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Addita => Novellae => Topic aperto da: Ziggybee - Agosto 31, 2010, 15:56:57
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Con un'anomia press release la società finanziaria che possedeva Atlus ha deciso di chiuderla per focalizzare le sue aree di capitalizzazione altrove.
http://www.eurogamer.net/articles/2010-08-31-jrpg-pub-atlus-in-muddy-waters
Quest'anno Atlus è stato uno dei publisher ad andare meglio a livello mondiale. Questo è quello che io chiamo i pericoli di una speculazione finanziaria dell'industria dei VG: case molto creative e valide in mano a persone che non sono industriali ma speculatori, che non hanno problemi a spostare il loro fucus dai videogiochi, al cinema o al mercato minerario.
Il brand verrà conservato ma non si dice nulla sul futuro del publisher e della software house.
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Senza parole. :|
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Sul forum ufficiale USA minimizzano:
http://www.atlus.com/forum/showpost.php?s=02721d73802cb60d56552aa1b2240dc5&p=215041&postcount=10
tuttavia condivido le preoccupazioni di z.e.r.o. sull'industria, in generale. :(
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Ma non capisco, perché chiudere invece di vendere? (lettoniente :P)
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Perché in giappone l'economia è strettamente finanziaria. Ci sono tantissime corporazioni che hanno capitale e che finanziano o comprano attività che renderanno altro capitale. Quando il rendimento si abbassa sotto una certa soglia, o il rischio aumenta troppo, si cambia attività.
Pare che un'altra attività prossima alla dissoluzione sia lo studio Ghibli che tra pochi anni, quando Miyazaki ed altri andranno in pensione finiti gli ultimi progetti, verrà dissolto (come si dice in gergo) per sopravvivere solo come copyright holder.
Turrican, si parla di un merge con Index, che è un pochettino più grande di Atlus e che ha un mercato completamente diverso (telefonia mobile e relativi contenuti). Non dico che cancelleranno i progetti in corso, però se sono arrivati a chiudere uno degli studi più produttivi nel 2009 borsistico (volevo pure investirci su!) e farlo confluire in un'azienda che fa altro qualcosa in mente ce l'hanno.
Vedremo ma di solito queste cose non sono mai senza conseguenze se non fosse solo per le ridondanze di ruoli e competenze che si creano quando due aziende vengono fuse. Magari lo staff "storico" spinofferà in qualcos'altro.
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Ma non capisco, perché chiudere invece di vendere? (lettoniente :P)
Per vendere devi trovare chi compra e Atlus ha fatto almeno tre anni con ricavi da panico e relativi bei prezzi in borsa. Dissolvendo hanno fatto confluire il suo valore azionario in un operatore mobile (o giù di lì) di proprietà della stessa holding, senza liquidare gli investitori.
Se avessero venduto avrebbero dovuto anche cedere il brand che in giappone ha un forte merchandising.
Cinicamente si può pensare anche ad un modo per chiudere un'attività senza scontentare gli azionisti (che ora hanno un valore equivalente di azioni di Index).
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Non dico che cancelleranno i progetti in corso, però se sono arrivati a chiudere uno degli studi più produttivi nel 2009 borsistico (volevo pure investirci su!) e farlo confluire in un'azienda che fa altro qualcosa in mente ce l'hanno.
Già... boh, per quel che mi riguarda la faccenda mi interessa più che altro perchè mi piacerebbe che ci fosse un mercato anche per le "piccole", leggi per prodotti che magari possano osare un po' più della media. Quando sento parlare di refocus on "profitable core areas" penso a qualcosa di diametralmente opposto...
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Li metteranno a fare riedizioni dei giochi per gli iCosi. Come sta facendo SEGA :)