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La ripeto in una forma spero più comprensibile: va bene tutto, pur di fare del movimento?
Domani vado a rapinare una banca, ho qualche chiletto di troppo… Chi viene con me?
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Ah, tanto per aggiungere benzina al fuoco: «il ragazzo ha detto inoltre di aver cominciato a sparare con il padre andando a caccia di conigli e uccelli e che ogni tanto giocava con la pistola che i genitori avevano in casa» . Eh già, davvero molto più educativo di quanto potrebbe sembrare a prima vista.
ANDARE A CACCIA = DIVERTIRSI
GIOCARE AI VIDEOGIOCHI = DIVERTIRSI
Qual’è la forma di divertimento migliore per un bambino? Tutto, purché non i videogames, come dice quell’associazione “per le attività all’aria aperta” (categoria in cui potremmo anche inserire i raduni di skinheads, ma tant’è)? Questa era la domanda nella cocuzza del Carato. Poi, noi possiamo amare od odiare la caccia. Personalmente, io la odio (e così anche la pesca, che credete) perché la vedo come un insulto alle altre forme di vita, dato che si pretende di divertirsi con il dolore degli altri esseri viventi. E mi pare anche palese che uccidere o pescare un animale per la necessità di sfamarsi non sia affatto la stessa cosa. Ma, come detto, il discorso non era quello. Ka-ratto vorrebbe sapere da noi perché giocare ai videogiochi sia considerato un’attività così degradante, tanto da fargli preferire qualsiasi altra cosa (magari, che so, pippare cocaina) nella testa di certi benpensanti.
]]>il tu impersonale è pericoloso in questi casi, meglio il “voi” 😛
la pappardella resta, soprattutto nella sostanza della critica alla “esperienza”. (non credo tu viva solo di cacciagione da te cacciata. e c’è differenza tra comprare cibo “industrializzato” e cibo allevato in maniera corretta, meno ce n’è tra cibo allevato “ruspante” e cacciagione, ma tant’è)
passando alla foto,
è antropologicamente innaturale perchè sono bambine e non maschi, per i quali sarebbe giustificato voler trovare un “significato” nella caccia, ma non è questo il punto disturbante delle foto (karat tra l’altro ha scelto la più neutra)
io ho trovato disturbante, come ho già detto, la similitudine tra questi bambini e i bambini soldato africani. è una similitudine che mi è balzata agli occhi.
in più, per passare al discorso pesca, la differenza sta nella pericolosità delle armi (e questo si ricollega al discorso fatto da karat). il disvalore dell’insegnare la caccia ai bambini sta nelle armi (non mi sono mai scagliato contro l’attività in sè).
la caccia, come la pesca, è un’attività da diporto, ecologicamente scorretta se effettuata in modo sbagliato – come fa la maggior parte dei cacciatori (ma ce ne sono tante, e non fa danni eccessivi, salvo il bracconaggio) che chi vuole può, con le dovute restrizioni, poter praticare. non c’entra nulla il procacciarsi il cibo.
qui si sta parlando dell’esasperazione del concetto che si effettua in alcune zone del mondo (dove, ti assicuro, la cosa non si risolve in una neutra cena, ma porta con se un sostrato ideologico molto forte), come quelle in cui vivono i soggetti ritratti nelle foto, esasperazione utilizzata come “cura” al male videogiochi.
]]>Il punto è: nel momento in cui la caccia viene considerata una via salubre alla neutralizzazione dell’insalubre videoludo, come videogiocatori non sentite un po’ di puzza di bruciato? Non vi sentite giudicati come molti sono usi a giudicare i cacciatori stessi?
]]>“e parlano di un contesto in cui viene sostanzialmente “lavato il cervello” a dei bambini con dei valori estremizzati (e non parlo solo di caccia, visto che esiste anche un corollario di altri valori che vanno a braccetto con la caccia, in quei luoghi), dando loro in mano un fucile a 12 anni,”
Io non vedo nulla di strano in quella foto. E’ volgarmente utilizzata per portare avanti una tesi. Ma stranamente se al posto dell’animale “terrestre” ci fosse una sogliola e al posto del fucile una canna pa pesca, non si starebbe nemmeno a discutere della foto. Nonostante sia semplicemente la stessa cosa.
Cambia lo strumento della caccia ma il risultato è lo stesso.
Mi stai dicendo che pescare è immorale?
E’ immorale insegnare a pescare prima della maggiore età?
Te lo chiedo.
Cosa è disturbante in quella foto? Il fucile? La preda? I bambini?
Forse il bambino che pulisce il coniglio?
Io non vedo sguardi sanguinari nè strane attività di lavaggio del cervello. Semplicemente vanno a caccia, come mio nonno mi portava a pesca quando ero piccolo.
Il risultato finale di quelle cose, come dici tu non è il superamento di un rito iniziatico come non è un lavaggio del cervello. E’ una cena/pranzo in famiglia.
così come suppongo abbia un altro sapore un fagiano o un coniglio cacciato….
sia perchè la carne della selvaggina è indiscutibilmente più saporita, sia perchè le sue qualità nutritive sono generalmente migliori anche rispetto alla cerne dgli allevamenti ruspanti, sia per la soddisfazione personale.
Sinceramente io non mi farei problemi morali a portare un bambino di 12 anni a caccia. Mi potrebbe impensierire il fatto che potrebbe essere sbadato o distratto tutto qui…
per il resto quoto Matteo Anelli
]]>il tuo discorso può essere condivisibile o no, ma c’entra qualcosa con i commenti o col post di karat?
mi sembra che nessuno QUI stia difendendo gli agnellini per partito preso fregandose delle pantegane…
]]>E’ una cosa che si legge da che esiste la scrittura, fai tu.
]]>volevo infatti aggiungere che se non stanno in giro a sparare, questo non vuol dire che debbano giocare 10 ore al giorno.
ma di questo si occupano padri e madri. no? ecco, mi pacerebbe sapere perchè non se ne occupano e se stanno peggiornado come genitori con l’andare degli anni (non ho dati per dirlo).
]]>Premesso che per me è sbagliato ESALTARE un bambino ad usare le armi, non sono certo di essere contro l’educazione alla caccia di un minore o alle “violenze” contro gli animali, qualora esse non violino equilibri ecologici e non siano azioni indiscriminate fini a sé stesse. Si tratta di basi di sopravvivenza, dopotutto. E non a caso chi si batte molto per questi presunti “diritti” spesso proviene da realtà ovattate e al di fuori della normalità. Ci si possono fare tutte le pippe mentali del cosmo, vorrei vedere un vegano o un animalista in una soluzione limite. Vorrei vederlo morire di fame, circondato da succulenti agnellini che lo guardano con occhi da cartone animato. Starei assistendo non solo alla negazione dell’evoluzione, ma anche alla giustizia della selezione naturale e non all’idiota darwinismo sociale che ha sostituito quello “meritocratico” di madre natura e ci sta impoverendo tutti.
Ci sarebbe da discutere sull’ipocrisia di preconcetti assurdi che vedono gli animalisti contro la caccia perché difendono animali simpatici e pacioccosi e pochissime rimostranze contro la pesca subaquea o quella con la canna, ad esempio (e per esperienza posso dirvi che c’è gente che per pescare orate con la canna da pesca, draga i fondali per farli risultare più appetibili devastano la fauna sottomarina). Ci sarebbe da chiedersi perché il PETA può fare TERRORISMO sui minori con un gioco flash che vede una Cooking Mama sangunaria sbudellare animali ed essere nel giusto. Purtroppo la risposta è semplice: fa radical-chic essere contro e non c’è nessuno che abbia una carica pubblica o un’esposizione mediatica che sia disposto ad andare contro l’universo degli straricchi VIP che esportano le loro campagne “umanitarie” per scopi tutt’altro che altruististici. E la politica (e alla fine anche l’opinione pubblica) può solo adeguarsi.
Un vero senso di maturità sarebbe dire per me è sbagliato, ma rispetto chi non la pensa come me e basta.
Anche se l’articolo di Karat è retoricamente e pure filosoficamente giusto, secondo me è sbagliata la posizione di partenza. Non è migliore fare sparare i 12enni di quanto non sia migliore per altri far giocare un 12enne tutto il giorno a WOW. Stiamo tirando troppe conclusioni e con pochi elementi per giudicare.
La misura, come al solito è nel mezzo, e non nel senso democristiano del termine.
]]>si utilizzano per:
fare notizia. tutti odiano chi fa del male ai bambini, ma solo se si tratta di fatti orripilanti. assenza dei genitori e abusi piscologici, quelli sono scomodi.
per attaccare visibilità o consenso. club, videogiochi, automobili: utto va bene pur di tirare in mezzo “i giovani”. come se fosse il mezzo a fare il delinquente/drogato/criminale.
così i genitori si attaccano a scuse esterne.
questo è un discorso trito, noto. appunto, non interessa a nessuno.
]]>@memex
Non ho mai detto che debba essere educativo nella direzione di un rifiuto alla violenza.
E’ educativo nel senso che insegna a dare il giusto valore alle cose.
ovvero? nel mondo occidentale non esiste più la necessità di cacciare per procurarci il cibo.
qual è il valore della caccia? rito di passaggio? identificazione della gerarchia naturale (i cervi non hanno fucili di precisione, però)? vorrei sinceramente capire.
Perchè è diverso mangiare un coniglio allevato in condizioni pietose (ma tu non lo sai, è un coniglio già pronto sul bancone del supermercato) e uccidere un coniglio (a fatica, mica si lasciano prendere quei deliziosi batuffoli di pelo), recuperarlo, pulirlo, portarlo a casa, cucinarlo.
E’ un altra esperienza.
a Maelzè, non cerchiamo di coglionare la gente a gratis…
per prima cosa non sai che conigli mangio io, nè dove vivo, per inciso.
in secondo luogo vendono conigli (o altri animali) ruspanti anche nella città tentacolare che dimentica le proprie radici cacciatrici. E il macellaio che in montagna – zona di cacciatori – mi vende il coniglio ruspante non lo cerca certo vestito da rambo in giro per i monti.
infine, se tu vai a caccia di conigli e te li mangi dopo averli uccisi e scuoiati a mani nude buon per te, però la cosa non è educativa – in alcun senso – nè rende migliore il sapore del coniglio.
Pare che andare a caccia formi dei serial killer. Non vorrei commetteste l’errore di applicare alla caccia lo stesso preconcetto che la stampa generalista applica ai videogiochi.
Cioè si vede solo il lato violento che ci appare straniante ma si trascura tutto il resto.
no, non ci siamo.
andare a caccia non forma serial killer, nè è questione di applicare preconcetti – il che, detto da chi sa tutto sui conigli che mangio io… – a questa o quella attività.
il post di karat, e le foto citate, sono molto circostanziate, e parlano di un contesto in cui viene sostanzialmente “lavato il cervello” a dei bambini con dei valori estremizzati (e non parlo solo di caccia, visto che esiste anche un corollario di altri valori che vanno a braccetto con la caccia, in quei luoghi), dando loro in mano un fucile a 12 anni, e ciò in contrasto alla “malvagità” del mezzo videoludico. in questo senso non dovresti sentirti chiamato in causa, visto che i cacciatori nostrani non sono paragonabili a quelli citati.
oltre a cio, io trovo, personalmente, poco difendibile al teoria che antropologizza l’atto del cacciare come rito di passaggio, posto che nella società moderna i riti di passaggio sono ormai altri (il bello della società umana è che, ogni tanto, si evolve).
infine, sempre personalmente, vedere le foto del portfolio (volutamente disturbanti, e non perchè ci sono delle papere morte – qui sta il fraintendimento) e le espressioni dei bambini con in mano le armi, mi ha ricordato, in maniera molto forte, le facce dei bambini soldato africani. e questo è un altro aspetto che trovo inquietante.
]]>Perchè è diverso mangiare un coniglio allevato in condizioni pietose (ma tu non lo sai, è un coniglio già pronto sul bancone del supermercato) e uccidere un coniglio (a fatica, mica si lasciano prendere quei deliziosi batuffoli di pelo), recuperarlo, pulirlo, portarlo a casa, cucinarlo.
E’ un altra esperienza.
Pare che andare a caccia formi dei serial killer. Non vorrei commetteste l’errore di applicare alla caccia lo stesso preconcetto che la stampa generalista applica ai videogiochi.
Cioè si vede solo il lato violento che ci appare straniante ma si trascura tutto il resto.
Se mi dovessero dire che posso mangiare quella costata ma devo uccidere io stesso la mucca o il vitellino chiederei se posso scegliere l’arma….
A parte questo in linea di massima preferisco mangiare selvaggina o carne uccisa che prima era in libertà a quella di un animale cresciuto in un box troppo piccolo impottito di ormoni e che non riesce a camminare perchè non ha mai sviluppato i muscoli degli arti, oppure nel caso dei polli, al quale hanno tagliato zampe e becco…questo precisando che non sono nè un cacciatore nè un fruitore abituale di selvaggina.
]]>Finché si uccide un animale per sfamarsi è un conto; quando lo si fa per divertirsi lo trovo un atto sadico, crudele e volgare.
Detto questo, io mi ripasserei la mammina. Mi fanno sesso le donne repubblicane armate stile Sarah Palin.
dubito che una delle due della foto sia la “mammina”…
]]>mah, sinceramente non credo che l’atto di uccidere un animale possa essere educativo in una direzione del rifiuto della violenza o della caccia, soprattutto se avviene in un contesto che prevede l’esaltazione (basta vedere come sono vestiti i bambini che vanno a caccia) del gesto come fortemente caratterizzante la propria identità. nè è paragonabile al cucinare un pollo della propria aia.
e sinceramente anche sull’utilità del trauma…
]]>non c’è bisogno di mettere a proprio agio i figli con le armi; ancora prima che abbiano imparato il rispetto per gli animali gli sparano con un fucile. Complimenti, 100 G.
]]>Comunque, nella caccia in sè non vedo un valore negativo assoluto.
La prima volta che si spara ad un animale vivo e lo si colpisce è ben più traumatica dell’uccidere centinaia di riproduzioni virtuali di soldati nazisti.
Sinceramente è molto più educativo (se fatto con le persone giuste, ovviamente) di quanto potrebbe sembrare a prima vista.
Mi pare troppo “cittadino” e troppo poco ragionato come post.
Ma forse son cresciuto male io che aiutato i nonni a prendere le galline per tirar loro il collo e poi cucinare il pollo.
]]>a prescindere da ciò trovo che la cosa abbia un profondo senso antropologico. accomunando quei bambini ai bambini soldato africani…
bel post, karat!
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