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Goffa navicella

        Thursday, 31 May 2007, 8:00 - Luigi "ABS" Ruffolo



stelle ferme




Death or Glory (C64, Spectrum, Amstrad CPC, C16)






















s’aggira s’avvita
si stira s’annoda
ammira perlustra
lo spazio finito

amorfa indistinta
distratta sbagliata
grigiore bagliore
parallax zzap!

stridore stupore
trascina rottami
a tratti attorniata
nel blu abbandonata

attratta atterrita
atterra ma poi

perduta derisa
nel vortice vaga
più blu d’un fondale
ancora lampeggia




distrugge perché?
affligge ora i fasti
di alieni nefasti
deturpa rilievi

duelli astronavi
cannoni giganti
bucare lo schermo
promette lo spot

e non è il sonoro
un Hubbard d’annata
routine che merdosa
maltratta anche il SID

Deserto (ode ai deserti videoludici)

        Tuesday, 22 May 2007, 12:41 - Simone "Karat45" Tagliaferri

deserto

Me ne andavo di qua e di là per il deserto. Che poi non era proprio un deserto.
Un posto piccolo piccolo con qualche palma qua e la e sabbia gialla a dargli consistenza.

Però quanto sembrava un deserto! Era un miracolo! Avevo appena superato una foresta ed ero perso nel nulla!
Sapevo dove andare, non ero perso. Non era un deserto, ma quanto desideravo che lo fosse!

Vorresti che lo fosse? Riusciresti a trovare la strada di casa in un deserto? Deserto deserto, però, niente vie di mezzo.
Prova consegnarti alla sabbia e vedrai quanto possa fare male alla gola con cui urli la tua gioia verso il cielo.

Il deserto si percorre a bocca chiusa, niente fraintendimenti. Non puoi conoscerlo perché cambia sempre.
Le dune si muovono come le onde del mare ed esistono come sono fino al prossimo colpo di vento. Rovineresti.

Neptune’s Daughter

        Tuesday, 15 May 2007, 8:00 - Simone "Karat45" Tagliaferri

Neptune’s Daughter 01

Non è semplice affrontare il mare, una macchia blu in un inferno giallo.

Neptune’s Daughter 02

L’epica tortuosa alla fine di una burrascosa ascesa.

Neptune’s Daughter 03

Tre e son perso?

Neptune’s Daughter 04

Chiuso. Circondato e afflitto. Non c’è fuga oltre lo svenimento.

Neptune’s Daughter 05

Sono arrivato al tempio. Giaccio nel tuo ventre.

Neptune’s Daughter 06

Nutro la divina inconsistenza del serpente.

Neptune’s Daughter 07

Sospesi e sospiranti finalmente andiamo via.

Beach Head

        Tuesday, 8 May 2007, 12:47 - Simone "Karat45" Tagliaferri

Beach Head - Baia

La baia. La mia flotta in alto a destra; quattro quadratini bianchi. In basso a sinistra la spiaggia che devo assaltare con davanti cinque quadratini bianchi; la flotta nemica. In alto al centro un’area lampeggiante mi invita ad andare. Ricordate pure altre spiagge. Sono cresciuto su questa.

Beach Head - Grotta

La caverna. Si parte dall’angolo in basso a destra e di deve raggiungere l’angolo in alto a sinistra. Uscire dallo schermo.
Evita i missili / siluri / mine / pareti.
Ce la faccio.
Ma ogni tanto affondo.

Beach Head - Aerei

La flotta nemica. Degli aerei mi attaccano.
Li abbatto per non soccombere.

Beach Head - Flotta

La flotta nemica. È ora di affondarla definitivamente. Basta un colpo preciso.
La distanza tra me e loro è incerta.

Beach Head - Spiaggia

Sulla spiaggia. I miei carri armati avanzano evitando ostacoli e distruggendo torrette.
Stiamo salvando il mondo?

Beach Head - Bunker

Lo vedi quel quadrato bianco?
Spara.
Non è semplice inconsistenza.

        Tuesday, 28 February 2006, 19:30 - Simone "Karat45" Tagliaferri

Certe volte vorrei morire,
definitivamente.
Vorrei che lo schermo rimanesse nero
e che i nemici,
vincenti, esultanti, sbavanti di gioia,
tornassero a casa
senza dover incontrare i miei colpi.
Li guardo sparire;
non erano prima
e ora non sono più.
Riappaio e, come
in un sogno interrotto bruscamente,
ricerco il filo del mio
mutamento.
Imparo dalla frustrazione
gioisco dell’impotenza
e risorgo,
come un Cristo senza Dio.
Ogni colpo un voto
nella pantomima di sangue
e viscere elettriche,
traccio il mio schieramento,
assecondo certi sorrisi
e certi squallidi amplessi.

Un fallo blasonato che, giorno dopo giorno, si riduce sempre più, davanti agli occhi del pubblico festante… (Fable)

        Thursday, 12 January 2006, 11:40 - Luigi "ABS" Ruffolo

Xbox, Big Blue Box / MS Game Studios, 2004

Vi presento la mia interpretazione (in rima, e immagino eccentrica all’altrui pupille…) del noto gioco elettronico di breve durata. Fable, inizialmente “gioiellino” esclusivamente xboxaro (la versione da me vivisezionata è quella originale), è stato in seguito ampliato, anche per PC. Il titolo in fase di sviluppo prometteva mari e monti (insomma… le solite cazzate… “RPG totale, libertà illimitate, fettine di culo vicino l’osso, ologrammi, più figa per tutti, ecc.”), ma poi alla prova dei fatti si è limitato a offrire “solo” laghetti e terrapieni. Pertanto, il “santone-sborone” Molyneux è stato oggetto di scherno, durato molte pagine, sui vari forI, perlopiù da parte di chi, per l’ennesima volta, aveva abboccato, oltreché ovviamente dagli assortiti bulli che arredano quelle lande… ma non solo, anche alcuni utenti in genere morigerati si sono sentiti (pure giustamente, ci mancherebbe) in diritto di dire la loro sulle dimensioni del suo pene.


FableFable bis

Intento a tagliar nebbie, scherzar viandanti,
le donne con peti corteggio, tonanti,
tra voci remote, grilli rumorosi.
Sarò protagonista presto indiscusso!
Di questa realtà provar voglio ogni lusso,
sguazzando, godendo, in laghi luminosi…

Stasera magari ruberò una stella,
o solo un regal, per zittir mia sorella!
Trascorro pomeriggi ematici, ozioso,
al primo pian vago delle abitazioni,
“esamino argenteria”, provo altre azioni,
o polli automatici scalcio, furioso.

Passando, abitanti spenti, sfortunati,
già chini, poligon sol immaginati,
su ponti li vedo, fermi, solitari,
e m’offrono doni (giammai li disdegno),
in pace il lor mondo vivono di legno.
Han visi, discorsi prestampati, e amari.

Poi oltre le fresche, amene cascatelle,
glorioso al cuor miro delle sentinelle.
Alcune già in coro stramazzan, morendo
gelate, stravolte, colte dall’Inverno.
Non visto, ora scaglio frecce dall’Inferno.
Briganti passano scuri, altri offendendo,

scivolan via, prendon troppa confidenza,
bottiglie oppure dàn, di dubbia provenienza.
Intanto, ingerito una donna ha un marito!
Gelosa è, arruffata, dietro quella casa.
Al suolo anche questa presto sarà rasa
(leggenda d’un bimbo narra, rammollito,

incerto all’inizio, ancora un po’ incolore,
fornito del suo regolare indicatore;
da fiamme un villaggio avvolto, divorato…)
Malvagio, così — cornuto! — son cresciuto.
Pian piano più armato, rispettato e irsuto,
corroso, abbrutito, dal sangue inebriato.

Intento a scagliar saette nei paraggi,
a inanellar, quindi, i massimi punteggi,
le vesti rinnovo. Mill’altre persone
conosco, apprendendo paesaggi extraurbani.
Misuro poteri con mostri lontani.
Le spose invecchiate van giù dal torrione.

Fable tris