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Cogitare => Scripti => Topic aperto da: Eldacar - Giugno 27, 2010, 13:08:51
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http://eldacar.blogspot.com/2010/06/il-giornalismo-videoludico-esiste-e-il.html
Bello neh?
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Tra gli spunti, questo mi è parso il più interessante:
altro gancio interessante: la crociata per la dignità del medium...ma chi cazzo l'ha chiesta? Ma deve partire qui? E se parte da qui, perchè non la fa Farina?O Cangini? Perchè Molyneux se ne sbatte i coglioni e continua a sviluppare videogiochi e qui si fa a gare a chi gli trova un nome più stronzo?
Credo che la crociata sia un evergreen, perché è una miniera di argomenti pressoché inesauribile: ci sarà sempre il politico, l'avvocato, il genitore o la casalinga di turno che tuonerà contro i videogiochi, legittimando così l'opera di restaurazione della dignità del medium. Secondo me non è male spendere energie in tal senso, ma è male considerarlo come ragion d'essere della propria attività.
Ad ogni modo, gli "avversari" cui alludi non peccano - eccessivamente - in questo, ma a mio avviso esagerano solo sull'autoreferenzialità. Al netto delle altre accuse, s'intende.
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Visto che sono qua su Ars, intervengo a Gamba Tesa (TM) sul discorso "nome alternativo al videogioco".
Infatti questo articolo (http://arsludica.org/2008/04/04/produzioni-multimediali-interattive-e-conferenze-improvvisate/) risale ormai a un paio d'annetti fa (visualizzato dieci volte: da quando avete ristrutturato il sito? No perché altrimenti può darsi che Metalmarco realmente non l'abbia letto, ma ho i miei grossi dubbi), in cui si tentava di trovare una denominazione alternativa a "videogioco" per "mettere nella stessa cesta sia Tetris che Second Life".
Questa denominazione era "produzioni multimediali interattive". E avevo aggiunto: "In uno slancio romantico avevo inizialmente pensato di chiamarle “opere” multimediali interattive, ma non sarebbe stato corretto. Sarebbe bello però riuscire a dimostrare perché in determinati casi queste “produzioni” si possano chiamare opere".
Tutto ciò rientrava in un ambito culturale, "pseudo-accademico" e puramente intellettuale. Cioè non si pretendeva di certo di sostituire la parola "videogioco" con produzioni multimediali interattive, ma si provava a dare una definizione contenitore che andasse bene in ambito critico. E a mio avviso, va pure bene, finché parliamo di produzioni.
Comunque come sapete ora esiste AIOMI, associazione italiana opere multimediali interattive. Solo qualche mese fa, per pura curiosità, avevo chiesto a Mark su fb se avesse letto l'articolo; mi ha risposto di no ma effettivamente, vista la tripletta di parole concatenate e i vari episodi che non hanno dimostrato esattamente il massimo della correttezza, mi è molto difficile credergli.
Il punto è questo, nemmeno Metalmark vorrebbe sostituire la parola videogioco con OMI. Certo, da una definizione puramente teorica alla creazione di un'associazione nazionale che contiene questo termine il passo è stato molto grande.
Anche perché rimango dello stesso avviso; è corretto parlare di "produzioni multimediali" interattive, molto meno di "opere", perché di certo non possiamo generalizzare il discorso artistico-espressivo nel videogioco.
Molti pochi titoli potrebbero fregiarsi di questo appellativo.
Per il resto appoggio su tutta la linea Alberto; e il problema qua non è la dignità del videogioco, ma la dignità delle persone che lo rappresentano in Italia.
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Visto che sono qua su Ars, intervengo a Gamba Tesa (TM) sul discorso "nome alternativo al videogioco".
Infatti questo articolo (http://arsludica.org/2008/04/04/produzioni-multimediali-interattive-e-conferenze-improvvisate/) risale ormai a un paio d'annetti fa (visualizzato dieci volte: da quando avete ristrutturato il sito? No perché altrimenti può darsi che Metalmarco realmente non l'abbia letto, ma ho i miei grossi dubbi)
Sì, le statistiche di lettura sono state registrate a partire da gennaio 2010. Tutte quelle precedenti non sono conteggiate.