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Ragazze e Videogiochi

        Tuesday, 8 July 2008, 6:11 - Lun-Sei Sleidee

Che i videogiochi siano un passatempo maschile, come il calcio o le moto, è uno stereotipo ancora molto diffuso in occidente.
In questa affermazione c’è del vero, ma non per una intrinseca “mascolinità” del medium, ma semplicemente perché, tendenzialmente, tendono (tendevano?) a essere programmati da ragazzi per un’utenza di ragazzi.
Ciò era, comunque, certo più vero in passato; oggi, considerato anche l’enorme successo che i videogiochi si sono guadagnati col tempo, le cose non sono più così. Ma si sa, le vecchie idee sono dure a morire.
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Esiste la possibilità che un videogioco sia un’opera d’arte?

        Thursday, 31 January 2008, 15:38 - Luigi "ABS" Ruffolo

La domanda del titolo va intesa come: “Sicuramente, non tutti i videogiochi sono arte. Anzi, mi sento di mettere l’uccello sul fuoco sul fatto che la (stragrande?) maggioranza dei videogiochi non siano, ma neanche lontanamente, opere d’arte: FIFA, Barbie Raperonzolo e tanti altri ancoraâ€.

Weird_dreams

Nonostante il nome che porta, non ritengo che Ars Ludica sia composta da un manipolo di esaltati fondamentalisti del videogioco; da una setta di fissati con questa storia dell’arte nei videogame a tutti i costi; da un sottoinsieme di giocatori depressi per il fatto che il proprio “hobby†venga costantemente spernacchiato, schernito, attaccato e considerato contenutisticamente povero, irrilevante, quando non segno di grave decadenza sociale e morale, quasi alla stregua dei Grandi Fratelli e delle Isole, delle zinne e dei culi. O comunque un’attività molto meno interessante e di spessore rispetto per esempio all’andare al cinema o a leggere un libro (opinione che peraltro grossomodo condivido: spesso i videogiochi non sono che meri prodotti commerciali — nell’accezione dispregiativa del termine — senza personalità fatti con lo stampino, repliche modaiole, tristi e perdisseque dei successi delle stagioni precedenti condite in salsa ipertecnologica).
Non mi faccio le pippe davanti ai poster di Kojima in mutande, pensando agli straordinari significati filosofici reconditi di Metal Gear Solid 2, o robe di questo genere.

Penso di aver demolito abbastanza. Ora che ci siamo sbarazzati (almeno spero) di un po’ di equivoci, possiamo proseguire.

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Monogamia videoludica

        Tuesday, 22 January 2008, 0:01 - Luigi "ABS" Ruffolo

Monogamia

Oggi vi (s)parlerò impunemente di mio cognato. “Emmocheccazzocenefregannoi? Solita autoreferenzialità dell’uccello tipica del blogger esaltato di turnoâ€, mi ululerete contro in coro (giustamente). In realtà, l’aspetto interessante della vita sess… ehm, videoludica di mio cognato sta nella sua indefessa monogamia. È l’esempio perfetto, il gioioso prototipo, la reincarnazione ufficiale del casual tizio (tale almeno in teoria) che però alla fine gioca il triplo rispetto al suo dirimpettaio naturale previsto dalla legge (l’hardcore pisell, naturalmente), giacché quest’ultimo perde numerosissime ore della sua inutile vita in giro a flammare su titoli che non ha mai neanche provato.

L’anello di congiunzione, insomma, tra l’invasato da forum e la bestia (videogiocosamente) analfabeta per la quale i viggì non hanno importanza né nomi, ma esistono solo “il gioco di macchineâ€, “il gioco di calcioâ€, “il gioco di botteâ€, “gittià†e “fainal fentasiâ€. Ci sarà sicuramente qualche termine tecnico inglese in gergo hypersphaigh 3.1, o qualche affascinante e comprensibilissimo acronimo ggiovine del tipo GG1AMG4Y4ULUL!!! o YyNGNRJNWRRNYPYFNBXHZWXDXDPROOOOOOOOOT per indicare questa particolare e al giorno d’oggi delicata condizione (anche dell’animo).

Ma ritengo che “monogamia videoludicaâ€, tuttosommato, vada benone.

Praticamente, questo distinto, rispettato e barbuto signore sulla quarantina — con un lavoro, una vita sociale e tutto — non è veramente interessato ai videogiochi, nel loro complesso, intesi come cultura e tutto; non si può definire in alcun modo un appassionato, almeno in senso classico, visto che ignora l’esistenza di quasi tutti i prodotti abbandonati sul mercato sin dai tempi del Pac-Man del suo vissutissimo Atari 2600, compresi i più rinomati (chessò? non credo sappia che sia mai esistito un gioco chiamato DooM, per dire… penso non occorra aggiungere altro). Non è interessato ad approfondire alcunché, nemmeno al livello più “bassoâ€.

Ama però trastullarsi per ore, pomeriggi, weekend interi in compagnia di un unico, monumentale, infinito e onnicomprensivo videogioco, che poi solitamente è Scudetto/Football Manager (ma, dopo aver vinto talmente tante coppe e scudetti da oscurare la fama di Real Madrid, Milan, Juventus, Bayern Monaco e Liverpool messi insieme, credo sia passato a qualche gestionale più o meno egizio). Solingo nel suo antro alcolico inesplorato. Lasciando risuonare dozzinali e ripetitive musichette a volumi esagerati, del tutto immerso nelle urla meccaniche strazianti, nel boato primitivo e sempre uguale della curva, ostaggio di una tifoseria divenuta oramai insaziabile.