ArsLudicast 306: Molto rumore per nulla

Nick Fury - The Hoff

 

Non saremmo sul pezzo nemmeno se evitassimo di uscire tanto in ritardo, dunque perché preoccuparsene?

La cricca composta dal quartetto base – Simone Tagliaferri, Matteo Anelli, Alessandro Monopoli e Vittorio Bonzi – cui si aggiunge Rudin Peshkopia per rappresentanza multi-culti discute delle nuove console in arrivo; non però quelle della Triade su cui tutto è stato già detto, ma sulle novità più piccole e controverse quali la SteamBox, Shield, Ouya e via nominando. Promettenti o sòle pazzesche? Il videogioco sarà rivoluzionato da nuovi modelli di business o sono i sogni che aiutano a vivere meglio? Come di consueto, faremo gran mostra di non saperci raccapezzare.

Seguono poi le notizie:

– Il celebre game designer David Cage lamenta come la massa chieda seguiti su seguiti, e come questi ammazzino ogni pretesa di novità: discutendo del reale statuto dell’originalità, constatiamo che il buon Cage sa attirarsi trollate come mosche al miele. Considerato che amiamo la dolcezza della vita e siamo pure dei bei mangiamerda, l’esito è scontato.

Peter Ong di DreamRift sostiene che il principale danno inferto all’industria dei videogiochi dalla pirateria deriva non tanto dal fenomeno in sé, quanto dalla percezione che ne hanno i publisher, con quel che ne consegue. La logorrea dei due capitolini, in questo frangente, è una replica della tragedia del Vajont.

Vi è poi l’angolo della posta, in cui diamo soddisfazione al nostro affezionato ascoltatore Fleym, che ci subissò di domande suppergiù a cavallo tra la Prima e la Seconda Era della Terra di Mezzo.

Infine, l’aneddoto del Monopoli conduce a riporre definitivamente in soffitta frusti versi quali “Chiare, fresche e dolci acque”.

Il tutto, beninteso, condito di ulteriori sapidi insulti a sempre nuove minoranze ed etnie.

 

Scaricate la puntata:

 

Brano in Apertura: Sun (Olga Breeze) da Darius II (stage 1), composto da  Hisayoshi Ogura

Brano in Chiusura: Icarus (main theme) da Deus Ex: Human Revolution, composto da Michael McCann.

Vi ricordiamo che se volete assistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussione, farci tantissimi meritati complimenti e insulti (meritiamo entrambi), o proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum.

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11 comments on “ArsLudicast 306: Molto rumore per nulla

  1. 2 consigli per il podcast che ho sempre trovato molto interessante:

    – cazzeggiate troppo in modo sconclusionato non si riesce a sentire una frase senza interruzioni varie. A me il cazzeggio piace ma deve essere corale e al momento giusto.
    – Anelli: saresti un elemento che da spessore ai contenuti del podcast ma a volte parli di cose che non hai seguito abbastanza, ad esempio parlando di Steambox tiri fuori troppe inesattezze, in questo caso sei parzialmente scusato perché valve ha fatto un casino della madonna con la comunicazione però ci sono tipo 20 minuti di ragionamenti senza basi solide.

  2. Nono non scherziamo eh il cazzeggio sconclusionato non toccatemelo. E’ l’unica cosa seria del podcast.

  3. Ragazzi, dato che questo 2013 è il 30 anniversario di Ken Il Guerriero e sta per uscire il nuovo atteso gioco il prossimo mese, vorrei proporre al Monopoli come sigla iniziale della prossima puntata un suo arrangiamento di “Tough Boy”, la sigla di apertura del cartone della seconda serie :).

  4. el_dambro wrote:

    Ragazzi, dato che questo 2013 è il 30 anniversario di Ken Il Guerriero e sta per uscire il nuovo atteso gioco il prossimo mese, vorrei proporre al Monopoli come sigla iniziale della prossima puntata un suo arrangiamento di “Tough Boy”, la sigla di apertura del cartone della seconda serie .

    che suppongo non sia “Ken sei tu fantastico guerriero scesocomeunfulminedalcielo” …

  5. Ahahah ovviamente no, è quell’altra stile metal cantata in giapponese.

    Poi se l’Anelli ci vuole cantare sopra (ovviamente in giapponese) sarebbe perfetta XD

  6. el_dambro wrote:

    Ahahah ovviamente no, è quell’altra stile metal cantata in giapponese.
    Poi se l’Anelli ci vuole cantare sopra (ovviamente in giapponese) sarebbe perfetta XD

    ok, sono uscito dal mio guscio di ignoranza e ho aperto youtube … 

    è davvero orrendissima, come quasi tutta la musica prodotta nel regno della nipponia

    ora entro nell’altro mio guscio, quello dell’intolleranza

  7. Salve sono Cesco,
    quello che si era incazzato per l’uso di alcuni termini che mi suonavano razzisti nel podcast precedente.
    Dopo avervi acoltato meglio, ho capito il vostro stile e quanto avevo equivocato il linguaggio del grande lamb-o.
    Detto questo se per ogni critica, fate tutto questo teatrino, (che mi ha fatto letteralmente rotolare sulla sedia) cominciate ad aspettarvi critiche ad alzo zero su tutto.
    Complimenti.

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