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Commenti a: VVVVVV
https://arsludica.org/2010/03/12/vvvvvv/
Blog e podcast sui videogiochi, l'universo, e tutto quantoSat, 13 Mar 2010 16:08:32 +0000
hourly
1 https://wordpress.org/?v=6.4.8
Di: Brumaio
https://arsludica.org/2010/03/12/vvvvvv/comment-page-1/#comment-63558
Sat, 13 Mar 2010 16:08:32 +0000http://arsludica.org/?p=9579#comment-63558Ho appena provato Pathways, ennesimo capolavoro (assolutamente gratuito) di Cavanagh. Un gioco in cui, come la vita, non si può guardare indietro e ricominciare, c’è solo un percorso con scelte per le quali ogni risposta è sbagliata. I’itinerario si ripete ma in fondo l’esito è sempre il medesimo e forse non esiste nessun percorso perchè tutti sono privi di senso. Nella visione desolata ma lucida e carica di disperata ironia di questo autore la vita appare solo un gioco a perdere. Provatelo se non l’avete già fatto, non ve ne pentirete.
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Di: Nevade
https://arsludica.org/2010/03/12/vvvvvv/comment-page-1/#comment-63485
Fri, 12 Mar 2010 14:53:39 +0000http://arsludica.org/?p=9579#comment-63485Guarda VVVVV mi pare uno dei giochi meglio equilibrati degli ultimi tempi insieme per certi versi a Bayonetta, è difficile perchè c’è del trial and error ma sembra nella giustissima misura che ti fa dire “Cazzo, ancora” e non “Cazzo, vaffanculo”
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Di: Brumaio
https://arsludica.org/2010/03/12/vvvvvv/comment-page-1/#comment-63483
Fri, 12 Mar 2010 13:40:39 +0000http://arsludica.org/?p=9579#comment-63483Don’t Look Back è uno dei giochi più belli degli ultimi anni, un vero capolavoro e devo ringraziare Ars Ludica per avermelo fatto conoscere. Cavanagh è un vero autore, uno che, attraverso i suoi piccoli giochi, trova sempre il modo di dire qualcosa di personale (da questo punto di vista è davvero notevole anche un titolo come Best Years). Non ho ancora giocato con VVVVVV però mi insospettisce il discorso sulla “difficoltà”. Molti pensano (Non sto dicendo che lo abbia detto anche Tagliaferri) che, per appagare il pubblico della “vecchia scuola”, cresciuto con titoli che oggi la maggior parte di noi non esiterebbe a definire quantomeno frustranti, i videogames debbano rappresentare, in primo luogo (o, spesso, unicamente), una sfida di destrezza, di coordinazione testa-dita. Ovviamente non credo neanche nell’estremo opposto, ovvero in giochi che si finiscono schiacciando solo un pulsante ed in cui la morte è stata rimossa. A mio parere, però, la difficoltà eccessiva (che ovviamente, in linea, di massima, non può che essere soggettiva) non fa altro che creare tra il testo ed il fruitore un senso di straniamento, rende difficile l’immedesimazione, il lasciarsi assorbire da ciò che il videogame vuole narrarci (sempre nel caso abbia davvero qualcosa da dire, e, purtroppo, sono casi rari). Non credo che i giochi debbano per forza cercare l’immedesimazione, ma non mi si venga a raccontare che il senso di straniamento provocato dal centesimo caricamento dovuto alla centesima morte consecutiva sia un effetto voluto e coscientemente cercato (qui Brecht non centra proprio un bel niente 🙂 ). Quel che, dal mio punto di vista, mi sento di rifiutare con assoluta radicalità, è l’dea che la “difficoltà”, il senso di sfida, sia una qualità in sè. Ciò che, invece, è ben più importante (forse la sola cosa davvero importante) è riuscire a trovare qualcosa da dire, che è esattamente ciò che cerca di fare Cavanagh con i suoi lavori. Spero che questo valga anche per VVVVVV anche se, leggendo la recensione, mi pare di capire che, questa volta, le cose siano andate diversamente.
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Di: Nevade
https://arsludica.org/2010/03/12/vvvvvv/comment-page-1/#comment-63481
Fri, 12 Mar 2010 13:04:46 +0000http://arsludica.org/?p=9579#comment-63481Ci sto giocando sti giorni, meraviglioso.
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