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Nuovo episodio dell'arsludico podcast: Giappone Contro Resto del Mondo!
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Ars Ludica Forum >> Addita >> Specula Mundis >> Benvenuti a Velenitaly: Concimi, sostanze cancerogene, solo un quinto di mosto « previous next »
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Author Topic: Benvenuti a Velenitaly: Concimi, sostanze cancerogene, solo un quinto di mosto  (Read 3852 times)
Luigi Ruffolo
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ABS/prostata


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« on: April 03, 2008, 17:00:05 »



Benvenuti a Velenitaly
di Paolo Tessadri

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Concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e solo un quinto di mosto. Con questo miscuglio sono stati prodotti 70 milioni di litri di vino a basso costo. Venduti in tutta Italia
 
Di vino ne contengono poco: un terzo al massimo, spesso di meno. Il resto è un miscuglio micidiale: una pozione di acqua, sostanze chimiche, concimi, fertilizzanti e persino una spruzzata di acido muriatico. Veleni a effetto lento: all'inizio non fanno male e ingannano i controlli, poi nell'organismo con il tempo si trasformano in killer cancerogeni.

Secondo i magistrati di due procure e la task force che da sei mesi indagano sulla vicenda, questo cocktail infernale è il protagonista della più grande sofisticazione alimentare mai scoperta in Italia. Perché con la miscela tossica sono state confezionate quantità mostruose di vino. Gli inquirenti ritengono che si tratti di almeno 700 mila ettolitri: sì, 70 milioni di litri messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo anche dai marchi più pubblicizzati del settore. Un distillato criminale che ha riempito circa 40 milioni di bottiglie, fiaschi e confezioni di tetrapack d'ogni volume, offerte a un prezzo modestissimo: da 70 centesimi a 2 euro al litro.

L'inchiesta è tutt'ora in corso: solo una parte dei prodotti pirata è stata sequestrata perché è impossibile rintracciare tutte le bottiglie. Ma gli elementi raccolti dagli investigatori mostrano un sistema industriale di contraffazione che nasce dalla criminalità organizzata e alimenta le grandi cantine: le aziende coinvolte nello scandalo sono già 20. Otto si trovano al Nord: in provincia di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia. Il resto invece è sparso tra Puglia e Sicilia: le sorgenti del vino contraffatto e dei documenti che gli hanno permesso di invadere le botti. Perché con questo sistema criminale i produttori riuscivano a risparmiare anche il 90 per cento: una cisterna da 300 ettolitri costava 1.300 euro, un decimo del prezzo normalmente chiesto dai grossisti del vino di bassa qualità.


Retrogusto al metanolo L'istruttoria è nata partendo da uno dei soliti sospetti: una cantina di Veronella che 22 anni fa venne coinvolta dal dramma delle bottiglie al metanolo. Ricordate? Diciannove persone uccise mentre altre 15 persero la vista per colpa del mix a base di mosto e di un alcol sintetico, normalmente utilizzato nelle fabbriche di vernici: un liquido inodore e micidiale. Una tragedia che cancellò la credibilità della nostra enologia e stroncò l'export. Ma nello stabilimento di Bruno Castagna anche quella lezione sembra dimenticata. Quando nello scorso settembre scatta l'irruzione, gli agenti del Corpo forestale di Asiago e dell'Ispettorato centrale per il controllo dei prodotti agroalimentari trovano subito una situazione anomala: accanto alle cisterne c'erano taniche piene di acido cloridrico, altre con acido solforico e 60 chili di zucchero. Gli ispettori mettono tutto sotto sequestro e fanno esaminare campioni di vino bianco e rosso per capire cosa contengano. I test condotti nell'Istituto agrario di San Michele all'Adige e nel laboratorio di Conegliano Veneto dell'Ispettorato centrale forniscono lo stesso verdetto choc: in quel liquido di uva ce n'è circa un quinto, il minimo indispensabile per dare un po' di sapore. I test sono concordi: tra il 20 e il 40 per cento, non di più. E il resto? Acqua, concimi, fertilizzanti, zucchero, acidi. Sì, acidi: usati per mimetizzare lo zucchero vietato per legge. L'acido cloridrico e l'acido solforico vengono utilizzati per 'rompere' la molecola dello zucchero proibito (il saccarosio) e trasformarlo in glucosio e fruttosio, legali e normalmente presenti nell'uva. Un metodo che consente così di sfuggire ai controlli. Risultato: da una normale analisi non emergerà la contraffazione. I due acidi, assieme alle altre sostanze cancerogene, non uccidono subito, ma lo fanno progressivamente, in modo subdolo. L'acido cloridrico, comunemente chiamato acido muriatico, può provocare profonde ustioni se finisce sulla pelle, se ingerito è devastante.

A Veronella uno degli investigatori è svenuto per i vapori e sono stati chiamati i pompieri per rimuovere le scorte. Il titolare della cantina è stato arrestato per il reato di sofisticazione alimentare con pericolo della salute pubblica: di quel liquido ad alto rischio ne avevano ancora migliaia di litri. Ma il fascicolo aperto dal pubblico ministero di Verona Francesco Rombaldoni poco alla volta si è gonfiato di reati pesantissimi: l'associazione a delinquere per gli imprenditori vinicoli del Nord. Che diventa addirittura associazione mafiosa per i loro referenti meridionali.

Sacra cantina unita Partendo dai silos veneti gli agenti della Forestale sono arrivati ai fornitori della pozione micidiale. La pista conduce fino a Massafra in provincia di Taranto. Secondo l'accusa, l'intruglio proviene da due stabilimenti: la Enoagri export srl e la Vmc srl, vini, mosti e concentrati. Per gli inquirenti il gigantesco impianto della Vmc è stato costruito non per produrre vino, ma per fabbricare quantità industriali di quel mix velenoso: c'è un vero laboratorio chimico. Da lì l'inchiesta si allarga ancora e si estende in tutta Italia, con squadre di investigatori all'opera anche in Sicilia, mentre il coordinamento per il fronte Sud viene preso dal pm Luca Buccheri della Procura di Taranto. Pochi giorni fa il magistrato ha sequestrato i due stabilimenti, ma gli investigatori sono convinti che i titolari siano solo dei prestanome. Dietro di loro, in realtà, ci sarebbero gli investimenti della Sacra corona unità, il nucleo storico della mafia pugliese. E poiché ogni documento falso richiede altre coperture, altre aziende nelle mani della malavita avrebbero fornito certificati e ricevute per giustificare l'attività delle distillerie di veleno. Tutto finto: vino, forniture, bolle di trasporto, fatture. A Massafra è stata sequestrata la Tirrena Vini, definita dagli inquirenti una 'cartiera'. E sono spuntati documenti taroccati realizzati pure da ditte di Trapani, che hanno fatto ipotizzare un collegamento operativo con Cosa nostra siciliana. E per questo anche la Direzione investigativa antimafia è scesa in campo per intercettare i movimenti di capitali impegnati nell'operazione criminale.

Cocktail al veleno Una volta scoperte le sorgenti, gli specialisti della Forestale e dell'Ispettorato centrale per il controllo dei prodotti agroalimentari si sono messi a studiare tutti gli acquirenti della pozione. E hanno ricostruito la mappa di quella che definiscono la più grande frode mai scoperta in Italia: 70 milioni di litri di vino corretto o fabbricato con liquidi pericolosi per la salute. Viene creata una task force di investigatori e informato il ministero delle Politiche agricole. La miscela è finita nelle cantine di sei regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Umbria, Puglia e Sicilia. I primi test avrebbero riscontrato lo stesso cocktail di Veronella: solo il 20-30 per cento è vino, il resto è composto dal solito intruglio di fertilizzante, concime, zucchero e acido made in Massafra. Ma a preoccupare ministero e inquirenti è soprattutto l'uso che ne avrebbero fatto due impianti, uno nel Bresciano e l'altro nel Veronese, che sono leader in Italia nell'imbottigliamento e nella vendita di vini a basso prezzo. Solo da questi due stabilimenti sono uscite milioni di bottiglie, di fiaschi e di cartoni destinati in massima parte al mercato nazionale.

È chiaro che a questo punto l'inchiesta assume una dimensione di alto impatto per l'economia italiana. Con il rischio di un danno d'immagine ben più grave di quello provocato dall'allarme sulla bufala. Per questo il vertice del ministero ha scelto una linea di massima cautela: sia per non compromettere gli sviluppi investigativi sul versante mafioso, sia per non infliggere un nuovo colpo alla credibilità dei nostri prodotti. Il settore basso del mercato è anche quello dove la concorrenza internazionale è più forte, con nuove nazioni che si lanciano con prodotti a prezzi infimi. Ma nonostante i sequestri, moltissime delle bottiglie sotto inchiesta restano in vendita: 'L'espresso' ne ha visto un intero stock in un centro commerciale del Nord-est.

D'altronde le quantità contraffatte accertate finora dagli investigatori non hanno precedenti: 700 mila ettolitri. Un record, che può inondare un'altra delle risorse nazionali con un fiume di vino dal retrogusto di acido muriatico.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Benvenuti-a-Velenitaly/2011967//0

Come ha detto qualcuno, tutto molto bello, però bisognerebbe fare anche i nomi, e possibilmente anche i cognomi, quando si denuncia...
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“Il fatto è che la narrazione viene sempre intesa come metodo per passare da un'azione all'altra. Come nei film porno". (Isola V.) - Videogiochi e sbobba varia.
Uccellaccio
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« Reply #1 on: April 03, 2008, 19:25:21 »

non me ne meraviglio. credo che sia impossibile vendere grandi quantità di prodotti che richiedono tanta lavorazione a prezzi bassissimi. meno male che non ho mai bevuto tavernello o simili....
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Fleym
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« Reply #2 on: April 06, 2008, 12:26:18 »

Lavoro nel settore alimentare in località turistica e già non vendo più mozzarelle di bufala campana, ora anche il vino... BASTA!!!
Servono i nomi: altrimenti tutto il settore ne viene colpito, poi interviene lo stato con aiuti a pioggia ma che bagnano solo gli amici camorristi (vedi bufale). Questi criminali di merda non se ne rendono conto di quanto l'immagine di questa nazione sia malridotta agli occhi degli stranieri! Provate a spiegare a un giapponese che non tutta questa nazione ma solo napoli è una fogna, provate a spiegare a un tedesco che il nostro olio d'oliva extra vergine franto a freddo non è olio di vasellina.
E aspettate: sta per esplodere la bomba che distruggerà Modena! Un precedente governo di massoni ha legalizzato il "mosto d'uva con caramello" come aceto balsamico!!! Come credete altrimenti che Ponti lo venda a 1€ al litro? Ecco, appena diventerà di pubblico dominio questa frode, la Ponti ne uscirà sana ma tutti quei lavoratori emiliani ignari che fanno vero aceto invecchiato verranno fanculizzati e licenziati. Poi arriveranno gli aiuti di stato ad aziende siciliane di aceto modenese...
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Emack
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« Reply #3 on: April 06, 2008, 12:35:59 »

non tutta questa nazione ma solo napoli è una fogna
grazie
In realtà le bufale campane diossinizzate () non si trovano a Napoli, visto che in città non ci sono allevamenti
Ah, mi spieghi che significa "iniettare diossina"?

Interessante la dritta sull'aceto...
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Emanuele Colucci.
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« Reply #4 on: April 06, 2008, 14:47:41 »

E aspettate: sta per esplodere la bomba che distruggerà Modena! Un precedente governo di massoni ha legalizzato il "mosto d'uva con caramello" come aceto balsamico!!! Come credete altrimenti che Ponti lo venda a 1€ al litro? Ecco, appena diventerà di pubblico dominio questa frode, la Ponti ne uscirà sana ma tutti quei lavoratori emiliani ignari che fanno vero aceto invecchiato verranno fanculizzati e licenziati. Poi arriveranno gli aiuti di stato ad aziende siciliane di aceto modenese...

Bomba? Il caramello come colorante tra l'altro è indicato chiaramente. E il Ponti è venduto a 2.70/litro.
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« Reply #5 on: April 06, 2008, 14:52:57 »

Ma poi sulla bufala com'è finita? Le barricate asiatiche ne avevan ben donde o no?
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Fleym
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« Reply #6 on: April 07, 2008, 15:31:33 »

X Emac:
-iil problema rifiuti riguarda solo quella zona d'italia e se si allargasse ci fottiamo l'unica fonte di lavoro che i cinesi non possono clonare:il turismo. Se ti senti insultato non è colpa mia,ma ripeto è dura spiegare a giapponesi e americani che è limitato a quella zona talvolta è arduo.
-la definizione è bufala campana DOP ma per gli stranieri "campania" è un concetto vago di zona attorno a napoli.
Qualcuno nel sud-est asiatico (dove mangiano insetti...) ha pensato che quelle zone attorno fossero inquinate (la monnezza si vede dalle mappe di google) ed ha bloccato l'importazione;i politicanti italiani hanno dato una pessima difesa facendo passare l'idea che quelle con la diossina restassero nel mercato interno. Ti dirò qui la gente non le vuoe neanche in regalo.
-Da un indagine della magistratura sembra che la mafia importi bufale sane dal est europa, inietti sostanze tossiche con alti valori di diossina così da sfruttare il bonus statale per i capi infetti. Le indagini sono in corso,ma essendo un businnes mafioso si bloccheranno per non agevolare gli allevatori onesti.
X Phantom:
-Sì,bomba perchè mercato del finto balsamico si basa su questo. Ok,è indicato il caramello ma viene venduto come balsamico non aceto con caramello,capisci? E oltre al mercato del ponti ci sono aziende che lo vendono a 50€ il litro,cosa che per il caramello è esagerato e danneggia le marche serie. Se si sparge la voce,se i consumatori stranieri si svegliano le vendite crollano anche di quello vero, piccole aziende che si basano su stagionature ventennali ( e sai cosa siginifica in tialia capitale fermo per anni in un magazzino a livello di tasse?).
-la storia del vino è finita bene:sono saltati fuori i nomi delle 4 o 6 (dipende dal tg) aziende coinvolte tra cui l'antinori che lo vendeva a 38€+iva la bottiglia. Per il vino tavernello et simila sembra sia solo allungato con acqua e vino,cosa di per sè illegale ma non tossica.
-le barricate asiatiche ne avrebbero di ragioni! Analisi poco chiare fornite da istituti collusi con la mafia,valori di diossina oltre il triplo consentito dalla (loro) legge, nas ad alto livello corrotti:ti basta? Il governo ha fornito le analisi da fornitori che sono sicuramente sani (perchè non collusi alla mafia?) e tutto sembra morto li. La francia  ha ritirato la minaccia di blocco e non si sente più niente. Il problema è questo:non basta smettere di parlarne! Serve per convincere il consumatore la notizia che le analisi saranno fatte a campione da istituti NON campani,magari esteri, e che i nas,allevatori,ecc sono almeno indagati invece niente. Silenzio,quel silenzio del beota che si crede furbo che se non "se ne parla più il problema è risolto", il ragionamento della ministro bindi sul cancro (aneddoto su come considerano la nostra salute). Perchè la gente è stupida ma non fino al punto da ricominciare a comprare. E se il comparto va a ramengo serviranno anni perchè si rprenda.
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