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Occasione perduta o semplicemente fuori portata?

        Thursday, 3 July 2008, 0:10 - Emanuele "Emack" Colucci

Il 13 Novembre 2003 Nintendo confermò per la prima volta in via ufficiale lo sviluppo di una console portatile che non avrebbe dovuto (almeno secondo le prime intenzioni) sostituire il GBA ma affiancarvisi. Man mano che nuovi dettagli venivano allo scoperto, l’alone di curiosità si faceva sempre più ampio e sempre più fitto: se da un lato il doppio schermo apriva orizzonti videoludici sino a quel momento insondati dall’altro non pochi analisti si rivelavano titubanti sulle reali possibilità di una macchina che non si posizionava esattamente all’avanguardia tecnologica. Oggi, forte di 71 milioni di unità vendute in tutto il mondo, il Nintendo DS tiene saldamente in mano lo scettro di dominatore assoluto del mercato degli handheld.

Il primo anno e mezzo di vita fu straordinario per via dell’immensa mole di concept sperimentati: la ludoteca del DS abbondava di produzioni di pregevole fattura e, soprattutto, colme di idee fresche. Come non ricordare l’emozione dietro all’ingenuo Pac-Pix, il sorriso sull’arte elettronica di Toshio Iwai e del suo Electroplankton, il tripudio di colori del rosaceo Kirby?
A un certo punto, però, Nintendo e molti osservatori capirono quale dovesse divenire il filone principe da seguire per raggiunge un’audience finalmente vastissima. L’incredibile successo di titoli come Brain Training, che pur nella loro semplicità si rivelarono capaci di catalizzare l’attenzione di milioni di casual gamer, indusse le compagnie a pensare che la chiave del successo fosse inseguire i gusti effimeri delle platee di videogiocatori dormienti, sopiti, potenziali. E avevano ragione.

Uno sguardo al catalogo più recente del DS mi lascia un senso di vuoto, un senso di disorientamento. Le miriadi di cloni, di fotocopie scialbe senz’anima di Catz, Dogz e Horsez costituiscono il comun denominatore. Viene da pensare che la rivoluzione nintendiana, almeno sulla piattaforma portatile in oggetto, sia consistita banalmente nel sostituire uno status quo di aridità con un altro, che anche l’industria sia pervasa da corsi e ricorsi storici, e che le cose non cambieranno nuovamente sino a quando qualcuno non comincerà a reclamare, piagnucolando, un qualche tipo di difference. Ad una prima fase seminale non è susseguita una di maturazione.

Riflettendo meglio, però, sorge un dubbio quasi amletico: devo parlare di occasione perduta o i miei sono i semplici vaneggiamenti di un videogiocatore che per la prima volta nella sua carriera ludica si trova dinanzi ad un’offerta completamente al di fuori della sua portata? Forse è questo il vero successo della differenziazione dei generi, dei gusti, cioé il sentirsi totalmente alieni da un certo insieme di contenuti. Bisogna solo lamentarsene un po’ meno.

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MMO in breve, free edition

        Saturday, 28 June 2008, 7:00 - Matteo Anelli

Adventure Quest: Massivo in differita.

Crossfire: Se fosse il 1982, sarebbe la prova vivente che basta un’iniziativa Open Source per creare un MMOG decente.

Dungeon Runners: Non tutti i lanci rimandati di mesi si confermano come sonori fallimenti.

Exteel: Gundam giganti. Customizzabili.

Maple Story: Konami! Svegliaaa! Voglio Castlevania Online!

MegamekNET/MekWars: Non è mica detto che un MMO non possa essere a turni e basato su un gioco da tavolo.

Mythos: Ah! Allora qualcuno che in Blizzard aveva esperienza di videogiochi lo hanno assunto!

Ogame: Sì. Si possono creare giochi massivi interamente basati su bug, regressioni e svarioni di design.

Rubies of Eventide: Che ci crediate o no anni fa c’era la pubblicità su Dragon Magazine di questo MMOG dalle idee mooolto confuse.

Runescape: Do more with less.

Silkroad Online: Perché pagare un abbonamento per essere gankati?

The Crims: GTA in versione Naif. Funziona quasi meglio dell’originale.

Tibia: Pixel art con gli steroidi.

Travian: Non che abbia inventato il genere dei MMOBG ma è sicuramente il più professionale e ben gestito che c’è in giro.

Wyvern: Perché non tutti si vergognano a farsi chiamare ancora MUD.

MMO in breve, reprise

        Wednesday, 25 June 2008, 7:00 - Matteo Anelli

Battlefield *: Che vi piaccia o no, una partita qui ha più giocatori dell’endgame-tipo di WoW. E i PG sono persistenti.

Dark Age Of Camelot: Massivo.

Dark Age of Camelot ITA: L’ignoranza è una brutta besta. Fa persino giocare un pugno di persone ad un titolo che ne richiedeva almeno 100 volte tante pur di non imparare l’inglese.

EVE Online: La schiavitù debellata? Migliaia di persone ogni sera pagano per fare i turni e la carne da cannone.

EverQuest: Uno degli elementi chiave del boom di Internet. In proporzione, oggi avrebbe avuto 50 Milioni di utenti solo in USA ed EU. Praticamente Matrix.

EverQuest 2: Mai mettere in discussione le scelte suicide di Sony, basta iniziare a giocare un annetto dopo.

Lineage: Diablo con gli steroidi.

Lineage II: Amore/odio. E farmer.

Marvel Universe Online: La dimostrazione che, se non hai un sacco di soldi, puoi fare delle scelte idiote senza pentirtene.

Pirates of the Burning Sea: RvR orientato alla conquista territoriale/commerciale come nessun altro. E con le condizioni di vittoria!

Planetside: Tribes. A pagamento!?

Star Wars Galaxies: Una community può uccidere un gioco. E portare rancore per anni senza averlo nemmeno più giocato, nonostante i developer siano riusciti a salvarlo.

Tabula Rasa: Basta solo capire che per fare un MMO di nicchia non è necessario sprecare milioni di euro per spiattellarci il nome di Garriot.

Vanguard: EverQuest 2, cinque anni fa (sì lo so che nemmeno esisteva, questo dovrebbe rendere l’idea).

MMO in breve

        Sunday, 15 June 2008, 7:00 - Matteo Anelli

Age of Conan: Whac-a-Mole. Ovvero, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Anarchy Online: Il vizio.

Asheron’s Call: La perfezione può uccidere se stessa.

Asheron’s Call 2: La ragione per cui EQ non ha mai avuto una fix alla sua abominevole UI.

City Of Heroes/Villains: Come un vecchio amico. Quando ritorni sei operativo dal primo secondo, anche dopo cinque espansioni.

Dofus: Ottime premesse, pessimo design. Ma chissene, tanto la gente guarda solo le figure!

Entropia Universe: Second Life qualche anno prima, senza lag e con un gioco attorno!

Guild Wars: Ha sottilmente ridefinito il concetto di PVP, PVE ed accessibilità di gioco in generale. E che vi piaccia o no, tutti si stanno adeguando.

Hellgate: London: Prima di assumere degli ex-Blizzard, assicurarsi che sappiano qualcosa di game design…

The Lord Of The Rings Online: Molto meglio la gallina di oggi che l’uovo di ieri.

Ragnarok Online: La ragione per cui in Corea esiste una legge che vieta di giocare online per più di tre ore al giorno nei locali pubblici.

Saga of Ryzom: Mai fare un MMO che richieda di pensare e prendere iniziative (sia chiaro, è malinconico sarcasmo).

Second Life: Perché il mondo reale non ne poteva proprio più dei pervertiti…

Ultima Online: Dimostrazione che non può esistere un free-PVP bilanciato. Nemmeno dopo 10 anni. Eppure continuano a provarci.

World Of Warcraft: Un grande tastone rosso con su scritto “PRESS TO WIN (UNTIL NEXT EXPANSION)”.

Dubbi paranoici di un giocatore davanti ad una porta

        Monday, 28 April 2008, 17:53 - Simone "Karat45" Tagliaferri

E se passando quella porta morissi per colpa di una trappola?

E se passando quella porta venissi attaccato da un mostro troppo forte per il mio personaggio?

E se passando quella porta rimanessi incastrato?

E se passando quella porta mi venisse sottratto tutto l’equipaggiamento?

E se passando quella porta scoprissi un altro tassello della trama rovinandola completamente?

E se passando quella porta venissi disintegrato da un incantesimo?

E se passando quella porta s’impallasse tutto?

E se passando quella porta finissi in un baratro senza fondo?

E se passando quella porta perdessi i salvataggi?

E se passando quella porta fossi costretto a tornare indietro?

E se passando quella porta…

Ma sì, meglio caricare un altro gioco.

Perché dietro una porta, qualcosa c’è sempre.

La foto è di: gi varga

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Wii Fit ci salverà

        Thursday, 24 April 2008, 18:52 - Simone "Karat45" Tagliaferri

Avanti obesi onanisti dal culo a chiatta piena di mondezza! E’ arrivato il vostro momento! Alzate le budella appesantite dagli anni in cui siete rimasti inerti davanti allo schermo.

Fino ad oggi avete creduto di potervi infilare in qualche mondo fatto di vettori e pixel per salvare regni, principesse, voi stessi e il vostro cane. Tutto quello che avete ottenuto è una panza da fare schifo ai cammelli orbi della Tunisia.

Alzatevi dalle vostre sedie sudaticce come le vostre natiche e iniziate ad agitarvi come salcicce sul girarrosto. E’ l’ora della riscossa! Dimostrate che non vi piace soltanto guardare film porno masturbandovi mentre mangiate patatine al formaggio!

Oggi anche voi entrate a far parte della società, perché la società è entrata a far parte di voi decidendo di farvi dimagrire!

E un, due, tre
e un, due, tre.

Non lo avete capito che fate schifo e che la vostra vita non ha avuto senso? Avete amato i videogiochi per arrivare alla rivelazione: siete degli esseri inutili che hanno sempre puntato sul cavallo sbagliato.

Tu che mi guardi basito con in mano Wii Diet, la dietà interattiva che picchia i carboidrati usando i Mii. Tu che hai in mano un joypad, residuato di un modo di concepire i videogiochi da sfigati cronici capaci soltanto di scaccolarsi combattendo contro qualche boss di forma fallica… sì, proprio tu.

Guardami e pensa alla tua nuova vita. Pensa a quello che sei e a quello che potresti diventare e gioisci! Wii Fit è qui!

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Metodologia della distruzione di massa

        Sunday, 2 March 2008, 23:19 - Simone "Karat45" Tagliaferri

Non c’è scelta.

Non mi prendere per il culo.

Non c’è nessuna scelta. Sono andato avanti, ho verificato. Non mi è stata data scelta. Ho vinto ma non ho scelto.

Mi sono opposto al male, potevo essere il male, sono stato il bene e il male. Ma non ho comunque scelto.

Tu eri lì che ridevi e c’era qualche servo che mi sparava contro la sua costernazione. Non eri ne all’inizio ne alla fine.  Non eri nel mezzo.

Ti ho sentito ridere per tutto il tempo.  Ti ho cercato all’interno e all’esterno, nel vago iperuranio mescolato al sangue delle generazioni in lotta sullo schermo.

La tua risata ha vinto, non il mio specchio.

Eppure continuo a vagare nei tuoi mondi…