana dell’Esedra. Anche gli incontri si presentano come interessanti e coinvolgono ospiti come Tito Faraci, così come gli stand fumettistici sono pieni d’artisti noti ai blogger italiani ed ai più giovani, era infatti presenti sia ZeroCalcare (sito omonimo) sia Pierz (Ravioli Uèstern) sia Davide La Rosa (Mulholland Dave). Vorrei anche parlarvi del viale e del palco dei cosplayer ma, a causa della folla che si frapponeva tra me e quello, vi dirò solo che c’era e che non ci sono andato – comunque anche qui vi è un miglioramento rispetto al precedente anno, essendo l’area antistante il viale quella più ampia dell’intera struttura.

Passiamo ora alle note negative (ahi ahi) che, essendo varie ed essendomi dilungato troppo sulle positive, saranno sommarie: i premi che sono andati quasi completamente a nomi noti del fumetto. Considerando l’età media dei visitatori e la loro conoscenza della rete, era lecito aspettarsi una maggior presenza di “homines novi” del panorama fumettistico italiano (che non mancano e parecchi sono più che bravi), piuttosto che l’unica eccellente eccezione di ZeroCalcare. L’assenza di rivenditori di videogiochi, ancor meno dell’anno scorso, e lo scarso peso di quest’ultimi nell’economia finale dell’evento – eccezion fatta per alcuni tornei ed il notevole stand Nintendo non c’era altro. La scelta di confinare l’intero evento in pochi padiglioni principali mentre, con l’apertura di un altra area, sarebbe stato possibile fornire degli spazi adatti ad ospitare i visitatori la cui affluenza era piuttosto prevedibile, considerando i numeri in costante crescita degli ultimi tre anni. Infine una gestione a dir poco balzana degli ingressi: la possibilità di poter fare un solo (esoso) biglietto per entrare tutti i giorni e non di poterne fare uno giornaliero e la (solita, in realtà) lentezza delle casse – che ha favorito, soprattutto in concomitanza con la partita di campionato del primo maggio, ad un arrembaggio di bagarini: spero che l’anno prossimo questi errori siano riparati e, magari, l’Ente decida di credere in quest’evento rendendolo più accesibile – 12.50 € mi sembra un vero e proprio salasso, soprattutto per quelli a cui non è possibile essere presenti per l’intera durata della kermesse.

Gaming Effect EPISODIO VENTIQUATTRO

Locandina episodio ventiquattro

Nel ventiquattresimo episodio di Gaming Effect torniamo sull’argomento voti, per andare a riscoprire quei titoli che sono stati maltrattati dalla critica ma che, da differenti punti di vista, sono meritevoli di attenzione.

Sfortunatamente la stampa di settore tende ormai ad appiattire i giudizi ed è difficile farsi un’idea su un gioco, affidandosi solamente al celebre Metacritic.
Ci sono quindi titoli che hanno ottenuto scarsissimo successo sul mercato, a causa di medie voto che ormai non sono più in grado di riflettere davvero la qualità di un prodotto.

Abbiamo quindi scelto dodici titoli, dell’attuale generazione e di quella precedente, che non hanno una media altisonante ma che meritano comunque di essere riscoperti e giocati.

Scriveteci o commentate per segnalarci quali sono i vostri giochi “brutti ma belli”.

Download mp3

Kickstarter project: Turrican Soundtrack Anthology

Un triplo CD boxset a tiratura limitata contenente registrazioni nuove di zecca di (quasi) tutti i giochi di Turrican pubblicati, in versioni appositamente riarrangiate, alcune delle quali con accompagnamento orchestrale.

Sembra un sogno, eppure potrebbe tramutarsi in realtà se il nuovo progetto Kickstarter appena avviato da Chris Huelsbeck (e chi altri???) in persona riuscirà a raccogliere la cifra di 75,000 dollari entro il 4 giugno 2012 (ore 12:00am CEST).

L’offerta minima per ottenere tutti e 3 i CD (in questo caso in formato mp3) è di 25$, con vari, ulteriori livelli a scalare che offrono ai sottoscrittori tutta una serie di incentivi tra cui la composizione da parte di Chris di un brano di lunghezza massima di 5 minuti, liberamente utilizzabile dal generoso donatore che dovesse sborsare 7500 o più dollari…

L’uscita del triplo CD è prevista entro fine anno, o al massimo per l’inizio del 2013 qualora si dovesse superare in maniera consistente l’obiettivo prefissato (e si decidesse di aggiungere ulteriore materiale registrato oltre ai 3 CD inclusi nella raccolta fondi), comunque in tempo per il ventennale del rilascio di Turrican Soundtrack CD.

 

Nella gallery sottostante due immagini dimostrative del look che potrebbe avere il boxset:

ArsLudicast 214: Le Mode Nei Videogiochi

E finalmente anche in ArsLudicast si parla di cose serie. I soliti fantastici quattro, Vittorio Bonzi, Matteo Anelli, Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli, spalleggiati dal surfista argenteo Dario Oropallo, discutono animatamente di quanto tutti i protagonisti dei videogiochi sembrino vestirsi come degli scappati di casa e non mostrino un briciolo di raffinatezza e stile.

Oppure parlano di quelle epidemie di monotonia che ciclicamente investono il mondo videoludico, quando tutti i produttori reiterano un medesimo paradigma battendo sempre sullo stesso tasto fino alla nausea.

Credo la seconda.

Dietro le quinte, questa volta il montaggio è stata opera dell’eroicamente volontario e poco preavvisato Jeemee.

Scaricate l’episodio:

 
Brano in Apertura:
Plunder (Sid Meier’s Pirates), arrangiato ed eseguito da Alessandro Monopoli.

Brano in Chiusura:
Stickerbush Symphony (Donkey Kong Country 2), di David Wise.

Vi ricordiamo che se volete assistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussione o, perché no?, proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.org o redazione@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum!

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