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Cogitare => Somnia => Topic aperto da: Mario Morandi - Giugno 24, 2008, 11:01:55
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Per gli interessati:
http://mbf.blogs.com/schermiinterattivi/2008/06/saggio-parallelismi-la-durata-nei-videogiochi-mario-morandi.html
Ho tentato di fare un po' il punto della situazione ma il discorso sarebbe molto più lungo, complesso e sfaccettato da affrontare.
Benvengano quindi osservazioni o dibattiti! :)
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Bellisisimo post e blog interessante!
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La tassonomia mi sembra piuttosto esaustiva ma la valutazione che fai tu forse è un po' troppo fatta con l'accetta.
Non sempre è possibile fare un mapping o una proporzionalità diretta tra un media e l'altro.
Ci sono troppe differenze qualitative. Anche se tu parli di meccanismi ludici, è pur vero che un Final Fantasy a caso o un Megami Tensei a caso hanno pochissimo potenziale narrativo proporzionato al tempo di gioco e anche le potenzialità ludiche sono un po' troppo stiracchiate per considerarle come un valore assoluto. 30 ore passate a fare incontri casuali, non hanno ad esempio il valore di 30 ore passate sulle mappe di un RTS o su quelle di un gioco che richieda level design vero, rispetto alle soluzioni algoritmiche evolute che utilizzano i giochi citati, molto più economiche e semplici da implementare.
Viceversa un MGS4 non sono sicuro che a conti fatti valga comunque più di un film, a prescindere dalla durata complessiva degli intermezzi.
Un MMOG come lo valuti? Come un arcade a gettoni? Probabilmente ha senso, probabilmente no. L'arcade ti frustra e punta sul modello sociale che ruota attorno alla sala giochi, ai riti d'iniziazione, l'MMOG ti fornisce contentini continui, sia psicologici (come AOC, per me una trappola indirizzata principalmente ai frustrati che vogliono vincere facile), sia "morali" (non mi viene un termine migliore, ma parliamo delle ricompense semplici ed accessibili di WOW), sia narrativi (LOTRO o GW, dove l'incremento all'interno della storyline principale è la spinta a continuare). E' un modello totalmente diverso dal punto di vista dell'inquadramento psicologico di come "piazzare" il prodotto e mal si presta a paragoni con il cinema.
Meglio pensare al mercato dei bisogni indotti, IMHO.
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Meglio pensare al mercato dei bisogni indotti, IMHO.
quando vai a piSSiare durante la pubblicità? :mah:
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Mmh... ???, non mi sembra proprio di aver "valutato" il tempo trascorso con le differenti tipologie di videogioco!
Quello che mi interessava trattare era solo e puramente il concetto di durata.
Non sempre è possibile fare un mapping o una proporzionalità diretta tra un media e l'altro.
Sicuramente, ma fare un qualche tipo di confronto (visto che il confronto cinema-videogioco a voja che viene fatto) può essere utile per capire meglio le differenze e i punti di contatto.
30 ore passate a fare incontri casuali, non hanno ad esempio il valore di 30 ore passate sulle mappe di un RTS o su quelle di un gioco che richieda level design vero, rispetto alle soluzioni algoritmiche evolute che utilizzano i giochi citati, molto più economiche e semplici da implementare.
Ecco, questo continua il discorso, ma per come la vedo io non l'ho nemmeno iniziato in questo senso... fermo restando che appunto faccio presente che la tipologia di gioco influenza nettamente la durata di una sessione o totale.
Viceversa un MGS4 non sono sicuro che a conti fatti valga comunque più di un film, a prescindere dalla durata complessiva degli intermezzi.
Idem: ti chiedo appunto perché parli di "valore" e in che senso. Semplicemente per il fatto che l'interazione sia sempre comunque un valore aggiunto? Quindi il videogioco con intermezzi cinematografici "vale di più"? Può essere interessante fare un discorso transmediale sul "valore" del tempo o della produzione in sé, ma proprio come dicevi, fare questi paragoni non è sempre possibile (per come la vedo io il discorso sconfina parecchio nella soggettività),
Un MMOG come lo valuti? Come un arcade a gettoni?
Stesso discorso: ho considerato il videogioco dal punto di vista della durata di utilizzo, forse però ho offerto più spunti di quante credessi.
D'accordissimo con le tue osservazioni:
L'arcade ti frustra e punta sul modello sociale che ruota attorno alla sala giochi, ai riti d'iniziazione, l'MMOG ti fornisce contentini continui, sia psicologici (come AOC, per me una trappola indirizzata principalmente ai frustrati che vogliono vincere facile), sia "morali" (non mi viene un termine migliore, ma parliamo delle ricompense semplici ed accessibili di WOW), sia narrativi (LOTRO o GW, dove l'incremento all'interno della storyline principale è la spinta a continuare).
un Final Fantasy a caso o un Megami Tensei a caso hanno pochissimo potenziale narrativo proporzionato al tempo di gioco e anche le potenzialità ludiche sono un po' troppo stiracchiate per considerarle come un valore assoluto. 30 ore passate a fare incontri casuali, non hanno ad esempio il valore di 30 ore passate sulle mappe di un RTS o su quelle di un gioco che richieda level design vero, rispetto alle soluzioni algoritmiche evolute che utilizzano i giochi citati, molto più economiche e semplici da implementare.
Ma le trovo su un altro piano, sicuramente altrettanto interessante. Io ho provato semplicemente a riordinare delle osservazioni abbastanza banali affrontando un parallelismo un po' troppo spinoso.
Il discorso va affrontato sicuramente da più punti di vista; potresti farlo proprio su Schermi Interattivi, ti lascio la mail di Bittanti, non si sa mai! mbittanti [AT] gmail.com ;)
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Io avrei ampliato le considerazioni. Cioé, come articolo divulgativo è ottimo, ma mi sarebbe piaciuto vedere qualche ardito punto di vista che, ne sono convinto, fa parte del tuo sistema d'opinioni. Infatti spiegandoti qui hai confermato il mio parere.
Continua che vai forte. :)
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Mmh... ???, non mi sembra proprio di aver "valutato" il tempo trascorso con le differenti tipologie di videogioco!
Quello che mi interessava trattare era solo e puramente il concetto di durata.
Non sempre è possibile fare un mapping o una proporzionalità diretta tra un media e l'altro.
Sicuramente, ma fare un qualche tipo di confronto (visto che il confronto cinema-videogioco a voja che viene fatto) può essere utile per capire meglio le differenze e i punti di contatto.
30 ore passate a fare incontri casuali, non hanno ad esempio il valore di 30 ore passate sulle mappe di un RTS o su quelle di un gioco che richieda level design vero, rispetto alle soluzioni algoritmiche evolute che utilizzano i giochi citati, molto più economiche e semplici da implementare.
Ecco, questo continua il discorso, ma per come la vedo io non l'ho nemmeno iniziato in questo senso... fermo restando che appunto faccio presente che la tipologia di gioco influenza nettamente la durata di una sessione o totale.
Viceversa un MGS4 non sono sicuro che a conti fatti valga comunque più di un film, a prescindere dalla durata complessiva degli intermezzi.
Idem: ti chiedo appunto perché parli di "valore" e in che senso. Semplicemente per il fatto che l'interazione sia sempre comunque un valore aggiunto? Quindi il videogioco con intermezzi cinematografici "vale di più"? Può essere interessante fare un discorso transmediale sul "valore" del tempo o della produzione in sé, ma proprio come dicevi, fare questi paragoni non è sempre possibile (per come la vedo io il discorso sconfina parecchio nella soggettività),
Un MMOG come lo valuti? Come un arcade a gettoni?
Stesso discorso: ho considerato il videogioco dal punto di vista della durata di utilizzo, forse però ho offerto più spunti di quante credessi.
D'accordissimo con le tue osservazioni:
L'arcade ti frustra e punta sul modello sociale che ruota attorno alla sala giochi, ai riti d'iniziazione, l'MMOG ti fornisce contentini continui, sia psicologici (come AOC, per me una trappola indirizzata principalmente ai frustrati che vogliono vincere facile), sia "morali" (non mi viene un termine migliore, ma parliamo delle ricompense semplici ed accessibili di WOW), sia narrativi (LOTRO o GW, dove l'incremento all'interno della storyline principale è la spinta a continuare).
un Final Fantasy a caso o un Megami Tensei a caso hanno pochissimo potenziale narrativo proporzionato al tempo di gioco e anche le potenzialità ludiche sono un po' troppo stiracchiate per considerarle come un valore assoluto. 30 ore passate a fare incontri casuali, non hanno ad esempio il valore di 30 ore passate sulle mappe di un RTS o su quelle di un gioco che richieda level design vero, rispetto alle soluzioni algoritmiche evolute che utilizzano i giochi citati, molto più economiche e semplici da implementare.
Ma le trovo su un altro piano, sicuramente altrettanto interessante. Io ho provato semplicemente a riordinare delle osservazioni abbastanza banali affrontando un parallelismo un po' troppo spinoso.
Il discorso va affrontato sicuramente da più punti di vista; potresti farlo proprio su Schermi Interattivi, ti lascio la mail di Bittanti, non si sa mai! mbittanti [AT] gmail.com ;)
Mario, non prendere quello che ho scritto come critiche, sono solo considerazioni che ho scritto di corsa!
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Scherzi, ben vengano le critiche di ogni genere, e anzi tra l'altro sono pure d'accordo con le tue osservazioni, solo sinceramente mi sembravano un po' fuori bersaglio! (http://mescal.pixelized.ch/smilies/ciao.gif)
Io avrei ampliato le considerazioni. Cioé, come articolo divulgativo è ottimo, ma mi sarebbe piaciuto vedere qualche ardito punto di vista che, ne sono convinto, fa parte del tuo sistema d'opinioni. Infatti spiegandoti qui hai confermato il mio parere.
Continua che vai forte
Ti ringrazio, e infatti ho aperto il topic proprio per saggiare un po' le vostre opinioni su questo aspetto del videogioco.
Io credo come ho detto che (riprendo anche zero) il "valore" della durata sia assolutamente un fatto soggettivo, una questione di esigenza personale, di bisogno, interno o indotto che sia.
Quello che ho voluto fare è stata una sorta di mini-indagine sul campo (della mia esperienza e delle persone che posso aver conosciuto) sulla durata nel videogioco mettendola in relazione con quella dei film.
Un'osservazione personale ma anche molto obiettiva, quasi banale, sarebbe quella di affermare che i videogiochi non sono immediatamente accessibili a tutti, non solo per una questione di apprendimento (controlli, azioni etc), ma proprio per una questione di tempo da investire.
Il passo successivo potrebbe essere quello di chiedersi: ma quando un videogiocatore (come noi ad es.) impugna il pad con la familiarità di un telecomando, queste divergenze si assottigliano? Io dico di sì, specialmente in videogiochi pseudo-cinematografici, soprattutto se la difficoltà è molto malleabile.
Secondo me il parallelismo cinema-videogiochi è solo in apparenza banale; lo trovo interessantissimo perché innesca spunti a catena che aprono molti interrogativi importanti.
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Il passo successivo potrebbe essere quello di chiedersi: ma quando un videogiocatore (come noi ad es.) impugna il pad con la familiarità di un telecomando, queste divergenze si assottigliano? Io dico di sì, specialmente in videogiochi pseudo-cinematografici, soprattutto se la difficoltà è molto malleabile.
Vagamente correlato: prima o poi ci saranno i videogiochi che si possono giocare mentre si mangia, si cucina, si lavano i piatti, si stira, si va in cyclette... come ora si possono guardare i film (o la tv in generale)
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Questo non farebbe altro che confermare la multiformità del medium. Penso che le modalità di fruizione dovrebbero essere categorizzate. :sisi:
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Eccellente articolo Mario, gli spunti che di cui si potrebbe parlare partendo dalle analisi sulla durata dei videogame sono tanti e sicuramente non banali.