ArsLudica.org Forum
Cogitare => Scripti => Topic aperto da: MikeStone - Maggio 14, 2007, 14:10:55
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Ciao a tutti. Come chissà quanti di Voi sono un videogiocatore di vecchia data, posso ricordare ancora i pomeriggi passati sul Pac-man del Philips G7000, e come tale posso vantarmi di aver visto evolversi il videogame da albore a realtà affermata. Parallelamente a questo ho visto evolversi l'editoria videoludica, dalle riviste con cassetta, o meglio dalle cassete con rivista, alle vere e proprie riviste di recensioni e/o approfondimenti: riviste che han chiuso i battenti dopo poco, che son durate o che durano tutt'oggi. Oggi mi è accaduto un fatto che mi ha fatto ricordato il fatto che la storia sia ciclica: ho comprato una rivista per il gioco allegato. "Sai che novità" penserete Voi, invece la vedo in maniera un pelo più profonda: dal momento che tutte le news et simila si reperiscono in tempo zero in rete, la rivista è diventata un semplice orpello al gioco allegato, almeno per il 90% dei casi, un pò come accadeva negli anni 80 dove si guardavano i titoli delle cassette...
Voi che ne pensate?
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la critica videoludica cartacea è pura fuffa, ultra inflazionata di determinismo tecnologico come afferma pure il Bittanti.
Le webzine offrono gli stessi identici contenuti a costo 0.
Videogiochi, l'unico magazine su carta decente ha chiuso i battenti, in sostanza approvo la tua tesi.
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la critica videoludica cartacea è pura fuffa, ultra inflazionata di determinismo tecnologico come afferma pure il Bittanti.
Le webzine offrono gli stessi identici contenuti a costo 0.
Videogiochi, l'unico magazine su carta decente ha chiuso i battenti, in sostanza approvo la tua tesi.
Il nome "Videogiochi" non è molto felice per una rivista, dal momento che anche la prima ebbe vita abbastanza breve...
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Le riviste dovrebbero puntare sullo stile e sulla qualità, approfondendo invece di fare concorrenza ad internet. Purtroppo la domanda nasce spontanea: una rivista siffatta, venderebbe?
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Edge vende.
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Edge vende.
Gli anglosassoni hanno una cultura ed una mentalità totalemnte diversa dalla nostra; personalemnte non conosco i motivi per i quali Videogiochi, la rivista piu' paragonabile ad Edge (per alcuni mera traduzione), sia defunta ma posso ipotizzare un venduto non soddisfacente.
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Edge vende.
Eh, ma vende in Inghilterra, nazione avanti almeno di 2 generazioni a livello di concezione ludica rispetto all'Italia.
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Edge vende? Sentivo qualcuno che diceva il contrario.
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Edge vende.
Non molto e soprattutto a gente del settore, sviluppatori, giornalisti, addetti al marketing, ecc.
sotto le 30mila copia, mi risulta. se lo chiami "vendere"... ;)
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Ciao a tutti. Come chissà quanti di Voi sono un videogiocatore di vecchia data, posso ricordare ancora i pomeriggi passati sul Pac-man del Philips G7000
Bei tempi, ci giocavo a casa di un mio compagno di classe. Strano che tu lo chiamassi G7000, per tutti da noi era semplicemente il Videopac. Il clone di pacman lo ricordo ancora bene, si chiamava Munchkin.
Oggi mi è accaduto un fatto che mi ha fatto ricordato il fatto che la storia sia ciclica: ho comprato una rivista per il gioco allegato.
Il parallelismo tra le riviste attuali con i vari obbrobri anni '80 della Sipe o della Pubblirome mi sembra quantomeno azzardato, dato che ora per i diritti di licenza vengono pagati dei bei soldoni, mentre allora la pirateria era la prassi. In ogni caso mi trovo d'accordo nel dire che probabilmente il cartaceo ha finito di svolgere quel tipo di lavoro [informazioni, anticipazioni, anteprime] e dovrebbe piuttosto dedicarsi ad articoli piu' lunghi ed approfondimenti sui generi, i personaggi e gli sviluppatori.
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la rivista è diventata un semplice orpello al gioco allegato, almeno per il 90% dei casi, un pò come accadeva negli anni 80 dove si guardavano i titoli delle cassette...
Voi che ne pensate?
Io penso che ci sia internet.
Se fossi un editore non tenterei di evitare ad allacciare i contenuti delle mie testate ad approfondimenti in rete, cosa che in modo un po' confusionario fa almeno Gamers.
L'ipocrisia dell'informazione al di fuori da internet sta nel far credere che il web sia il veicolo ideale per le Cazzate.
Vedi i servizi al tg su YouTube, vedi Videogiochi con la rubrica Outer Worlds.
Come per dire: la materia seria ve la offriamo noi.
La stampa teme internet, la televisione teme internet ma col cavolo che te lo dirà.
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Edge vende. Non fa cifre eccezionali ma vende circa 30000 copie al mese, numero che la rende redditizia (una rivista solo cartacea della qualità di Edge avrà il break even sulle 8000 - 9000 copie... ma è una stima moooolto approssimativa). Quello che la salva rispetto anche a riviste che vendevano molte più copie è che con gli anni i costi non sono lievitati a causa degli allegati e, visto il target, la concorrenza di internet non è stata letale. Probabilmente quei 30000 lettori comprano Edge perché vogliono leggere Edge e non soltanto come catalogo per sapere quali giochi sono usciti. Quindi non trovano altrove ciò che trovano in quelle pagine. è come appassionarsi ad un autore in particolare: se vuoi leggere Tabucchi devi comprare un libro di Tabucchi, mentre se ti interessa un numeretto a fondo pagina puoi trovarlo su uno qualsiasi dei cataloghi colorati che si trovano in edicola.
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la rivista è diventata un semplice orpello al gioco allegato, almeno per il 90% dei casi, un pò come accadeva negli anni 80 dove si guardavano i titoli delle cassette...
Voi che ne pensate?
Io penso che ci sia internet.
Se fossi un editore non tenterei di evitare ad allacciare i contenuti delle mie testate ad approfondimenti in rete, cosa che in modo un po' confusionario fa almeno Gamers.
L'ipocrisia dell'informazione al di fuori da internet sta nel far credere che il web sia il veicolo ideale per le Cazzate.
Vedi i servizi al tg su YouTube, vedi Videogiochi con la rubrica Outer Worlds.
Come per dire: la materia seria ve la offriamo noi.
La stampa teme internet, la televisione teme internet ma col cavolo che te lo dirà.
La stampa (italiana) teme internet perché sa che non può più competere. Idem per la televisione. chi ha più necessità di comprare un giornale per conoscere le notizie? Prendete la storia del documentario BBC tradotto e messo su Google Video... sostanzialmente il lettore bypassa i mezzi d'informazione e la notizia se la trova da solo.
Quello che mi fa ridere è che, leggendo un qualsiasi quotidiano online italiano, è possibile notare la mancanza quasi totale di link ipertestuali ad argomenti a cui si fa riferimento nel testo, come se dando la notizia si volesse mantenere comunque una posizione di trincea.