Ars Ludica | Forum | Archivio | About

Gli Ani in Faccia - L’EA sulle immagini soft-porno usate per promuovere PornStreet… pardon, ProStreet

        Tuesday, 27 November 2007, 19:04 - Simone "Karat45" Tagliaferri

crash test

Non contenti di aver messo su un gioco di guida vomitevole e di una banalità sconcertante, la EA ha scelto di accoppiarsi con il cadavere usando due modelle nude per promuoverlo su page3.com. Quanto saranno stati pagati i pubblicitari responsabili di questa campagna marketing di uno squallore unico? Non lo sappiamo e, comunque, qualsiasi cifra sarebbe sempre troppo alta per un lavoro che qualsiasi decerebrato poteva partorire tra una sessione masturbatoria e la successiva. Ovviamente non è questo ad aver fatto vincere per l’ennesima volta un Ano in Faccia alla EA. Il prestigioso premio viene invece assegnato per le dichiarazione rilasciate sull’argomento da un non ben identificato portavoce della multinazionale a gamesindustry.biz:

“We regret that these images slipped through the proper EA approval process, they were not appropriate for our brand. The original site has been taken down this morning.”

Traduzione: “Ci dispiace che queste immagini siano sfuggite al normale processo di approvazione della EA, visto che non sono appropriate per il nostro brand. Il sito originale è stato rimosso questa mattina”.

Ovvero: Abbiamo pubblicato delle immagini pubblicitarie squallide perché puntiamo a vendere il gioco solleticando i pruriti sessuali degli adolescenti, dei pre-adolescenti e di tutti quelli che impazziscono appena vedono un paio di tette. Sapevamo benissimo di quella pubblicità, ma l’abbiamo rimossa soltanto ora che sono scoppiate le polemiche consci della eco ricevuta e contenti perché tanto l’effetto desiderato è già stato ottenuto. Adesso torniamo nei canoni e riprendiamo a difendere i sacri valori della famiglia cercando di ripulirci l’immagine e pubblicando un altro bel gioco con i Sims che fanno la carità ai personaggi di Animal Crossing.

Non c’è molto da aggiungere. Un altro meritatissimo Ano in Faccia per EA.

Fonte: http://www.gamesindustry.biz/content_page.php?aid=30998

Rubrica: Post tappabuchi #01 (quello che gli altri non osano dire… perché sono tutte cazzate)

        Thursday, 1 November 2007, 15:50 - Simone "Karat45" Tagliaferri

Halloween
Non so bene cosa è Halloween.
Ma forse si farà il film di Halo.
Forse non si farà.
Si farà?
Non lo so.
Dolcetto o scherzetto?
Ma se te li infilassi al culo i tuoi scherzetti?
Torna a fare torte sul Wii.
Tuo nonno ti aspetta per una partita a tennis.
Non è che ora che tuo nonno gioca a tennis sul Wii tu te ne vai a giocare a bocce al centro anziani?
Oggi è il Jericho day?
Perché?
Tanto una festa vale l’altra, no?
Phantom Hourglass
Mask of the Betrayer
Spesso i sottotitoli sono più titoli dei titoli veri che non dicono più nulla.
Non è vero.
A

M

O
Smentirmi da solo.
Ho finito Perseus Mandate.
E pensare che il riciclo è tanto osannato dagli ambientalisti.
Gentiloni vuole regalare il Wi-Max
E’ un corrotto discreto
Torno a Norrath
Giro per le isole di Second Life
Che vita di merda
Il limite è il cielo

E finalmente questo post del cazzo è finito.

I videogiochi si sono messi la giacca e la cravatta

        Wednesday, 3 October 2007, 9:06 - Simone "Karat45" Tagliaferri

cravattaI videogiochi non sono più quelli di una volta, ma pare che le mezze stagioni stiano per fare una clamorosa ricomparsa insieme ai pantaloni a vita alta.
La nostra passione, superata la quarantina, ha svoltato ed è morta costringendoci ad indossare la giacca e la cravatta.
La società si sta accorgendo dei videogiochi. I nonni pretendono di giocare con i nipoti. Le madri vogliono capire. I politici vogliono sfruttarli per qualche spot pubblicitario personale.

Tutta questa attenzione ha un effetto collaterale immediato che è la normalizzazione. Gli assicuratori e le puttane condividono, come chiunque vende qualcosa, lo stesso atteggiamento verso il cliente: curano la confezione, si normalizzano e si prestano ad essere il riflesso del desiderio di chi guarda e deve tirare fuori i soldi. Pompini o assicurazioni che siano la differenza è poca. Sono due prodotti e, come tali, vanno venduti e per essere venduti devono essere accettabili nel loro contesto. Per i videogiochi vale lo stesso. Non ha più senso parlare di “esperienza”, di “libertà d’azione” e cose del genere. Sono tutte “parole marketing”, oggetti testuali che servono a far entrare un prodotto nell’orizzonte umorale/culturale del potenziale acquirente. I prodotti sono ben incasellati, vengono pensati alla fonte con certi limiti e non c’è nessuna volontà di superarli. Non avrebbe senso farlo perché il loro bersaglio è ben visibile e definito. Dargli le spalle sarebbe da folli; bisogna solo trovare il modo di fare centro. Le eccezioni ci sono, ma contano poco.

Questo universo, smodato, onnivoro, obeso, è azzannabile da più lati e si presterebbe a tutta una serie di critiche e riflessioni che potrebbero minarne le fondamenta.

Per questo c’è bisogno di creare una solida base di menti normalizzanti che si occupino di creare un substrato intellettuale a cui fare riferimento in ogni occasione per giustificare l’ingiustificabile.

Non vi preoccupate, nessuna congiura. È un evoluzione naturale. In fondo a chi non sono venuti i brufoli sulla fronte?

Prendete un giovanotto occidentale in età post adolescenziale. Ha vent’anni o poco più, gli ormoni ancora a mille e, pur avendo il fisico nel pieno delle forze, non crescerà mentalmente almeno per altri vent’anni. Mettiamo che questo giovanotto sia mediamente intelligente e appassionato di videogiochi. Mettiamo anche che sappia scrivere piuttosto bene. Il quadro è completo?

Bene, dategli i giochi gratis e in anteprima e avrete il vostro redattore di fiducia pronto a sfornare articoli e a piazzare voti (numerici, a forma di stella, a forma di fragole, a forma di quello che vi pare, insomma).

È un mondo fantastico ma bisogna fare di più. Bisogna capire l’industria, seguirla e crearle il consenso necessario. Non è difficile. Se un bambino appassionato di calcio si sente ripetere continuamente che un calciatore brocco è un fuoriclasse, allora il bambino penserà che il calciatore brocco è un fuoriclasse.

Quando il tuo sogno si avvera e sei nel giocattolo, accetti senza fare troppe domande di chiamare cerchio un quadrato, perché inizi a temere che il giocattolo si possa rompere. “Così sia”, ripeti in continuazione e poco ti interessa di abdicare da te stesso.

Hai potere sul desiderio della tua società di riferimento perché puoi esaudirlo in anteprima. Sei un “insider”, un gran sacerdote di un rito collettivo di cui puoi godere esclusivamente tu, mentre gli altri sono ancora costretti a guardare. Sei davanti: cosa può volere di più uno “mediamente intelligente”?

Non è vero che le recensioni dei videogiochi non sono cambiate nel corso degli anni. Sono cambiate tantissimo, invece.

Sono passate dall’incoscienza del giocare, alla coscienza dei soldi che stanno dietro il giocare. Nelle recensioni non si parla più dei videogiochi e del videogiocare, ma si parla di “strategie comunicative”, ovvero di quello che gli sviluppatori volevano realizzare cercando di ottenere questo o quell’effetto. Ci sono riusciti? Dipende dal marketting.

In realtà la critica videoludica non esiste. Se un videogiocatore qualsiasi leggesse un pezzo di critica videoludica non lo comprenderebbe. Sulla sua testa apparirebbe un punto interrogativo e, trovandosi spiazzato, sfodererebbe il classico campionario di frasi fatte e rimostranze ad effetto.

Mai negare ad un drogato la sua dose giornaliera. Mai negare ad un videogiocatore il voto in fondo all’articolo, anche solo per il gusto di permettergli di polemizzare. Dalle riviste possono sparire i nomi dei redattori più autorevoli, solitamente fagocitati dall’industria e chiamati a saltare dall’altra parte della barricata, (probabilmente sono stati talmente bravi da aver convinto il padrone di essere schiavi affidabili), possono sparire le rubriche più disparate, possono sparire intere redazioni… ma i voti non spariranno mai.

Il voto è il riferimento immediato, l’epifania, l’estasi. Il voto, soprattutto, è quell’astrazione intorno a cui si gioca il destino di un prodotto/videogioco.

Il voto è la normalizzazione primaria, il pensiero comune che assegna un valore a qualcosa che deve rappresentarlo. Ogni tanto c’è qualche guizzo di libertà. Ma sono momenti che non fanno testo.

Shinobi

        Sunday, 8 July 2007, 23:39 - Simone "Karat45" Tagliaferri

shinobi 1

Marilyn,

Cosa ci fai appesa a quel muro? Tra fiamme e shuriken?

Torna a casa, ti prego

Col senso che rimane a guardarti

A sfiorare il tuo ricordo annaspante

Fra i pixel di un muro crepato

Torna a casa, ti prego

shinobi

Non c’è niente di più frustrante

Di essere osservati dal mito

mentre si uccide

E l’icona crolla

Ghosts’n'Goblins

        Thursday, 28 June 2007, 8:00 - Simone "Karat45" Tagliaferri

ghosts’n

In mutande al cimitero me ne stavo eretto e fiero. Fra le braccia la mia bella, con il culo su una tomba.
<<Strano il cielo questa sera, è una notte nera nera>> dissi guardandola fisso in basso
<<Hai il vestito ancora indosso!> urlai prima che apparisse, un demone grosso bavoso e rosso.

Continua a leggere »