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Mi sarebbe indifferente se solo non detenesse tutti i record di questo mondo, io non odio la mediocrità, ma la odio se vuole spacciarsi per eccellenza, allora mi incazzo se questo gioco qua deve entrare nella storia e capolavori videoludici rimangono in una cerchia ristretta di pochi “giocatori seri”
Però me ne sto facendo una ragione, ho deciso che questi titoli alla COD6 sono un pò i vari cinepanettoni della situazione, la maggior parte della gente va a vedere Natale a Paeseacaso, ma non sa nemmeno di cosa parla “I cento passi”………..
Comunque il discorso dell’Auletta tiene ed io sono convinto che sia un concorso di colpa di vari fattori. Tipo: poca cultura videoludica dei recensori, poco tempo per recensire (anche se un gioco lo finisci, IMHO le impressioni le devi far decantare), influenza da fanboysmo vario (chiamiamola poca professionalità), pressioni da parte dei PR e publisher, nostalgia e familiarità con le varie serie, etc…
]]>Se poi credi sia un insulto, mi spiace, ma non era mia intenzione. Del resto non ho scritto niente di vagamente offensivo per nessuno, visto che non ci sono complementi di specificazione nella mia affermazione (volutamente) esagerata e dopo tutto questo tempo mi aspetterei che ci conoscessimo un po’ tutti in maniera sufficiente da cogliere al volo queste sfumature.
]]>1) Il gioco è talmente sperimentale da dividere la critica che non ha gli strumenti per valutarlo essendo una struttura di gioco totalmente anomala (un flow o un uplink per intenderci)
2) Una critica totalmente incompetente che non conosce i prodotti di cui sta parlando
Visti i giochi in circolazione (DA è figlio di Baldur’s; Heavy Rain potrebbe essere innovativo, ma non sperimentale, abbiamo già Farenheit come base di riferimento; Aquaria è figlio dei Metroidvania), nel caso di un alto numero di recensioni molto discordanti propenderei per l’incapacità dei recensori in caso di un allontanamento netto da Mediacritic per i grandi numeri
]]>“le prove” sono abbastanza labili e tutto sommato confermano la natura di servizi come metacritic, che sfornano la media del punteggio. se fai una recensione senza mai sentire nessuno e il tuo punteggio coincide con metacritic, è dolo o guarda caso rientri nella media, come è prevedibile che sia? piuttosto possiamo discutere sul fatto che i gusti si siano appiattiti, che gli fps siano dappertutto (e a me han rotto i coglioni), che certe cose sembrano disegnate dai comitati, mettiamo questo per creare scalpore, questo per attirare un certo giocatore e così via. di sicuro si provano poche cose nuove.
però da qui a dire che:
– i recensori si fanno fare il compitino
– fairytale fights è un capolavoro incompreso
– mw2 è nammerda
direi che ce ne vuole tanta.
la verità è molto più articolata di quello che può riassumere un semplice one-liner da poster emo o da quello che si può evincere interpellando i propri gusti e il proprio sdegno per il povero titolo semi-indie. la verità è che MW2 è un’ottima espressione di un genere che va per la maggiore (giocate un po’ al multiplayer prima di dire che è la solita sbobba, e ve lo dice uno che non ha nemmeno live gold) e che fairytale fights è una riproposizione passabile di un genere in fase nettamente calante. se poi volete farvi il solito berrettino di stagnola sono cazzi vostri, siamo su internet e i freak sono di casa.
In pratica abbiamo visto che le recensioni vengono scritte con lo stampino, proprio per far piacere ai PR, per non distanziarsi dalla media di Metacritic e quindi non avere problemi di pubblicita’, copertine e quant’altro.
In questo senso le recensioni vengono scritte dai PR 🙂
Le prove sono le mille recensioni che trovi in giro dei titoli giganteschi. Mi aspetto ora dei 100/100 da parte di tutti ad Assassin’s creed 2 e poi, dopo un giorno, le lamentele degli utenti che dicono quanto fa schifo.
]]>comunque, a) “fino a prova contraria” si è innocenti. di solito si chiedono le prove per la colpevolezza. ha prove emack di quanto dice? no, perché non ci sono.
e b), che sta anche per boutade, per dimostrare l’assenza di corruzione basta portare l’assenza di ricevute. et voilà, ho di nuovo ragione io.
tutto questo comunque per sottolineare che “Le recensioni sono semplicemente scritte dai PR” è una frase che sta bene su un NGI e che è inutile menarsela coll’autorialità se poi si esce con le solite sparate.
]]>Puoi dimostrare che l’affermazione di Emack e’ falsa?
]]>La vivisezione di Minzolini in diretta sul TG1 mi alletta, è grave? Devo lasciare la reda?
]]>Emack: è un commento da Ars Ludica il tuo, una posizione ufficiale?
]]>Un’alternativa sono i siti gestiti da appassionati(e dopo aver cacciato 70€ voglio vedere chi non diventa pignolo).
]]>Io adoro Modern Warfare, ma se gli danno 6 di certo non mi irrito.
]]>Su Dragon Age poi succedono cose inspiegabili, sui siti che recensiscono il multipiattaforma. In particolare Gamespot. Ve lo lascio scoprire da soli 🙂
]]>Nel cinema si leggono sì le recensioni dei film appena usciti, ma di solito la gente ritiene che il proprio “bagaglio filmico” ed i propri gusti siano più che sufficienti per decidere cosa andare a vedere (anche a fronte di un costo, quello del biglietto cinematografico, che seppure sia alto in proporzione al “servizio”, è in assoluto basso). Per l’Home Video le meccaniche sono più simili a quelle del mondo ludico, ma solo un po’.
Tornando ad nostro medium preferito, siamo afflitti dalla sindrome dei numeri (anzi del numero, quello a fine recensione), ora come 20 anni fa, un po’ per svogliatezza di lettura, un po’ per volersi fare subito un’idea sommaria che possa aiutare nel decidere che comprare. Non critico chi lo fa, saltando completamente o in parte il testo di queste benedette recensioni, l’importante è non lamentarsi dopo, a scottatura avvenuta.
Dal canto loro le recensioni devono purtroppo fare i conti con il denaro: quello che ne paga i redattori, ma soprattutto quello potenziale che possono far girare così come far mai partire, proprio in base al contenuto.
Comunque devo dire che la crescita tecnologica permessa da internet ha portato qualche vantaggio: le videorecensioni per esempio, molto più difficili da skippare per vedere il fatidico numeretto, e molto più invitanti da seguire attentamente, perché permettono il “contatto diretto” col gioco (audiovisivo almeno, per il resto ci sono le demo), e alla fin fine ti “costringono” ad ascoltare cos’ha da dire il recensore e perché egli dia quei numeretti alla fine.
]]>@Galdr: Il caso di CID però è diverso, è “sbagliata” la recensione perché si manca completamente il “background” di come il prodotto è nato limitandosi a giudicare il gioco “da se” isolato da ogni altro elemento, sbagliato o meno è diverso dal discorso di Karat, poi si può discutere se ha senso dire “sto gioco fa schifo perchè fa schifo” o “sto gioco fa schifo perchè l’ha fatto un tizio solo in due giorni”
]]>Gli esempi che hai portato forse non sono esattamente calzanti, perchè sono titoli comunque con meriti ben diversi in quanto a grado. Senza contare il retaggio, che a livello di recensione non dovrebbe contare, ma tant’è..
Vogliamo poi metterci che non sono pochi quelli che si leggono le recensioni altrui per impostare la propria e quindi tutto si fa ripetitivo e ridondante? Che poi possano scrivere pure cani e porci e non giornalisti, questo certo non guasta.
Mi sovviene giusto CID: the crash dummy dei Twelve Interactive, massacrato più o meno da ogni parte, senza considerarne lo status di budget game e il target giovane. E’ forse corretto?
Con le dovute eccezioni, succede che una categoria “professionale” (sviluppatori) viene giudicata da una categoria “amatoriale” (recensori), il che non mi suona molto bene.
]]>(Evviva la fiera della banalità! si lo so, sarebbe ora che torno a lavorare)
]]>Per il resto nessun gioco che al day one fa 1.2 milioni di copie solo in UK sarebbe uscito vivo da problemi di congestione al lancio. Su XBox Live ieri c’è stato il record di utenti concorrenti: 2 Milioni. Indovina a cosa giocavano la maggior parte 🙂
Poi sul resto sono abbastanza daccordo, non è un gioco da osannare anche in virtù del fatto che non c’è quasi single player e alcuni difetti sono ancora la, però rimane una delle migliori esperienze per chi piace il genere dai tempi di Battlefield 2.
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