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Ludere => Ludi => Topic aperto da: Doom - Dicembre 13, 2013, 13:55:37
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Entro a gamba tesa per ribadire quanto già ampiamente osservato in tempi non sospetti (Karat dixit?). Il videogioco moderno è anticaglia fondata sul ricordo. Una sostanziale percentuale di nuovi giochi sono remake, sequel oppure porting HD. Da almeno cinque anni. Oggi si produce pochissimo e quel poco viene ancora meno distribuito. Aumenta la scena - sempre più vitale - della produzione indipendente perchè tutti si sentono novelli Crammond o Minter. Emergono una dozzina su centomila, tutti dediti al tritacarne del massacro creativo. E intanto chi acquista Xone e Ps4 oggi, sitrovacon un pugno di mosche in mano fino a.. marzo?
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C'è un'opzione: smettere di giocare.
Personalmente compro qualche titolo ogni morte di papa e gioco a cose vecchissime. Altre rare volte ci provo a prendere qualcosa di nuovo per avere conferma di avere per le mani sempre le stesse cose. Insomma mi sono anche un pò reso conto che giocando da più di vent'anni è difficile che qualcosa mi stupisca in maniera particolare.
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Beh, ma e' anche normale.
Come diceva Cherno, aumenta la scena della produzione indipendente, perche' non ci sono piu' vie di mezzo: produrre e distribuire un gioco costa pochissimo, oggi, su pc o su iPhone; dall'altra parte, produrre un gioco console costa un occhio e quindi e' inevitabile che siano remake o seguiti - perche' fanno almeno un numero minimo di copie e c'e' la garanzia che si ripaghino il costo.
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Mi interrogavo non tanto sulle dinamiche produttive e distributive, quanto sul fatto che un mezzo di comunicazione talmente giovane sembra avere esaurito il proprio dire. Nel senso che i grossi sviluppatori (o publisher, tanto ormai non è chiaro dove finisca uno e inizi l'altro) neppure sembrano provare a dire qualcosa di nuovo e dicerso. Console lanciate sul mercato praticamente senza giochi, console che si aprono alla multimedialità, uscite di rilievo che si contano sulle dita di una mano.. Quante nobili software house hanno chiuso battenti negli ultimi quattro anni? Io non smetto di ascoltare musica o di andare al cinema e tantomeno vorrei limitarmi esclusivamente a Bach e Mozart o ai classici in bianco e nero. Eppure ho l'impressione che il retrogaming sia allo stato attuale l'unica realtà, in ambito videoludico. Non ne faccio una trita questione personale dovuta a banale disaffezione, semmai l'esatto opposto.
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Mi interrogavo non tanto sulle dinamiche produttive e distributive, quanto sul fatto che un mezzo di comunicazione talmente giovane sembra avere esaurito il proprio dire. Nel senso che i grossi sviluppatori (o publisher, tanto ormai non è chiaro dove finisca uno e inizi l'altro) neppure sembrano provare a dire qualcosa di nuovo e dicerso. Console lanciate sul mercato praticamente senza giochi, console che si aprono alla multimedialità, uscite di rilievo che si contano sulle dita di una mano.. Quante nobili software house hanno chiuso battenti negli ultimi quattro anni? Io non smetto di ascoltare musica o di andare al cinema e tantomeno vorrei limitarmi esclusivamente a Bach e Mozart o ai classici in bianco e nero. Eppure ho l'impressione che il retrogaming sia allo stato attuale l'unica realtà, in ambito videoludico. Non ne faccio una trita questione personale dovuta a banale disaffezione, semmai l'esatto opposto.
Comprensibile e ti dirò che è proprio come dici: per me esiste oramai solo il backlog o la riscoperta di vecchie glorie (attualmente il gioco che mi ha fatto scaricare per ben due volte in una giornata la batteria del 3DS, è Ninja Gaiden del nes). Bada bene però che non si può fare un discorso simile ignorando le dinamiche di mercato, visto che sono quelle che regolano tutto. Tant'è che ti poni la domanda sulle nobili software house, perchè dovrebbe chiudere una software house? Di certo non per mancanza di idee.
E' un pò come la musica: quando c'erano soldi da investire le case discografiche osavano e venivano lanciati artisti degni ti tal nome. Ora i lanci sono a livello di Justin Biber. Il parallelo direi sia calzante e la motivazione è sempre quella: minimizzare i rischi. Pertanto quello che rimane è spulciare fra la miriade di musicisti indie(intesi come indipendenti) sui vari spotify, grooveshark e sa Dio cos'altro, sperando di trovare qualche chicca.
Le software house indie pare poi stiano cadendo nello stesso vortice di merda, c'e stato un periodo dove tutti erano geni e tutti che volevano fare l'art game di merda™. Adesso è il periodo della grafica pixelata stile Sword&Sworcery.
Il cinema vive la stessa disgrazia. Lars von Trier deve fare un porno per poter dire qualcosa.
Non possiamo però essere così ingenui da ragionare senza guardare le vere cause, il sentimentalismo in certe cose non esiste: manca la grana™ e tutta quella che c'è va investita in maniera sicura. Tristezza infinita, ne convengo, ma forse qualcuno ha iniziato a capire che il sistema non è più sostenibile, vedi sony con ps4 e apertura verso gli indie. Staremo a vedere.
Intanto su GoG.com gratis Fallout 1, 2 e, anche chissense, Tactics.
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Direi che il problema è opposto: è cambiato l'utente col crescere del mercato.
Prima avevi un target ben preciso, con gusti precisi e relativi costi e tempi di sviluppo contenuti. Oggi hai micro nicchie e di conseguenza devi limitare il budget oppure per fare i numeri da 6 zeri devi investire un team di oltre 100 persone per due anni con asset che esulano dal gameplay costosissimi a cui non puoi fare a meno. Se nel frattempo esce una nuova tecnica grafica che non puoi implementare e fa sembrare il tuo gioco vecchio, cambia la moda o il marketing presenta male il prodotto lo studio rischia di chiudere
E come nel cinema fare il megaprodotto che piace a tutti, significa fare il pappone anonimo che una volta perso l'effetto "WOW mai visto niente di simile prima!!1!" viene dimenticato; infatti sono pochissimi i giochi +studiati+ per essere accativanti anche nella seconda tornata, tutto si concentra sul primo impatto. Non a caso si parla molto di Bayonetta per il combat system a quasi 4 anni di distanza.
Il retrogaming\remake HD tira perchè al ricambio generazionale si somma la vecchia ondata di giocatori, ormai adulti, che ha una disponibilità economica maggiore.
La scena indie è aumentata solo perché distribuire è diventato più facile e i tool di sviluppo accessibili, Unity di base è gratuito.
Che emergano in pochissimi mi sembra normale,
Gianni Morandi - Uno su mille (http://www.youtube.com/watch?v=pEauTLHq4AE#)
poi per fare un paragone musicale, per una proposta poco commerciale come i Pink Floyd che ha successo, quante band prog con tematiche legate all'alienazione, malattia mentale e marciume nell'industria discografica non escono dal music pub di provincia?
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L'utenza viene direzionata dal mercato, questo dovrebbe essere palese.
Il discorso tipico: la gente di merda ascolta musica di merda e quindi viene fatta musica di merda, per me è inammissibile ed è fondamentalmente ingiusto.
Chi li ha educati a sguazzarci dentro?
Chi li ha bombardati a livello mediatico mostrando cosa è bello e cosa no?
Non ho mai visto orde di persone con i forconi pretendere cose facili, al contrario è molto più normale che a livello di management si decida di farlo perchè è più sicuro. Basta poi vendere le cose come fossero oro: tant'è che ora in televisione gira per esempio lo spot di Call of Duty Ghosts, già qualche anno fa non si andavano a fare certe campagne pubblicitarie.
Negare questo vuol dire capire davvero poco delle dinamiche sociali che ci circondano.
Poi non starei tanto a guardare la gente che con le band non va oltre al locale del suo amico.. sono tempi diversi, non esisteranno più divinità musicali come le si intendeva già negli anni 70/80, ma mettiamoci anche i 90.
Altro che uno su mille. Neanche quello..chi cazzo li produce che i soldi non ci sono?
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Non sono un sommelier della merda, non so dove finisce la voglia di non imparare da parte di un pubblico ignorante e dove comincia lo sfruttamento di questa ignoranza da parte delle aziende.
Passando da un mercato piccolo che richiede un minimo di conoscenza per apprezzare il prodotto ad uno di massa dove l'ignoranza è un'opinione, il talento è costretto a spostarsi sul confezionamento del prodotto e la sua promozione. Fa incazzare, ma è inevitabile.
Le dinamiche sociale le capisco e le detesto, a cominciare da quella dello status symbol che tiene i prezzi di certi prodotti alti e i consumatori ne sono contenti.
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E quindi bon non credo ci sia molto da dire. Al solito chi è in grado di scegliere lo faccia, chi è in grado di consigliare pure e chi no si mangi gli escrementi ai quali è abituato.
Per riallacciarmi al questito di Doom rispetto al "come mai un mezzo di comunicazione così giovane sembra avere già esaurito il proprio dire".
Penso che è sì giovane, ma come tutti gli altri è stato sdoganato nel momento in cui la comunicazione web è diventata più forte. Insomma non mi sembra un caso che più o meno tutti i sistemi multimediali fruibili da un computer abbiano subito un calo qualitativo tutti insieme. Internet ha dato la possibilità di reperire molto più facilmente il materiale prodotto, vuoi che sia musica, film, videogames od altro: in questo modo credo sia stato molto più semplice arrivare a vedere la proposta globale in merito, accorciando la vita di ognuno di questi mezzi comunicativi.
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E' una discussione interessante, e condivido l'identificazione delle cause fatta nell'analisi di Cherno.
Ora però vorrei sapere quale soluzione si può immaginare.
La mia è una proposta ovviamente provocatoria, ma se si eliminasse dall'equazione dell'intrattenimento il "guadagno"?
In fin dei conti durante il regime dell'Unione Sovietica la produzione artistica, dal cinema alla musica, così come la ricerca tecnologica, ha dato alla luce alcuni dei risultati migliori.
Poi il fatto che la "guerra" l'abbiano vinta gli Stati Uniti ha fatto in modo che la storia la scrivessero loro, facendo passare i Russi come una massa di pezzenti con cappotti lisi in fila per un tozzo di pane, ma fortunatamente possono parlare anche le opere.
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Togliendo l'elemento guadagno dovrebbe rimanere la purezza e la libertà d'espressione del mezzo. Non a caso alcune perle saltano fuori da ambienti di produzione più modesti.
Però chi è che va ad immolarsi alla causa? Personalmente voglio essere pagato per quello che faccio: che si parli di grana™ o di altro, deve essere qualcosa che mi permetta di vivere in maniera dignitosa. A meno che da domani il leon cavallo(i milanesi sanno) non diventi un atelier per sviluppatori di videogames decaduti dove si fumano bombe, si sviluppano concept e si facciano game jam con le quali finanziare il tutto, non mi ci vedo a fare il programmatore dannato che si ciba della sua arte.
Come me credo molti.
Quindi boh.
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La mia è una proposta ovviamente provocatoria, ma se si eliminasse dall'equazione dell'intrattenimento il "guadagno"?
Un gioco di un certo livello vuole almeno 70 persone a tempo pieno per un paio d'anni.
Tu trovale, fai in modo che non litighino tra di loro "e' il mio tempo libero, perche' deve comandare lui?" (organizzazione), che non si rompano le palle a meta' strada o quando c'e' il bugfix da fare, e "il guadagno" l'hai tolto dall'equazione. Se ci riesci ne riparliamo.
Se non ci riesci, e' che banalmente il martire non c'ha voglia di farlo nessuno. Nobile, eh, ma poi sai com'e'.
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La mia è una proposta ovviamente provocatoria, ma se si eliminasse dall'equazione dell'intrattenimento il "guadagno"?
Un gioco di un certo livello vuole almeno 70 persone a tempo pieno per un paio d'anni.
Tu trovale, fai in modo che non litighino tra di loro "e' il mio tempo libero, perche' deve comandare lui?" (organizzazione), che non si rompano le palle a meta' strada o quando c'e' il bugfix da fare, e "il guadagno" l'hai tolto dall'equazione. Se ci riesci ne riparliamo.
Se non ci riesci, e' che banalmente il martire non c'ha voglia di farlo nessuno. Nobile, eh, ma poi sai com'e'.
il punto è definire "gioco di un certo livello".
Se si intende come quantità e qualità di contenuti hai ragione in pieno, d'altro canto per me ninja gaiden sul nes è già un gioco di un certo livello.
Poi si dovrebbe portare all'attenzione un altro problema.La next gen. Diciamocelo pure che spingere di continuo generazioni di console/hardware non porta altro che a gonfiare il numero di persone necessarie a sfornare qualcosa che giustifichi il tutto.
Figa, s'è lamentato Carmak dicendo che l'attuale salto generazionale è praticamente inutile in quanto la generazione uscente potrebbe ancora fare tanto. Qualcosa vorrà pur dire.
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il punto è definire "gioco di un certo livello".
Te lo definisco in fretta: intendo "qualcosa che si meriti di essere pubblicato".
Non sto parlando di triple A, che magari costano 20/30/50 milioni. Di stipendi, perche' poi il costo di un gioco e' solo e soltanto quello della gente che ci lavora, non ci sono "materie prime" da comprare. In nome del cielo, quanta gente e per quanto tempo serve, per fare 20 milioni di euro di soli stipendi?
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Io non credo che il videogioco non abbia più nulla da dire (anzi, direi l'esatto contrario).
E' l'industria ad essersi inaridita a botte di blockbuster da decine e decine di milioni di dollari, che naturalmente nessuno ha intenzione di buttare nel cesso ergo si produce solo roba che DEVE poter vendere alla grande.
E' l'industria che ha deciso di andare avanti solo a botte di ricambi generazionali sempre più frequenti (a 'sto giro gli è andata malissimo ma di certo non era quel che volevano... le conseguenze si vedono nell'hardware scelto con PS4/XB1, in proporzione decisamente meno ambizioso rispetto alla generazione precedente, tant'è che son due mezze fotocopie - come se non lo fossero già abbastanza come offerta) che però dal punto di vista concettuale - anche per il motivo di cui sopra - danno un contributo sempre più modesto al videogioco in termini di innovazione.
Non lo so, al momento la vedo molto grigia e le grosse difficoltà dei giapponesi, spesso impegnati a scimmiottare il peggio delle produzioni occidentali, egoisticamente parlando non aiuta ad essere ottimisti. :-\
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Però avete risposto come se la mia proposta di togliere il "guadagno" intendesse far lavorare gratis la gente.
Vi siete persi totalmente la seconda parte del mio post in cui chiamavo come esempio l'ex Unione Sovietica: non è che non pagassero le persone per lavorare e fare ricerca, semplicemente era statalizzato.
Quindi per me "eliminare il guadagno" significa togliere dalle mani del privato, che è tale perché deve lucrare (senza accezioni negative), e cominciare a far produrre intrattenimento senza la spada di Damocle degli investitori privati che scalpitano e delle quotazioni in borsa.
Ripeto, sono nel provocatorio e nella soluzione "estrema".
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Secondo me è più un problema di percezione che altro.
La questione è che si continuiamo a parlare dei big budget, trippppple A, mainstream CoD cazzi come punti di riferimento del medium, ci stiamo implicitamente limitando a quella prospettiva da prodotto che vediamo nei vari IGN e roba varia, quella prospettiva per cui un gioco è una checkbox di caratteristiche da ascrivere nei vari grafica-sonoro-giocabilità-longevità-presentazione e chi ne ha più ne metta. Questa prospettiva non si deve ignorare a priori (per carità) ma non possiamo basare i nostri discorsi solo su questo.
Voglio dire da una parte c'è il mondo triple A che sta letteralmente implodendo: previsioni esagerate, bad practises come il "time to market" che sta letteralmente sfornando aplha come prodotti finiti, budget sempre più difficili da gestire e una miopia tecnica che, aiutata dall'ignoranza dell'aquirente medio, abbassa ogni anno l'asticella dello standard minimo consentito.
Eppure questo è l'anno in cui Starbreeze abbandona lo sviluppo AAA per sfornare Brothers, questo è l'anno in cui, finalmente, si ha un gioco sugli zombie decente (State of Decay), questo è stato anche l'anno dei permadeath e lo sdoganamento dell'idea del "gioco facile altrimenti non c'è lo compra nessuno", questo è l'anno in cui esce una rilettura (non una versione HD eh, una rilettura) di uno sparatutto (Shadow Warrior) a prezzo budget e SENZA MULTIPLAYER PERCHE' ALTRIMENTI NON VENDE; se pensate che gli sparatutto siano pessimi perché la vostra idea di fps contemporaneo è CoD, in un anno in cui sono usciti Blood Dragon, CoJ the Gunslinger e SW, allora fate parte del problema.
voglio dire il trailer più emozionante dei VGX è stato No Man's Sky, un procedurale diamine, mentre dall'altra parte crescono studi medi come Klei Entertainment che offrono prodotti indie di pregevole fattura, senza lo stress e il crunch continuo dei grandi studios.
E capisco perché si parla sempre di AAA come punta del genere: non abbiamo quegli Oscar, quei festival di Cannes che servono a validare artisticamente (anche con un pò di puzza da intellettualoide, perché ci vuole) e a portare avanti una critica strutturata del medium. Così si arriva alla situazione odierna in cui i corrispettivi dei Pacific Rim Hollywoodiani vengono considerati i Citizen Kane dei videogiochi. Gli indie ? Confinati nella loro categoria, nel loro loculo, come i lebbrosi.
Finché daremo troppa importanza alle production value, non usciremo mai da questa situazione.
Tra parentesi, il 90% di ogni cosa è merda, anche i vg, anche gli indie
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A me sembra più l'anno dove si sono coniate terminologie del cazzo, ed il tuo post ne è un chiaro esempio.
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mha quali ... procedurale ? permadeath ? anche indie ormai è una buzzword, che significa
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Finché daremo troppa importanza alle production value, non usciremo mai da questa situazione.
Ma non sono io a farlo (vorrei scrivere "noi" ma temo di peccare di presunzione), o perlomeno non nella stessa misura in cui lo fa... praticamente mezzo mondo là fuori.
Dubito che possiamo far finta che non esista, quando quel mondo nel bene o nel male fa girare l'industria odierna.
Poi per carità ci sono sempre le eccezioni, c'è sempre Kickstarter (perlomeno finchè qualcuno non scapperà con un malloppo consistente, e speriamo non accada mai) ad esempio, ma si tratta appunto di eccezioni.
IMHO è un circolo vizioso (megagioco --> megaspese --> megavendite, tutto sempre in crescendo, ma il mercato si espande con la stessa velocità, tale da poter assorbire tutto questo?) dal quale forse solo con un crash tipo 30 anni fa se ne può uscire - e chissà con quali, disastrose conseguenze. :|
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Non penso un crash come 30 anni fa sia la soluzione: è come dire che i gggiovani di oggi sono mezzeseghe rispetto a quelli di 30 anni e ci vorrebbe una guerra. E' una scemenza augurare bombe che cadono su tutti.
Se il tripla AAA fallisce come modello allo stato attuale le alternative sono i giochi Indie (che sul grosso pubblico non hanno appeal), i giochini da iOS\android\facebook e i free2play.
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Però avete risposto come se la mia proposta di togliere il "guadagno" intendesse far lavorare gratis la gente.
Vi siete persi totalmente la seconda parte del mio post in cui chiamavo come esempio l'ex Unione Sovietica: non è che non pagassero le persone per lavorare e fare ricerca, semplicemente era statalizzato.
Quindi per me "eliminare il guadagno" significa togliere dalle mani del privato, che è tale perché deve lucrare (senza accezioni negative), e cominciare a far produrre intrattenimento senza la spada di Damocle degli investitori privati che scalpitano e delle quotazioni in borsa.
Ripeto, sono nel provocatorio e nella soluzione "estrema".
Ok ma come si potrebbe fare?
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Però avete risposto come se la mia proposta di togliere il "guadagno" intendesse far lavorare gratis la gente.
Vi siete persi totalmente la seconda parte del mio post in cui chiamavo come esempio l'ex Unione Sovietica: non è che non pagassero le persone per lavorare e fare ricerca, semplicemente era statalizzato.
Quindi per me "eliminare il guadagno" significa togliere dalle mani del privato, che è tale perché deve lucrare (senza accezioni negative), e cominciare a far produrre intrattenimento senza la spada di Damocle degli investitori privati che scalpitano e delle quotazioni in borsa.
Ripeto, sono nel provocatorio e nella soluzione "estrema".
Ok ma come si potrebbe fare?
(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/18/Trotsky_Portrait.jpg/220px-Trotsky_Portrait.jpg)
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Entro a gamba tesa alle 8:30 di un giorno di ferie: mi sembra che qua si faccia in fretta a dare la colpa ai giochi "tripla A".
Ci sono belle produzioni tripla A in giro, giocabili, divertenti e belle da guardare. Il budget non è un problema, è quanto si sia disposti ad osare.
Non capisco bene la direzione in cui sta andando questo thread: si parla di "AAA che sono remake", si spingono non-soluzioni come il taglio dei budget, e non si considera che una grossa parte di giochi indie che c'è in giro ha successo solo perché scimmiotta quello che già è stato. Il mondo è pieno di produzioni indie che non hanno davvero niente da dire (senza scomodare la proverbiale "vecchia di merda").
Poi il salto da AAA e indie non è discreto, e anche da ciò che sta in mezzo ogni tanto vengono fuori robe tipo Deadly Premonition.
Non è bene avere un 90% di spazzatura se poi i publisher o i grossi studios si permettono di prendere dei rischi? (Esempio: DICE, dal canto mio, può pure sfornare Battlefield 12 se questo permette loro di avere del budget per lavorare a Mirror's Edge 2)
Per me l'assenza di grossi titoli al lancio delle nuove console è solo un buon segno.
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Non penso un crash come 30 anni fa sia la soluzione: è come dire che i gggiovani di oggi sono mezzeseghe rispetto a quelli di 30 anni e ci vorrebbe una guerra. E' una scemenza augurare bombe che cadono su tutti.
Ok, ma allora come si può riuscire a fare entrare nella zucca di tanti, troppi individui che stanno nella stanza dei bottoni che di GTA (nome a caso) ce n'è uno solo?
Perchè secondo me il primo dei problemi risiede lì, cioè nel pensare che qualunque cosa ad alto budget sia destinata a vendere milionate su milionate.
Ci sono belle produzioni tripla A in giro, giocabili, divertenti e belle da guardare. Il budget non è un problema, è quanto si sia disposti ad osare.
Da misero... utilizzatore finale, sono banalmente propenso a mettere in correlazione (inversa XD) le due cose: l'impressione - in genere - che mi offre l'industria è che più si spende, meno si tende ad osare.
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Ok, ma allora come si può riuscire a fare entrare nella zucca di tanti, troppi individui che stanno nella stanza dei bottoni che di GTA (nome a caso) ce n'è uno solo?
Di Mario ce n'è uno solo e produrre un platform 2D oggi costa pochissimo, eppure non li fa quasi nessuno.
Se vedi che un determinato prodotto vende, ma se non è ben chiaro per cosa vende puoi solo dare direttiva di scimiottarlo. Spesso non c'è un quid unico, ma un insieme di fattori non replicabile.
Ci sono belle produzioni tripla A in giro, giocabili, divertenti e belle da guardare. Il budget non è un problema, è quanto si sia disposti ad osare.
Da misero... utilizzatore finale, sono banalmente propenso a mettere in correlazione (inversa XD) le due cose: l'impressione - in genere - che mi offre l'industria è che più si spende, meno si tende ad osare.
Il problema non è osare, è capire in che direzione farlo senza che il pubblico sia spaventato dalla novità.
Faccio notare che una IP nuova, fresca e dal gran potenziale come Wonderful 101 non l'ha cagata nessuno.
Se osi e non vendi che fai? Torni a puntare sul sicuro.
Facile dare la colpa sempre e solo al pubblisher cattivo che ricicla le stesse cose instupidendo i giocatori.
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Facile dare la colpa sempre e solo al pubblisher cattivo che ricicla le stesse cose instupidendo i giocatori.
Certo che è facile: perchè è la verità. Il pubblico non produce per sé ciò che consuma, il pubblico subisce una proposta ed in base a questo sviluppa una sensibilità specifica per ciò che piace e ciò che no. Perchè questo concetto sembra non passare?
Cioè riassumendo: chi cazzo ha chiesto a produttori e publisher produzioni milionarie? Nessuno eppure sono diventate lo standard per loro stessa volontà, quindi, sinceramente, che crepino. Non ci sono giustifiche.
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Se educhi il pubblico ad avere certi gusti, vendi sicuramente certi prodotti; ma film come Jhon Carter e Lone Ranger non dovrebbero fare fiasco; CoD non dovrebbe avere flessioni nelle vendite; la vincitrice del primo X Factor mi ricorderei come si chiama, ecc.
In secondo se aziende come Disney, Activison, Square potessero fare gli stessi incassi con un decimo del budget\rischio lo farebbero.
Chi l'ha produzioni milionarie? Il pubblico.
Si è visto, dati di vendita, che un gioco con cinematiche vende più di uno che non ne ha, che un gioco localizzato vende più di uno solo in giapponese, che un gioco doppiato vende più di uno con solo dialoghi testuali, che un gioco di calcio con le squadre e i giocatori reali vende più di uno nomi inventati, ecc.
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La domanda è semplice: tu sei "nato imparato"?
Non credo.
Bene.
Ora trasponi il ragionamento su pubblico, produzione e fruizione.
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Essendo genitore da 3 anni e 8 mesi, la risposta è: "tra ciò che ti viene proposto scegli quello che più ti piace".
E se non c'è niente che piace, mi devo inventare qualcos'altro che non posso mandarla a letto senza cena.
Direi che fermo qui, il discorso non porta da nessuna parte: tu dai tutta la responsabilità ai produttori; io trovo un concorso di colpe tra la scelta proposta e chi deve scegliere.
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La domanda è semplice: tu sei "nato imparato"?
Non credo.
Bene.
Ora trasponi il ragionamento su pubblico, produzione e fruizione.
Secondo me la stai facendo fuori dal vaso.
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Secondo me non volete capire per partito preso, ciò detto direi anche sticazzi.
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Come no? Ho capito che la malWWWHAHAHAgia industria discografica effettua il lavaggio del cervello dei pargoli educandoli a comprare e ascoltare solo musica di merda.
La prova del nove e tu avendo ricevuto la stessa educazione degli altri compri Justin Biber e One Direction.
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La discussione è interessante in quanto nostra. Perchè noi siamo noi, con almeno trenta/quaranta primavere sulle spallucce. Ma disponendo il discorso a livello terra-terra (e aggiornandolo al 01/02/2014); abbiamo assistito al lancio console più deprimente degli ultimi vent'anni. E questa è cosa indubbia, quantomeno in ambito generazione. Ma è anche il lancio maggiormente vitale se constatiamo i servizi online. E va bene che non ci sono concorrenti, che questa è la prima generazione di console 2.0 pensata per la gestione online (tutti ricordiamo le fisime - tutt'ora ricorrenti - di console prive di supporto esterno..). Parliamo di Sony e del modo in cui PN+ ha cambiato la percezione d'uso delle console. Torniamo a capo; PS4 è uscita due mesi fa, a cosa abbiamo giocato (o potremo giocare da qui ai prossimi 20 giorni)? Resogun, Contrast, Outlast.. Thief?
Questo thread nasce dal fatto che mi sono ritrovato a sfogliare alcune mie riviste di videogiochi datate 1992/1993 (CVG, K e TGM, per lo più). Ecco, non fatelo. Mai! Millemila titoli con la propria meraviglia disposta in tanta, forse troppa grazia dispersa in piccole perle. Ai porci, verrebbe da pensare.
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abbiamo assistito al lancio console più deprimente degli ultimi vent'anni. E questa è cosa indubbia, quantomeno in ambito generazione.
Temo che là fuori siano in moooooooolti a pensarla diversamente. :-\
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abbiamo assistito al lancio console più deprimente degli ultimi vent'anni. E questa è cosa indubbia, quantomeno in ambito generazione.
Temo che là fuori siano in moooooooolti a pensarla diversamente. :-\
Ma pure qua dentro, eh.
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Touchè! :asd:
Tuttavia non mi pare che si sia vista roba di cui parleremo nei lustri a venire non so, paragonabile a un Mario 64, un Halo, ecc. ecc.
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Touchè! :asd:
Tuttavia non mi pare che si sia vista roba di cui parleremo nei lustri a venire non so, paragonabile a un Mario 64, un Halo, ecc. ecc.
Ma un gioco deve essere rivoluzionario per forza? Non basta che sia bello?
Che poi "non mi pare si sia vista roba di cui parleremo nei lustri a venire" si era detto anche di PS3 e 360, e pero' poi qualcosa - poco, ma come sempre del resto, una volta che la storia ha dato i suoi giudizi si salva sempre poco - c'e' stato.
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Touchè! :asd:
Tuttavia non mi pare che si sia vista roba di cui parleremo nei lustri a venire non so, paragonabile a un Mario 64, un Halo, ecc. ecc.
Ma un gioco deve essere rivoluzionario per forza? Non basta che sia bello?
Spiegami dove sono i giochi belli con questa generazione.
Magari anche che non siano port (o usciti contemporaneamente per 360/PS3 e Xbox One/PS4).
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Ma un gioco deve essere rivoluzionario per forza? Non basta che sia bello?
Di bastare basta eccome che sia bello, ma tra l'esserci qualche titolo bello (Forza? Resogun? non mi viene in mente molto altro, per quel che si è letto in giro) e miglior lancio di sempre ce ne corre, secondo me.
Chiaramente anche per me andrebbero esclusi dal computo eventuali titoli multi / crossgen.
Che poi "non mi pare si sia vista roba di cui parleremo nei lustri a venire" si era detto anche di PS3 e 360, e pero' poi qualcosa - poco, ma come sempre del resto, una volta che la storia ha dato i suoi giudizi si salva sempre poco - c'e' stato.
Ad esempio? :look:
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Spiegami dove sono i giochi belli con questa generazione.
Magari anche che non siano port (o usciti contemporaneamente per 360/PS3 e Xbox One/PS4).
Ad esempio? :look:
Demon's Souls o Mirror's Edge. O White Knight Chronicles, a ciascuno il suo, come sempre e' questione di gusti. Sono abbastanza sicuro ce ne siano altri. Non capisco perche' escludere i titoli multi nella stessa generazione, comunque.
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Aspetta, ma si stava parlando di titoli disponibili al lancio. :)
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Aspetta, ma si stava parlando di titoli disponibili al lancio. :)
Ah, vabbe', ma quali c'erano, poste le stesse condizioni, al lancio di PS2 o della prima XBOX? :asd:
Voglio dire: se guardo http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_video_game_console_launch_games (http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_video_game_console_launch_games) mi vien voglia di cambiare il titolo della pagina da "launch games" a "launch sciagure", vista la qualita' del 95% dei titoli :asd:
A questo punto, con la lista di riferimento, e i requisiti dati sopra (niente multi / cross gen), di tutti i lanci di console di tutti i tempi, cosa salva chi dice "questo lancio e' orrendo rispetto agli altri"?
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Sono in una certa misura d'accordo con Id: se penso ai titoli disponibili al lancio della ps2 mi viene quasi il vomito. Tanto per fare un esempio.
Anche ps3...insomma..Lair.
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Lair non era disponibile al lancio della ps3, eh, pero' c'era il port di Sonic the Hedgehog e ben due giochi di Gundam (brutti).
Cmq.
Massi', i titoli belli arrivano sempre dopo. Quello per cui hyparsi al lancio sono "le cose in produzione".
Per dire: da giocatore di RPG, al lancio della PS3 c'erano Untold Legends: Dark Kingdoms (molto meh) e Enchanted Arms (che spero di poter dimenticare, un giorno, anche se sospetto che l'orrore mi accompagnera' fino alla tomba).
Pero' si vedevano i filmati di White Knight Chronicles, gli screenshot delle cose fatte da Tri-ace, i trailer di Bladestorm, e insomma, uno poi per forza pensa "ma quasi quasi... 'sticazzi, no, devo avere una ps3 per quando escono queste cose".
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Demon's Souls o Mirror's Edge. O White Knight Chronicles, a ciascuno il suo, come sempre e' questione di gusti. Sono abbastanza sicuro ce ne siano altri. Non capisco perche' escludere i titoli multi nella stessa generazione, comunque.
Non so se interpretare il fatto che mi citi giochi della generazione precedente come una dimostrazione di quello che dico oppure come la dimostrazione che non so più esprimermi in italiano.
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Demon's Souls o Mirror's Edge. O White Knight Chronicles, a ciascuno il suo, come sempre e' questione di gusti. Sono abbastanza sicuro ce ne siano altri. Non capisco perche' escludere i titoli multi nella stessa generazione, comunque.
Non so se interpretare il fatto che mi citi giochi della generazione precedente come una dimostrazione di quello che dico oppure come la dimostrazione che non so più esprimermi in italiano.
Il discorso che sto facendo e' che da sempre i giochi di lancio delle console sono orrori cosmici, perlopiu' :asd:
A parte Last Battle per Megadrive che in realta' era comunque un orrore cosmico, ma mi divertiva. Infatti l'ho finito almeno 2341145346356 volte :asd: