ArsLudica.org Forum
Addita => Novellae => Topic aperto da: Ziggybee - Giugno 15, 2010, 18:36:14
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A sorpresa, giovedì OnLive uscirà giovedì 17 dalla massiccia beta negli USA per diventare accessibile a qualsiasi utente pagante con un'ottima promozione: il primo anno è gratis ed il secondo costerà solo $4.95 al mese. Comparabile ad un piano per PayTV.
Nei mesi scorsi su forum come NeoGAF si sono visti diversi leak di screenshot per vari giochi supportati dalla piattaforma, tra i più famosi Crysis e Batman Arkham Asylum, tutti limitati ad una scelta di dettagli intermedia ma con una relativamente buona resa grafica. I tester parlavano di una lag percepibile ma non peggiore di quella di un FPS giocato su un buon server dedicato.
Vedremo come reagirà Gaikai, di cui nessuno ha potuto provare nulla ma su cui c'è un'hype pazzesco per il solo fatto che c'è Dave Perry di mezzo, nonostante il prode creatore di Earthworm Jim abbia collezionato così tanto vaporware o progetti controversi negli ultimi anni da essersi fatto abbellire anche il profilo su Wikipedia (vedere le revisioni di Gennaio 2009, contro i selected works attualmente disponibili).
Per il resto speriamo che nessuna delle due alternative prenda piede!
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Eppure a me l'idea piace da matti.
Se devo scommeterci due euro punto tutto sul cloud gaming, mi sembra l'unico modo per mettere d'accordo i costi miliardari e la diffusione di massa, e c'è qualcosa di estremamente romantico in una sorta di "ritorno" al concetto di sala giochi dove il gioco non lo puoi comprare ma ne puoi solo usufruire.
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OnLive i giochi te li fa anche acquistare.
Il problema lo stiamo già vedendo con Steam: titoli al lancio che costano più di GameStop e del retail. Certo, dopo due-tre anni c'è qualche calo di prezzo c'è ma, ad esempio, i titoli EA (i padroni di Valve) vengono scontati raramente e sono quelli ad avere una politica di prezzi e pubblicità più aggressiva.
Qualcuno si lamenta di GameStop oggi ma un OnLive se avrà successo sarà diecimila volte peggiore. Potrebbe uccidere il mercato come fa iTunes e gli altri tre negozi di musica online che vendono abbastanza (7digital, Amazon), dove ormai un CD completo in digitale costa più che al supermercato (se lo trovi, ormai), i prezzi sono tutti standardizzati ed uniformi, dettati dai portali stessi con buona pace delle Majors che sfogano la frustrazione sui pirati, che non solo il vero problema. E' un sistema pericolosamente a favore dei nomi famosi e dello status quo.
Poi si può dare la colpa alla pirateria ma i problemi veri sono che la digitalizzazione dei contenuti invece di far abbassare i prezzi o di sottoporti a politiche di sconti e svuotamento dei magazzini ti espone ad un modello in cui l'offerta è infinita ed i prezzi rimangono artificialmente stabili, nonostante i costi siano stati più che ridotti.
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Guarda sinceramente è una realtà che non riesco a vedere.
Mi spiego meglio, parlo a titolo estremamente personale, ma un cd da questa parte del pianeta (a due ore di treno da Roma) costa ancora tra i 15 e i 20 euro, i 65days of static su Itunes li ho presi a 8 euro il day one.
Fermo restando che siamo tutti d'accordo sul fatto che il DD deve abbassare i prezzi se vuole veramente affermarsi ma comprare un gioco oggi al gamestop mi sembra controproducente.
So che sto per dire qualcosa che farà accapponare la pelle alla maggior parte della gente ma a me tenermi le scatole per casa mi rompe il cazzo.
Ma di brutto.
Tenermi HR così sull'armadio fermo mi fa pensare a uno spreco di materiali, fermo restando che arriva un punto che non so dove cazzo metterle, non so che farci una volta finito il ciclo di vita di console e non so che farci per spolverli.
Rivendili dici tu, sicuro.
Ma la comodità della lista Steam, di averli a meno prezzo, installarli, cancellarli ma avere comunque sempre la possiblità di rimetterlo quando mi pare senza occupare spazio fisico o virtuale.
O che ti devo dire, mi fa giocare più tranquillo :D
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Il problema è che il tuo CD da 8 euro lo pagherai 8 euro anche tra 5 anni e che, la maggior parte dei contenuti è fissa a 12 da parecchio tempo.
In un grande magazzino qualsiasi se ormai riesci ad andare alla cassa con un CD che costi più di 9.90 ti mettono l'adesivo "coglione" sulla fronte. Certo, sempre se riesci a trovare qualcosa, visto che c'è l'interesse condiviso a non dare molte copie al retail e se le stampano è perché l'artista stesso le compra in blocco alla casa discografica per essere subito in classifica (conosco un paio di cantautori italiani mooolto famosi che letteralmente ridanno l'anticipo sul contratto alla Sony per avere la sicurezza di passare alla radio da subito e di avere una quota significativa dei compensi SIAE, of course).
Altra cosa interessante è che su iTunes nell'ultimo anno il costo medio è aumentato di 3 euro perché il retail sta finalmente morendo. Cosa li fermerà a decidere il prezzo arbitrariamente una volta che non ci saranno più concorrenze? Perché non dovrebbero farlo?
Poi ci sarebbe anche l'offerta regionalizzata...
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Eppure a me l'idea piace da matti.
Se devo scommeterci due euro punto tutto sul cloud gaming, mi sembra l'unico modo per mettere d'accordo i costi miliardari e la diffusione di massa, e c'è qualcosa di estremamente romantico in una sorta di "ritorno" al concetto di sala giochi dove il gioco non lo puoi comprare ma ne puoi solo usufruire.
Personalmente non ci vedo niente di romantico.
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Capisco che è una visione molto personale, penso a Internet come a una specie di sala giochi e l'OnLive come una specie di cabinato, non si mettono le monetine ma si usa la carta da credito ok.
Poi il discorso prezzo sicuramente diventa più articolato e complesso, ma l'idea di per se non mi spiace affatto.
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Un altro grosso problema è che la banda larga è tutt'altro che ubiqua anche se gli hipster Americani pensano di vivere nel centro dell'universo, il lloro paese è uno di quelli con la copertura peggiore in assoluto, non appena vai fuori dai centri urbani medio-grandi.
Anche per quello hanno un mercato del retail relativamente florido e la pirateria online poco diffusa.
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Guarda sinceramente è una realtà che non riesco a vedere.
Mi spiego meglio, parlo a titolo estremamente personale, ma un cd da questa parte del pianeta (a due ore di treno da Roma) costa ancora tra i 15 e i 20 euro, i 65days of static su Itunes li ho presi a 8 euro il day one.
E se incontri questi 65days cosa ti fai autografare? Un pezzo di carta? l'ipod? il retro del biglietto del concerto? :-\
Vuoi mettere il vinile appeso in salotto a mò di quadro con firma e dedica? 8)
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Senza offesa ma quella del "disco" o "vinile" a mo di usanza ancronistica tipica degli over 40 che stanno la a spolverare gli EP dei Led Zeppelin masturbandosi su quanto fosse bella la musica di allora mi è sembra sembrata na stronzata :asd:
Non è che i cd li hanno fatti per farci fare sopra gli autografi, sono nati come supporto, le caratteristiche importanti erano altre.
Praticità, qualità, costi, comodità di vendita.
Gli mp3, sotto questi aspetti, sono ormai affermati da anni e hanno soppiantato alla grande nell'uso comuno l'ascolto e la fruizione della musica, quindi, ripeto, senza offesa e capisco benissimo sia il fascino sia il valore affettivo delle cose ma chi se li incula i cd da autografare (se mi mettono gli mp3 a prezzo migliore) :P
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No, davvero, la parte romantica del vinile, del profumo della carta, della scatola col manuale di istruzioni o della sala giochi risparmiamocela in questo frangente ;D
Anche perché il vinile esiste ancora perché ci sono i collezionisti, e se non è stato soppiantato dai cd figuriamoci se viene soppiantato dagli mp3.
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Ma figurati: io i cd li compro, li metto nel pc per convertirli in mp3 e poi li lascio in armadio fino ad un concerto.
Il fascino anacronistico d'un vinile è splendido, quando devo alzarmi dal divano per girarlo sul lato b un pò meno.
I cdsono stati ormai soppiantati dei vinili: al Mediaworld di Mestre trovi tutti i Metallica ristampati in disco ma in cd trovi solo l'ultimo, monsterqualcosa.
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Un altro grosso problema è che la banda larga è tutt'altro che ubiqua anche se gli hipster Americani pensano di vivere nel centro dell'universo, il lloro paese è uno di quelli con la copertura peggiore in assoluto, non appena vai fuori dai centri urbani medio-grandi.
Anche per quello hanno un mercato del retail relativamente florido e la pirateria online poco diffusa.
Il 79% della popolazione vive nel 3% del territorio, ai provider non conviene coprire l'altro 11% sparso nel restante 97% del territorio.
Comunque ho letto che OnLive al massimo richiederà 5 megabit al secondo per formati full hd, quindi direi che un ADSL2 è più che sufficiente. Il problema reale è la QoS, ma quello credo che la si riesca a migliorare una volta raggiunta un'economia di scala all'altezza.
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http://www.youtube.com/watch?v=zpFzpF0msrU&feature=player_embedded
Ua!
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Io sono riuscito a farlo andare sull'E71!
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Dragon Age o OnLive? :asd:
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Io sono riuscito a farlo andare sull'E71!
:eek2:
Con Skyfire?
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:V di che cazzo stiamo parlando!?
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http://www.youtube.com/watch?v=zpFzpF0msrU&feature=player_embedded
Ua!
Gulp :|
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Boh comunque anche io trovo comoda la roba digitale, compro & leggo libri digitali dal 2002 (e no, né Amazon e né iPad si sono inventati il concetto, non sono nemmeno le librerie digitali più fornite, vedi Barnes & Noble ed eReader), sento gli MP3 dai tempi del primo RIO. Compravo giochi digitali ben prima di Steam e dei DRM.
Il problema forse diventa più evidente se ve lo spiego sui libri, dove non c'è lo scudo della pirateria ed altre menate e dove quasi tutti siamo informati sui costi ai negozi, visto che non si dà per scontato il download illegale come primo metodo di approvvigionamento.
Ravanando tra la posta, ho trovato una vecchia ricevuta del 2005 di B&N. Avevo comperato uno dei Libri di RR Martin per la cifrona di 2.99$. Non era una promozione. Adesso quel libro costa 6.99$, appena il 20% in meno di quanto lo pagheresti fisicamente. Il prezzo del fisico è rimasto invariato (l'edizione economica è sempre costata circa 8 dollari). The Witcher ha triplicato il prezzo da quando il gioco è diventato famoso. La spazzatura della Meyer lasciamo perdere :)
Cosa è successo? L'incremento del costo della carta non può essere stato, sarà forse che hanno DECISO di farli pagare di più perché adesso si tratta di una tendenza alla moda e perché B&N, essendo stato pionerista in questo business model, adesso ha più utenti digitali che fisici? Anche gli aumenti sul libro trendy hanno visto balzi impensabili, raddoppi o triplicamenti dei prezzi, mantenendoli mediamente sempre un 20-30% più bassi del libro cartaceo, che a loro volta aumentano per le mode, ma in proporzioni più contenute: al massimo del 30-40%. Inoltre B&N ha fatto una cosa parecchio bastarda in passato: i libri richiesti in fisico finiscono subito e poi ti tocca prendere la copia da 8 dolla digitale, contro una media di 4 dolla per il 70% del loro catalogo.
Certo risparmio ancora, ma quanto risparmierò tra dieci anni, visto che l'editoria cartacea è molto meno resiliente di quella musicale (certamente, non c'è nessun valore aggiunto in un libro di carta, tranne l'omicidio degli alberi)? Per ora l'unico vantaggio è che posso prestare i libri che compro, cosa che ad esempio Amazon (che praticamente vende 1:1) permette limitatamente.
Altro esempio: poche settimane fa Apple ha deciso che sulla sua piattaforma iBook i libri dovevano costare tutti X.99. Facendo questo ha aggiornato coattamente tutti i prezzi alla cifra X.99 superiore, rispetto al prezzo deciso dagli autori e dalle case editrici. C'è un fatto però. Moltissime case editirici e privati, anche per incrementi molto bassi (avevo linkato un articolo in un altro thread), come 50 cent in più, stanno perdendo copie vendute in particolare se non sono in homepage. Il prezzo che avevano deciso era il risultato di ricerche di mercato e di sperimentazione su diverse piattaforme di vendita, per trovare il valore ottimale per loro. La licenza d'uso di Apple prevede che non puoi rivendere il libro presso un altro servizo ad un costo più basso. La rettifica del prezzo ha costretto molti autori ad aumentare i loro prezzi su lulu.com ed eReader, se non pre ragioni di profitto ma per questioni di immagine e visibilità.
Questi sono tutti problemi che diventeranno sempre più frequenti man mano che le aziende sedimenteranno e rimarrano in piedi 2-3 fornitori mondiali. Come con la musica, faranno cartello e le decisioni verranno prese sulla base di piani finanziari, non su piani industriali (loro non producono: distribuiscono, come GameStop) o sullo sviluppo del settore, quello è compito degli editori, che ormai come le case discografiche, hanno veramente poca voce in capitolo sul controllo dell'industria.
Tornando in topic:
Per ora il canone pare giusto. Mi piacerebbe anche una tariffa a consumo per singolo gioco. E vorrei un po' di trasparenza sulla politica (se ce l'hanno) di gestione dei salvataggi e della persistenza in genere.
Mi piace ancora di più l'idea di una pseudo console (che poi non è altro che un riproduttore di stream compressi che gestisce l'input) da attaccare alla rete e alla TV.
Curiosità: parlano di cloud gaming ma la loro infrastruttura è un semplice clusterone di PC e di schede video. L'unica cosa che è realmente cloud è lo spazio disco dedicato a salvataggi e profili :)
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Rettifico un po'.
B&N che già se la spadroneggia sugli eBook (il catalogo è un tantinello più vasto di amazon) è già abbstanza spregiudicato sui prezzi. I titoli bestseller che hanno in esclusiva (o semplicemente per primi, visto che loro hanno una politica di 1:1 sul catalogo tra digitale e fisico, tranne eccezioni degli editori) in formato digitale gravitano sui 12.99$, anche più della copia fisica.
Bella merda.