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Cogitare => Somnia => Topic aperto da: Emack - Ottobre 17, 2007, 10:28:18
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Secondo voi, a più di due anni dal suo rilascio, come va considerato questo prototipo di "interactive drama"? Vi ha soddisfatto? Ritenete probabili e utili sue applicazioni videoludiche?
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Onestamente lo provai, sembrava un vero mattone a livello di calcolo se non ricordo male. Non ebbi molto successo nel gestire questa conversazione a 3, l'esperimento si è poi evoluto? Oppure si "arenò" lì?
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Scrissi una rece su Multiplayer.it se non sbaglio, nella rubrica che tengo con Karat.
Il tentativo era lodevolissimo ma di una portata forse esagerata. Molto inquietante comunque, secondo me è una strada da approfondire assolutamente.
Anche Fahrenheit tentava di mettere il giocatore in grado di intervenire in tempo reale sullo svolgimento dell'avventura.
Probabilmente per poter sviluppare qualcosa di davvero convincente ci vorrebbero processori in grado di gestire velocemente una mole di calcoli mostruosa.
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Uno strazio. Sperimentazione lodevole, per carità. Forse anche necessaria. Di sicuro ha raccolto meno di quanto meritasse, soprattutto in ambito development. Provandolo, il mio pensiero fisso era: "beh... quando scopano?". In effetti non proprio così, però le attitudini di coppia (anche in ambito melò da dramma televisivo) mi sembravano limitate, forzate, pretestuose (benchè varie e variegate nelle situazioni ed interventi possibili). Però da The Party mi aspetto molto. Ma si sono poi lasciati i due tipi di Façade o sono ancora lì a bisticciare per minchiatine assolute? :asd:
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Dice bene Doom, infatti era come partecipare alle nevrosi di una coppia annoiata di Manhattan.
Inquietante appunto: a volte pensavo che lui avrebbe preso un coltello facendo un casino. ;D
Però l'esperimento deve continuare, la strada intrapresa è stimolante e in fondo un'interattività così compelssa e libera sarebbe un'utopia inseguita dalle avventure che si realizza. Se mai si realizzerà.
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Mi ci sono riconosciuto abbastanza in quella situazione! :look:
Seocnode me è un esperimento da prendere come punto di riferimento per la next-next-gen.
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Secondo me è un esperimento riuscito a livello marketing. Ha attirato attenzioni perché, non a caso, è finito in una recensione sul New York Times proprio per la sua attinenza con gli stereotipi di vita dei newyorkesi consumisti.
E' pioneristico perché ha dimostrato nella sua acerbità che esiste un reale mercato per videogiochi "adulti" che non prevedano sventramenti o pecoreccio sesso gratuito ma solo tematiche da serial per la seconda serata. Personalmente un clone di Sex & The City ludico mi spaccherebbe le palle, ma il mondo è pieno di persone che devono seguire l'ennesimo stereotipo americano di benessere e sessualità, quindi perché no? Sempre meglio dell'ennesimo GTA da 18+ a rappresentare i videogiochi per adulti... Poi dal mainstream qualche tematica più matura emergerà sicuramente.