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Cogitare => Somnia => Topic aperto da: RAID-3 - Marzo 31, 2007, 18:45:06
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Il fatto che le console Nintendo siano principalmente adatte ai bambini è per alcuni un semplice luogo comune poco veritiero che si trascina avanti da almeno tre generazioni di console, per altri una verità assoluta ed oggettiva.
John Rodman, manager Microsoft, appartiene di certo alla seconda categoria, tanto che ha dichiarato al New York Times: «Non crediamo che l'utente Wii e l'utente Xbox siano la stessa cosa. Pensiamo che non appena l'utente Wii superi i 14 anni di età cominci a desiderare qualcos'altro».
Shane Kim, anche lui di casa Microsoft, ribadisce più elegantemente il concetto in una recente intervista a Gamasutra: «Non vedo Nintendo come un avversario diretto, semplicemente perchè non stanno cercando di ottenere le stesse cose che cerchiamo di ottenere noi, come ad esempio nell'online. Ma Sony e Microsoft necessitano di catturare anche la fascia di utenza Wii per vincere in questa generazione».
Ho letto anche che il Wii secondo le previsioni di un'agenzia dovrebbe vendere di più delle rivali (poco di più della 360) nel 2007 e nel 2008 proprio per questo su guardare oltre la tradizionale nicchia di mercato.....
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Che scoperta! Nintendo aveva dichiarato da subito che il suo target era principalmente il casual gamer e che era intenzionata a non sfidare le rivali sullo stesso campo ma a offrire una alternativa al gioco classico.
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Certo, però a 15 si ricomprano il Wii.
Devo scrivere un post per il blog sul Wii, appena riesco.
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Forse bisognerebbe spingere la gente a seguire semplicemente i propri gusti senza etichettarla per fasce d'età, no?
Ma per un produttore di videogames questo discorso è antieconomico.
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Forse bisognerebbe spingere la gente a seguire semplicemente i propri gusti senza etichettarla per fasce d'età, no?
Ma per un produttore di videogames questo discorso è antieconomico.
Discorso sensato, ma significherebbe la morte del marketing ;D
Ma che mi rido...
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Forse bisognerebbe spingere la gente a seguire semplicemente i propri gusti senza etichettarla per fasce d'età, no?
Ma per un produttore di videogames questo discorso è antieconomico.
beh, secondo me non è del tutto insensato: a 15 anni hai gusti e esigenze diverse che a 40,c'è poco da fare....
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Forse bisognerebbe spingere la gente a seguire semplicemente i propri gusti senza etichettarla per fasce d'età, no?
Ma per un produttore di videogames questo discorso è antieconomico.
beh, secondo me non è del tutto insensato: a 15 anni hai gusti e esigenze diverse che a 40,c'è poco da fare....
Si ma queste esigenze non devono essere stabilite dalle industrie.