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Non penso che debba essere comunque così difficile accettare di fare il tedesco: basta poco per capire che la guerra in molte sue parti è “neutrale”, e nella WWII non mancano (almeno a voler addolcire la storia, che sarà probabilmente peggiore) episodi di “guerra senza odio”, come la definiva Rommell. Da un punto di vista più videoludico sarebbe una scelta originale e coraggiosa per quella che, in fondo, è una serie che voleva avere anche una sorta di verosimiglianza storica. Tanto più che ormai la WWII l’hanno girata in lungo e in largo.
]]>altri esempi di questa cultura demonizzatrice si possono ritrovare in altri giochi:
– Vietnam (o Vietcong ?) 2 – interpreti anche un nord vietnamita, ma chissà perchè incontri solo soldati sud-vietnamiti …
– America’s Army – (lo so che è un gioco inusuale, però rientra nel discorso) nei match multiplayer si è sempre soldati americani, ci pensa il gioco a re-skinnare i nemici come terroristi
– C&C Generals . a parte la superiorità della fazione americana, la campagna dei medio orientali è quanto di più stereotipato possibile: assalti alla croce rossa, armi biochimiche etc .. (strano come un vecchio strategico, World War 3 Black Gold, fosse riuscito a caratterizzare la fazione senza stereotipi troppo invadenti; ecco cosa può fare un 11 settembre …)
In generale la matrice è simile: il nemico DEVE essere percepito come qualcosa di completamente estraneo da noi: egli è capace della brutalità più violenta e dei trucchi peggiori pur di vincere, mentre noi siamo i bravi paladini venuti a far rispettare l’ordine e la giustizia. Tale atteggiamento trova terreno fertile in America, dove una cultura responsabilista puritana (il self-made man e l’American Dream) e una certa propensione verso le armi da fuoco (a 18 puoi acquistare un’arma ma devi aspettare i 21 per acquistare alchol) hanno portato ad una interessante mentalità: io ho il bastone più lungo, quindi io detto legge. A questo punto rimane ancora una cosa da inculcare: come faccio a giustificare una aggressione violenta ? Semplice, divento il poliziotto e convinco agli altri che l’unica possibilità di fermare il criminale è ucciderlo, anche se in realtà lui è prima di tutto un avversario. Acquistare terreno morale (spesso scomodando anche DIo) è un passo decisivo per una qualsivoglia strategia del consenso (Hitler usò moltissimo questa tecnica, facendo leva sulla teoria dello spazio vitale e sui vecchi rancori scaturiti dalla resa alla fine della prima guerra mondiale).
L’americano nel nostro immaginario è quasi sempre stato il giusto: ci ha salvato dal nazi-fascimo (perchè erano degli assassini), ci ha salvato dal comunismo (perchè altrimenti avremmo perso la nosta terra) e adesso ci salva dal terrorismo (perchè vogliono toglierci la nostra fede), il suo compasso morale è diventato (o è sempre stato ?) il nostro, quindi vediamo in lui una figura fraterna (se non addirittura paterna). Questa atteggiamento ha creato anche una certa riverenza artistica: La Via è Bella di Begnini è, obiettivamente, un bel film, ma cos’è che ti fa guadagnare l’Oscar ? Semplice: il carro armato AMERICANO che entra nel campo di concentramento (anche se ci dovevano entrare i russi …); e che bel americano esce dal carro: biondo scuro con gli occhi azzurri (se il film fosse uscito tempo prima, si sarebbe anche fumato una lucky strike, ma questo è un altro discorso …)
Ovviamente questo ragionamento (che sottolineo essere personale) non tiene conto di influenze politico-economiche, ma cerca solo di illustrare (senza ovviamente pretese di esaustività) come un meccanismo che noi vediamo nei videogiochi sia in realtà derivante da una nostra caratteristica culturale ormai radicata.
Già ci vedo Simone Tagliaferri a distruggere questo mio commento xD
\sarcastico
Se non vado errato, nel nostrano “il Rosso e il Nero” titolo multyplayer di qualche anno fa, era possibile interpretare sia partigiani che fascitsti su marte.
Per quanto riguarda Call of Duty, il tuo è un quesito culturale che nadrebbe sicuramente approfondito (almeno dal punto di vista di una qualsivoglia pretesa di antropologia del videoludo) ma, onestamente, interpretare il nazista che ammazza gli americani è una cosa che a livello cognitivo è difficile da accettare. Sarei curioso di conoscere il punto di vista dei tedeschi moderni…
]]>Scherzi a parte, il tuo discorso è diventato molto più evidente nel corso degli anni, fino a raggiungere livelli vomitevoli in MW2, dove non hanno avuto veramente ritegno in quanto a propagandismo. Nei primi COD si cercava ancora, fosse solo nelle schermate di caricamento, di dare il punto di vista del proprio personaggio. In World at War si è adottato il metodo MW: qualche frase figa e un filmato prima di sparare.
Non penso che comunque molti se la prenderebbero, se pure in un videogioco avessero un idea simile. Per contro, la cosa gli farebbe pubblicità.
P.s. ne approfitto per fare un pò il figo: durante la WWII la catena gerarchica militare russa ebbe molti problemi perchè Stalin aveva appena fatto uccidere gli ufficiali più anziani durante le Grandi Purghe :D.
]]>orama la seconda guerra mondiale non tira più, tutte le SH sono migrate verso altri lidi, le speranze di vedere una campagna tedesca sono oramai pari a zero.
perchè non c’è mai stata in passato ? per due motivi sostanzialmente: primo, cod è sempre stato un videogioco commerciale, e si sa che interpretare una nazista fa storcere parecchi nasi, oltre a portarti la furia di associazioni di veterani, associazioni culturali, governi etc.
secondo per un fatto culturale (e qui cerco di fare un discorso più generale): i cod sono giochi altamente filo-americani (per la serie, la storia è scritta dai vincitori) e come tali appartengono ad un schema di pensiero altamente polarizzato, incapace anche solo di concepire una linea di pensiero diversa dalla propria.
Come si riflette questo nei videogiochi ? Semplice, gli yankee sono i migliori, se non fosse stato per loro Hitler sarebbe ancora in vita (concezione profondamente falsa) e tutti gli altri vanno visti come gli vediamo noi.
Vuoi degli esempi di questo rigido schema ? compra l’espansione del primo COD e vedrai che una missione sarà ambientata in Sicilia, noterai che non c’è un solo soldato fascista che ti sbarra la strada. secondo te questo è realistico o appartiene alla visione generale che vede l’Italia, alla fine della guerra, come vicina agli Stati Uniti, configurando come unico nemico europeo il nazismo ?
Un altro esempio: i commissari russi del primo cod, dipinti come assassini dei propri compratrioti e punitori dei codardi; storicamente la figura di commissario politico ha sempre avuto concezioni negative poichè prima di tutto era una figura esterna al tessuto militare, e in secondo piano poichè doveva supplire ad un deficit dell’armata rossa: il dislivello tra comandanti e fanteria non aveva permesso la creazione di una classe di sergenti e tenenti capaci di controllo sulle truppe in campo. Inoltre nella campagna del primo cod, sei costretto a far ammazzare un commissario politico (e sottolineo politico) per continuare. Ora non so te io ci vedo un’aggressione culturale bella e buona (indipendentemente dall’orientamento politico)
Ora ti chiedo, è possibile con questo clima anche solo proporre di immedesimarsi in una figura che unisce, per concezione comune, al soldato un criminale ? è possibile proporre il nazista soldato staccato dal nazzista uccisore di ebrei e di innocenti ? Personalmente ne dubito
]]>Per CoD il discorso è uguale. Non solo i primi erano giochi decenti, ma si portavano dietro la fama di MOHAA Allied Assault (che forse rimane il miglior titolo in assoluto, almeno tra le due serie), che è stato il primo vero FPS inspirato alla WWII con respawn selvaggio e scripting massiccio (ma non massiccio come oggi, all’epoca era molto più discreto e ragionevole…oggi c’è SOLO scripting ed è odiosissimo).
World At War è il solito CoD, ne più ne meno. Ti spacciano scaramucce con 2-3 personaggi immortali (vabbè, personaggi poi…) come battaglie che in realtà hanno avuto proporzioni gigantesche, poi ci mettono qualche sezione dalla torretta e dal carro armato (orribili…le ho sempre odiate), 2-3 kamikaze (immancabili, ovviamente), e la solita parte russa con il tizio assetato di sangue che ti accompagna buttando giù frasi fatte. E nonostante tutto si fa ancora giocare, perchè è abbastanza difficile in alcuni punti da non sembrare ridicolo almeno dal punto di vista della giocabilità.
Una curiosità finale…ma quand’è che avranno il coraggio di metterci anche un pò di campagna tedesca? Nel secondo CoD si vociferava ci fosse, ma non è stato così. Sarebbe un buona idea che cercare almeno di chiudere in bellezza…sempre se si parla di chiudere.
]]>Se poi volgio scervellarmi in stile sudoku, allora è inutile nemmeno parlarne, di Call od Duty in single player, no?
]]>Non sono innovativi per quanto riguarda le meccaniche, ma si può convenire sul fatto che le scelte estetiche a livello di scripting sono state, nel corso dei tempi, abbastanza originali: la morte di Paul Jackson, la cut scene finale, il flashback nei panni del capitano Price e ancora prima, in cod2, la finta libertà nella maggior parte dei livelli ad obiettivi multipli (per non parlare del multiòlayer). Treyarch purtroppo, un pò per saturazione, un pò per esperienza, non è riuscita a costruire script emblematici e originali come quelli di Infinity Ward, limitandosi a fare il copia-carbone.D’altronde Cod rimarne un videogioco di consumo, costretto, come un film d’azione ad alto budget, a tenere la stessa semplice struttura ad ogni iterazione
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