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Una cosa molto originale di Mythos era l’aver totalmente buttato alle ortiche i soliti archetipi in favore di classi (in quel caso coincidenti con le razze) più originali, se non uniche. Peccato che si sia voluto fare un passo indietro su questo, anche se poi resta da stabilire quanto siano marcate le differenze al di fuori dell’estetica più convenzionale di Torchlight.
http://mythosguru.com/information/classes/
Spero che la successiva espansione “massiva” (ancora, pensate ad un coop persistente alla Borderlands/Battle.net/Guild Wars) riporti dentro gli aspetti di Mythos che ancora non sono in Torchlight. Le nuove classi sembrano quasi complementari alle vecchie, con l’esclusione della coppia Destroyer/Bloodletter.
]]>Sono stato un appassionato di Diablo sin dalla sua prima incarnIzione e guardo a questo Torchlight senza pregiudizi, curioso di vedere quanto bilanciato e approfondito sia il sistema di loot.
Sulla carta, Torchlight però mi sembra vincente in virtù dell’editor: per quanto mi riguarda, quando finiscono le locazioni nuove, anche il grind perde mordente.
]]>Ora ce lo ripropongono quasi come nella sua prima versione, per me un grosso passo indietro, rispetto a quanto già avevano ottenuto. Speriamo che il progetto open world non sia morto definitivamente, perché era molto ma molto più immersivo, dettagliato e divertente da giocare di questo!
Un parere personale. Baldree ha ricevuto parecchie menzioni e premi per il grosso successo che fu Fate (anche per la coraggiosa scelta della distribuzione esclusiva in digital delivery a prezzi popolari con Wildtangent e per il supporto di modalità grafiche low-tech), gioco ancora decente ed attualissimo, che se la può tranquillamente battere ancora oggi con Torchlight e con la prima versione di Mythos (che sono poco più di un Fate 2.0). Mi pare un po’ riduttivo subordinare il suo merito a tre ex-developer di Diablo II pluri-liquidati, assunti quando erano di nuovo in mezzo ad una strada e Mythos era già oltre la Open Beta in pieno marketing pre-lancio!
]]>Torchlight nasce per essere “casual” nel senso più lato della parola, ed è ironico che a prestarsi meglio sia una tipologia di gioco famosa era essere parte di un famiggerimmo zoccolo duro.
Torchlight è fatto e pensato per essere giocato dieci minuti alla volta, il salvataggio automatizzato, le opzioni per adattarlo ai NetBook, il Pet che fa spesa al nostro posto, tutto è ottimizzato e collaudato per lasciare al giocatore il compito di grindare un dungeon ventii minuti durante la pausa senza pensare ai checkpoint, elimando ogni tempo morto tra un click e un tab per lo switch della magia.
In ciò trova una sua profondità e utilizzo più genuina e spontanea dettati da una realizzazione veramente gustosa.
Diablo3 sarà così, ne più ne meno, la vera cosa che tutti si aspettano e che è il lato debole di Torchlight è la cattiva calibrazione dei personaggi.
Le skill e le scelte di approccio utilizzabili sono poche, sono noiose e per lo più le abilità sono inutili e troppo classiche.
Ma per quello che deve fare, funziona, altrochè se funziona.
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