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Omega Five: lo spara-a-tutto di XBox Live!

        Wednesday, 2 April 2008, 7:30 - Andrea "Coolcat" Rubbini

Sviluppato da Natsume | Rilasciato nel gennaio 2008 | Piattaforma XBox 360
[Disponibile per il download su XBLA - 800 Microsoft Points]
[co-op fino a due giocatori su schermo condiviso - nessuna modalità multiplayer on-line]

Circolo polare artico - ore: 14.00 - GMT -2

- Forse a stare qui in mezzo al niente mi sono rimbecillito, ma ho come l’impressione che ci siano sempre più orsi bianchi, laggiù in mezzo alla neve.

- Ora ci guardo. Aspetta che qui devo staccare tutto, dopo cinque ore ho fatto il pieno per un mese di questa cantilena arcade.

- A proposito, cos’era quel casino, un gioco di guerra?

- Macché, un nuovo spara-a-tutto a scorrimento orizzontale, che ricorda un vecchio spara-a-tutto a scorrimento orizzontale. Forgotten Worlds, se vuoi la mia opinione.

- Sì ma tu ascolta anche la mia di opinione, perché qui ti assicuro che ci sono sempre più orsi in mezzo alla neve. Ora mi sto convincendo che ci stanno fissando. Pensi che sia pazzo?

- È da pazzi realizzare personaggi del genere. Voglio dire, erano proprio brutti a vedersi. Pensa che il maschio sparava col cazzo. Sul serio, una delle tre armi a disposizione sembrava pure piscio. Ma dico, te lo vedi? Questi ci attaccano e noi gli rispondiamo a colpi di piscio?

- Ascolta, se qui ci attaccano siamo in due. Due fessi in mezzo ai ghiacci, neanche fosse uno dei tuoi videogiochi. E ora ti dico che quegli orsi là fuori non sono normali, si muovono tutti allo stesso modo.

- Giusta osservazione, anche i nemici non hanno fatto altro per quattro miseri livelli. Sempre uguali, sempre a sparare negli stessi punti. Era solo questione di provare e riprovare, come ai vecchi tempi. Magari c’è a chi piace però boh, un po’ di varietà con le armi avrebbe giovato alla tattica. Magari un negozio in cui fare acquisti, qualche add-on per difendersi, un famiglio volante. E bada che c’erano dieci anni fa queste cose. Già che vuoi fare un classico dico io.

- Secondo me è il fucile che non ci basta. Guardali per dio, stanno ballando. Passami il binocolo, che qui esco pazzo.

- Sì è come imparare i passi di un ballo, provi e riprovi per il gusto di vedere una coreografia perfettamente riuscita, dove il ballerino chiaramente sei tu. Purtroppo sai cos’è? Che con tutti quei colori e i fondali tridimensionali, a volte non si capiva più niente. Pareva più il carnevale di Rio psichedelico. E al posto delle ballerine c’erano robot-medusa, sfere volanti e serpenti d’acciaio. Non un granché originali devo dire. Peccato perché le ambientazioni avevano un certo stile. Non trovo il binocolo. Ti vanno delle patatine al mais?

- Devono essere le droghe, ma noi non ci droghiamo vero? O abbiamo cominciato e non me ne sono accorto? Orsi di merda. Guardali, sono un centinaio. Ora gli sparo. Anzi no, restiamo chiusi qui. Orsi ballerini, venite! Moriranno di fame e di frustrazione prima di avere anche solo scalfito il portello.

- Già, una bella sfida. Ma più che altro nel cercare di raggiungere un punteggio elevato, perché i quattro livelli si bruciano in un pomeriggio, tanto più se puoi giocare insieme a qualcuno, secondo me. Anzi, visto che non si può giocare on-line con quelli della stazione Alfa, facciamoci un doppio. Si possono pure sbloccare dei personaggi extra.

- C’è già qualcuno in più qui. Cristo, voltati.

- Cavolo queste patatine, oh. Come ha fatto ad entrare?

Ero appena atterrato sul brullo e defecato suolo del Mangiabinbistan Orientale

        Tuesday, 4 March 2008, 7:00 - Luigi "ABS" Ruffolo

Chicken

Ero appena atterrato sul brullo e defecato suolo del Mangiabinbistan Orientale, sotterranea e inospitale nazione sconosciuta alla maggior parte delle carte geografiche e dei giornalai. Mi trovavo lì in vacanza premio grazie al supermegacaporedattore mascherato dotato di poltrona in pelle di vero recensore. Ero stato spedito al triste scopo di intervistare degli sviluppatori di videogiochi che stavano allestendo un dozzinale FPS fantapolitico, ovviamente basato sul solito conflitto postnucleare globale del cazzo USA vs URSS vs Cina vs Tartarugheninjastatalisteinmutande.

La sede dell’ignota quanto prominente software house era irraggiungibile anche dai più scafati supereroi e completamente avvolta dalla puzza di programmatori morti e dal mistero. Le infrastrutture fatiscenti, i PC a dir poco obsoleti che — come nel tentativo di interrogarsi sul reale significato della vita e dei byte — ogni tanto implodevano, generando ologrammi di bolle verdi e blu su arcobalenosi prati fioriti e/o minati; i monitor incredibilmente ingombranti, fosforescenti e accecanti; le stampanti rumorosissime e malfunzionanti, ma sempre attive e perigliose.

Il gioco, allo stadio larvale di programmazione, non meriterebbe nemmeno di essere descritto. Tozze e ignave creature appena abbozzate si rincorrevano nelle periferie dell’anonimato poligonale, compiendo azioni banalissime su scenari ultrapiatti; gli effetti di luce erano usati più o meno a casaccio, o cavalcando mode oramai tragicamente desuete; mentre gli sviluppatori, palesemente incuranti di tutto ciò, si masturbavano in un angolo, fissando con fissità non comune le tettxture di procaci eroine malamente spixellate su pareti decisamente camionistiche.

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