define('DISALLOW_FILE_EDIT', true); define('DISALLOW_FILE_MODS', true); amanita design – ArsLudica.org https://arsludica.org Blog e podcast sui videogiochi, l'universo, e tutto quanto Mon, 03 Nov 2014 21:23:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.4.8 49222165 Osada per immagini https://arsludica.org/2011/04/07/osada-per-immagini/ https://arsludica.org/2011/04/07/osada-per-immagini/#comments Thu, 07 Apr 2011 11:23:58 +0000 http://arsludica.org/?p=17708 Per saperne di più]]> Osada è un’avventura grafica molto semplice, realizzata da Amanita Design (Samorost, Machinarium). Tutto quello che bisogna fare è trovare i punti interattivi e cliccare, quindi non aspettatevi qualcosa di impegnativo a livello di enigmi. Noi vi proponiamo una galleria di immagini, che riescono a descriverlo meglio di qualsiasi recensione scritta.












Osada

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Machinarium (second opinion) https://arsludica.org/2010/10/05/machinarium-second-opinion/ https://arsludica.org/2010/10/05/machinarium-second-opinion/#comments Tue, 05 Oct 2010 05:00:34 +0000 http://arsludica.org/?p=13810 Per saperne di più]]> Prodotto e sviluppato da Amanita Design | Piattaforme PC, Mac | Pubblicato il 16 ottobre 2009

Machinarium è un gioco difficile da recensire. È come pretendere di sintetizzare in parole un brano jazz o un quadro di Dalì. Ci vuole arroganza, supponenza e pretendere da sé stessi un qualcosa che nessuno è in grado di produrre. Eppure, altro non è se non un’avventura grafica priva di dialoghi scritti; un gioco in cui l’interazione tra i personaggi avviene grazie ad immagini, suoni e brillanti fumetti. Machinarium è tutto questo, senza esserlo. Amanita Design, già autrice di Samorost e Samorost 2, ha in realtà illuminato una strada che gli sviluppatori che verranno dopo di lei dovrebbero intraprendere, se volessero cimentarsi con la realizzazione di avventure grafiche punta e clicca, senza cadere nei soliti, abusati e nauseabondi cliché.

La storia è quasi banale: espulsi da una città meccanica, popolata da robot ed ingranaggi corrosi dall’usura e dall’umidità, vestiremo i panni di un piccolo e spaventato eroe senza nome, che cercherà di raggiungere la sommità di una torre per disinnescare una pericolosa bomba e ripristinare l’ordine delle cose. A fare la parte del gatto e della volpe ci penseranno due loschi figuri, che incontreremo a più riprese durante la decina di ore necessaria ad arrivare ai titoli di coda.

Tre cose concorrono a rendere Machinarium un’esperienza fuori dall’ordinario. In primo luogo i disegni. Fondali ed elementi di gioco magistralmente realizzati a mano, con scelte cromatiche e di tratteggio davvero squisite. L’impatto visivo risulta al contempo morbido e avvolgente, lasciandoci in bocca giusto un retro gusto di polvere e Terra di Siena. Gli screenshot, che potrebbero benissimo essere considerati piccole opere d’arte moderna, esemplificano alla perfezione quanto sto cercando di comunicare. Quasi fossimo alla Fiera di Sinigallia di Milano, percorreremo strade in cui la decadenza delle macchina ha vinto sulla spinta propulsiva in essa contenuta. Androidi accattoni e sans papier che calcano le strade alla ricerca di pezzi di ricambio e latte d’olio, ingranaggi mal funzionanti che ostacolano il passaggio, pozzanghere sporche e macchie di unto alle pareti dei palazzi. Un intero mondo meccanico alla deriva, dove l’unico elemento costante sembra il tempo, che si è fermato in un imprecisato momento di questo futuro anteriore ipotizzato da Amanita.

In secondo luogo gli enigmi. Logici, senza forzature o sbavature. Nessuna volontà di allungare una minestra già sufficientemente saporita per essere assaggiata, gustata e riproposta. Quella sensazione da “ne voglio ancora” risuona come un sottofondo perenne non appena si è giunti alla fine di questa mai troppo lunga storia. Ché di storia d’amore, alla fine, si parla. Come si diceva all’inizio, è difficile descrivere l’armonia con cui enigmi, png e plot si mescolano in una miscela perfetta, che non porge il fianco a nessuna particolare critica, se non quella di essere tanto geniale da rischiare di non essere compresa sino in fondo.

L’ultimo elemento che merita menzione è l’accompagnamento sonoro, che riesce a vincere sui concorrenti nonostante la totale assenza di dialoghi. Musiche e ritmi dolci, che ammantano luoghi e azioni, esaltandone la dimensione onirica già sperimentata con i precedenti lavori di Amanita.

Machinarium è un gioco che tutti dovrebbero giocare. Anche chi vive di pane e frag, anche chi odia le avventure grafiche e il concetto di punta e clicca, anche chi considera il videogame come un mezzo inespressivo e non capace di proporre contenuti artistici degni di essere messi in vetrina o appesi alle pareti di casa.



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Machinarium si svende per combattere la pirateria https://arsludica.org/2010/08/07/machinarium-si-svende-per-combattere-la-pirateria/ https://arsludica.org/2010/08/07/machinarium-si-svende-per-combattere-la-pirateria/#comments Sat, 07 Aug 2010 15:33:09 +0000 http://arsludica.org/?p=12806 Per saperne di più]]>
Deve essere bello ricevere lodi sperticate da chiunque per il proprio lavoro, videogiocatori compresi. Crei un’avventura grafica originale e stilisticamente impeccabile, la fai pagare pochino per permettere a tutti di acquistarla senza svenarsi. La fai PC only. La crei stabile e in grado di girare su tutti i PC. Ovvero ammazzi tutte le scuse classiche che i pirati usano per giustificare il fatto che scaricano i giochi invece di comprarli.

Poi scopri che il 90% degli utenti usa copie pirata del tuo lavoro e, invece di lamentarti, abbassi il prezzo del gioco per qualche tempo, portandolo nella fascia dei cappuccini con cornetto e permettendo di scaricare la versione PC, quella Mac e la colonna sonora completa. Vi sembra impossibile? No, è quello che è successo ad Amanita Design con il loro splendido Machinarium. Se non lo avete ancora fatto, a 5$ non potete non comprarlo. Se lo avete scaricato, siete semplicemente stronzi e non ci si può proprio fare niente in questo caso.

MACHINARIUM A 5$

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