La Merdstation

La Merdstation esiste, la Merdstation è tra noi (anche se non pare…).
La Merdstation non è una Playstation, non è una normale console, la Merdstation è per pochi.
La Merdstation non vincerà nessuna console war, e forse nemmeno la pareggerà, perché nessuno davvero la supporterà.
Nessun sedicente analista-alcolista emanerà le sue fin troppo ottimistiche (o fin troppo catastrofiche) previsioni, per essere deriso sui forum di mezzo mondo, e poi smentito impietosamente dai dati.
Nessun Kuturagi ne sosterrà il lancio rilasciando iperboliche, fantascientifiche, masochistiche dichiarazioni.
Nessuna catena di ipermercati anglosassoni se ne farà beffe, svendendola a metà del suo ciclo vitale, per poi darla via in bundle con le patatine.
La Merdstation non è Wi-Fi-Ready, non ha l’accadì, e nemmeno il dividì, ma “è proprio come essere in una sala giochi, c’è il flipper, c’è il jukebox”.
Indubbiamente. Il pad, poi, “è anche una pistola spaziale”.
Sulla sua confezione sono impresse promesse di treddì incredibile a mille e un bit, suono Dolby Surround, grafica a sessanta fotogrammi, ologrammi e perfino una notte con Monica Bellucci.
Gli screenshot sul retro provengono dai capisaldi della prima Playstation (inutile dire che le hanno solo saldato nel culo una ROM con un po’ di vecchie glorie nintendare, era otto bit).
La Merdstation che ho visto io era contenuta in un sarcofago clonato, sempre dalla PS one, il modello bianco piccino piccio’.
Però la Merdstation ha il vantaggio non indifferente che dopo un po’ si scalda, ed è possibile cuocerci comodamente le uova sode.
Sarebbe un errore gravissimo, a questo punto, pensare che la Merdstation non sia innovativa, che non apporti dei cambiamenti atti a stravolgere per sempre il reazionario mondo dei videogiochi.
È sufficiente infatti premere uno dei quattro tasti principali del pad per attivare una geniale, imprescindibile, sconvolgente funzione: far piantare irreversibilmente la Merdstation.
E voi genitori, tornando a casa, troverete i vostri bambini (che però vi avevano chiesto per Natale il Wii o la Xbox 360, come i loro amichetti di wrestling e di merenda).
Date loro una carezza e allungategli fiduciosi il pacco (ahem…), e ditegli: “questa è la Merdstation del papà”.
Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto.
Sappiano gli afflitti che il papà è con i suoi figli, specie nelle ore della mestizia e dell’amarezza.
E come diceva l’omino baffuto nella televisione, vostro figlio non potrà più dirvi: “papà, papà, voglio un gioco nuovo”, perché voi potrete agevolmente ribattere: “sono più di mille, ragazzo mio, è impossibile che tu li abbia già provati tutti!!”.

La merdstation

Un ringraziamento speciale a Massi cadenti.

12 comments on “La Merdstation

  1. Ricordo quando uscivano i cloni dell’Atari VCS, quelli sì che erano mitici. 😀
    Certo che la merdstation fa proprio tristezza..

  2. ce ne sono decine di questi scatolotti in giro per i super mercati… ma i detentori del copyright dei vari giochi non dicono nulla?

  3. Il Digiblast è uscito da oltre un anno e immagino che non sia stato ‘sto grande successo, nonostante alcune soluzioni di design e (soprattutto) il prezzo di giochi e cartoni fosse interessante (a me i prezzi dei giochi per le console portatili tradizionali sembrano una pazzia). Comunque, diciamoci la verità, Giochi Preziosi, da sola, dove voleva andare?

    Sempre riallacciandomi al discorso dei prezzi: se le varie Merdstation ancora in circolazione vendono (quella che ho visto io smerciare a Natale, è stata pagata una ventina di eurI, decisamente troppo, direi), vuol dire che esiste una domanda, una fascia di mercato forse inesplorata/sottovalutata e non (ancora) coperta da Sony, Nintendo, ecc.

  4. Il Digiblast è abbastanza richiesto nel negozio in cui mi fornisco (piccolo negozio gestito da appassionati), le mamme telefonano e li prenotano pure!

  5. Io pensavo che avessero smesso di vendere queste scatole di plastica con dentro le emulatori e vetuste roms prese da chissa dove! Ma chi è che li compra? ABS, comunque questo pezzo sembra scritto da Olpus! asd!

  6. In realtà non sono emulatori, ma veri e propri system on a chip, con una EEPROM zeppa di ROM (di solito le compilation Nin1 di origine brasiliana). Con una merdstation, un po’ di attrezzature e tanta pazienza è possibile fare un NES universale, basta sapere dove saldare i cavi della piattina per il connettore delle cartucce…

    Idem per i C64 on-a-chip, ho fatto un hack che legge da Flash i file PRG (i memory dump) comperando componenti elettronici di normale consumo… Decisamente meno ingombrante dei C64 che ho in magazzino 🙂

  7. Quando la Virtual Console del WII avrà più di 1000 giochi sarà la MerdStation definitiva!! Comunque a me una Merdstation a poco prezzo zeppa di giochilli Megadrive non dispiacerebbe affatto… 😀

  8. Ok grazie per le precisazioni e scusate l’ignoranza. In effetti avrei dovuto intuire che non si trattava di emulatori, ma io sono sempre poco sveglio. 🙂
    Comunque anche a me piacerebbe un consolina con tutti i giochi Megadrive, ma mi pare che dentro questi apparecchi ci siano solo giochi mediocri e dimenticati nel tempo, magari cloni di quelli più famosi.

  9. HHHHHHHHHHHHHHHHHH IL CIBERCOMPIUTER HHHHHHHHHHHHHHHH!!! (con Fifa aggiornato al NOVANOTTO!!! e grazie al cazzo, senza i nomi)
    Mitico il baffo!

    Peraltro alla Città Mercato, tanti anni fa mi imbattei pure nel Merdsaturn. Magari, ironia della sorte, la base era quella di un Master System…

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