ArsLudica.org Forum
Cogitare => Somnia => Topic aperto da: Mario Morandi - Febbraio 15, 2008, 18:08:31
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Chissenefrega del discorso voti sì/no.
La domanda specifica è la seguente:
Perché la quasi totalità delle recensioni professionali di cinema, musica e libri non utilizzano il voto numerico per dare questa tanto millantata "idea immediata di valore"?
In base a quale assunto il voto numerico sarebbe da considerarsi "più adatto" per il videogioco?
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mah, mi sembra che le recensioni di cinema il voto numerico (o 1 aggettivo riassuntivo, che è lo stesso) lo usino alla grande.
puoi dare qualche esempio di quello che intendi?
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Intendo il voto numerico di tipo scolastico o percentuale.
I film hanno le stelline, generalmente: una scala di 5 punti, non scolastica.
Anche nel caso dell'aggettivo: diventa un giudizio, e non un voto.
Ovviamente, come non amo l'idea che il videogioco "debba" essere valutato in voti scolastici o in percentuale non amo l'idea che il film "debba", per forza essere valutato in stelline.
Perché non dare le stelline al videogioco e le percentuali ai fllm?
Voi gradireste una valutazione alle recensioni cinematografiche, musicali e letterarie in voti scolastici o in percentuale?
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bè, non riesco a vedere la differenza. :D (poi non ci sono siti che mettono la valutazione in scala di 5 simbolini? :mah:)
secondo me la valutazione sintetica (che sia in decimi, diottrie, stelline o piccoli peni) perde senso perchè è comunque un giudizio ristretto che non può cogliere i vari aspetti del prodotto e quindi non può differenziarlo nella scelta. ad esempio: sto cercando un rts, c&c3 e company of heroes si pigliano entrambi 5 stelline, ma sono due giochi molto diversi e io non sono aiutato nella scelta.
a questo punto meglio, se di sintesi vogliamo parlare, i punti (o gli aspetti) pro e contro, espressi almeno in una frase.
sul perchè della predilezione non saprei aiutarti :D
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Hai fatto bene ad aprire un discorso a parte, perchè altrove s'era OT ormai in acque internazionali.
Pongo io una domanda: che differenza c'è tra 5 stelline e il voto 5 numerico?
Mi chiedo ora: è superiore l'Arlesiana di Van Gogh o la Cascata di Escher? Dubito che qualcuno possa rispondermi se non con un "preferisco l'Arlesiana". E' un opinione, io avrei detto la Cascata, perchè mi affascinano le interpretazioni artistiche che da dei concetti scientifici, l'infinito, la ricorsività, il moto perpetuo.
Lo stesso fa il recensore, esprime il proprio giudizio, personale e non universale, quanto possibilmente lontano dalla verità!
A margine, vorrei ricordare anche che i giudizi sui videogiochi non possono essere paragonati a quelli su libri e cinema. Non ho mai sentito parlare male di un libro perchè è pieno di errori di stampa o la copertina puzza. I giochi comprendono anche vizi tecnici, che possono inficiare l'esperienza del fruitore.
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Non ho mai sentito parlare male di un libro perchè è pieno di errori di stampa o la copertina puzza. I giochi comprendono anche vizi tecnici, che possono inficiare l'esperienza del fruitore.
Hmmmm.... e qui ti voglio!!!! ;D
I vizi tecnici ci possono essere anche nella musica o nel cinema.
Difatti, esiste un approccio tecnicista anche in questi campi.
Comunque, tornando al discorso del voto: sì, se pensiamo di valutare dei prodotti su una scala commerciale, a uscita mensile.
Ha un unico senso: quello di consigliare l'utenza all'acquisto migliore.
Nessun altro, ne converrete.
Pongo io una domanda: che differenza c'è tra 5 stelline e il voto 5 numerico?
Poniamo che la risposta più gettonata sia: nessuna.
Ebbene, allora benvengano le stelline anche per il videogioco.
Una risposta più tecnica: le 5 stelline almeno rappresentano una scala ridotta. E può capitare di usare tutti e 5 i punteggi; possiamo dire la stessa cosa del voto decimale o in percentuale?
Sono dell'idea che il fatidico "giudizio finale" possa avere una scala ristrettissima.
Approvato, respinto, approvato con riserva. E magari un personalissimo bollino editor's choice.
In fondo si riduce tutto a questo. Il metro di interesse non è universale, ma lo decide il lettore dal testo se la produzione in questione può attizzarlo o meno.
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Secondo me hai gia centrato il punto. E' un modo di ragionare derivato da una logica consumistica, dove tutto tende ad essere classificato e identificato in maniera sintetica. Il voto è essenzialmente una sintesi, dentro a quel numero (in teoria) dovrebbe esserci riassunto tutto il giudizio critico che lo accompagna. Le opere d'arte non hanno bisogno di voti perchè non sono un bene di largo consumo. D'altra parte, se ci pensi, la stessa critica con o senza voti e numeri fa fatica ad essere universale e soggettiva. In ogni opinoni (che sia scritta o numerica) si nasconde un fattore di soggettività.
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In base a quale assunto il voto numerico sarebbe da considerarsi "più adatto" per il videogioco?
Per rispondere al quesito secondo me andrebbe considerato il background culturale delle redazioni.
Sin dall'alba dei tempi, esse erano formate da individui appassionati di stampo chiaramente tecnico. Se consideriamo i meravigliosi anni Ottanta, si può notare come i recensori fossero degli informatici o degli elettronici che scrivevano di videogiochi, la maggior parte delle volte come lavoretto da affiancare a compiti più gravosi (come finire l'università, oppure come mandare avanti l'aziendina). In ogni caso, si trattava e si tratta di persone che hanno sempre avuto familiarità con la discretizzazione dei valori (leggasi: i voti).
Tale impostazione si è rivelata molto longeva, anche se ormai ha perso qualsiasi giustificazione: il divario di know how tecnico tra un redattore ed uno sviluppatore ormai è troppo grande, ma, essendo che ormai la stragrande maggioranza degli addetti è priva di una formazione umanistica solida (mi ci metto anch'io tra di essi, essendo un wannabe ingegnere tlc), non si riesce a trovare altre strade se non in piccoli progetti come Ars Ludica o RetroGamer o Ring.
Altro aspetto importante sono i lettori: le riviste e i siti specializzati si rivolgono ad una platea adolescenziale, fissata con le votazioni e le classifiche.
Poiché chi scrive molte volte non è in grado di proporre contenuti di altra specie per via della sua preparazione, poiché gli interlocutori sono quasi sempre puerili a livello di maturazione intellettuale, un vero salto generazionale non avviene. E articoli un po' più maturi latitano.
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Quando chiedo la differenza tra 5 stelline e il voto 5 (in scala da 1 a 5) è ovviamente semplice provocazione. Il fatto si usare una scala numerica, ridotta arbitrariamente, è un esempio funzionale al mio discorso, impraticabile in realtà, ma sarebbe lo stesso dire 10 stelline e numero 10.
Arrivare ad usare centesimi e millesimi è ridicolo, ma questo non toglie pregio alla scala decimale; non è il caso di giudicare un sistema in base a delle varianti estreme ed esasperate. Il punto precedente vale come risposta al citato inutilizzo di tutta la scala, se questa è troppo ampia. Verissimo!
Approccio tecnicista, certo, ma non mi addurre esempi circoscritti, perchè la maggior parte delle recensioni è prettamente contenutistica e in ogni caso non andrai mai a giudicare un libro di Hesse per come è stampato. Vero?
Nella pittura la cosa è leggermente diversa, ma siamo ben lontani dal peso che la parte tecnica ha nel giudizio di un videogioco.
Proponi una scala ristrettissima? Perchè no? Ma non è questo il punto, un "approvato, respinto, così-così" te lo metterei comunque in scala da 1 a 3. Qui mi tocca fare l'avvocato del diavolo, lo so, ma la cosa che mi infastidisce è che si denunci il sistema numerico, in base all'errato utilizzo che ne fanno certi lettori. Se il numero si presta al confronto, tanto criticato (e meno male!), in misura minore lo fanno anche altri sistemi. Io mi oppongo alla critica di un sistema per il semplice fatto che certi lettori non abbiano sufficiente spirito critico per guardare ad un numero per quello che è: la traduzione di un pensiero espresso precedentemente a parole (la recensione).
Poi c'è chi collega il numero alla logica consumistica, come dovesse per forza bastare solo quello, come se un numero potesse valere più di mille parole, come se fosse tutta colpa di una società corrotta dentro. Non me ne volere NEOGEO, ho esasperato le tue parole, ma mettere un numero in fondo alla pagina non riesco a capire perchè dovrebbe annullare il testo precedente. Sembra che se alcuni la vedono così, tutti sicuramente la vedranno alla stessa maniera.
C'è da dire che la critica, per sua natura, è prettamente parziale e soggettiva, qui forse volevi darmi ragione...
Sono d'accordo che il voto numerico sia favorito da menti più scientifiche che umanistiche, ma è per questo meno legittimato?
Dire che l'ostinato utlizzo dei numeri sia indice si scarsa cultura e preparazioni mi sembra alquanto esagerato e irrazionale. C'è troppa supponenza in queste considerazioni. Un recensore di videogiochi non deve essere discriminato rispetto ad uno di cinema, perchè la sua forma d'arte, attualmente, è ritenuta superiore. Percepisco un senso di inferiorità generale di cui ci si dovrebbe liberare, perchè i videogiochi sono una forma d'espressione pari alle altre, benché al momento manchino di forti basi accademiche.
Ok, ora esco a cena, buona serata.
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Proponi una scala ristrettissima? Perchè no? Ma non è questo il punto, un "approvato, respinto, così-così" te lo metterei comunque in scala da 1 a 3.
Hai pienamente ragione, e infatti avrei dovuto a-ricorreggermi e parlare di "voto scolastico decimale o percentuale".
Lasciando da parte le interessanti speculazioni oggettive fatte finora, non posso tollerare "il significato del 9 al videogioco".
Condiziona, e spesso male.
Lasciamo un margine il più possibile indeterminato alla faccenda del "giudizio finale", in modo da stimolare un pelo di più il lettore di recensioni che oggi come oggi, "comodamente" vuole sapere se il videogioco è:
"da 7, da 8 o da 9".
Perché ai voti più bassi corrisponde il "gioco di merda che non comprerò mai" e il 10 è dato sempre a un titolo di sicuro successo.
In fin dei conti è tutto qua l'utilizzo del voto decimale e scolastico al videogioco: una comoda convenzione, ma per carità, non facciamola diventare un vessillo professionale.
Approccio tecnicista, certo, ma non mi addurre esempi circoscritti, perchè la maggior parte delle recensioni è prettamente contenutistica e in ogni caso non andrai mai a giudicare un libro di Hesse per come è stampato. Vero?
Non direi: posso criticare una rivista per come è impaginata, posso lamentarmi delle pagine ingiallite di un libro, del carattere piccolo dell'interlinea scarsa.
Ciò potrebbe impedirmi di godermi la lettura, ma non condiziona il valore dell'opera.
E allora perché notiamo che in certe recensioni il "valore dell'opera" diminusice in base a certi difetti tecnici come aliasing, frame rate discontinuo e cose simili?
Qui ti voglio, ma siamo ot. Comunque dimmi se usi MSN, che qua non trovo mai nessuno in linea per un confronto interessante.
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Che poi in teoria i giochi da 9 dovrebbero essere i più desiderabili, no? Allora perché capita di trovare molto più allettante la recensione di un gioco da 7?
Se il voto fosse realmente una sintesi della recensione non dovrebbe accadere questo.
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quote AIO
Correzioni o meno, è lo stesso, il voto deve essere la versione concisa di un discorso più ampio e articolato, fatto di note positive e negative, che non si sommano/sottraggono ma sicuramente formano un parere sintetico finale.
Ripeto, faccio l'avvocato del diavolo, in panni che vesto a metà, ma non è ipocrisia, vorrei solo che aveste la prospettiva della realtà ideale, prima di ridursi all'ineluttabile pragmatismo. Un passo oltre sta lo scrivere prolisso, ma, parlando di società, oggi come ieri è necessaria la capacità di sintesi; il male del nostro tempo non è la mancanza di contenuti, ma la mancanza di voler approndire, fermandosi al superficiale. Imporre la verbosità non è liberale.
Elencare semplicemente pregi e difetti, lasciare un "margine d'indeterminazione", significa sottrarsi alle responsabilità di quello che si scrive. Il recensore non mi svela verità, non c'è bisogno di considerazioni preconfezionate, dovrebbe esporre la sua opinione (soggettiva!), come del resto fa il voto. A lavoro finito, pur si rilegge per esser certi di aver dato il senso desiderato!
Se la critica fosse oggettiva, non ci dovrebbero essere numeri/voti, avremmo solo liste di features. Ricordando oltretutto che molti recensori non hanno le conoscenze tecniche e progettuali per trattare la materia del loro recensire, non augurerei comunque l'approccio oggettivo, perchè come un dipinto si vive con gli occhi, un gioco si gusta in prima persona: è necessario un grado di soggettività ("quella parte di gioco è pessima ma non pesa poi molto, oggettivamente è progettato male, ma ci si diverte lo stesso").
Come ho gia detto altrove, la cosa migliore è provare le demo, e farsi un'idea diretta, oppure leggere più recensioni, se non si conosce gia un rivista "fidata".
In sintesi, essendo le recensioni ineluttabilmente soggettive, non escludono il voto; per il fatto che non sono oggettive, il voto non indica il valore del gioco!
quote ABS
Ancora una volta: perchè inserire un voto/numero/commento alla fine deve escludere il resto? Vada per il testo da solo, ma testo e voto assieme mi viene automaticamente trasfigurato come "solo voto".
Se è impossibile assegnare voti ai capolavori (ma "capolavoro" lo è), allora si pensi ad opere di artisti poco dotati (tecnica primitiva, emozioni espresse banalmente, ecc).
quote lamb-o
Accade perchè la tua scala di giudizio è diversa dalla sua.
Non riesco a vedere il voto come una minaccia perchè non ne faccio l'uso sbagliato che vi indulgete a fare, continuando a vedere il testo come un giudizio e il voto come un valore.
Ad ogni modo, continuo a credere che poche parole, scelte con sapienza, siano meglio di tante perifrasi (es. sonetti), benché anch'io ami abbondare.
Mi auspico delle critiche/recensioni serie e sostanziose, ma ciò non è obbliterato da un numero, o chi per lui, a fondo pagina.
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il voto come un valore.
Ecco, mannaggia la miseria: il voto NON va visto come valore ma come un puro e semplice indice di gradimento.
Utilissimo "il voto" a tal proposito per avere sott'occhio "l'indice di gradimento" di migliaia di utenti; questo concetto non è affatto negativo (o meglio, è il modo migliore per sfruttarlo, visto che parlare di "user score" mi fa comunque storcere il naso).
Ma il fatto che il voto scolastico sia proposto come "la pagella dei professori" è piuttosto problematico; smantelliamo l'autorevolezza storicamente determinata del voto con nuove soluzioni più personali, che facciano capire ai lettori (in modo immediato, eh eh :D) la soggettività del giudizio espresso.
Ultimo spunto, il voto numerico convenzionale è ovviamente in realtà la punta dell'iceberg di un sistema di critica videoludica atta a consigliare l'acquisto.
E' quest'ultimo concetto che andrebbe aggirato, e naturalmente una volta presa coscienza di ciò il discorso del voto cadrebbe.
Per questo mi spiaceva per Babel, che con un passettino in più potrebbe liberarsi e fare un'autentica critica del videogioco (e già lo fa in articoli come quelli di Gatsu, che però sono ancora un "contorno" al piatto forte delle recensioni); gli spunti creativi, filosofici e teorici non mancherebbero, ma non si può negare che nelle recensioni siano ancora troppo legati a una visione tradizionale della trattazione videoludica.
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Sono d'accordo che il voto numerico sia favorito da menti più scientifiche che umanistiche, ma è per questo meno legittimato?
In realtà io non mi riferivo al voto in sé, bensì alla logica che vi è dietro: uno schema giocabilità/longevità/grafica/sonoro ormai datato e inadatto al medium.
Sa troppo di "analisi prestazionale" di un qualcosa, fatta però senza le opportune conoscenze specifiche.
Insomma, un disastro sotto tutti gli aspetti.
Percepisco un senso di inferiorità generale di cui ci si dovrebbe liberare, perchè i videogiochi sono una forma d'espressione pari alle altre, benché al momento manchino di forti basi accademiche.
Personalmente non soffro alcun senso di inferiorità. Anzi, mi incazzo come una belva quando sento uno dei miei compari arsludici patirne.
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Il commento finale diventa il capro espiatorio di una critica seria che non riesce ad affermarsi. Se ora il voto è sinonimo di faceto e commerciale non si stigmatizzi un sistema comunque valido; ogni mia argomentazione è tesa a questo e solo questo. Non è una conquista l’affermarsi dal numero, ma un dazio da pagare per rendere evidente il salto di qualità.
E occorrerebbe parlarne dal vivo di queste cose, perché i forum sono limitanti; poco importa dell'OT, ora parliamo di altro ed è giusto così, perché ci interessa.
Il forum limita ma è anche un ottimo arbitro. Una discussione civile e diretta però mi piacerebbe molto.
P.S.
Letto il confronto con Cinquemani: sì alla politica degli autori, il regista è artista e non artigiano! ...per essere sintetico ;)
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Se ora il voto è sinonimo di faceto e commerciale non si stigmatizzi un sistema comunque valido; ogni mia argomentazione è tesa a questo e solo questo.
Comprendo benissimo e non posso darti che ragione; tieni presente però che sono una persona che trova preistorica la valutazione in trentesimi nelle università. Ykes.
Comunque sia, mannaggia al forum, ora sono interessato a discutere sugli spunti offerti da Emack e Neo Geo, mi sa che devo aprire another topic... ::)
EDIT: Se qualche moderatore pieno di voglia di fare volesse spostare le risposte dalla 16 alla 21 in un topic dal titolo "A proposito della critica videoludica" gliene sarò grato... ;)
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Comprendo benissimo e non posso darti che ragione; tieni presente però che sono una persona che trova preistorica la valutazione in trentesimi nelle università.
Bene ;)
La valutazione in trentesimi (et similia) è imprecisa, ma un voto alto è più spesso sinonimo di competenza che di genio universitario incompreso.
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Più che imprecisa, è assurdamente ampia. E poi si conta solo dal 18 al 30. Del resto l'istruzione è un campo che necessita di aggiornamenti pesanti.
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No scusami, ma forse non mi sono spiegato; mi riferisco di persone che appunto conducono dei progetti su base non commerciale e che hanno la libertà di fare un discorso in questo senso.
Beh, io trovo che vi siano dei segnali positivi un po' ovunque...
La stessa Bab3l è una rivista che, nonostante usi i voti, porta avanti un concetto non banale.
Non ho capito, la apprezzi oppure sei ironico? ???
La apprezzo perché è ciò che voglio.
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La stessa Bab3l è una rivista che, nonostante usi i voti, porta avanti un concetto non banale.
Ehm, forse dovevo specificare che fa parte della citata "corrente ringhica". ;D
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il voto come un valore.
Ecco, mannaggia la miseria: il voto NON va visto come valore ma come un puro e semplice indice di gradimento.
L'indice di gradimento non è il valore personale che il recensore da al videogioco? Se è appurato che una recensione è qualcosa di soggettivo (pur con le dovute precauzioni) il mio indice di gradimento indica il valore che per me ha quel prodotto. E inscatolo quel valore in una categoria (concordo che i voti da 0 a 3 siano inutili, i rimanenti della scala fino al 10 IMHO hanno senso)
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Non esattamente, l'indice di gradimento mi dice "quanto piace" e il valore "quanto vale".
Ora, le due cose possono anche coincidere, ma in genere i videogiocatori identificano il valore (assoluto) del gioco con il voto.
Penso inoltre che bisognerebbe riflettere sulle varie tipologie di videogiochi.
Il voto è sempre relativo, perché un gioco o film con volti altissimi può essere rivoltante se è di un genere che non ami affatto.
Per questo è più efficace un commento finale o un box dei pro e contro;
su Playstation Magazine, rivista purtroppo monopiattaforma, è presente l'ottimo box finale:
"consigliato a..." e "sconsigliato a...", probabilmente con diciture diverse, ma è a questo che si dovrebbe puntare nella recensione.
Putroppo siamo ancora a livelli di "non ti piace questo gioco da 9? allora non capisci un cazzo di videogiochi".
Ergo, le videogiocatrici che snobbano quell'ottimo FPS di ultima generazione non capiranno mai un cazzo di videogiochi.
Ma continuiamo pure a portare avanti il solito modo di trattare il videogioco, continuiamo a offrire cose per un pubblico altamente specializzato; solo poi non lamentiamoci se il videogame non viene considerato come dovrebbe.
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Per quello che mi riguarda il voto numerico mi fa solo capire quanto il recensore abbia gradito il gioco o in base a quali parametri (personali) lo abbia valutato. L'esempio più lampante che mi viene in mente sono alcune recensioni di Halo 3, dove si leggono anche critiche ad aspetti "oggettivi" del gioco (realizzazione tecnica, complessità della trama, e così via) salvo poi chiuederle con un 9 o con un 10. Questo cosa mi fa pensare? Mi fa pensare che Halo 3 è un buon gioco con alcuni difetti, ma che evidentemente ha la facoltà di saper far divertire le persone che lo hanno giocato (in questo caso i redattori) al punto da beccarsi simili voti (probabilmente anche un pelo gonfiati). Per questo in genere cerco di dare un peso relativo, soprattutto se conosco più o meno "chi" sta scrivendo la recensione. Fosse per me, più che mettere un voto numerico (anche se è palese che la massa di lettori e gamers desidera un voto numerico perchè per molti è un modo sbrigativo per etichettare e classificare un gioco) mi limiterei, a fine recensione, ad includere un piccolo box con aspetti positivi e negativi, lasciando che sia il lettore della recensione a decidere quali di questi aspetti pesino di più (secondo il proprio metro di valutazione personale) ai fini della valutazione del gioco (ossia se è un gioco che merita l'acquisto, oppure no, perchè alla fine è questo lo scopo della recensione).
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Per quello che mi riguarda il voto numerico mi fa solo capire quanto il recensore abbia gradito il gioco o in base a quali parametri (personali) lo abbia valutato. L'esempio più lampante che mi viene in mente sono alcune recensioni di Halo 3, dove si leggono anche critiche ad aspetti "oggettivi" del gioco (realizzazione tecnica, complessità della trama, e così via) salvo poi chiuederle con un 9 o con un 10. Questo cosa mi fa pensare? Mi fa pensare che Halo 3 è un buon gioco con alcuni difetti, ma che evidentemente ha la facoltà di saper far divertire le persone che lo hanno giocato (in questo caso i redattori) al punto da beccarsi simili voti (probabilmente anche un pelo gonfiati). Per questo in genere cerco di dare un peso relativo, soprattutto se conosco più o meno "chi" sta scrivendo la recensione. Fosse per me, più che mettere un voto numerico (anche se è palese che la massa di lettori e gamers desidera un voto numerico perchè per molti è un modo sbrigativo per etichettare e classificare un gioco) mi limiterei, a fine recensione, ad includere un piccolo box con aspetti positivi e negativi, lasciando che sia il lettore della recensione a decidere quali di questi aspetti pesino di più (secondo il proprio metro di valutazione personale) ai fini della valutazione del gioco (ossia se è un gioco che merita l'acquisto, oppure no, perchè alla fine è questo lo scopo della recensione).
Esatto, e vorrei attirare l'attenzione su un caso particolare;
ho avuto modo di dare un'occhiata a Play Generation di Edizioni Master (occhei, occhei, monopiattaforma, etc, ma non è così male come si potrebbe pensare).
Prima della sezione "recensioni" c'è un box di "avvertenza" che spiega ai lettori il seguente concetto (non le testuali parole, ma i voti erano quelli):
"A proposito dei voti che diamo ai primi titoli per PS3, potreste rimanere stupiti da voti che ritenete troppo bassi.
Se un gioco vale 93, siamo costretti a dare 90, perché non sfrutta appieno le potenzialità della console".
Cioè, non so se rendo. ::)
Non che sia un problema loro, è un problema ormai di chi legge le riviste, e queste lo affrontano come meglio credono.
Ma a che livelli siamo arrivati?
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Mi inserisco "a random" perchè devo ancora legger tutto, però volevo dire che Karat45 in prima pagina centra un punto interessante: il voto numerico "non ti dice nulla" sul gioco. Ti dice se è bello o brutto, e fine.
Il SABCD che cito nell'articolo linkato ha almeno il pregio di far capire al lettore che "di questo gioco dovresto interessarti perchè..." o "questo gioco prendilo tranquillo usato che quando lo finsici nemmeno ti ricordi chi era il protagonista". E' una differenza piccola ma sostanziale. Difatti non sono mancati casi "strani", tipo In Memoriam che si prese "C" (ludicamente è un'avventura grafica) ma con l'aggiunta del Ring Seal (perchè approcciava l'interazione in maniera inedita).
Certo a pensarci sarebbe bello riuscire a sviluppare un sistema (non so perchè ma me lo immagino tipo grafico a torta) che con un colpo d'occhio ti dica sia com'è il gioco, sia perchè dovresti interessartene. Una sintesi non facile...
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Avevo notato che su Nextgame non utilizzano più i voti ma scrivono solo un commento a seguire, es:
http://next.videogame.it/super-mario-galaxy/53494/
Stavo per congratularmi con qualcuno quando accade questo fatto:
http://retrogamer.forumfree.net/?t=17037785&view=getlastpost#lastpost
Meditiam.
Togli i voti? Sei fuori dal giro.
Già avevamo detto che è difficile, se non impossibile eliminare i voti (nella fattispecie numerici, decimali o in percentuale) da realtà editoriali commerciali; e Nextgame, non so quando (non dev'essere molto comunque), non so come, lo ha fatto.
A quanto pare però non durerà.
Del resto c'è da stupirsi che Nextgame abbia osato tanto.
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Avevo notato che su Nextgame non utilizzano più i voti ma scrivono solo un commento a seguire, es:
http://next.videogame.it/super-mario-galaxy/53494/
Stavo per congratularmi con qualcuno quando accade questo fatto:
http://retrogamer.forumfree.net/?t=17037785&view=getlastpost#lastpost
Meditiam.
Togli i voti? Sei fuori dal giro.
Già avevamo detto che è difficile, se non impossibile eliminare i voti (nella fattispecie numerici, decimali o in percentuale) da realtà editoriali commerciali; e Nextgame, non so quando (non dev'essere molto comunque), non so come, lo ha fatto.
A quanto pare però non durerà.
Del resto c'è da stupirsi che Nextgame abbia osato tanto.
La questione è molto semplice. I PR dei distributori PRETENDONO il voto, perchè la gente al 90% basa l'acquisto su quello e non sulla recensione. E non sai che lotte e ricatti se dai voti troppo bassi. Arrivano a dirti: "scrivi una brutta recensione ma metti almeno 6 al gioco".
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E' abbastanza risaputo, ma proprio per questo c'è da stupirsi che Nextgame li abbia tolti.
Vediamo quando e se ritorneranno...