Ratchet&Clank_03

[Diario] Sulle tracce del capitano Qwark

(Anche se lo sanno tutti che esiste un solo capitano e si chiama Jack Harkness)

Il gioco è agli sgoccioli, Ratchet ha rintracciato il Capitano Qwark ed è rimasto deluso. Il suo role model in realtà è un cinico mercenario, sedotto dal denaro e dal potere. Qwark non esita a togliere di mezzo i due avventurieri attirandoli in una trappola e Ratchet decide di lasciar perdere tutto, tramando vendetta contro l’odiato supereroe. Dato il personaggio di Qwark io avevo optato per la tesi del finto eroe codardo e non per quella dell’eroe mercenario, ma forse è meglio così.

Il risultato della cocente delusione di Ratchet è che quest’ultimo si trasforma in uno stronzetto inutile, che Clank deve prendere a calci ogni tre per due, mentre continua a provare faticosamente a salvare il mondo. Le tinte si fanno un po’ più fosche: dopo aver dato del novellino a Obama, Drek annuncia alla galassia che ha trovato un posto per il suo nuovo pianeta, posto già occupato da un altro mondo, che si provvederà a disintegrare con un bel missilone. Dopo qualche ora di piagnistei e capricci, Ratchet capisce che deve lasciar pedere la vendetta personale e cercare di salvare la galassia, non senza tenere gli occhi aperti per scoprire dove si stia nascondendo Qwark.

Dopo il secondo boss (un po’ meno deludente del primo ma comunque molto poco sfidante), il gioco si trasforma in qualcosa di molto più impegnativo e complesso. Premesso che sono una schiappa con i platform 3D, le sequenze di gioco sono molto più articolare ed i combattimenti più affollati e frenetici. L’entrata in gioco del jetpack, degli stivali magnetici e di differenti tipi di terreno e di level design rendono ogni zona un misto di puzzle ambientali e sequenze action impegnative. A volte addirittura frustranti. La frustrazione deriva dai checkpoint, che a volte sono molto ravvicinati ed altre sono così lontani da costringermi a rigiocare le sequenze d’azione anche una dozzina di volte di seguito (Orxon è un esempio esasperante del problema). Senza mai poter salvare.

Ora il missilone è vicino. Speriamo che ci sia un boss degno a difenderlo, questa volta.

[Diario] Avete scelto, avete vinto!

Eccomi qui, la cavia umana della community di Ars Ludica!

La scelta l’avete fatta ed è ricaduta su Ratchet & Clank. Il primo, l’originale (che peraltro apparteneva al nostro Vittorio Bonzi).

I fortunati vincitori estratti a sorte da random.org sono Nevade e Carlo De Intinis (che ci ha contattato su Google+). Scrivete a redazione@arsludica.org e vi manderemo i codici-premio per Good Old Games! Se non vi fate vivi entro una settimana dalla pubblicazione dell’articolo estrarremo altri vincitori.

Ora veniamo al gioco.

Dopo quattro ore posso dire che è un gran bell’action adventure. Non come Beyond Good & Evil e un pelino sotto Jack & Daxter (che aveva un doppiaggio italiano strepitoso) ma comunque un ottimo gioco. Inizio a sentire della stima per questo Lombax sfigato e per il suo intraprendente compagno robotico. La passeggiata spaziale a gravità zero è stato un modo molto carino per farmi apprezzare ed introdurre il carattere e le abilità di Clank.

Inizialmente ho sospettato di avere tra le mani un gioco un po’ telefonato e lineare, o quanto meno un platform con livelli piuttosto semplici, dal momento che dopo la mia prima visita a Rilgar (per vincere la prima gara di hoverboard) avevo trovato un solo bullone d’oro e il layout dei vari pianeti mi era sembrato piuttosto semplice. Invece… no.

Semplicemente il gioco si è schiuso dopo un inizio un po’ sonnecchiante, introducendo un backtracking graduale che con nuovi gadget apre location già viste e che consideravo del tutto esaurite a situazioni nuove ed impensabili. Non è Metroid ma l’effetto sorpresa merita. L’estremismo delle armi e delle abilità a disposizione mi sta piacendo molto perché ti spinge a pensare fuori dagli schemi dei normali platform, anche se alla base di tutto rimangono dei capisaldi del genere come i salti doppi e le planate. Per ora i boss mi sono sembrati sotto tono e devo ammettere che alcuni incontri li ho trovati un po’ troppo frustranti o proni a delle risoluzioni abbastanza banali, come attirare i nemici uno ad uno. Magari non sono ancora troppo pratico delle armi, che sono veramente assurde. Chissà.

L’unico dubbio che mi assale è se sia normale che sin’ora ho trovato un solo bullone d’oro. Sono scarso o cosa?