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Bethesda li ha “sempre” definiti in questo modo? Ok e buon per loro, ma un giocatore attento riconosce di cosa veramente si tratta e, in questo caso, di cosa NON si tratta.
Certo, in uno stesso genere ci possono essere prodotti parecchio diversi fra loro, questo perchè al di là dei generi c’è sempre un numero variabile di persone con determinate idee, concetti e via dicendo; nonostante ciò vedo somiglianze e punti in comune fra un Torment, un Arcanum, un Deus Ex e un The Witcher.
Tutte somiglianze e punti in comune che non ci sono assolutamente in Morrowind, in Oblivion e in Skyrim.
I vari rpg giapponesi hanno avuto bisogno di una j per non avere e creare “problemi” nella definizione del genere rpg, creando così di fatto un nuovo genere che ha continuato a svilupparsi per conto suo, avendo una sua storia.
Non avrei “problemi” se la Bethesda iniziasse a definire i suoi giochi come brpg, per dire.
L’intento dell’articolo è semplicemente quello di evidenziare come alcune scelte di design influenzino gli “RPG” moderni, fino a renderli non più tali (seconda la mia modesta opinione). E’ ovvio che per argomentare la mia tesi parto da una assunzione, cioè che gli RPG hanno determinate caratteristiche, attribuendo una certa qualità a queste caratteristiche (qualità delle scelte, qualità delle skil etc), in modo che siano attinenti con un certo canone o idea (quella “tradizionale” dei role playing games). Non si vogliono ne imporre direzioni nel design, ne giudizi su quale gioco sia migliore.
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