Fantavision

Sviluppato e pubblicato da SCEI | Piattaforma Playstation 2 | Rilasciato nel 2000

Avete presente quei giochi che per anni e anni attirano la vostra attenzione, ma per un motivo o per l’altro rimangono sullo scaffale finché si perdono nella fitta nebbia dei vostri ricordi?
Pochi giorni fa mi sono imbattuto in un perfetto esempio del genere: Fantavision, titolo di lancio di Playstation 2 su cui fantasticavo guardando le foto sfocatissime delle riviste di fine anni ’90. Inutile dire che mi sono tolto lo sfizio e l’ho preso.

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Fantavision è un titolo arcade il cui scopo è collegare, tramite un cursore, una serie di fuochi d’artificio di vario tipo e colore, facendoli esplodere all’unisono (con la pressione di un tasto) prima che facciano cilecca. Tramite dei razzi jolly è, inoltre, possibile collegare anche colori diversi; le scintille faranno esplodere al contatto altri razzi dello stesso colore.
Due tasti e una levetta, divertente e intuitivo.

All’epoca, distratti da titoli di lancio ben più blasonati come Tekken Tag e Ridge Racer V, i giocatori pensarono a Fantavision come un gioco che si prendeva poco sul serio, un mero esercizio tecnico first party: i menu full-motion in qualità DVD e i bellissimi effetti particellari in tempo reale erano novità tali da sganciare la mandibola anche ai giocatori più smaliziati.
La critica stroncò il gioco, presa com’era dall’arrivo della nuova generazione e da gameplay ben più elaborati.

Era proprio il periodo sbagliato per far uscire un gioco minimale come questo: i giochi puzzle/arcade erano ormai un retaggio della generazione 16 bit, con qualche sprazzo d’orgoglio su Saturn, ma quasi esclusivamente nel sol levante.
Pretendere che al lancio di PS2 la gente spendesse, oltre al prezzo esoso della console, altri 70 dollaroni su un titolo che, bisogna ammetterlo, non brilla particolarmente in longevità (seppur assolutamente rigiocabile), era un’illusione.

Sono sicuro, però, che oggi il gioco potrebbe vivere una seconda giovinezza, considerato il ritorno in pompa magna dei giochi arcade su servizi come XBLA e PSN, console portatili e Iphone vari.
Pensiamo ad esempio al successo di Tetsuya Mizuguchi ed i suoi rhythm/puzzle game come Every Extend Extra (con il quale Fantavision ha in comune diversi aspetti).
Provate a prendere delle schermate di Boom Boom Rocket, gioco XBLA di qualche tempo fa: gameplay a parte, ci si può giocare a “trova le differenze”.
Immaginatevelo lì, con una decina di trofei divisi tra single player e multiplayer online, all’abbordabilissimo prezzo di  9,99 €. Decisamente un ottimo affare.

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Fantavision, a partire dal titolo, riprende lo stile e i colori dei primi videogiochi anni ’70: arcobaleni e design futuristico (in un modo così kitsch che solo i giapponesi potevano pensarlo) sono davvero in linea con l’odierna riscoperta della moda di quegli anni (vorrei non citare la recente fiction Piper).
A completare un comparto artistico ancora oggi di tutto rispetto concorrono anche le 3 diverse colonne sonore (disponibili in un’ormai introvabile – e incompleta – OST), create da Youchi Terada per le 3 regioni di distribuzione del gioco.

Nonostante sia ingiustamente diventato il gioco più deriso di tutta la scorsa generazione, è un titolo da recuperare e rivalutare.