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Due tasti, una sfera

        Saturday, 5 April 2008, 7:00 - Luigi "ABS" Ruffolo

Amberial e Amberial: Nebulosa Realms | Sviluppati da Oddgoo | Piattaforma Web (Adobe Flash) | Rilasciati nell’agosto del 2007 (Amberial) e nel marzo del 2008 (Nebulosa Realms)

Amberial

Raramente capita di sperimentare un titolo e dopo un po’ di pensare qualcosa del tipo: «Chi ha concepito e realizzato ’sta roba qua probabilmente ha capito tutto dei videogiochi, della vita; mi piacerebbe congratularmi con costui e magari strizzargli anche disinteressatamente le tette, per un po’». Ecco, quello di Amberial e relativo, inevitabile, pantagruelico seguito è senz’altro uno di quei casi. Nebulosa Realms in particolare mi sembra a tratti rappresentare l’incarnazione perfetta del platform-puzzle game in flash semidefinitivo.

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Subito ci si sente in piena sintonia con Oddgoo (l’autore, un maschione messicano appena diciannovenne), con la sua filosofia videoludica e con questa sua sfera matta che corre, corre a perdifiato scevra da qualsiasi orpello lungo le praterie del minimalismo digitale immaginario. Che rimbalza libera, dorata e felice, oltreché rigorosamente bidimensionale, sulle svariate superfici disponibili. Inizialmente l’impossibilità di poter effettuare autonomamente dei balzi tramite l’apposito tasto regolamentare lascia increduli, spiazzati e impauriti; ci si sente piccoli e inermi in ostaggio dei capricci della fisica, di burroni sempre spalancati e pronti ad accoglierci, nonché dei sadici marchingegni sapientemente disseminati lungo il paesaggio.

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Ma dopo un po’ ci si rende conto che la scarsa autosufficienza concessaci — cosa apparentemente inspiegabile e inaccettabile in una società civile — risponde alle raffinate ed essenziali logiche che animano e plasmano gli universi e i rompicapi in questione. I motivetti musicali rotolano gradevolmente al nostro fianco, pertinenti, a tratti accattivanti. In Nebulosa Realms i livelli sono di gran lunga più vasti e variegati, forse pure troppo, e la nostra spiraleggiante creatura rischia spesso di smarrire il senno, i bonus sbloccanti e quelle uscite appetitose che dovrebbero condurla verso torri e mondi rassicuranti e assai migliori, ma in realtà…

Amberial e il suo seguito forse non potranno essere consegnati ai posteri quali esempi di videogiochi perfetti: la telecamera in alcuni casi fatica ad adeguarsi alle esigenze e alle disavventure verticali dell’amata/odiata palletta; la grafica è saggiamente minimalista, piacevole, pulita, stirata, beneducata… Ma forse anche sprovvista di quello stile, di quella personalità straripante, di quel pataponoso carisma che avrebbe consentito a queste due opere piattaformiche di elevarsi definitivamente verso aulenti e sconosciutissime vette.


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Flipside of the Divine

        Sunday, 16 March 2008, 7:00 - Simone "Karat45" Tagliaferri

Sviluppato da The Flipotechs | Piattaforma PC | Rilasciato nel 2008

Flipside of the Divine è un platform/puzzle game che si svolge nel regno dei cieli.

Lo scopo di ogni livello è quello di guidare un eroe non ben identificato per fargli raggiungere un portale, superando una serie di ostacoli sfruttando i poteri di un’aquila che fa ruotare alcune piattaforme e ne distrugge altre.

Questo è quanto. Flipside è intrigante, intricato, appassionante, vario, cervellotico, a tratti frustrante, ma sempre capace di proporre qualche novità in ogni livello tenendo desto l’interesse.

I primissimi schemi sono meramente dimostrativi e servono per apprendere le basi del gioco e i diversi modi per risolvere gli enigmi, ma le cose si fanno serie dal quarto in poi in cui bisognerà iniziare ad usare il cervello.

Quello che colpisce fin da subito è la sospensione dello scenario in un mondo etereo dai confini invisibili o incerti. Gli elementi decorativi sono pochissimi ma sono usati con gusto e rendono il minimalismo visivo che caratterizza i livelli insolitamente affascinante, nonostante la banalità di fondo del tema visivo scelto per l’ambientazione.

Probabilmente è l’accostamento fra la geometrica razionalità delle mattonelle con l’aleatorietà dei fondali a creare quell’armonia/disarmonia visiva che caratterizza tutti i livelli, regalando un sublime senso di indefinitezza al giocatore impegnato a risolvere i diversi livelli e regalando a Flipside uno stile visivo peculiare che sembra ripescare alcune suggestioni presenti nei vecchi titoli a 8/16 bit spesso caratterizzati dall’essere ambientati in un non-spazio più che in un ambiente definito.

Per il resto non vi resta che scaricarlo (è freeware) e provarlo da voi.

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FLIPSIDE OF THE DIVINE