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Cogitare => Scripti => Topic aperto da: roberto - Aprile 04, 2010, 05:11:01

Titolo: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: roberto - Aprile 04, 2010, 05:11:01
Ciao a tutti!

Ho visto che e' finalmente disponibile su Amazon (americano, francese, tedesco, britannico etc.etc.) un libretto di game design e analisi che ho scritto per l'editore AKPeters: "On the Way to Fun: an emotion based approach to successful game design".

http://www.amazon.com/Way-Fun-Emotion-Based-Approach-Successful/dp/1568815824/ref=pd_rhf_p_t_2

Si tratta di un modello per capire come si possa coinvolgere emotivamente i giocatori basandosi su un sottoinsieme di emozioni/istinti base con esempi tratti da classici, tipo "Little Computer People" e "Captain Blood", e indie games come "Braid" e "Plants vs. Zombies".
 
Ovviamente commenti e feedback di ogni tipo sono bene accetti!
Ciao!!
Roberto
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Simone 'Karat45' Tagliaferri - Aprile 04, 2010, 23:24:52
Oh che bellino. Dopo Pasqua lo piglio.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Ziggybee - Aprile 05, 2010, 13:05:26
Ho letto che insegni al corso di Game Design, anche se ti specializzi in materie un po' più generiche dal game design in senso stretto.

Come può una persona che non ha mai avuto esperienze dirette in tale materia scrivere un libro su di essa? E' stato difficile? Te lo dico perché io ho avuto la fortuna di lavorare come designer e posso assicurati che tra quello che la gente pensa sia (e che si insegna nelle facoltà specializzate) e quello che effettivamente si mette in pratica c'è un abisso sconfinato (ma non senza spunti validi, c'è semplicemente una visione più alta dei temi).

Come si pone ad esempio il libro nei confronti di Emotioneering, di David Feeeman, che è stato un po' il precursore dell'emotion-driven game design (anche se secondo me non fa altro che elencare delle best pratcice peraltro già ben note in letteratura e nel game design applicato)?
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: roberto - Aprile 05, 2010, 17:20:21
Belle domande!  ;)

Per quanto riguarda le mie esperienze come game designer, e' vero che non ho mai lavorato a un AAA (magari!) ma ho comunque lavorato in vari progetti e serious games commissionati in ambito accademico da diversi enti, anche in collaborazione con l'industria (il primo progetto su cui ho lavorato, ad esempio, era un serious game in collaborazione con la BBC).

Il libro che ho scritto, comunque, non e' un libro di "Game Design Fundamentals" o tipo "Art of Game Design" (che non mi sognerei mai di scrivere) ma si basa di piu' sulle mie esperienze nel campo delle scienze cognitive e analisi delle emozioni, materie su cui ho fatto ricerca dai tempi della mia tesi di laurea piu' di 10 anni fa, applicata, in questo caso, al game design.

Il paragone con Freeman e' appropriato e, infatti, nel libro l'Emotioneering e' brevemente discusso (insieme ad altri modelli) e rapportato al "6-11 Framework" da me proposto. Quest'ultimo puo' essere visto come una alternativa agli "8 kinds of Fun" del modello MDA ed e' quindi riferito alle "estetiche" del gioco (viste come esperienze emotive vissute dal giocatore).

Il libro si concentra su un'analisi dell'impatto emotivo che vari giochi di successo (e non) possono suscitare nei giocatori e cerca quindi di estrarre dei criteri piu' o meno generali per cercare di modellare un buon gioco.
Non e' stato quindi difficle da scrivere: videogioco da piu' di 30 anni e ho alle spalle piu' di 12 anni di ricerca accademica sulle emozioni in ambito multimediale e piu' di 5 di di sviluppo di serious ed educational games (seppur in ruoli diversi e non sempre come game designer).

Se hai altre domande non esitare a chiedere ma adesso vado a dormire perche' qua e' quasi mezzanotte... ci sentiamo domani!  :)
Ciao!
Roberto

PS. Simone: mi farebbe davvero molto piacere ricevere i tuoi commenti/feedback sul libro!
 
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Monopoli - Aprile 06, 2010, 02:41:45
Quante cose avrei da dire.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Ziggybee - Aprile 06, 2010, 12:09:50
Grazie Roberto, sei stato molto più esauriente della descrizione su Amazon! :)
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Alex - Aprile 06, 2010, 20:13:50
Quante cose avrei da dire.

Tipo?
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Monopoli - Aprile 07, 2010, 01:52:54
Quante cose avrei da dire.

Tipo?

tipo che sono in vacanza e scrivo con un iPod, quindi non ho voglia di flammare con l'iPod.
Se volete fare i game designer, vi dirò cosa fare gratis. Ma dopo le vacanze :)
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Alex - Aprile 07, 2010, 06:05:44
Se non vuoi portare avanti la discussione per quale motivo l'hai iniziata con quell'uscita?
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: ccontinisio - Aprile 07, 2010, 07:50:12
Alex, hai 702 post su ArsLudica, penso che tu conosca Monopoli...  ;D

Penso che comunque il libro di Roberto Dillon, per come si presenta, non vuole essere il classico manuale "what-to-do" di game design e come tale potrebbe anche essere letto da chi non ci pensa neanche ad intraprendere una carriera del genere..
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: StM - Aprile 07, 2010, 08:55:26
Se non vuoi portare avanti la discussione per quale motivo l'hai iniziata con quell'uscita?
Questa è una buona domanda che si potrebbe porre a Monopoli svariate volte al mese :P
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: lamb-O - Aprile 07, 2010, 10:09:28
Se non vuoi portare avanti la discussione per quale motivo l'hai iniziata con quell'uscita?
Questa è una buona domanda che si potrebbe porre a Monopoli svariate volte al mese :P
Eeehh, i tempi in cui avevo questo stesso difetto moltiplicato per 1000, con le discussioni nemmeno rimandate, ma proprio troncate...
Poi ho imparato a starmene un po' più zitto.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Monopoli - Aprile 07, 2010, 12:38:32
Se non vuoi portare avanti la discussione per quale motivo l'hai iniziata con quell'uscita?

La voglio portare avanti, ho semplicemente fatto notare che sto scrivendo con un iPod perchè sono in vacanza.
Se riesci ad aspettare qualche giorno, avrai la tua discussione.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Ziggybee - Aprile 07, 2010, 14:30:57
Infatti, ragazzi.

Alessandro si spiegherà meglio quando può, non mi pare il caso di punzecchiarlo per nulla.

Torniamo in topic, please!
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: StM - Aprile 07, 2010, 14:40:44
Infatti, ragazzi.

Alessandro si spiegherà meglio quando può, non mi pare il caso di punzecchiarlo per nulla.

Torniamo in topic, please!

Mea culpa, avevo interpretato male il suo post.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Monopoli - Aprile 08, 2010, 13:33:35
Dal computer di mia madre, che ha la barra spaziatrice che funziona a volte si e a volte no :D

Allora:

Parlerò brevemente della musica. Nella musica, dopo l'adozione della scala temperata, si è potuto iniziare a gettare delle basi formali per descrivere il modo in cui è possibile fare musica in maniera "giusta".
Le regole della teoria e dell'armonia altro non sono che una serie di cose che i compositori facevano e che poi hanno formalizzato. Per questo motivo ci sono tante definizioni strane (perchè l'intervallo "aumentato" cambia quasi su ogni grado?) e tante cose da imparare a memoria.

In realtà il tutto è assolutamente sensato e, al giorno d'oggi, è praticamente impossibile fare un brano musicale che suona in maniera dignitosa e che non segue tali regole. Se una persona scrive un brano che gli piace, ma non sa le regole, le sta comunque inconsapevolmente seguendo.
Rigirando la frittata, qualunque brano composto sul sistema temperato può essere descritto con le regole della teoria e dell'armonia.
Andando oltre, qualunque sequenza di accordi, anche la più estrema, può essere spiegata con le regole dell'armonia.
Se un brano suona male (cioè proprio cacofonico), allora probabilmente sta andando contro qualche regola e si può dire che è sbagliato.

Con le regole odierne, è davvero DIFFICILE dire che un brano è sbagliato, ma è ancora possibile. Da qui ne deduciamo che l'armonia non limita il compositore, anzi, da lui la possibilità di esplorare possibilità non banali che non potrebbe pensare ad orecchio.

Riassumendo: la musica può essere scritta in maniera formale utilizzando delle regole. Se si esce da tali regole, la musica sarà sbagliata.

Questo si può fare perchè, al fondo, tutta la musica basata sul sistema temperato è costruita su delle semplici regole matematiche. Somme e moltiplicazioni, ma sempre matematica è.
Come tutte le cose guidate da formule matematiche, la musica può essere giusta o sbagliata ed è possibile dimostrare UNIVOCAMENTE che la tal musica è giusta o sbagliata.

Nonostante questo (o forse grazie a questo), la musica è un'arte riconosciuta.

Qualcuno sta intuendo dove sto andano a parare? :)
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Cherno - Aprile 08, 2010, 13:41:18
Gameplay->Regole->Divertimento?
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Ziggybee - Aprile 08, 2010, 13:46:41
Gameplay->Regole->Divertimento?
Come fanno le regole a venire dopo il gameplay?

Comunque no, almeno io non intuisco nulla.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Nevade - Aprile 08, 2010, 14:12:44
Dal computer di mia madre, che ha la barra spaziatrice che funziona a volte si e a volte no :D

Allora:

Parlerò brevemente della musica. Nella musica, dopo l'adozione della scala temperata, si è potuto iniziare a gettare delle basi formali per descrivere il modo in cui è possibile fare musica in maniera "giusta".
Le regole della teoria e dell'armonia altro non sono che una serie di cose che i compositori facevano e che poi hanno formalizzato. Per questo motivo ci sono tante definizioni strane (perchè l'intervallo "aumentato" cambia quasi su ogni grado?) e tante cose da imparare a memoria.

In realtà il tutto è assolutamente sensato e, al giorno d'oggi, è praticamente impossibile fare un brano musicale che suona in maniera dignitosa e che non segue tali regole. Se una persona scrive un brano che gli piace, ma non sa le regole, le sta comunque inconsapevolmente seguendo.
Rigirando la frittata, qualunque brano composto sul sistema temperato può essere descritto con le regole della teoria e dell'armonia.
Andando oltre, qualunque sequenza di accordi, anche la più estrema, può essere spiegata con le regole dell'armonia.
Se un brano suona male (cioè proprio cacofonico), allora probabilmente sta andando contro qualche regola e si può dire che è sbagliato.

Con le regole odierne, è davvero DIFFICILE dire che un brano è sbagliato, ma è ancora possibile. Da qui ne deduciamo che l'armonia non limita il compositore, anzi, da lui la possibilità di esplorare possibilità non banali che non potrebbe pensare ad orecchio.

Riassumendo: la musica può essere scritta in maniera formale utilizzando delle regole. Se si esce da tali regole, la musica sarà sbagliata.

Questo si può fare perchè, al fondo, tutta la musica basata sul sistema temperato è costruita su delle semplici regole matematiche. Somme e moltiplicazioni, ma sempre matematica è.
Come tutte le cose guidate da formule matematiche, la musica può essere giusta o sbagliata ed è possibile dimostrare UNIVOCAMENTE che la tal musica è giusta o sbagliata.

Nonostante questo (o forse grazie a questo), la musica è un'arte riconosciuta.

Qualcuno sta intuendo dove sto andano a parare? :)

Forse, rilancio (nel mio piccolo di NON sviluppatore è, precisiamolo) che queste regole sono però ancora in formazione, e necessitano di essere ancora solidificate poichè più che di regole, ancora a oggi, si parla di teoremi incerti e progressioni labili che, è sotto l'occhio di tutti, lasciano il tempo che trovano mostrando il fianco alla vecchiaia, segno che non sono funzionali nel tempo :D
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Monopoli - Aprile 08, 2010, 14:33:00
Potrebbe anche essere, ma personalmente ritengo che un libro di game design, al giorno d'oggi, sia confrontabile con una trasmissione di Vanna Marchi che ti vende le diete :D

Quando vedrò un game design scritto con un linguaggio formale che viene interpretato da un programma che mi dice che il mio game design è giusto o sbagliato, allora avrà senso comprare un libro di game design.

Fino a quel momento, il modo che funziona meglio è fare il tester e poi passare al design.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Turrican3 - Aprile 08, 2010, 14:55:16
Azzardo: secondo me Monopoli intende dire che non è possibile - e chissà se lo sarà mai - formulare delle "leggi" in base alle quali si possa affermare senza timore di smentita che ci troviamo di fronte a un design valido (o meno).
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Cherno - Aprile 08, 2010, 15:07:10
Gameplay->Regole->Divertimento?
Come fanno le regole a venire dopo il gameplay?

Comunque no, almeno io non intuisco nulla.

Sono stato troppo stringato, perdonami: è da leggersi come "il gameplay è il risultato dell'applicazione di regole formali, consolidatesi nel tempo(e aggiungo ancora in fase di consolidamento data la gioventù del linguaggio), la quale applicazione porta al divertimento o comunque alla realizzazione di un gioco "non errato" ". Poi dove voglia andare a parare Ale rispetto al resto del topic ancora mi sfugge.

Edit: leggo adesso il post di Ale. Che dire..secondo me non è così estrema la cosa, nel momento in cui chi scrive realizza e riesce a comunicare il fatto che tutto è in fase di costante evoluzione e pertanto quello che espone è la somma delle proprie esperienze e non la verità certa ed affermata, allora sta facendo un lavoro apprezzabile. Apprezzabile perchè potrebbe arricchire il percorso del lettore nel conoscere la materia trattata. LQuesto tipo di opere sono utili proprio per convergere, nel tempo, a raggiungere la formalità nella materia trattata.

Insomma se nessuno nel periodo classico avesse iniziato a raccogliere le esperienze in campo musicali ed a proporle come regole, oggi non avremmo un riferimento. Non vedo perchè non debba funzionare con i videogames.

Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Ziggybee - Aprile 08, 2010, 15:09:26
Avoja se sei stato stringato!
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: StM - Aprile 08, 2010, 15:18:19
La musica è un'arte con una base matematica.

Ma la pittura? C'è un Mondrian che ti mette la matematica in pittura, i rinascimentali che studiano le proporzioni del corpo e la prospettiva, ma Picasso, Dalì, gli espressionisti... saranno mica formalizzabili, no? O forse si può dire che le basi matematiche della musica sono comparabili con le basi *tecniche* della pittura, e cioè che rosso e giallo fanno arancione, certi pigmenti durano nel tempo e altri no, ma tutto il resto è puro estro? Puoi codificare singoli aspetti o categorie di pittura, non la pittura nella globalità.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: roberto - Aprile 08, 2010, 15:28:31
Hmmmm..... non mi e' chiaro come la critica di Alessandro si riferisca al mio libro (che non vuole affatto essere un libro del tipo "Impara il Game Design in 24 ore" o simili ;) ) ma la discussione si sta indubbiamente facendo interessante. Continuate pure... 8)
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Joe - Aprile 08, 2010, 15:58:30
Hmmmm..... non mi e' chiaro come la critica di Alessandro si riferisca al mio libro (che non vuole affatto essere un libro del tipo "Impara il Game Design in 24 ore" o simili ;) ) ma la discussione si sta indubbiamente facendo interessante. Continuate pure... 8)

E tu non metterti da parte, esponi il tuo pensiero. ;)
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Cherno - Aprile 08, 2010, 16:20:09
La musica è un'arte con una base matematica.

Ma la pittura? C'è un Mondrian che ti mette la matematica in pittura, i rinascimentali che studiano le proporzioni del corpo e la prospettiva, ma Picasso, Dalì, gli espressionisti... saranno mica formalizzabili, no? O forse si può dire che le basi matematiche della musica sono comparabili con le basi *tecniche* della pittura, e cioè che rosso e giallo fanno arancione, certi pigmenti durano nel tempo e altri no, ma tutto il resto è puro estro? Puoi codificare singoli aspetti o categorie di pittura, non la pittura nella globalità.

Mah volendo qualsiasi processo è formalizzabile, attraverso la matematica o meno. Quindi non mi focalizzerei sulla parola matematica in sè, quanto al suo significato:  la formalizzazione serve per poter valutare un prodotto/opera artistica o chiamalo come vuoi, sia in fase di creazione per avere spunti validi, come diceva Alessandro, sia poi per chi fruirà l'opera. E' palese che un algoritmo di musica generativa non potrà mai sostituire l'etstro di un musicista che in quanto uomo, ha delle esperienze ed ha compiuto un percorso che lo portano a compiere determinate scelte stilistiche all'interno della sua musica.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Monopoli - Aprile 09, 2010, 01:41:27
Hmmmm..... non mi e' chiaro come la critica di Alessandro si riferisca al mio libro (che non vuole affatto essere un libro del tipo "Impara il Game Design in 24 ore" o simili ;) ) ma la discussione si sta indubbiamente facendo interessante. Continuate pure... 8)

la mia critica vannamarchiana è un po' a qualunque testo di game design :)

ma è una mia opinione, quindi non assoluta :)
tendo anche a diffidare dei designer che scrivono libri, perché se scrivono libri, quando è che lavorano?
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: ccontinisio - Aprile 09, 2010, 12:21:27
Alessandro, questa tua fissa che il game design si impara sul campo secondo me è una grossa estremizzazione. Ok, forse alla Codemasters non assumono designer che hanno imparato le cose dai libri, ma se nell'industria dei videogames si andrà avanti così a tentativi per sempre, non ci sarà mai crescita.

Come nell'arte, nessuno ti dice come fare i tuoi quadri, ma se non studi le regole tecniche della pittura (o della tecnica che vuoi usare), le persone che sono venute prima di te, ecc, come vuoi andare avanti? L'arte come la conosciamo noi non sarebbe esistita, ci sarebbero orde di pittori che iniziano a dipingere solo dopo aver guardato un pò i quadri degli altri (nello specifico di quelli che dipingono nella loro città e nel loro periodo storico, visto che i tester testano i giochi attuali) con le loro tecniche inventate, magari sovrapponendosi a cose già fatte pensando di averle inventate loro...
Io dico, non c'è niente di male nello studiare i prodotti precedenti e formalizzare una serie di regole per poter poi formularne di proprie. Che poi premesso che il libro di Roberto non penso proprio sia un manuale, non c'è niente di male nel leggere manuali di game design finché sono fatti bene. Poi si scende in campo e si prova, ma una preparazione te la vuoi dare? Tu non hai studiato programmazione prima di applicarla?

Sta discussione mi ricorda molto una apparsa su Playfields dove c'era un gruppetto di persone che ritenevano che i corsi di game design fossero inutili...
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Monopoli - Aprile 10, 2010, 11:21:27
Infatti i corsi di game design ... Vabbé :)

ah ciro: quando io parlo, parlo per me e non per l'azienda per cui lavoro. Parlo con la mia esperienza personale di più di una azienda e raccolgo il parere di almeno un centinaio di colleghi che in passato hanno lavorato con me e dai quali ho imparato come funziona l'industria, confrontando cosa fanno loro nelle decine di aziende in cui lavorano.
Citare il mio personalissimo pensiero come "linea guida" della mia azienda significa prima di tutto volermi creare dei problemi e non rispettare in alcun modo il mio percorso professionale, pensando che io sia uno zombie che accetta quello che succede dove lavoro in quel momento come Bibbia immutabile.

La tua domanda sulla programmazione mi fa capire che non hai letto il mio intervento sulla musica, altrimenti avresti la risposta.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: ccontinisio - Aprile 10, 2010, 13:17:51
Guarda che io non volevo per niente dire che quello che pensi ti sia stato dettato dalla Codemasters, dico che magari è stato influenzato (come è logico che sia) da cose viste in Codemasters o Milestone, o altre società in cui hai lavorato.
Però io so anche  che specialmente in America i corsi sono molto valutati e ci sono ragazzi che vengono assunti solo perché hanno fatto un corso + gioco finale come tesi (potrei nominare Gualtiero Forte della Digipen, per fare un nome italiano recente <- non ne so altri di italiani, in realtà :P)

Detto questo, mi fido delle esperienze che descrivi però non posso credere che quando qualcuno studia game design da un libro stia perdendo tempo. Forse sono libri immaturi (non mi riferisco a questo in particolare), visto che come disciplina è molto giovane, ma se nessuno li scrive non si va avanti, no?
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: Monopoli - Aprile 10, 2010, 13:28:42
Tu puoi credere quelli che vuoi, anche perché tu hai fatto corsi e non puoi accettare quello che ti dico.
Io ti dico quello che ho visto in quasi dieci anni in decine e decine di casi in almeno sette aziende (tra me e colleghi).
Questo è quanto, ma temo sia una lotta tra creazionisti ed evoluzionisti.

Detto questo, io porto solo casi documentati, non è detto che abbia ragione. Nonostante questo, non me la sento di consigliare corsi e libri quando la strabordante maggioranza dei designer che conosco è entrata nell'ambiente in altro modo.
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: ccontinisio - Aprile 10, 2010, 14:23:35
Guarda, in realtà io ho fatto corsi ma non specifici di game design, e tutto sommato sono stato fortunato, perché ora posso mantenermi da solo facendo anche altro (lavori vari sempre relativi all'ambiente online). Se avessi studiato solo quello e avessi cercato lavoro così, nessuno mi avrebbe dato una lira, però penso che sia una situazione molto italiana (http://www.youtube.com/watch?v=o3gMF4KgxeU).
Magari ecco, uno non studia solo design ma design + programmazione, dove per programmazione intendo più delle conoscenze medie come le ho io che di livello alto come le hai tu. Perché ovviamente sennò uno fa il programmatore e basta.

Comunque, alla fin della fiera, un pò hai ragione nel senso che... non è che non posso accettare quello che dici, ma non voglio. :)
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: roberto - Aprile 12, 2010, 03:45:28
Ciao Monopoli!

finalmene ho un attimo di tempo per un paio di considerazioni.

Il tuo paragone musicale mi e' piaciuto e, sostanzialmente, sono d'accordo, ma posso comunque citare dozzine di musicisti professionisti che conosco che la pensano in maniera diametralmente opposta (prima di emigrare in Asia facevo il produttore discografico, quindi conosco bene anche l'ambiente musicale...). In definitiva,i il tuo/nostro punto di vista e' comunque soggettivo e dettato dall'ambiente culturale in cui siamo cresciuti e ci siamo formati professionalmente. Tanto per fare un esempio, la musica Indiana esula dalle nostre tradizionali regole dell'armonia e del contrappunto eppure... agli Indiani piace!  ;)

Un discorso simile si puo' fare per il game design, dove la nostra cultura formativa influenza il modo in cui ci rapportiamo al soggetto in questione.

Non mi sorprende che la maggioranza dei game designer con esperienza pensino che il game design si possa (e si debba) imparare solo tramite esperienze pratiche di lavoro sul campo perche' questa e' la strada che hanno intrapreso anni addietro e si e' rivelata efficace. Il punto e' che, oggi, la situazione sta cambiando. L'ambiente formativo e' diverso: 10-15 anni fa non c'erano corsi, libri o quant'altro e semplicemente non si poteva fare leva sulle esperienze dei game designer precedenti (come dici giustamente, erano piu' impegnati a fare giochi che a scrivere libri) ma ora ci sono piu' possibilita'.
Molte software house assumono oggi game designer provenienti da corsi di laurea specializzati (concordo nel dire che la maggioranza di questi e' ancora improvvisata e di qualita' "dubbia", per non dire peggio, ma almeno una decina di validi si possono trovare: http://content.usatoday.com/communities/gamehunters/post/2010/02/the-princeton-reviews-top-50-undergraduate-game-design-programs--/1 (http://content.usatoday.com/communities/gamehunters/post/2010/02/the-princeton-reviews-top-50-undergraduate-game-design-programs--/1) ).
Tra altri 10-15 anni e' probabile che la maggioranza dei game designer sostenga che una buona laurea sia la strada principale per entrare nell'industria (perche' questo e' stato il percorso formativo che hanno seguito) e i tempi in cui si poteva partire dal QA, imparare poco a poco sul campo per poi cambiare ruolo, saranno ricordati solo dai veri "veterani" con un po' di nostalgia...

E ora che ho fatto un po' di futuristiche previsioni alla Jesse Schell, me ne torno a lavorare  :D
Ciao!
Roberto

PS. tutto questo e' in generale e non c'entra niente col mio libro...
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: roberto - Maggio 10, 2010, 09:27:52
Un rapido aggiornamento per chi fosse interessato: l'editore ha reso disponibile alcuni sample online in pdf:

http://www.akpeters.com/previews/Dillon_ToC.pdf (http://www.akpeters.com/previews/Dillon_ToC.pdf)

http://www.akpeters.com/previews/Dillon_Preface.pdf (http://www.akpeters.com/previews/Dillon_Preface.pdf)

http://www.akpeters.com/previews/Dillon_Introduction.pdf (http://www.akpeters.com/previews/Dillon_Introduction.pdf)

http://www.akpeters.com/previews/Dillon_PartI_sample.pdf (http://www.akpeters.com/previews/Dillon_PartI_sample.pdf)

Ho anche visto che il libro e' stato inserito tra i possibili premi, insieme ad altri testi ben piu' noti, per chi partecipa a un survey piuttosto interessante:

http://gamesandinnovation.com/survey/ (http://gamesandinnovation.com/survey/)

(onestamente, pero', se doveste vincere il libro-premio, vi consiglierei di prenderne un altro, tipo Schell o Adams...  ;) )

Buona lettura!   8)
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: ccontinisio - Maggio 10, 2010, 11:39:37
Ho fatto il survey. Schell ce l'ho, e anche uno di Adams. Magari prendo Dillon (http://www.youtube.com/watch?v=xAFUwqgL2lg) :D
Titolo: Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
Inserito da: roberto - Maggio 10, 2010, 14:49:54
LOL  ;D basta che non mi tocchi la Mrs. Dillon!  :D