define('DISALLOW_FILE_EDIT', true); define('DISALLOW_FILE_MODS', true); Commenti a: Frontiere https://arsludica.org/2009/08/04/5099/ Blog e podcast sui videogiochi, l'universo, e tutto quanto Fri, 07 Nov 2014 21:06:30 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.4.8 Di: aeiou https://arsludica.org/2009/08/04/5099/comment-page-1/#comment-30638 Sat, 08 Aug 2009 23:02:50 +0000 http://arsludica.org/?p=5099#comment-30638 no, c’è ancora…

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Di: P6 https://arsludica.org/2009/08/04/5099/comment-page-1/#comment-29885 Wed, 05 Aug 2009 14:05:18 +0000 http://arsludica.org/?p=5099#comment-29885 credo di avere le allucinazioni, poco fa ho visto proprio qui su un articolo su uno spin-off calcistico di ICO, che però era in realtà un gioco normale con copertina ritoccata. poi è sparito.

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Di: Doom https://arsludica.org/2009/08/04/5099/comment-page-1/#comment-29882 Wed, 05 Aug 2009 11:33:08 +0000 http://arsludica.org/?p=5099#comment-29882 La scoperta del videogioco è sintomo della generazione nata a cavallo fra i settanta e gli ottanta, priva dei mezzi per risalire a gradimenti precostruiti. Di fatto la critica videoludica è stata fondata da chi – necessariamente – ha dovuto scegliere il cabinato dentro cui riporre la propria monetina. Le sale giochi hanno formato un’intera generazione che oggi può dare qualcosa alla divulgazione videoludica. La scelta del coin-op già identificava una critica embrionale. E poi l’ausilio delle riviste, sicuramente diverso dall’utilizzo odierno. Da Zzap! a C+VG, da TGM a K era indole di aggregazione in cui contava l’opionione pur guascona più del voto a fondo pagina. Chi avrebbe potuto ipotizzare che nel giro di soli 10 anni le cose si sarebbero drasticamente capovolte? Spiace per chi non ha avuto occasione di vivere quell’epoca irripetibile.

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Di: P6 https://arsludica.org/2009/08/04/5099/comment-page-1/#comment-29881 Wed, 05 Aug 2009 11:24:30 +0000 http://arsludica.org/?p=5099#comment-29881 dalle prime righe sembrava si parlasse di nerd…

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Di: lamb-O https://arsludica.org/2009/08/04/5099/comment-page-1/#comment-29873 Wed, 05 Aug 2009 10:54:11 +0000 http://arsludica.org/?p=5099#comment-29873 Io invece sto riprendendo a divertirmi. Grazie al passatismo.

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Di: Coolcat https://arsludica.org/2009/08/04/5099/comment-page-1/#comment-29822 Wed, 05 Aug 2009 08:36:33 +0000 http://arsludica.org/?p=5099#comment-29822 Il videogioco è davvero singolare. Da un lato gode di una salute impensabile: vende, vende e vende. E con il passare degli anni giocano sempre più persone.

Dall’altra ha sempre meno (o lo stesso poco di sempre) da dire.

Di questo mezzo in effetti si vede solo il business. Il mio divertimento con il tempo è divenuto moderato, con qualche picco sporadico.

Sono costretto ad accontentarmi di un divertimento moderato, e di fatti compro solo i giochi sugli store online, perché oltre i 40 euro non mi va più di andare. Quelli a cui darei anche 70 euro, costano già in partenza molto meno.

Comunque, è vero che il problema è a monte. Vengono prodotit videogiochi che si prestano molto bene a essere trattati come fanno le riviste, come giocattoli virtuali per adulti e bambini.

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Di: Emanuele "Emack" Colucci https://arsludica.org/2009/08/04/5099/comment-page-1/#comment-29679 Tue, 04 Aug 2009 20:50:01 +0000 http://arsludica.org/?p=5099#comment-29679 Con questo articolo tocchi un po’ tutte le note dolenti del settore: massificazione, povertà dei contenuti, stampa specializzata superficiale.
Il problema è che con Nintendo, nel lontano 2006, avevo cominciato a percepire un certo cambiamento, proprio nei titoli più semplici per DS. E invece ci siamo ritrovati a mangiare sempre il solito brodo.
La massificazione non la ritengo un problema di per sé; la ritengo un problema però se va a braccetto con povertà di contenuti.

Se Sony, Microsoft e Nintendo sono deludenti, a questo punto l’unica via d’uscita sono i videogiochi “d’autore”: spesso si rivelano flop assurdi osannati ingiustificatamente, ma almeno danno l’impressione di provarci (se non altro perché distinguersi è la loro unica ragion d’essere commerciale). In questo senso ho molta fiducia in Jenova Chen e David Cage.

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