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“videogioco è un concetto che si declina al maschile”
a quanto pare è così.
fixed.
Tu sei la classica eccezione che conferma la regola.
]]>Nel posto dove lavoro io, ci sono circa 50 dipendenti. Siamo tanlmente pochi che conosco bene tutti. Di questi 50 dipendenti, 30 sono donne. Di queste 30, circa 20 sono under 36 anni.
Nessuna di queste gioca abitualmente. Mai. Nemmeno con i mariti/compagni. Solo 3/4 ammettono di giocare qualche volta ai giochini sul web e di giocare il sbato sera a casa di amici, saltuariamente, a “golf e tennis che è una figata Robi, davvero, dovresti provare…”.
I venti uomini, invece, sono leggermente più grandi (diciamo che sotto i 35 ce ne sono circa la metà). Ecco, quei dieci, tutti conoscono il mondo dei videogiochji e chi più o chi meno posside o ha posseduto almeno una PSOne. Questo non fa di loro degli hardcore gamer… ma statisticamente, il loro essere maschi risulta quanto meno rilevante.
Insomma… videogioco è un concetto che si declina al maschile. Non puoi negarlo.
]]>“però giocatrici con la G maiuscola ce ne sono talmente poche da essere statisticamente irrilevanti”
Anche qui parlo sempre e solo per me: passatemi la parola, ma io per un certo tipo di giochi sono una pippa assurda (Matteo ve ne può dare una conferma assoluta purtroppo), ma non credo che dipenda dal fatto che sono femmina, ma solo dal fatto che alcuni generi non mi piacciono o magari mi piacciono ma non sono proprio brava e basta, ci gioco poco e non divento pratica o altro.
Però solo per il fatto che giochi allora ti viene chiesto più di quello, ti viene chiesto di dimostrare di essere il messia dei videogiochi, e francamente non è giusto, mi devo divertire giocando. Il gioco non è un lavoro è un divertimento e basta, anche se non viene tanto bene. Come se tutti quelli che suonano la chitarra o suonano per essere tipo Malmsteen oppure è meglio che evitano, non mi pare un approccio sano alla cosa.
Anche qui si parla di giocatrici con la G maiuscola, non credo che la cosa si possa ridurre al fatto: non ci sono quindi non sono capici o roba del genere, questo secondo me è un argomento molto complesso e pure fuori dalla mia portata. Mi suona purtroppo molto famigliare.
Riguardo ai “sotterfugi” ero sicura già dall’inizio al 100% che non ce ne fossero, avevo capito che non era un riferimento ne personale (non sto al centro dell’universo, lo so) ne alla categoria ed era proprio questo che volevo far notare!
]]>Ma karat, in tutta questa pagina, dove sta? Va beh che è sempre giusto addossargli tutte le colpe di questo mondo, però così per sapere…. =D
No, io mi riferivo al fatto che a Simone piacciono i flame, se fatti su Ars Ludica… specie quando portano tanti commenti. 😀
]]>E cmq non c’era da prendersela, ho solo lanciato una frecciatina che poteva cadere lì, non avevo intenzione di creare la polemica in alcun modo.
nono continua! A noi ci piace il flame, vero karat? ;P
E comunque, Sonic, un po’ ragione ce l’hai… però giocatrici con la G maiuscola ce ne sono talmente poche da essere statisticamente irrilevanti. Non è solo questione di stereotipi… 🙂
]]>Quello che stavo dicendo non è sul fatto che abbia avvicinato o meno “persone” al mezzo, di quello sinceramente me ne frega poco in questo discorso, giocare a EA Tennis con quel coso NON è facile.
Non voglio sentire stronzate perchè ci ho giocato per una settimana intera in coppia e per assordato non è un cazzo facile padroneggiare quel gioco a causa delle risposte del comandi.
Allora mi chiedo, usare il Wiimote per muovere il braccio, fai l’angolo, dai quella spinta, gira il polso mentre di qua, fai quello mentre di la è veramente, a livello di fruizione e accessibilità sia chiaro, più “facile” di muovere lo stick a destra-sinistra e premere A?
Ho i miei grossi dubbi.
Per come la vedo io è un successo per una console non un fallimento.
Dipende però dagli obiettivi o dalle aspettative… Innegabile che la wii sia un successo dal punto di vitsa commerciale e di coinvolgimento delle masse…
ma a me i suoi titoli (di cui leggo le recensione, più che altro, fanno in larga parte “ca++re”, se capisci cosa voglio dire…
Per me, che consideravo Nintendo quasi come una mamma, la Wii non è stato un successo.
Cavolo devo chiedere allora al SSN di farmi dare il sostegno, mi sa che pure a scuola dovevano darmelo, ma nessuno mi aveva detto che ero minorata per appartenenza di genere, magari ora mi spiego tante cose 🙂
E sono anche in disaccordo sul fatto che il telecomando non sia padroneggiato anche dai nuovi del videogioco: ho visto i miei genitori giocare assieme a me e mia sorella tutti insieme con il wii, sarebbe stato impensabile con qualunque altra cosa “tecnologica”. Devo dire che per quanto la cosa non possa piacere ai “professionisti del gioco”, questo evento mi ha impressionata in modo molto positivo. Per come la vedo io è un successo per una console non un fallimento.
]]>Credo si sia travisato il concetto espresso da Karat, che si meravigliava come un controller che dovrebbe andare in mano a donne, bambini e persone completamente estrenee all’uso di un pad si riveli all’atto pratico, fra le mani degli users, un tipo di controllo se possibile più difficile da padroneggiare e meno sensibile di un joystick qualunque a discapito di tutto il marketing del WII sulla fruibilità e immediatezza dei suoi giochi.
Punto di vista davvero interessante…
]]>Sul fatto del “mejo” è un dato innegabile. Ai nostri tempi era “mejo” a prescindere. ;P
Sul fatto dell’uso del controller, una postilla che avrei potuto aggiungere riguarda il fatto che io, alle elementari, ero davvero uno sbarbato se confrontato al ragazzino dell’articolo… Nel senso, lui era andato oltre il puro divertimento, utilizzando i controller con estrema efficacia ignorando il loro possibile utilizzo come racchette. Insomma… un vero hardcore. Io ero molto più ingenuo, in questi termini. Il primo vero atto hardcore lo feci con game boy e un gioco sulle olimpiadi (non rammento il nome), nel quale muovevo freneticamente l’indice tra i due pulsanti come se stessi cancellando con la gomma, per massimizzare la corsa dell’atleta… altri tempi!
Per la questione coincidenze: ^_^
]]>Mario (power) Tennis è un titolo di ben 6 anni fa uscito per Gamecube e tu ne hai provato la ri-edizione per Wii (in pratica lo stesso identico gioco, riadattato in 16:9 e nei controlli, abbastanza malamente). Sarebbe bene che tu provassi Wii Sport o EA Grand Slam Tennis, sicuramente titoli migliori e nati con il Wiimote già sul mercato.
]]>In ogni caso, il Wii Remote funziona in base ad un accelerometro che misura la velocità angolare (o come diavolo si dirà in gergo tecnico) per cui, con un po’ di esperienza, puoi tranquillamente stare seduto e con il solo movimento del polso imprimere la giusta velocità angolare al telecomando, che il software non sa distinguere da un movimento ampio e “realistico” et voilà, ecco fatto.
La simulazione del movimento è solo un gesto spontaneo che fai all’inizio, perché la tua aspettativa è quella. Ma se ci giochi abitualmente impari presto a fare economia dei gesti e a sfruttare in questo senso le caratteristiche del pad.
]]>