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Per molti italiani vedersi la serie in inglese sottotitolata era impensabile prima di lost, ma l’attesa era talmente spasmodica che molti hanno deciso di non aspettare il doppiaggio.
Ho esperienza di personaggi simili nella mia cerchia di amici e sono sicuro che è lo stesso anche per altri…
]]>Il tutto contornato da uno story arc coerente, senza stiracchiamenti o lacune di pianificazione. E’ interessante un’intervista di Donald D. Moore che spiega che la fortuna della serie è derivata proprio dal non ascoltare né il marketing né i fan e continuare a sviluppare anche personaggi odiatissimi come da copione, per non rovinare la pianificazione narrativa e la qualità della storia (ed infatti BSG è stata una delle poche serie ad incrementare gli ascolti costantemente durante la sua programmazione).
Queste influenze (e non lo dico io, la critica televisiva statunitense è pressoché unanime), hanno cambiato anche Lost facendolo virare su un nerdismo superficiale ed in definitiva alienante per gli ascoltatori più easy sino ad catastrofico dimezzamento degli ascolti che ha costretto a ridurre il marketing e l’appeal della serie (si è un po’ perso l’effetto lo devi vedere perché la vedono tutti).
Come in molti casi, l’adozione di elementi così diversi a mio parere ha migliorato i personaggi ma non ha potuto nulla contro il resto dei problemi della serie (sceneggiatura debole e sensazionalista, troppa attenzione ai desideri del pubblico) che sono rimasti ed hanno progressivamente indebolito tutta l’infrastruttura della serie fino al prevedibile epsiodio non conclusivo (anche perché se il fandom italiano sperava in un finale netto e fomentava questa aspettativa, le interviste statunitensi hanno anticipato, sin dall’inizio dell’ultima serie, che le risposte sarebbero state poche e non del tutto risolutive).
Le congetture che cercano di spiegare le lacune esistono per due motivi. Il primo è che molta gente, delusa, cerca di motivare il suo investimento di tempo. Come dice giustamente Tommaso, chi segue le cose con il cervello, riesce a razionalizzare. Chi aspetta l’intrattenimento fine a sé stesso, il botto finale che non arriva mai e viene perennemente posticipato (X-Files?), alla fine si sente un po’ stupido e, spesso, se ne vergogna (quanti ti vengono a dire: “Ma se non ti è piaciuto perché te lo sei comperato?”). Il secondo, ancora più scontato, è che una serie che racconta una storia non può essere basata su cast ballerini o influenzata dal gradimento puntata dopo puntata (il declino costante e progressivo degli ascolti è una prova sul fatto che Moore ha ragione: mai seguire il pubblico capriccioso). Tantonemo si può ricorrere ad una narrativa infantile che sposta l’attenzione dello spettatore introducendo un mistero nuovo senza spiegare o almeno motivare con coerenza il precedente. La frustrazione alla fine la paghi, perché molti non la sanno razionalizzare ma rimane comunque nell’inconscio dello spettatore e lo lascia deluso.
Personalmente ritengo che qualsiasi storia che si lascia interpretare solo tramite congetture esterne al quadro narrativo è una serie fallimentare, se non altro sul piano della comunicazione, anche se può avere momenti o personaggi ispirati.
In definitiva un grande fenomeno di costume (come WoW, gli iCosi ed uscire il sabato sera altrimenti sei un fallito) che diverte ed ha i suoi momenti ma che la gente ha già iniziato a scordare e lo dimostra anche il fatto che i siti ed i giornali mainstream si sono ricordati di Lost solo DOPO l’ultima puntata, quando inizialmente battevano ed anticipavano ogni singolo episodio (privilegio poi passato alle ultime due stagioni di BSG).