define('DISALLOW_FILE_EDIT', true); define('DISALLOW_FILE_MODS', true); Commenti a: Ha senso chiamarli ancora RPG? https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/ Blog e podcast sui videogiochi, l'universo, e tutto quanto Wed, 29 Feb 2012 09:12:52 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.4.8 Di: StM https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83850 Wed, 29 Feb 2012 09:12:52 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83850 Qualcuno ha capito qual è il problema di censura di cui parla Anonimo?

]]>
Di: Anonimo Codardo https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83832 Mon, 27 Feb 2012 17:41:38 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83832 Complimenti per la censura nell’articolo della traduzione di Dear Esther. Avete perso un lettore.

]]>
Di: ReCaliscetta https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83831 Mon, 27 Feb 2012 17:21:00 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83831 Io però vorrei sottolineare una cosa: quando mai un TES è stato un rpg?

Bethesda li ha “sempre” definiti in questo modo? Ok e buon per loro, ma un giocatore attento riconosce di cosa veramente si tratta e, in questo caso, di cosa NON si tratta.
Certo, in uno stesso genere ci possono essere prodotti parecchio diversi fra loro, questo perchè al di là dei generi c’è sempre un numero variabile di persone con determinate idee, concetti e via dicendo; nonostante ciò vedo somiglianze e punti in comune fra un Torment, un Arcanum, un Deus Ex e un The Witcher.
Tutte somiglianze e punti in comune che non ci sono assolutamente in Morrowind, in Oblivion e in Skyrim.

I vari rpg giapponesi hanno avuto bisogno di una j per non avere e creare “problemi” nella definizione del genere rpg, creando così di fatto un nuovo genere che ha continuato a svilupparsi per conto suo, avendo una sua storia.
Non avrei “problemi” se la Bethesda iniziasse a definire i suoi giochi come brpg, per dire.

]]>
Di: Rudi "Mr Rud" Oxa https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83684 Tue, 31 Jan 2012 19:29:53 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83684 Basalto, dei contare che molti giocatori, me compreso, preferiscono un blank state character, un personaggio “vuoto” che sia più una proiezione del giocatore, che un’entità solida che abbia delle caratteristiche indipendenti. La backstory del protagonista (che sia Geralt, Shepard, Hawke o persino il Lone Wanderer di Fallout 3) è percepita come un peso, una serie di avvenimenti al di fuori del controllo del giocatore. In tal senso tu non pensi come un witcher, ma come Geralt il witcher, in che è leggermente diverso. 

]]>
Di: dr Basalto https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83643 Fri, 27 Jan 2012 10:11:53 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83643 Entrambi i The Witcher, soprattutto il secondo capitolo, mi sembrano degli esponenti ben più validi di FO:NV… 
Il fatto che ci sia un protagonista non completamente personalizzabile (ha il proprio background, il proprio carattere…) secondo me incrementa l’empatia nei suoi confronti, portando qualunque giocatore a “pensare da witcher”; l’ho trovato un gran gioco, uno dei migliori RPG degli ultimi anni.

]]>
Di: Rudi "Mr Rud" Oxa https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83581 Sat, 14 Jan 2012 11:25:39 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83581 Grazie per i complimenti, detto questo, un paio di chiarimenti:

L’intento dell’articolo è semplicemente quello di evidenziare come alcune scelte di design influenzino gli “RPG” moderni, fino a renderli non più tali (seconda la mia modesta opinione). E’ ovvio che per argomentare la mia tesi parto da una assunzione, cioè che gli RPG hanno determinate caratteristiche, attribuendo una certa qualità a queste caratteristiche (qualità delle scelte, qualità delle skil etc), in modo che siano attinenti con un certo canone o idea (quella “tradizionale” dei role playing games). Non si vogliono ne imporre direzioni nel design, ne giudizi su quale gioco sia migliore.

]]>
Di: le_mirage https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83580 Sat, 14 Jan 2012 10:41:46 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83580 Personalmente, la cosa che più non mi piace di un videogioco…è quando sembra troppo un videogioco. Non ha senso asservire l’intera sceneggiatura di un rpg alla non-linearità e alla volontà del giocatore di…giocarla, solo perchè i game designer, negli ultimi anni, hanno interpretato il successo dei free-roaming come una pretesa di totale prevedibilità, sicurezza e controllo da parte del giocatore dell’ambiente di gioco.
Senza entrare in questioni troppo complicate, quel che ci vorrebbe oggi per modernizzare un pò il genere è il recupero di un impianto narrativo magari più restrittivo, ma più curato e coerente, e di conseguenza, più affascinante. Questo non vuol dire necessariamente intofarlo di roba (mille libri, mille gilde, mille dettagli inutili) ma piuttosto riuscire a tirare fuori il massimo da pochi elementi, che stiano li a fare qualcosa di più che semplice scena o ambientazione.

]]>
Di: Desmondo https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83579 Sat, 14 Jan 2012 08:48:12 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83579 P.S. Credo che la riuscita di un RPG possa essere stabilita quando, dopo aver completato il gioco una prima volta, si abbia voglia di rigiocarlo in maniera differente.

]]>
Di: Desmondo https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83578 Sat, 14 Jan 2012 08:42:49 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83578 Sono d’accordo su tutta la linea, e ricordo di aver fatto le stesse considerazioni proprio giocando a Deus Ex: Human Revolution (sì, l’haking diventava una soluzione troppo comoda e i boss di “fine livello”, oltre a essere odiosi e poco carismatici, forzavano molto l’evoluzione del personaggio, che in ogni caso alla fine del gioco aveva sbloccato quasi tutti i potenziamenti…)
Anche per questo non rigiocherò mai HR, perché a conti fatti credo di essermi “perso” (tramite le scelte effettuate) solo una porzione ridottissima del gioco (azzardo, un 2% di gioco più un filmatino finale?).
Stesso macroscopico errore di Oblivion e Morrowind (non ho ancora giocato a Skyrim), dove potevi diventare il capo di tutte le gilde, fare un po’ tutte le missioni e – in definitiva – arrivare a completare praticamente tutto il gioco – compreso di ogni sidequest – in una sola partita (io non l’ho fatto perché era diventato TROPPO ripetitivo, ma credo sia così, no?).
Solo Vampire – The Masquerade: Bloodline mi ha dato un senso di soddisfazione in questo senso, con delle partite realmente differenziate tra loro.

]]>
Di: Jeemee https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83574 Fri, 13 Jan 2012 19:27:09 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83574 Nevade quello che dici può adattarsi correttamente a molte cose, a correnti musicali così come generi cinematografici ciò nonostante qui siamo posti di fronte ad un problema di natura diversa.
Il genere porta nel nome stesso delle caratteristiche che non sono contemplate nell’opera, “Role Playing” indica un’atteggiamento specifico di cui si discute la mancanza.
Non giudico male Skyrim in quanto action, o in quanto free-roaming, ma lo giudico male proprio perchè si prende l’onere di autodefinirsi RPG senza introdurre nessuna delle caratteristiche associabili al giocare di ruolo.
Il mio riferimento in questo caso sono solo in parte i precedenti videogiochi di ruolo, principalmente io tengo in considerazione l’esperienza cartacea, poichè i videogiochi del passato possono essere stati limitati dalla tecnologia a disposizione o dallo sviluppo concettuale del medium (e quindi portare in se delle lacune dovute ad altri fattori) mentre l’esperienza cartacea rappresenta la pienezza del genere.
Sono d’accordo con l’evoluzione del linguaggio e della forma, però questa deve essere reale, qui invece si nota più che altro una riduzione degli elementi e delle variabili, e una bieca operazione di semplificazione per venire in contro ad un pubblico che non ha ne tempo ne voglia di sbagliare, cercando il più possibile di massimizzare la soddisfazione del giocatore attraverso l’estensione piuttosto che la profondità dell’esperienza di gioco.
Non mi considero un reazionario, anzi, ma non accetto di buon grado un cambio che non rappresenti un miglioramento.

]]>
Di: Nevade https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83573 Fri, 13 Jan 2012 19:01:22 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83573 Ci sono troppi e troppo studi sul senso ontologico e semantico del termine “genere” per affrontare la cosa così a cuor leggero.
I generi variano, mutano, si evolvono in un continuo magma evolutivo trascinando via ogni paletto fissato come punto di riferimento.
Ha senso chiamarli RPG? Si, perchè oggi indicano quello, è ottuso non riconoscere il cambiamento che c’è stato.
Poi liberissimi di rimpiangerlo, per carità.

]]>
Di: Jeemee https://arsludica.org/2012/01/13/ha-senso-chiamarli-ancora-rpg/comment-page-1/#comment-83571 Fri, 13 Jan 2012 13:17:52 +0000 http://arsludica.org/?p=19980#comment-83571 Ottimo articolo, sono d’accordo con tutto.
Complimenti Rud.

]]>