OK, dopo oltre un anno, ho deciso di riattivare WOW. Per stare con degli amici, per fare qualcosa di easy e anche per apprezzare come il gioco sia evoluto durante la mia assenza.
Capitemi, venendo da MMOG sicuramente più gratificanti ed impegnativi (EQ1, EQ2, EVE), scoprire che una delle grosse feature aggiunte è stato un dimezzamento dell’esperienza necessario a livellare è stato un mezzo trauma. Se prima era easy mode, ora è super-fast easy mode e gran parte dell’ottima ambientazione si perde in PG che speedlivellano by design in poche settimane. Vabbé. Se non altro si fanno meno quest grindose.
Loggo il mio Warrior 60, vestito quasi tutto d’epico made in Ahn’Qiraj (che ci volete fare, ai miei tempi era l’ultima moda!) e provo ad intrufolarmi in un pick-up raid per quel level range, niente di drammatico, solo per scoprire com’è l’andazzo ora che certe aree sono state praticamente desertificate da un’espansione parecchio sbilanciata e successivamente rese accessibili anche a cerebrolesi in carrozzella abbassandone clamorosamente la difficoltà.
Appena trovo un gruppo scopro che Blizzard ha deciso che l’allocazione dei miei talenti andava rivista. Qualsiasi gioco online mi avrebbe semplicemente permesso un respec gratuito perché la mia classe aveva subito cambiamenti potenzialmente penalizzanti, Blizzard, che è mooolto avanti, ha preferito togliermi tutti i punti senza colpo ferire, senza nessuna speranza di poter ricordare o recuperare la build precedente. Bell’esempio di accessibilità.
Alloco i punti alla meno peggio, utilizzando una spec Fury-based di mio gradimento presa da Wikia (sperando che i DPS siano ancora tali da giustificare i rischi, cosa di cui dubito), conscio che dovrò farmare gold per giorni per rifarla come si deve. Finalmente si parte, ci incontriamo al punto stabilito (vicino Molten Core) e vengo sgruppato senza neanche una ragione.
Chiedo perché.
“Your gear sucks”.
E’ vero, ma è pur sempre un equip epico di tutto rispetto, con il fire resist necessario per Molten al posto giusto (e non il resist che serve ora, quello di un anno fa, quando l’istanza richiedeva giorni e i mob erano molto più aggressivi!). I ragazzuoli sono vestiti di verde e blu, ma è tutto proveniente da TBC, drop piuttosto esagerati, che di fatto hanno azzerato il bilanciamento ed il valore di quasi tutto l’equip presente nel vecchio mondo. Sniff.
Meno male che il nuovo XP revamp mi frutta più di mezzo livello semplicemente finendo due quest di fazione vecchie che erano rimaste in sospeso. Magari c’era pure l’XP stagionatura oltre al rest bonus?
Senza neanche sindacare sloggo un po’ depresso. Visto che la Blizzard ha seguito l’approccio “didattico” spianandomi tutti gli spec di tutti i PG (poi c’è da stupirsi che hanno svenduto a Vivendi?), utilizzo un vecchio paladino (o palapacco, come lo chiamo io), su un altro server. Essendo di livello 12 il trauma di rifare la build è minimo. Essendo appena all’inizio potrò re-imparare il gioco in quei 15 giorni necessari ad arrivare all’endgame (a questo punto l’opzione per partire subito all’80 sembra quasi necessaria).
Mi ritrovo la quest per uccidre Hogger sul journal e decido di trovare gruppo. Come al solito lo trovo quasi immediatamente, anche se uno dei miei due compagni di avventura (il Priest) indugia non poco a mazzolare mob altrove. Dopo mezz’ora il gruppo si riunisce e siamo pronti ad iniziare. Mio Dio, il respawn rate dei mob è a livelli mai visti (o meglio, visti, su giochi tipo Silkroad Online, però) e ci sono decine di persone (?) che farmano come ossessi e chattano di stronzate senza senso!
Appena appare Hogger il prete mi dice: “You tank”.
Ok, me tank. Pullo.
Quando l’eroico è a metà HP muoio perché mi accorgo di non essere mai stato curato. C’est la vie. Battutina simpatica, smadonnamenti in privato, mi reincammino verso il cadavere. Dalla chat vedo che i miei due compari lootano il corpo di Hogger, che quando arrivo è già despawnato, lasciandomi senza quest item. Duh! Neanche faccio in tempo a rientrare nei miei panni mortali che i miei due compari mi ringraziano e disbandano. Dichiaro il mio sdegno in maniera pacata.
“Dude, get a life” e poi in ignore list.
Sono tornato su WOW.
E non è cambiato un cazzo.
RSS


Sono stato un pischello videoludicamente sottodotato fino al dodicesimo anno d’età, quando fece il suo ingresso in casa, e soppiantò il Commodore Vic 20, un altisonante IBM PS/1 con il rulleggiante dos 6.2 e lo psichedelico Windows 3.1.
La prima volta con un videogioco la ricordo distintamente nella sua atmosfera generale, ma molto vagamente nella sua specificità. L’idea di comprendere cosa successe nel momento fatidico di fascinazione definizionale e di nascita dell’esigenza di giocare (più che della successiva volontà di farlo) mi gira in mente da un po’ di tempo e vorrei riuscire a diradare le nubi che separano il momento in cui ancora “ero” da quello in cui “sono diventato”. La verità è che la prima volta non fu la vera prima volta. Iniziai con Pong giocato a casa di un amichetto. E finì lì. Tornai a casa mia che ancora “ero”. Non ricordo nemmeno se mi piacque oppure no. Ricordo il gioco ma non se fosse il vero e proprio Pong o qualcos’altro che ne portava lo stesso nome. Erano due barrette e c’era un quadrato che rappresentava la palla. Tanto basta. Ricordo un’esperienza successiva con un Game & Watch. Un Frogger realizzato molto bene (con tutti i limiti del sistema in se… comunque Frogger era il gioco ideale per i Game & Watch), uno schiacciapensieri avanzato con cui giocai a lungo. Mi buttavo sul letto e andavo avanti per ore fino a consumare le due batterie necessarie per farlo vivere. Il sistema di controllo era formato da un solo joystick mcroscopico e un paio di tasti di cui non ricordo bene neanche le funzioni (il colore mi è rimasto stampato nella mente… e ho pure trovato una sua immagine su internet…). Immagino che il seme fosse stato gettato già con queste due esperienze preliminari e immagino anche che sia scorretto cercare di individuare il momento di passaggio tra un passato e un presente che dal passato si estende fino al futuro che è oggi (non rompete, questo periodo non ammette virgole, altrimenti si capirebbe quanto è assurdo). Sono anche cosciente che l’esperienza è fluida e che non può essere ricostruita per momenti.