Lo spara e fuggi che assorbe
Saturday, 12 April 2008, 7:00 - Luigi "ABS" Ruffolo
The Last Canopy | Sviluppato da Wan Hazmer/Easy Only! Games | Piattaforma Web (Adobe Flash) | Rilasciato nel 2008

The Last Canopy è un onirico e stravagante shoot’em up a scorrimento verticale realizzato con il nobile intento di dominare la quinta edizione della Casual Gameplay Design Competition, e accaparrarsi i 3500 bigliettoni previsti per il primo premio, oltreché una polposa licenza di Adobe Flash CS3 Professional. In questo assurdo pseudo-manic shooter, vagamente ispirato alla serie Touhou, tocca purtroppo indossare i panni di un’insopportabile fatina amante degli uccelli (deve infatti riportarne uno assai piccino al suo nido natio per salvare l’ultimissimo albero rimasto… sì, è vero, nonostante gli encomiabili intenti ecologisti la storia fa un po’ schifetto al suddetto pennuto).
Costea è obbligata a svolazzare senza sosta avventurosamente per penetrare nelle improbabili linee difensive nemiche, popolate perlopiù da astronavi inconsulte dalla foggia semicasuale, talvolta simili a trattori. Balzani, coriacei, giganteschi carri armati e altri incacchiatissimi boss di fine livello amanti della musica techno più ipnotizzante sono lì ad attenderci. Per sparacchiarci addosso, irrispettosamente (lo svolgimento di questi scontri è particolarmente intenso e drammatico). La nostra svolazzante amica, oltreché agitarsi per lo schermo servendosi del mouse o delle frecce direzionali (consiglio decisamente il primo), e rispondere al fuoco tramite la pressione forsennata dell’apposito tasto, è costretta per sopravvivere a “vampirizzare” nemici su nemici. Può assorbirne temporaneamente a distanza gli umori e i power-up pigiando un pulsantone secondario, con fiducia (in questi frangenti, ovviamente, è impossibilitata a sparare). Se non avete intenzione di fare abbondante uso di questa inusuale funzione-Tampax, in ispecial modo con i mostri finali, camperete ben poco, nonostante la generosità quasi imbarazzante del programma nell’elargire vite a profusione, manco fossimo a Natale.

The Last Canopy è un magnifico giochino, nemmeno troppo casual, furioso ma anche rilassante (a suo modo); rispettoso delle nobili tradizioni nipponiche in fatto di spara e fuggi, ma anche dotato di uno stile grafico fresco e gradevole; giocabile e divertente, ma anche stipato in un’area di gioco forse troppo angusta, rispetto alla sconfinata e peraltro elegantissima cornice…
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Due tasti, una sfera
Saturday, 5 April 2008, 7:00 - Luigi "ABS" Ruffolo
Amberial e Amberial: Nebulosa Realms | Sviluppati da Oddgoo | Piattaforma Web (Adobe Flash) | Rilasciati nell’agosto del 2007 (Amberial) e nel marzo del 2008 (Nebulosa Realms)

Raramente capita di sperimentare un titolo e dopo un po’ di pensare qualcosa del tipo: «Chi ha concepito e realizzato ’sta roba qua probabilmente ha capito tutto dei videogiochi, della vita; mi piacerebbe congratularmi con costui e magari strizzargli anche disinteressatamente le tette, per un po’». Ecco, quello di Amberial e relativo, inevitabile, pantagruelico seguito è senz’altro uno di quei casi. Nebulosa Realms in particolare mi sembra a tratti rappresentare l’incarnazione perfetta del platform-puzzle game in flash semidefinitivo.

Subito ci si sente in piena sintonia con Oddgoo (l’autore, un maschione messicano appena diciannovenne), con la sua filosofia videoludica e con questa sua sfera matta che corre, corre a perdifiato scevra da qualsiasi orpello lungo le praterie del minimalismo digitale immaginario. Che rimbalza libera, dorata e felice, oltreché rigorosamente bidimensionale, sulle svariate superfici disponibili. Inizialmente l’impossibilità di poter effettuare autonomamente dei balzi tramite l’apposito tasto regolamentare lascia increduli, spiazzati e impauriti; ci si sente piccoli e inermi in ostaggio dei capricci della fisica, di burroni sempre spalancati e pronti ad accoglierci, nonché dei sadici marchingegni sapientemente disseminati lungo il paesaggio.

Ma dopo un po’ ci si rende conto che la scarsa autosufficienza concessaci — cosa apparentemente inspiegabile e inaccettabile in una società civile — risponde alle raffinate ed essenziali logiche che animano e plasmano gli universi e i rompicapi in questione. I motivetti musicali rotolano gradevolmente al nostro fianco, pertinenti, a tratti accattivanti. In Nebulosa Realms i livelli sono di gran lunga più vasti e variegati, forse pure troppo, e la nostra spiraleggiante creatura rischia spesso di smarrire il senno, i bonus sbloccanti e quelle uscite appetitose che dovrebbero condurla verso torri e mondi rassicuranti e assai migliori, ma in realtà…
Amberial e il suo seguito forse non potranno essere consegnati ai posteri quali esempi di videogiochi perfetti: la telecamera in alcuni casi fatica ad adeguarsi alle esigenze e alle disavventure verticali dell’amata/odiata palletta; la grafica è saggiamente minimalista, piacevole, pulita, stirata, beneducata… Ma forse anche sprovvista di quello stile, di quella personalità straripante, di quel pataponoso carisma che avrebbe consentito a queste due opere piattaformiche di elevarsi definitivamente verso aulenti e sconosciutissime vette.
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