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Basta andare su TGMOnline e ne troci quanti ne vuoi.
Gli utenti PC sono i peggiori: sono delle zecche, dei parassiti. Succhiano tutto quello che possono e quando un organismo è morto, gli sputano sopra e passano al prossimo.
Vuoi esempi?
– Loki: faceva giochi Linux. Fallita. La gente si chiedeva perchè dovesse pagare e perchè non davano i sorgenti.
– Clover Studio: giochi troppo fuori dal mercato: evidentemente non essendo FIFA per l’utente medio non hanno meritato i suoi soldi.
– Elixir Studios: quando ha chiuso, il forum di TGM è stato generalmente felice, con uscite tipo “Republic è il gioco più brutto della storia, meritano di chiudere” o insulti direttamente a Demis Hassabis.
– Ritual: Secondo l’opinione diffusa, la pirateria fa solo bene al mercato e su una ditta fallisce non è per la pirateria, ma perchè il gioco faceva schifo. Credo che gli ex-dipendenti Ritual sarebbero contenti di poter picchiare chi dice così 😀
Mi fermo.
Ed ora peggioreremo: con la storiella di Jeff licenziato avremo thread sui forum da centomila reply, con gli sponsor contenti e ancora di più i siti stessi.
Avremo giochi boicottati perchè fatti da gente che una volta ha conosciuto un tizio che forse ha fatto Kane & Lynch. Questo potrebbe portare a diciamo 20.000 copie vendute in meno. Se è un titolo piccolo, quella ditta o ricapitalizza o chiude.
Oppure potremmo avere gente che parla di questo da qualche parte per soldi, e mentre butta le sue sentenze, di certo sbagliate perchè i redattori di videogiochi sono tutti microcefaloidi, i piccoli sviluppatori se la beccheranno nel di dietro.
Questo caso porterà a solidificare i giganti EA e Activision-Vivendi, per la gioia di tutti quelli che non vogliono sequel e vogliono idee nuove.
Che poi corrispondono a quelli che non comprano un gioco manco a picchiarli 😀
In ogni caso è un po’ generico tirare in mezzo “la gente” in questo modo, senza dati nè dovuti rimandi, anche se riconosco un senso importante in quello che dici.
]]>Questa faccenda ha fatto perdere del tutto la fiducia per le testate e per gli sviluppatori, si riterrà che i primi saranno sempre e comunque pagati o spinti o obbligati a parlare bene dei giochi dai secondi.
Ai grandi sai cosa gliene frega: non tutti leggono i forum ed i grossi guadagni li fanno sui giochi annuali, come PES o FIFA.
I piccoli invece, che fanno giochi un po’ più di nicchia o cercano di fare cose che possano piacere, si rivolgono ad un pubblico molto minore, poichè non possono permettersi il battage pubblicitario di una major.
Quindi chi compra i loro giochi in genere è un utente di Internet, che ora come ora non si fiderà più di quello che ci legge.
Quindi da tutto questo casino Eidos non avrà nessun grattacapo, perchè il suo Kane & Lynch di certo coprirà le spese, mentre un piccolo si troverà stritolato tra un vecchio nemico (la pirateria) ed un nuovo nemico (la diffidenza verso la stampa).
Se pensate che la gente non creda che i piccoli paghino per avere i bei voti, allora non conoscete la gente.
Ci sono persone convinte che l’arbitro dell’oratorio si becchi le mazzette, o altri che alla chiusura di ogni piccola software house che aveva all’attivo solo piccoli giochi, hanno gioito. Ricordate la casa di “Evil Genius”? ricordate i commenti entusiastici sulla sua chiusura? Io li ricordo bene, ma non è certo l’unica.
Se questa faccenda andrà avanti ancora molto, per i piccoli sviluppatori sarà un nuovo problema.
E come al solito sarà colpa della gente, che da menefreghista gioirà come sempre.
]]>Sulla questione dei piccoli sviluppatori ti do ragione, ed è l’unico risvolto della vicenda che davvero mi preoccupa. Non è che mi disinteressi dei lettori, ma è pure ora che si sveglino un po’, mentre chi vuole realizzare videogiochi, soprattutto in Italia e deve pagare il fatto di non poter stare dietro allo strapotere delle major, ecco questo è veramente grave.
]]>Detto questo ripeto:
Tutta questa faccenda diventerà un business e chi ci perderà saremo noi piccoli sviluppatori.
]]>I lettori non pagano.
Eh, ma che gli viene offerto? Non si abbonano, ma gli viene dato anche poco in cambio, generalmente, tipo qualche servizio accessorio in più.
]]>Se un indipendente è in grado di dire ste buffonate e generare 36 reply, una rivista commerciale come quella porcheria di TGM potrebbe pensare che fare un editoriale su questa cosa porterebbe a centomila reply, che significano soldi per loro, poichè gli accessi fanno pubblicità.
Tutta questa faccenda diventerà un business e chi ci perderà saremo noi piccoli sviluppatori.
]]>Ed è qui che non hai ragione: Supponiamo che un redattore abbia DIECI macchine in ufficio e provi il gioco su queste dieci macchine. Su nessuna da problemi. Quindi?
Quindi leva la faccenda di HL2 dal tuo articolo: quella è provocazione tua e abbassa la qualità del sito e del tuo operato.
Ovviamente la faccenda sulla tua recensione dei Simpson era provocazione.
]]>@MIKO
Io condivido quello che dici, ma si sta chiedendo un po’ troppo alla figura del redattore, che in fondo è un impiegato contemporaneo. Fa quello che può, ha una sua opinione e cerca di essere onesto. Si può sbagliare e non essere obiettivo, capita. In fondo è critica, capita pure di leggere opinioni contrastanti sulla stampa riguardo ad un film. Se poi uno è palesemente venduto affari suoi, di certo non è bello. Ma non pretendiamo dai redattori di essere dei luminari che girano scalzi e fanno vita da asceti in nome della purezza dei propri giudizi.
E soprattutto non diamogli la stessa funzione di fare informazione che ci si aspetta da un giornalista del Corriere (nome scelto a caso). Ha un tipo di responsabilità sociale nulla, chi recensisce prodotti commerciali.
Io a dire il vero gli chiedo anche meno, semplicemente di fare il loro lavoro senza intromissione di terzi. Se sono “minacciati” di perdere il lavoro non importa, non si può portare a casa lo stipendio giocando sulla fiducia altrui. Alla peggio si perde il lavoro (alla fine uno se lo va a cercare un lavoro così e deve farlo seriamente) e se proprio far sapere se il motivo è stato “losco” o meno e far venire fuori il problema. Così semplicemente ci si “salva” spostando il peso delle proprie azioni su altri e propagando il problema, si è colpevoli di molto i più a lungo termine. Occorre andare contro questo modo di fare le cose per invertire la tendenza. Le proprie mancanze vanno a scapito degli altri.
]]>In realtà sulle console si presuppone non ci siano bug Major, Block e Crash, ma sono altre questioni.
Quello che tu hai scritto è “Hl2 aveva lo stuttering e i redattori non l’hanno scoperto perchè sono andati di fretta”.
Non è così, non è quello il motivo per cui non si è parlato di stuttering nelle prime recensioni.
E’ perchè il gioco è stato testato su un ridotto parco macchine.
ESATTAMENTE come hai fatto tu per il gioco dei Simpsons.
]]>Io condivido quello che dici, ma si sta chiedendo un po’ troppo alla figura del redattore, che in fondo è un impiegato contemporaneo. Fa quello che può, ha una sua opinione e cerca di essere onesto. Si può sbagliare e non essere obiettivo, capita. In fondo è critica, capita pure di leggere opinioni contrastanti sulla stampa riguardo ad un film. Se poi uno è palesemente venduto affari suoi, di certo non è bello. Ma non pretendiamo dai redattori di essere dei luminari che girano scalzi e fanno vita da asceti in nome della purezza dei propri giudizi.
E soprattutto non diamogli la stessa funzione di fare informazione che ci si aspetta da un giornalista del Corriere (nome scelto a caso). Ha un tipo di responsabilità sociale nulla, chi recensisce prodotti commerciali.
]]>Comunque non chiedo molto ai recensori (anche perché, fino a prova contraria, lo sono anche io) che, normalmente, fanno quello che gli viene detto di fare. Però, per esperienza, posso dirti che le recensioni fatte “di corsa” sono ben diverse da quelle fatte potendo provare il gioco con calma.
]]>Quanto deve durare una recensione? Due anni? Tu che hai recensito il gioco dei simpsons per DS l’hai testato su DS lite e DS vecchio? E hai tenuto il DS acceso per tutta la notte per valutare la stabilità e la frammentazione della memoria?
Quello che chiedi ai recensori è di fare il lavoro dei tester: non è il loro lavoro.
]]>Non mi far ripetere le cose 1000 volte: stai fomentando la caccia alle streghe che ci sarà a breve.
Ci scometti che di colpo questa cosa sarà un’altro buono motivo per scaricare i giochi?
]]>Però fossi in te correggerei il tuo articolo: credo sia il primo che leggerò che tirerà fuori cose vecchie spacciandole per mazzettate 😀
]]>Il gioco era stato provato su computer con tutto a posto per il gioco, quindi non venne riLEvato.
Se ricordi bene, appena la cosa venne fuori, subito scattarono gli editoriali e tutto quanto. Nel giro di 7 giorni il problema venne risolto.
]]>Attento a non scrivere falsità.
]]>Quindi è colpa degli utenti 😉
]]>Ora questo è il mio pensiero e mi accorgo che è un po’ utopico, però non la vedo in altri termini.
]]>@Monopoli
Anche io faccio il redattore freelance, ed è vero che non c’è da fare un grande affidamento sulle recensioni. In fondo ti pagano, non è che puoi scrivere quello che vuoi. Non è per quello che ti danno i soldi 😉
]]>Attento a non dare notizie false: diverresti un redattore 😀
]]>I redattori invece… uhmmm… temo nessuno escluso.
]]>Rispondedno a Nevade: sono videogiocatore da vent’anni e lavoro nell’ambiente da due e mezzo. Leggendo i forum e gli articoli dei giornalisti ormai ho raggiunto questa conclusione:
I videogiocatori sono dei c******i e i redattori delle teste di cazzo 😉
Insomma, io le riviste le leggo per piacere, ma sinceramente “mi” conosco e conosco “il mercato” abbastanza bene da sapere quasi al 90 percento i giochi che mi piaceranno o no, quanto le recensioni influiscono sul serio sulle vendite?
]]>appena il problema è stato segnalato, le redazioni hanno subito scritto editoriali e tutto quanto. Attento a non dare notizie false.
]]>Ma continuo a pensare (a maggior ragione adesso che ho visto anche la video review) che quella di Jeff sia stata in parte una ribellione: non ho mai visto spalare tanta cacca in 4 minuti ad un gioco. Non ho mai sentito cominciare nessuna recensione con le parole: “this game is just BAD”.
Tutte le altre sono parole a vanvera, con una prefazione del genere.
Imparare anche a riconoscere come vengono presentati gli screenshot, come si è fatto ad esempio per quelli di Killzone 2 mostrati su Ars Ludica, nei quali qualcuno ha subito osservato che i fondali erano scadenti.
Imparare che certe “citazioni” sono false e che la pubblicità esiste per mettere in risalto il punto migliore di un prodotto, senza parlare del resto. Ma non è un po’ ridicolo questo cadere dalle nuvole?
]]>