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Forse perché non tollero i PG che ti molestano sessualmente e non amo molto le storie piovute dall’alto.
Ha un approccio un pelino più oldschool ma almeno il party lo senti e lo vivi come tuo, piuttosto che essere lo spettatore passivo di una serie di soggettoni da circo con psicologie scontate, e pure sessuomani.
]]>Per il resto non trovo scomodissimo l’Infinity, anzi. L’unico grosso scazzo è il cambio arma, per cui se ad esempio vuoi passare dalla spada e scudo all’arco devi per forza passare per l’inventario, disequipaggiare lo scudo ed equipaggiare l’arco. Ma IWD2 ovvia al problema (si possono preparare fino a quattro configurazioni e passare dall’una all’altra dal menù in-game) e mi ci sono sempre trovato bene.
@Fleym:
XD
Personalmente a me piacque a metà (credo di non averlo finito, ma ho già da tempo li pronta la suddetta collezione con primo e secondo capitolo più espansioni per recuperare), perchè se lo scopo è solo menare vorrei che almeno fosse comodo. Perchè il problema dell’infinity engine e della sua interfaccia è proprio la scomodità del suo utilizzo, salvando solo la possibilità di mettere in pausa (che ho apprezzato di più in un kotor).
Per il resto che sia un rpg o meno poco mi importa. Io prediligo i giochi in cui trama e sopratutto narrazione sono importanti (ma non schifo gli altri sicuramente). Se il personaggio progredisce da solo, ha statistiche selezionabili o altro, è tutto sommato marginale: non ha fatto di diablo un rpg come viene comunemente inteso (è un action ben ambientato, non si può dire che giocatore e personaggio entrassero così in sintonia), e non farà di final fantasy un film interattivo o una randomica serie di combattimenti più o meno casuali.
Il problema sta forse nel fatto che si vuole usare la definizione dei giochi fatti con carta e penna in cui tutto, dalla storia ai personaggi venivano creati dalle persone, e le cui regole erano solo un’organizzazione fatta per comodità e via via sviluppata e complicata se vogliamo. Un videogioco difficilmente permetterà tutto questo. Rimangono degli elementi, tra i più importanti l’interpretazione e l’immedesimazione. Molti per esempio si lamentano della linearità o della poca libertà di azione, ma va tenuto anche conto che spesso si va ad interpretare un personaggio che non agisce come noi, cosa che negli rpg di carta succede anche spesso. Quindi siamo noi a dover agire come il personaggio ed è qui che spesso si fa confusione.
Quindi purtroppo a cercar definizioni si va sempre incontro al rischio di non far capire di che si parla quando invece è richiesta conoscenza da parte di chi ascolta e di esempi concreti.
]]>Peraltro uno degli esempi di talebanismo pcista più clamorosi è costituito proprio da quei fan della Black Isle che smerdano dei degnissimi arcade come i Dark Alliance (il buon nome di Baldur’s Gate violato dalle console, orrore orrore!), per poi strafinire i due Icewind Dale vedendoci chissà quale velleità ruolistica. Mahhh!
Ah, ti ho cancellato il secondo commento (ti era partito due volte lo stesso), spero non sia un problema.
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