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Vero, vero. La descrizione è asettica perché in azione si pensa poco, specie se rischi le virtuali piume (almeno ai primi livelli di esperienza – per successivi non so, ma il gioco è molto avaro di punti esperienza – il personaggio è tutt’altro che un dio in terra, specie se metti la difficoltà ad alto realismo – quindi niente danno ridotto, ad esempio, ovvero un colpo e sei morto).
Poi, be’, a dire il vero i nemici sono quasi tutti uguali, e senza una macrostoria dietro riesce anche difficile figurarsi immaginarie storie personali…
]]>Mi colpisce il contrasto tra la brutalità di quest’atto (il nemico avrà quantomeno una moglie, una casa, dei figli da sfamare…) e l’asetticità della descrizione, come se il protagonista si fosse solo scaccolato, o poco più. Cazzate a parte, penso che lo proverò… era anche Gioco del Vazzo su tgmol, mi pare!
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